Gli zokor (Myospalacinae Lilljeborg, 1866) sono una sottofamiglia di roditori della famiglia Spalacidae, diffusi nelle regioni temperate e montane dell'Asia centrale e orientale. Comprendono mammiferi fossori caratterizzati da una corporatura robusta, arti anteriori particolarmente sviluppati e grandi artigli specializzati nello scavo. Vivono prevalentemente nel sottosuolo, dove costruiscono sistemi di gallerie utilizzati per la ricerca del cibo, il riposo, la riproduzione e l'immagazzinamento delle risorse alimentari. Gli zokor occupano soprattutto praterie temperate, steppe, prati montani e altopiani, ma alcune specie sono presenti anche nei margini delle foreste, nei pascoli e nei terreni agricoli. La distribuzione comprende principalmente la Cina, la Mongolia, il Kazakistan orientale e la Russia asiatica, soprattutto la Siberia meridionale.
A differenza degli spalaci propriamente detti, che scavano soprattutto mediante gli incisivi, gli zokor utilizzano prevalentemente le robuste zampe anteriori, dotate di artigli particolarmente lunghi e ricurvi. Gli occhi sono piccoli ma funzionali, mentre i padiglioni auricolari esterni sono fortemente ridotti o assenti. Per lungo tempo gli zokor furono considerati strettamente imparentati con i criceti o con le arvicole, soprattutto in base ad alcune somiglianze della dentatura e della struttura cranica. Gli studi di filogenesi molecolare hanno invece dimostrato che appartengono agli Spalacidae, insieme agli spalaci e ai ratti dei bambù.
Le analisi filogenomiche pubblicate nel 2021 hanno ulteriormente sostenuto una relazione di parentela più stretta tra gli zokor e i Rhizomyinae rispetto agli spalaci della sottofamiglia Spalacinae. Secondo il Mammal Diversity Database dell'American Society of Mammalogists, nella versione 2.5 pubblicata nel luglio 2026, la sottofamiglia comprende 13 specie viventi, distribuite nei generi Eospalax e Myospalax.
Gli zokor sono roditori di taglia media, caratterizzati da una corporatura robusta e cilindrica, da un collo corto e da una testa relativamente larga. Il corpo presenta una conformazione particolarmente adatta agli spostamenti all'interno di gallerie sotterranee. Gli arti sono relativamente corti e muscolosi, mentre la coda è generalmente breve e ricoperta di peli radi. La pelliccia è folta, morbida e relativamente uniforme, con una colorazione variabile dal grigio-brunastro al bruno-rossiccio, fino al grigio scuro. Le regioni ventrali possono essere leggermente più chiare rispetto al dorso. Gli occhi sono piccoli, ma rimangono funzionali e sensibili alla luce. I padiglioni auricolari esterni sono fortemente ridotti, caratteristica che contribuisce a facilitare gli spostamenti negli spazi sotterranei. Il muso è relativamente corto e possiede vibrisse sensibili, utilizzate durante l'esplorazione delle gallerie. Come negli altri roditori, gli incisivi sono a crescita continua e sono separati dai denti posteriori da un ampio diastema. La dentatura è adattata alla triturazione di materiale vegetale relativamente resistente, comprese radici, rizomi e altre parti sotterranee delle piante.
La caratteristica anatomica più evidente degli zokor è rappresentata dalle zampe anteriori, dotate di artigli molto lunghi, robusti e fortemente ricurvi. Queste strutture vengono utilizzate per disgregare il terreno, mentre la testa e gli arti contribuiscono a spingere il materiale scavato verso l'esterno. La muscolatura degli arti anteriori e della regione scapolare è particolarmente sviluppata. Gli artigli costituiscono un adattamento allo scavo mediante gli arti, una modalità funzionalmente differente da quella degli spalaci propriamente detti, che utilizzano prevalentemente gli incisivi. Durante gli spostamenti sulla superficie, gli zokor possono ripiegare le lunghe unghie anteriori verso il basso e camminare appoggiandosi alla loro superficie esterna, limitandone l'usura. Questa specializzazione è particolarmente utile nei terreni relativamente morbidi delle praterie e dei prati montani.
Il cranio è relativamente largo e robusto, con una regione rostrale sviluppata e strutture ossee adattate all'inserzione di potenti muscoli masticatori. I molari presentano superfici occlusali complesse, caratterizzate da pieghe dello smalto che consentono la triturazione del materiale vegetale. La struttura dei molari rappresenta uno dei principali caratteri utilizzati per distinguere le differenti specie e ricostruire le relazioni evolutive tra i generi viventi e fossili. Nel corso dell'evoluzione degli zokor, alcune linee hanno sviluppato denti progressivamente più alti, un fenomeno noto come ipsodontia. In diverse forme fossili del Pliocene e del Pleistocene è stata documentata una progressiva riduzione delle radici dei molari, associata a un aumento dell'altezza della corona. Questi caratteri sono stati oggetto di ricerche paleontologiche recenti, che hanno evidenziato percorsi evolutivi differenti nei vari lignaggi della sottofamiglia.
Gli zokor sono endemici dell'Asia e occupano un vasto areale che comprende la Cina settentrionale e occidentale, la Mongolia, il Kazakistan orientale e la Siberia meridionale. La distribuzione dei singoli taxa è generalmente discontinua e fortemente influenzata dalle caratteristiche del suolo, dall'altitudine e dalla disponibilità di vegetazione erbacea. Gli habitat principali sono costituiti da praterie temperate, steppe, prati subalpini e alpini, altopiani e altri ambienti relativamente aperti. Alcune specie frequentano anche foreste rade, margini forestali, pascoli e terreni agricoli. La presenza di suoli sufficientemente profondi e scavabili costituisce una condizione fondamentale, poiché gli animali trascorrono gran parte della vita all'interno dei propri sistemi di gallerie.
Le specie del genere Eospalax sono diffuse soprattutto nella Cina settentrionale, centrale e occidentale. Alcune popolazioni occupano le praterie e gli ambienti montani dell'Altopiano del Loess, mentre altre sono adattate alle condizioni climatiche dell'altopiano tibetano e dei rilievi circostanti. Lo zokor degli altopiani (Eospalax baileyi) frequenta soprattutto prati alpini, praterie montane, ambienti arbustivi e terreni agricoli situati a quote elevate. La specie è stata documentata in ambienti compresi approssimativamente tra 2000 e 4200 m di altitudine, caratterizzati da basse temperature, scarsa disponibilità di ossigeno e una marcata stagionalità della vegetazione. La vita sotterranea permette agli animali di limitare l'esposizione alle temperature estreme e di utilizzare risorse alimentari presenti sotto la superficie anche durante i periodi più freddi.
Le specie del genere Myospalax sono diffuse soprattutto nelle regioni temperate dell'Asia settentrionale e centrale. Lo zokor siberiano (Myospalax myospalax) occupa prevalentemente prati, steppe erbose e ambienti montani caratterizzati da suoli relativamente morbidi. La specie evita generalmente i terreni troppo aridi, rocciosi o ricchi di ghiaia. Le popolazioni possono essere presenti anche in prati situati all'interno delle fasce forestali e nei margini delle coltivazioni. La distribuzione degli zokor della Siberia meridionale e della Mongolia è stata fortemente influenzata dai cambiamenti climatici del Pliocene e del Pleistocene, che hanno modificato l'estensione delle steppe e delle praterie temperate.
Gli zokor sono roditori prevalentemente erbivori, che si nutrono soprattutto di radici, rizomi, tuberi, bulbi, semi e altre parti vegetali. La dieta comprende inoltre foglie, germogli e fusti di numerose piante erbacee. La ricerca del cibo avviene principalmente attraverso le gallerie sotterranee, che permettono di raggiungere direttamente gli apparati radicali. Gli animali possono trascinare intere piante all'interno delle tane, consumandole successivamente in luoghi relativamente riparati. In alcune occasioni emergono temporaneamente sulla superficie, soprattutto durante le ore notturne, per raccogliere vegetazione. La composizione della dieta dipende dall'habitat e dalla disponibilità stagionale delle risorse. Nelle praterie montane dell'altopiano tibetano, Eospalax baileyi consuma numerose specie di piante erbacee, comprese radici e rizomi di specie che possono contenere composti chimici difensivi. La ricerca di risorse sotterranee permette di utilizzare alimenti relativamente protetti dalle condizioni climatiche estreme. Gli zokor possono inoltre accumulare scorte vegetali in camere sotterranee, utilizzate soprattutto durante i periodi di minore disponibilità alimentare.
Gli zokor trascorrono quasi tutta la vita all'interno di complessi sistemi di gallerie. Le tane comprendono generalmente passaggi superficiali destinati alla ricerca del cibo e gallerie più profonde che collegano camere di riposo, depositi alimentari e ambienti utilizzati per l'eliminazione delle feci. Le gallerie di alimentazione possono estendersi per molte decine di metri. La disposizione dei passaggi varia in relazione alle caratteristiche del suolo, alla disponibilità delle risorse e alla stagione. La costruzione avviene principalmente mediante le zampe anteriori, che disgregano il terreno grazie ai grandi artigli. Il materiale scavato viene successivamente spinto verso l'esterno, formando caratteristici cumuli di terra sulla superficie. Questi cumuli rappresentano uno dei principali segnali della presenza degli animali, che sono difficili da osservare direttamente. Le gallerie più profonde offrono condizioni microclimatiche relativamente stabili e proteggono gli animali dalle oscillazioni della temperatura esterna. La profondità e la struttura delle tane possono variare considerevolmente tra le specie e le regioni.
Gli zokor conducono una vita prevalentemente solitaria. Ogni individuo occupa generalmente un sistema di gallerie separato, che può essere difeso attivamente contro gli altri membri della stessa specie. Gli incontri tra adulti possono provocare comportamenti aggressivi, comprendenti vocalizzazioni di minaccia e combattimenti. La comunicazione avviene soprattutto mediante segnali olfattivi e acustici. Le marcature odorose, prodotte attraverso urina e altre secrezioni, possono contribuire al riconoscimento individuale e alla delimitazione del territorio. Gli occhi, pur essendo piccoli, rimangono funzionali, ma la vista svolge un ruolo relativamente limitato nell'ambiente sotterraneo. L'olfatto, l'udito e la sensibilità tattile rivestono un'importanza maggiore durante gli spostamenti e le interazioni tra individui.
Gli zokor sono generalmente attivi durante tutto l'anno e non vanno incontro a un vero e proprio letargo. L'attività di scavo e di ricerca del cibo può variare con la stagione, risultando spesso più intensa durante la primavera e l'autunno. La riproduzione presenta una certa stagionalità nelle regioni temperate. Le femmine partoriscono generalmente all'interno di camere nido sotterranee, protette dalle oscillazioni climatiche e dai predatori. La dimensione delle figliate varia tra le specie. Nello zokor siberiano, ad esempio, è stata documentata generalmente una sola figliata annuale, composta più frequentemente da tre a cinque piccoli, sebbene siano stati registrati valori differenti. I piccoli nascono relativamente poco sviluppati e rimangono con la madre durante le prime fasi della crescita. Dopo lo svezzamento e il raggiungimento di un sufficiente grado di autonomia, i giovani possono abbandonare la tana materna e stabilire nuovi sistemi di gallerie.
Gli zokor svolgono un ruolo importante negli ecosistemi delle praterie temperate e montane. Attraverso l'attività di scavo, modificano la struttura del terreno, spostano materiale dagli strati profondi verso la superficie e producono numerosi cumuli di terra. Questi processi possono alterare la porosità del suolo, la distribuzione dei nutrienti e le condizioni di umidità. L'attività fossoria contribuisce inoltre alla formazione di piccoli ambienti caratterizzati da differenti condizioni fisiche e chimiche. Per queste ragioni gli zokor vengono spesso considerati ingegneri ecosistemici.
I cumuli di terreno possono provocare la distruzione temporanea della copertura vegetale nelle aree direttamente interessate dallo scavo. Con il passare del tempo, tuttavia, queste superfici possono essere ricolonizzate da differenti specie vegetali. Uno studio pubblicato nel 2008 ha esaminato il recupero della vegetazione sui cumuli prodotti dallo zokor degli altopiani in un prato subalpino dell'altopiano tibetano. La ricerca ha mostrato che la vegetazione tendeva a ricostituirsi progressivamente, con variazioni nella composizione delle comunità vegetali e nelle proprietà del suolo. Studi successivi hanno evidenziato che l'attività degli zokor può aumentare localmente l'eterogeneità degli habitat e influenzare la distribuzione delle piante e degli invertebrati del suolo. Una ricerca pubblicata nel 2025 sulla rivista Plants ha rilevato che il disturbo prodotto da Eospalax baileyi può contribuire alla stabilità delle comunità vegetali alpine, sebbene l'intensità degli effetti dipenda dalle condizioni locali. Un ulteriore studio del 2026 ha sottolineato l'importanza dei mosaici microtopografici prodotti dai cumuli di terra nel determinare la diversità delle piante nei prati alpini. L'influenza degli zokor sugli ecosistemi non è quindi esclusivamente negativa: accanto al consumo della vegetazione e alla formazione di superfici temporaneamente prive di piante, l'attività di scavo può creare nuovi microhabitat e modificare la distribuzione delle risorse.
Gli zokor costituiscono una risorsa alimentare per diversi carnivori e rapaci delle steppe e delle praterie asiatiche. Tra i predatori potenziali figurano volpi, mustelidi, felidi selvatici e grandi uccelli rapaci. L'attività prevalentemente sotterranea riduce il rischio di predazione, ma gli animali possono essere catturati quando emergono sulla superficie oppure durante gli spostamenti dei giovani alla ricerca di nuovi territori.
In numerose regioni dell'Asia, gli zokor vengono considerati animali dannosi per l'agricoltura e il pascolo. Il consumo di radici e altre parti sotterranee delle piante può ridurre la produttività di alcune coltivazioni. La costruzione delle gallerie e dei cumuli può inoltre modificare la copertura vegetale e la struttura superficiale dei pascoli. Nelle praterie d'alta quota dell'altopiano tibetano, alcune popolazioni di zokor sono state oggetto di programmi di controllo finalizzati a ridurre i danni alla vegetazione foraggera. Le ricerche ecologiche hanno tuttavia dimostrato che una soppressione indiscriminata degli animali può comportare conseguenze indesiderate sulla diversità biologica e sul funzionamento degli ecosistemi. Le strategie di gestione devono pertanto considerare sia gli effetti negativi sulle coltivazioni e sui pascoli sia il ruolo degli zokor nel rimescolamento del suolo e nella creazione di microhabitat.
La storia evolutiva degli zokor è documentata da numerosi reperti fossili provenienti soprattutto dalla Cina settentrionale, dalla Mongolia e dalla Siberia. Le testimonianze più antiche attribuite alle linee evolutive della sottofamiglia risalgono al Miocene superiore, mentre nel Pliocene e nel Pleistocene si verificò una notevole diversificazione delle forme fossorie dell'Asia settentrionale. Le ricostruzioni paleontologiche si basano soprattutto sulla morfologia della dentatura, poiché i molari e i frammenti mandibolari costituiscono i resti fossili conservati più frequentemente. L'evoluzione degli zokor è stata caratterizzata da modificazioni della forma e dell'altezza dei molari, associate probabilmente ai cambiamenti dell'alimentazione e all'adattamento ad ambienti progressivamente più aperti.
Tra i principali generi fossili attribuiti alla sottofamiglia, o a linee strettamente imparentate, figurano:
La classificazione dei generi fossili rimane oggetto di discussione e le attribuzioni sono state modificate nel corso delle revisioni paleontologiche.
Uno studio pubblicato nel 2025 da Semën E. Golovanov e Vladimir S. Zazhigin ha analizzato l'evoluzione dei molari ipsodonti degli zokor dell'Asia settentrionale durante il Pliocene e il Pleistocene. Gli autori hanno studiato la struttura delle corone dentarie e le modificazioni dei caratteri morfologici in differenti linee evolutive. La ricerca ha evidenziato che la transizione verso molari sempre più alti e privi di radici ben sviluppate si è verificata in più lignaggi, mostrando fenomeni di evoluzione parallela. Lo studio ha inoltre descritto il genere fossile Sibirosiphneus e nuove specie attribuite a Episiphneus. I risultati hanno permesso di distinguere una linea evolutiva della Siberia occidentale da altre linee diffuse nella Mongolia e nella Cina settentrionale. Le differenze nella struttura dentaria suggeriscono che questi gruppi abbiano seguito percorsi evolutivi distinti, pur sviluppando adattamenti simili alla triturazione di alimenti vegetali relativamente abrasivi.
Una ricerca pubblicata nel gennaio 2026 da Vladimir S. Zazhigin e Semën E. Golovanov ha approfondito la diversificazione degli zokor dell'Asia settentrionale tra il Miocene superiore e il Pliocene. Lo studio ha esaminato soprattutto il ruolo delle linee ancestrali rappresentate dai generi fossili Prosiphneus e Pliosiphneus nella differenziazione successiva degli zokor. Le ricostruzioni suggeriscono una storia evolutiva complessa, caratterizzata dalla separazione di linee geografiche differenti nella Siberia occidentale, nella Mongolia e nella Cina settentrionale. Gli autori hanno proposto che gli zokor della Siberia occidentale e quelli della Mongolia orientale appartengano a linee evolutive separate fin dalle prime fasi della loro diversificazione. Questi risultati contribuiscono al dibattito sulla classificazione dei generi viventi, soprattutto riguardo alla possibilità di distinguere ulteriormente alcune forme attualmente comprese in Myospalax. Le proposte paleontologiche più recenti non sono tuttavia ancora recepite integralmente dalle principali banche dati tassonomiche.
La sottofamiglia Myospalacinae venne istituita nel 1866 dallo zoologo svedese Wilhelm Lilljeborg. La posizione sistematica degli zokor è stata a lungo controversa, soprattutto a causa delle somiglianze morfologiche con altri roditori fossori. Alcune classificazioni tradizionali li collocavano vicino ai criceti o alle arvicole, mentre altre riconoscevano una famiglia distinta, Myospalacidae. Uno studio pubblicato nel 2004 da Robert W. Norris e collaboratori ha dimostrato, mediante analisi di sequenze genetiche, che gli zokor sono più strettamente imparentati con gli spalaci e i ratti dei bambù che con i criceti o le arvicole. Questi risultati hanno sostenuto la collocazione della sottofamiglia negli Spalacidae. Analisi filogenomiche successive hanno confermato questa posizione. Nel 2021, Guo e collaboratori hanno confrontato oltre 11 000 geni ortologhi di rappresentanti delle tre sottofamiglie viventi degli Spalacidae, ottenendo un forte sostegno per una relazione di parentela più stretta tra Myospalacinae e Rhizomyinae.
Il Mammal Diversity Database, nella versione 2.5 del luglio 2026, riconosce due generi e tredici specie viventi.
Genere Eospalax G. M. Allen, 1938
Genere Myospalax Laxmann, 1769
La distinzione tra Eospalax e Myospalax è sostenuta da differenze morfologiche e genetiche, comprese caratteristiche della dentatura e della struttura cranica. Uno studio pubblicato nel 2013, basato sull'analisi di sequenze mitocondriali, ha sostenuto la monofilia dei due generi e ha individuato differenti raggruppamenti evolutivi all'interno di Eospalax. Le revisioni successive hanno riconosciuto ulteriori specie, portando il numero complessivo a tredici.
La terza edizione di Mammal Species of the World, pubblicata nel 2005, riconosceva un numero inferiore di specie.
In particolare, forme attualmente considerate autonome, come Eospalax baileyi, Eospalax cansus e Eospalax rufescens, venivano talvolta trattate come sottospecie o sinonimi di Eospalax fontanierii. Le ricerche morfologiche e genetiche hanno successivamente sostenuto il riconoscimento di diverse forme come specie distinte. La tassonomia di Myospalax rimane particolarmente complessa, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni della Mongolia, della Transbaikalia e della Siberia meridionale. Alcune revisioni paleontologiche recenti hanno proposto di distinguere ulteriormente le linee evolutive attualmente riunite nel genere, ma queste proposte non sono adottate uniformemente dalle classificazioni correnti.
Lo stato di conservazione degli zokor varia tra le differenti specie.
Alcune sono relativamente diffuse e possono occupare anche ambienti modificati dall'uomo, mentre altre presentano distribuzioni ristrette, soprattutto nelle regioni montane dell'Asia centrale e orientale. Le principali minacce potenziali comprendono la trasformazione delle praterie, l'intensificazione agricola, la degradazione dei suoli e le attività di controllo delle popolazioni considerate dannose per il pascolo. La specializzazione per la vita sotterranea rende gli animali particolarmente dipendenti dalla disponibilità di terreni idonei allo scavo. La frammentazione degli habitat può inoltre ostacolare gli spostamenti e gli scambi genetici tra le popolazioni. La protezione degli ambienti naturali e il mantenimento di una gestione sostenibile delle praterie sono pertanto importanti per la conservazione della diversità della sottofamiglia. Le revisioni tassonomiche più recenti rendono inoltre necessario valutare separatamente la distribuzione e la consistenza delle specie recentemente riconosciute.