
Final girl è una locuzione in lingua inglese con cui viene definito lo stereotipo di un personaggio immaginario femminile che, nei film horror, riesce a sfuggire o sconfiggere l'assassino e a sopravvivere fino alla conclusione della storia. Il termine è stato utilizzato per la prima volta dalla scrittrice statunitense Carol Jeanne Clover nel libro Men, Women, and Chain Saws: Gender in the Modern Horror Film (1992).
Il personaggio della final girl è presente in molti film horror, tra cui si ricordano Non aprite quella porta, Halloween, Venerdì 13, Nightmare, Terrifier, So cosa hai fatto e Scream.
Le caratteristiche della final girl sono semplici e generalmente si ripetono in ogni film: è la classica ragazza della porta accanto, di una bellezza casta e innocente, sempre posata e gentile e che solitamente si accorge subito prima degli altri che c'è qualcosa che non va. È coraggiosa e determinata e solitamente molto tranquilla, anche se non si lascia intimidire facilmente. Una final girl è ingenua e riflessiva e il più delle volte è vergine o comunque molto riservata su alcuni argomenti. Ha spesso un rapporto particolare con il killer. Dopo aver superato le proprie paure, nei sequel di ogni film, le final girl tendono a cambiare, diventando più adulte e mature. Comincia così una nuova fase della loro vita in cui sono diverse, più sicure di loro stesse e delle loro capacità.
Il maschile di tale termine è Final man (o Final boy), che però si distacca dalla figura femminile, in quanto il final man è colui che riesce a sopravvivere o che uccide l'assassino, ma può anche avere un ruolo secondario, mentre la final girl ha principalmente un ruolo protagonista.