Eospalax cansus

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Zokor del Gansu
Immagine di Eospalax cansus mancante
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaSpalacidae
SottofamigliaMyospalacinae
TribùMyospalacini
GenereEospalax
SpecieE. cansus
Nomenclatura binomiale
Eospalax cansus
(Lyon, 1907)
Sinonimi

Myotalpa cansus
Myospalax cansus
Myospalax cansus shenseius
Myospalax fontanierii cansus

Lo zokor del Gansu (Eospalax cansus (Lyon, 1907)) è una specie di roditore della famiglia Spalacidae, appartenente alla sottofamiglia Myospalacinae. È endemico della Cina centro-settentrionale, dove occupa soprattutto praterie, steppe arbustive e ambienti montani dell'altopiano del Loess e delle regioni circostanti. Come gli altri zokor, conduce una vita prevalentemente sotterranea e costruisce sistemi di gallerie utilizzando le robuste zampe anteriori, provviste di grandi artigli.

È un roditore di medie dimensioni, dalla corporatura robusta e cilindrica, con una pelliccia prevalentemente brunastra, occhi piccoli e una coda breve. Si nutre soprattutto di radici e altre parti sotterranee delle piante e conduce generalmente una vita solitaria. La riproduzione avviene soprattutto tra aprile e luglio, con figliate comprendenti generalmente due o tre piccoli.

La specie fu descritta nel 1907 con il nome Myotalpa cansus, ma venne successivamente considerata una sottospecie dello zokor cinese (Eospalax fontanierii). Le analisi morfologiche e genetiche ne hanno sostenuto il riconoscimento come specie distinta.

Lo zokor del Gansu è particolarmente interessante per gli studi sull'adattamento dei mammiferi agli ambienti caratterizzati da una ridotta disponibilità di ossigeno. Ricerche genomiche recenti hanno evidenziato possibili fenomeni di introgressione genetica con lo zokor degli altopiani (Eospalax baileyi), che potrebbero aver favorito la colonizzazione di ambienti a quote relativamente elevate.

Descrizione

Lo zokor del Gansu è un roditore fossorio di taglia media, caratterizzato da una corporatura robusta e cilindrica, da un collo relativamente corto e da una testa larga. La lunghezza della testa e del corpo varia generalmente tra 155 e 230 mm, mentre la coda misura tra 33 e 66 mm. Il peso corporeo è compreso approssimativamente tra 150 e 430 g; i maschi sono mediamente più grandi delle femmine e gli individui delle popolazioni d'alta quota tendono ad avere dimensioni maggiori rispetto a quelli delle regioni meno elevate. La pelliccia è folta, morbida e prevalentemente brunastra, con una colorazione generalmente più scura rispetto a quella di Eospalax fontanierii. I singoli peli presentano una base grigio scura, mentre le estremità sono brune. La caratteristica macchia bianca sulla fronte, frequentemente osservata nello zokor cinese, è generalmente assente oppure molto piccola. La coda e le zampe sono scarsamente ricoperte di peli, mentre gli individui immaturi presentano un mantello prevalentemente grigio. Gli occhi sono piccoli ma funzionali e le orecchie esterne risultano fortemente ridotte, caratteristiche associate alla vita sotterranea. Il muso è relativamente largo e provvisto di vibrisse sensibili, utilizzate durante l'esplorazione delle gallerie. La coda è breve e poco appariscente, mentre gli arti anteriori sono robusti e particolarmente sviluppati.

Caratteristiche craniche

Il cranio dello zokor del Gansu presenta alcune caratteristiche utili per distinguerlo dalle specie affini. La cresta occipitale mediana è particolarmente sviluppata, mentre uno dei caratteri diagnostici della dentatura è rappresentato dalla presenza di due pieghe rientranti dello smalto in un molare superiore. La regione cranica è robusta e presenta strutture adatte all'inserzione di potenti muscoli masticatori. Gli incisivi sono a crescita continua e separati dai denti posteriori da un ampio diastema, mentre i molari possiedono superfici occlusali specializzate nella triturazione di materiale vegetale. Le differenze craniche e dentarie hanno svolto un ruolo importante nelle revisioni tassonomiche della specie. Studi morfometrici hanno evidenziato che lo zokor del Gansu possiede generalmente dimensioni corporee e craniche inferiori rispetto allo zokor cinese, contribuendo a sostenere la loro distinzione specifica.

Adattamenti alla vita sotterranea

Come gli altri rappresentanti della sottofamiglia Myospalacinae, lo zokor del Gansu è altamente specializzato per la vita fossoria. Le zampe anteriori possiedono artigli lunghi, robusti e ricurvi, impiegati per disgregare il terreno durante la costruzione delle gallerie. La muscolatura degli arti anteriori e della regione scapolare è particolarmente sviluppata, permettendo all'animale di esercitare una notevole forza sul substrato. Questa modalità di scavo differisce da quella degli spalaci propriamente detti, appartenenti ai generi Spalax e Nannospalax, che utilizzano prevalentemente gli incisivi. Negli zokor, invece, il lavoro principale è svolto dagli arti anteriori, mentre la testa e il corpo contribuiscono a spostare il materiale scavato verso l'esterno. Durante la locomozione sulla superficie, gli artigli anteriori possono essere ripiegati sotto la pianta del piede, riducendone l'esposizione all'usura.

Distribuzione e habitat

Lo zokor del Gansu è endemico della Cina centrale e nord-occidentale. La distribuzione comprende soprattutto le province del Gansu, del Ningxia, dello Shaanxi, del Sichuan e dello Hubei. La specie è particolarmente associata all'altopiano del Loess e ai rilievi situati a nord delle montagne Qinling. Nella parte occidentale dell'areale, alcune popolazioni raggiungono il margine orientale dell'altopiano del Tibet, dove possono entrare in contatto con quelle dello zokor degli altopiani.

Habitat

Gli ambienti principali sono costituiti da praterie, steppe arbustive e foreste relativamente aperte, generalmente a quote comprese tra 1500 e 2500 m. Le gallerie vengono costruite soprattutto in aree caratterizzate da un'elevata concentrazione di graminacee, artemisie e piante del genere Thymus. La presenza dello zokor del Gansu dipende principalmente dalla struttura del terreno e dalla disponibilità di risorse alimentari sotterranee. I suoli relativamente profondi e morbidi permettono di costruire sistemi di gallerie estesi, mentre i substrati rocciosi o molto compatti possono ostacolare l'attività fossoria. La disponibilità di una copertura erbacea sufficientemente sviluppata costituisce inoltre un'importante fonte di alimenti. La specie può occupare anche ambienti modificati dall'uomo, compresi pascoli e terreni agricoli. In queste aree può utilizzare le radici di piante coltivate e spontanee, ma la costruzione delle gallerie può provocare danni alla vegetazione e alle attività agricole.

Biologia

Alimentazione

Lo zokor del Gansu è un roditore prevalentemente erbivoro, che si nutre soprattutto delle parti sotterranee delle piante. La dieta comprende radici, rizomi, tuberi e altre strutture vegetali, raggiunte mediante le gallerie di alimentazione. Gli animali possono utilizzare una varietà relativamente ampia di piante erbacee, soprattutto quelle presenti nelle praterie e nelle steppe arbustive. La composizione dell'alimentazione varia probabilmente in relazione alla stagione, all'altitudine e alla disponibilità locale delle risorse, ma le informazioni quantitative specifiche rimangono limitate. Nelle aree agricole la specie può nutrirsi delle radici di differenti colture, comprese quelle della soia. Il consumo delle parti sotterranee e l'attività di scavo possono quindi provocare danni alle piante coltivate.

Costruzione delle gallerie

Lo zokor del Gansu trascorre quasi tutta la propria esistenza nel sottosuolo, dove costruisce sistemi di gallerie destinati alla ricerca del cibo, al riposo e alla riproduzione. Le tane comprendono passaggi relativamente superficiali, che permettono di raggiungere gli apparati radicali delle piante, e gallerie più profonde utilizzate per il riposo e la protezione. La costruzione avviene principalmente mediante gli artigli anteriori, utilizzati per disgregare il terreno. Il materiale scavato viene successivamente spostato verso l'esterno, dove può formare caratteristici cumuli di terra. I maschi possiedono generalmente sistemi di gallerie più estesi rispetto alle femmine, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Le dimensioni e la disposizione dei passaggi sono influenzate dalla distribuzione delle risorse vegetali e dalla presenza di altri individui. Le gallerie offrono condizioni microclimatiche relativamente stabili e contribuiscono a limitare l'esposizione alle oscillazioni termiche e ai predatori.

Organizzazione sociale e comunicazione

Lo zokor del Gansu conduce una vita prevalentemente solitaria. Gli individui occupano generalmente sistemi di gallerie distinti e possono mostrare comportamenti aggressivi nei confronti di altri adulti, soprattutto durante gli incontri diretti. I maschi sono generalmente più aggressivi delle femmine e occupano territori sotterranei relativamente più estesi. La comunicazione avviene attraverso segnali acustici e vibrazioni trasmesse attraverso il terreno. La specie può produrre segnali sismici mediante movimenti ripetuti della testa contro le pareti o il soffitto delle gallerie. Quando è spaventata, può inoltre emettere richiami acuti. Le osservazioni indicano che gli individui sono in grado di riconoscere la presenza e la posizione dei vicini. Quando un sistema di gallerie viene abbandonato o il suo occupante scompare, il territorio può essere rapidamente occupato da un altro individuo. Questa organizzazione può favorire l'esistenza di sistemi sotterranei parzialmente sovrapposti, facilitando gli incontri tra maschi e femmine durante il periodo riproduttivo.

Riproduzione

Il periodo riproduttivo dello zokor del Gansu si estende generalmente da aprile a luglio. Con l'avvicinarsi della stagione degli accoppiamenti, i maschi aumentano il consumo di alimenti e l'attività di scavo, mentre i testicoli discendono nella regione scrotale. Le osservazioni condotte in cattività hanno mostrato che gli incontri tra maschi e femmine possono inizialmente essere caratterizzati da comportamenti aggressivi, seguiti da una progressiva diminuzione dell'ostilità e dall'accoppiamento. Il corteggiamento può protrarsi per circa 25 giorni, mentre gli accoppiamenti avvengono soprattutto durante le ore mattutine. Le singole copule possono durare da 10 a 30 minuti e ripetersi per diversi giorni consecutivi. Le femmine partoriscono generalmente figliate comprendenti da uno a cinque piccoli, più frequentemente due o tre. Le informazioni disponibili non permettono di stabilire con precisione la durata della gestazione, dell'allattamento e il periodo necessario ai giovani per raggiungere l'indipendenza in tutte le popolazioni. Ulteriori studi sono quindi necessari per chiarire eventuali differenze riproduttive tra le diverse regioni dell'areale.

Predatori e ruolo ecologico

Lo zokor del Gansu costituisce una risorsa alimentare per diversi carnivori delle steppe e delle praterie montane della Cina settentrionale. Tra i predatori documentati figurano la donnola degli Altai (Mustela altaica) e la puzzola delle steppe (Mustela eversmanii). Resti della specie sono stati inoltre rinvenuti nelle borre di alcuni rapaci notturni. La vita prevalentemente sotterranea riduce l'esposizione ai predatori, ma gli individui possono essere catturati durante gli spostamenti sulla superficie o quando i carnivori riescono a raggiungere le gallerie. Attraverso l'attività di scavo, lo zokor del Gansu contribuisce al rimescolamento del terreno e al trasporto di materiale dagli strati profondi verso la superficie. I cumuli di terra prodotti dalle tane possono modificare localmente la copertura vegetale, la porosità del suolo e la distribuzione delle risorse disponibili per le piante. Questi effetti possono risultare differenti secondo l'intensità dell'attività fossoria e le condizioni ambientali. In alcuni casi, l'accumulo di terreno può danneggiare le piante presenti, mentre in altri può creare nuove superfici disponibili per la colonizzazione da parte della vegetazione.

Rapporti con l'uomo

In alcune regioni della Cina, lo zokor del Gansu viene considerato un animale dannoso per l'agricoltura e per il recupero degli ambienti degradati. Il consumo delle radici e delle altre parti sotterranee delle piante può compromettere le coltivazioni, mentre l'attività di scavo può interferire con la crescita della vegetazione e con gli interventi di ripristino forestale. La specie può danneggiare le giovani piantine utilizzate nei progetti di rimboschimento e alcune colture agricole, tra cui la soia. La presenza di numerosi cumuli di terra può inoltre ridurre temporaneamente la copertura erbacea e modificare la struttura superficiale del terreno. Il ruolo ecologico degli zokor è tuttavia complesso. La loro attività contribuisce anche al rimescolamento degli strati del suolo e può favorire la formazione di microhabitat. Gli effetti complessivi dipendono quindi dall'intensità dell'attività fossoria, dalla pressione del pascolo e dalle condizioni di conservazione della vegetazione.

Conservazione

Lo zokor del Gansu non risulta attualmente valutato separatamente nella Lista rossa IUCN secondo la classificazione adottata dal Mammal Diversity Database, che lo riconosce come specie distinta. La Lista rossa cinese dei vertebrati, pubblicata nel 2016, classificava invece la specie come a minor preoccupazione (Least Concern, LC). Lo zokor del Gansu possiede una distribuzione relativamente ampia e può risultare abbondante in alcune località. È inoltre presente in aree protette e mostra una certa capacità di occupare ambienti modificati dall'uomo. Tra le principali pressioni ambientali figurano il sovrapascolo, la degradazione delle praterie, l'erosione del suolo e gli interventi di controllo delle popolazioni considerate dannose per l'agricoltura. Le relazioni tra queste pressioni e la presenza degli zokor sono tuttavia complesse. Ulteriori ricerche sono necessarie per valutare gli effetti delle differenti pratiche di gestione dei pascoli e degli interventi di ripristino ambientale sulla consistenza delle popolazioni.

Tassonomia

Lo zokor del Gansu venne descritto scientificamente nel 1907 dallo zoologo statunitense Marcus Ward Lyon Jr., con il nome originale Myotalpa cansus. La descrizione apparve nell'articolo Notes on a small collection of mammals from the Province of Kan-su, China, pubblicato negli Smithsonian Miscellaneous Collections. La località tipica è Taozhou, nell'attuale provincia del Gansu. L'olotipo è conservato nelle collezioni dello Smithsonian National Museum of Natural History, a Washington, con il numero di catalogo USNM 144022. La specie venne successivamente trasferita al genere Myospalax e, in seguito, a Eospalax. Nel 1940, Glover Morrill Allen la considerò una sottospecie dello zokor cinese, Eospalax fontanierii, includendo nella sua sinonimia anche Eospalax rufescens. Tra i sinonimi storici figurano Myospalax cansus shenseius Thomas, 1911, descritto sulla base di esemplari provenienti dallo Shaanxi, e le combinazioni infraspecifiche Myospalax fontanierii cansus ed Eospalax fontanierii cansus.

Riconoscimento come specie distinta

Le revisioni tassonomiche più recenti hanno sostenuto il riconoscimento dello zokor del Gansu come specie autonoma, distinta da Eospalax fontanierii, Eospalax rufescens ed Eospalax baileyi. Le differenze comprendono caratteri della morfologia cranica, della dentatura, del mantello e di alcuni organi interni, oltre a caratteristiche delle sequenze genetiche. Uno studio pubblicato nel 2014 da Su e collaboratori ha analizzato le relazioni tra gli zokor mediante sequenze di DNA mitocondriale, contribuendo a chiarire la distinzione tra le principali specie del genere Eospalax. All'interno dello zokor del Gansu sono state individuate almeno tre linee mitocondriali geograficamente differenziate, associate rispettivamente allo Shaanxi centrale, al Ningxia e al Gansu sud-orientale, e al Qinghai orientale e Gansu sud-occidentale. Questi raggruppamenti sembrano corrispondere approssimativamente ad alcune differenze morfometriche osservate nelle popolazioni. Non è tuttavia ancora chiaro se rappresentino semplici varianti geografiche oppure unità evolutive sufficientemente differenziate da giustificare un ulteriore riconoscimento tassonomico. La specie viene pertanto generalmente considerata monotipica, in attesa di ulteriori ricerche.

Studi filogenomici

Nel 2022, Tao Zhang e collaboratori hanno pubblicato uno studio basato sul sequenziamento genomico di differenti specie del genere Eospalax. Le analisi hanno confermato il riconoscimento dello zokor del Gansu come specie distinta e hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione le relazioni filogenetiche all'interno del genere. Lo studio ha individuato due principali raggruppamenti evolutivi, associati rispettivamente agli ambienti d'alta quota dell'altopiano tibetano e alle regioni relativamente meno elevate dell'altopiano del Loess e delle montagne Qinling-Daba. Lo zokor del Gansu appartiene al gruppo delle specie prevalentemente diffuse negli ambienti meno elevati. La sua storia evolutiva appare strettamente collegata alle trasformazioni geologiche e climatiche della Cina centro-settentrionale. Un altro studio pubblicato nel 2022 nei Proceedings of the National Academy of Sciences ha evidenziato che la diversificazione degli zokor è stata influenzata da fenomeni di isolamento geografico, introgressione genetica e persistenza di polimorfismi ancestrali.

Introgressione adattativa con Eospalax baileyi

Uno studio pubblicato nel settembre 2024 da Yukun Kang e collaboratori sulla rivista BMC Biology ha analizzato la diversità genetica dello zokor del Gansu e dello zokor degli altopiani, due specie che presentano areali parzialmente sovrapposti lungo il margine orientale dell'altopiano tibetano. I ricercatori hanno utilizzato dati genomici provenienti da numerose popolazioni distribuite a quote differenti, con l'obiettivo di ricostruire i processi evolutivi che hanno permesso agli zokor del Gansu di occupare anche ambienti relativamente elevati. Le analisi hanno evidenziato segnali di introgressione genetica da Eospalax baileyi a Eospalax cansus, suggerendo che alcuni geni siano stati trasferiti tra le due specie attraverso antichi episodi di ibridazione. Tra le regioni genomiche interessate figurano geni associati al metabolismo energetico, allo sviluppo del sistema cardiovascolare, al trasporto degli ioni calcio e alla risposta all'ipossia. Gli autori hanno ipotizzato che l'acquisizione di queste varianti genetiche possa aver favorito l'adattamento delle popolazioni dello zokor del Gansu alle condizioni ambientali dell'altopiano tibetano. Lo studio rappresenta quindi un esempio di possibile introgressione adattativa, un processo nel quale il trasferimento di materiale genetico tra specie differenti può contribuire all'evoluzione di caratteri vantaggiosi. I risultati non implicano tuttavia che tutti gli adattamenti all'alta quota derivino dall'ibridazione, poiché anche la selezione naturale esercitata sulle varianti genetiche già presenti nelle popolazioni può aver svolto un ruolo importante.

Microbiota intestinale e tolleranza all'ipossia

Una ricerca pubblicata nel 2025 sulla rivista Integrative Zoology ha esaminato il possibile ruolo del microbiota intestinale nell'adattamento dello zokor del Gansu agli ambienti sotterranei caratterizzati da una ridotta disponibilità di ossigeno. Lo studio ha analizzato le relazioni tra la composizione delle comunità microbiche intestinali e i processi metabolici coinvolti nella risposta all'ipossia. I risultati suggeriscono che il microbiota possa influenzare il metabolismo dei lipidi attraverso meccanismi associati agli acidi biliari, contribuendo alla regolazione fisiologica in condizioni di ridotta disponibilità di ossigeno. Queste osservazioni indicano che l'adattamento alla vita sotterranea non dipende esclusivamente dalle caratteristiche anatomiche e genetiche dell'animale, ma potrebbe coinvolgere anche le interazioni funzionali con i microrganismi intestinali. Ulteriori ricerche saranno necessarie per chiarire l'importanza di questi meccanismi nelle popolazioni naturali e per stabilire in quale misura contribuiscano alla capacità della specie di tollerare le condizioni ipossiche.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Eospalax cansus, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 (EN) Wilson D. E., Lacher T. E. Jr., Mittermeier R. A. (a cura di), Handbook of the Mammals of the World. Volume 7: Rodents II, Barcellona, Lynx Edicions, 2017, p. 133, ISBN 9788416728046.
  3. 1 2 (EN) Su J.-H., Ji W.-H., Wang J., Gleeson D. M., Zhou J.-W., Hua L.-M., Wei Y.-M., Phylogenetic relationships of extant zokors (Myospalacinae) (Rodentia, Spalacidae) inferred from mitochondrial DNA sequences, in Mitochondrial DNA, vol. 25, n. 2, 2014, pp. 135-141, DOI:10.3109/19401736.2013.784747.
  4. 1 2 3 (EN) Kang Y., Wang Z., An K., Hou Q., Zhang Z., Su J., Introgression drives adaptation to the plateau environment in a subterranean rodent, in BMC Biology, vol. 22, 2024, p. 187, DOI:10.1186/s12915-024-01986-y.
  5. 1 2 (EN) Zhang T., Lei M.-L., Zhou H., Chen Z.-Z., Shi P., Phylogenetic relationships of the zokor genus Eospalax (Mammalia, Rodentia, Spalacidae) inferred from whole-genome analyses, with description of a new species endemic to Hengduan Mountains, in Zoological Research, vol. 43, n. 3, 2022, pp. 331-342, DOI:10.24272/j.issn.2095-8137.2022.045.
  6. ↑ (EN) Lyon M. W. Jr., Notes on a small collection of mammals from the Province of Kan-su, China, in Smithsonian Miscellaneous Collections, vol. 50, n. 4, 1907, pp. 133-138.
  7. ↑ (EN) Genomic insights into zokors' phylogeny and speciation in China, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 119, 2022, DOI:10.1073/pnas.2121819119.
  8. ↑ (EN) Gut Microbiota Regulate Lipid Metabolism via the Bile Acid Pathway: Resistance to Hypoxia in Gansu Zokor (Eospalax cansus), in Integrative Zoology, vol. 20, n. 5, 2025, pp. 948-962, DOI:10.1111/1749-4877.12971.

Bibliografia

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