
Nel contesto dello spiritismo, l'ectoplasma (dal greco antico ἐκτός?, èktòs, "fuori" e πλάσμα, plasma, lett. "ciò che ha forma"), talvolta chiamato psicoplasma o teleplasma, è ritenuto una sostanza o un'energia spirituale manifestata esteriormente dai medium in stato di trance, per materializzare in figure visibili delle entità soprannaturali.
Il termine era stato adottato per la prima volta da Ernst Haeckel nel 1873, per indicare lo strato esterno e più denso del citoplasma cellulare, per poi essere utilizzato nel campo della parapsicologia dal fisiologo (e premio Nobel) Charles Robert Richet (1850–1935) a partire dal 1894.
Il termine divenne molto diffuso negli ambienti dell'occultismo tra fine Ottocento e inizio Novecento, per indicare la forma corporea fluida utilizzata talvolta dagli spiriti per materializzarsi. Viene anche ritenuto la sostanza di cui sono composti i fantasmi, e sebbene alcuni scienziati come lo stesso Richet abbiano offerto testimonianze di esperimenti con l'ectoplasma, altri si mostrano scettici sulla reale esistenza del fenomeno, anche per i casi di frode da loro smascherati.
La sostanza di cui è composto l'ectoplasma viene generalmente descritta come viscida, morbida o solida, fluida o vaporosa, fredda ma asciutta al tatto. Spesso sarebbe di colore biancastro, a volte con sfumature verdastre e fosforescente. Avrebbe inoltre un odore peculiare, simile all'ozono, tipico dei fenomeni elettrici.

In una prima fase sarebbe trasparente, per poi prendere consistenza assumendo diverse forme, tra cui figure umane totali o parziali. Verrebbero così a formarsi arti, volti o perfino interi corpi in grado di assumere movenze intelligenti. Spesso viene descritto come mobile e retrattile e legato alla sensibilità fisica del medium, che prova delle sensazioni quando l'ectoplasma viene toccato. Sarebbe inoltre sensibile a fonti di luce intensa, dalle quali si ritrarrebbe, rischiando però di causare traumi psichici al medium.
In genere, dopo la produzione di un ectoplasma, il medium prova una forte spossatezza fisica e una perdita di peso, registrata con apposite bilance. Al termine del fenomeno, l'ectoplasma può lasciare dei residui in forma di filamenti.
Durante lo stato di trance, l'ectoplasma fuoriuscirebbe, almeno in alcuni casi, oltre che dalla bocca, da qualsiasi orifizio del corpo, compresi orecchie, naso, occhi, ombelico, capezzoli e vagina. Rimarrebbe attaccato al corpo per tutta la durata del fenomeno, per poi essere riassorbito alla fine della seduta.
Si è tentato di analizzare in laboratorio residui di ectoplasma ritenuti autentici, scoprendo una composizione organica fatta di globuli rossi, cellule epiteliali, leucociti, cristalli di acidi grassi e sali, residui di polvere e filamenti di tessuto. I fautori del paranormale spiegano questi risultati come una densificazione di energie spirituali, derivante dalla loro commistione con il corpo del medium che consentirebbe loro di utilizzare i propri costituenti biologici.
Esistono varie teorie che cercano di spiegare questo fenomeno, da quelle di tipo materialistico (al di là dei casi di semplice frode) ad altre di natura metafisica, di cui le più tradizionali sono:
Spesso al fenomeno della produzione ectoplasmatica si assocerebbero fenomeni di telepatia, il che è stato giustificato con reazioni dell'ectoplasma a stimoli esterni (contatto, suoni, luce) e col collegamento fra questi e il medium, che parrebbe risentirne somaticamente.
Il ricercatore di fenomeni psichici Gustav Geley definì l'ectoplasma come «molto variabile nell'aspetto, talvolta vaporoso, talvolta una pasta plastica, talvolta un insieme di sottili filamenti, oppure una membrana con rigonfiamenti o frange, o ancora un tessuto fine simile a una stoffa». Arthur Conan Doyle descrisse l'ectoplasma come «una sostanza viscosa e gelatinosa che sembrava differire da ogni forma di materia conosciuta, in quanto poteva solidificarsi ed essere utilizzata per scopi materiali».
Secondo la definizione dell'Enciclopedia delle scienze psichiche di Nandor Fodor (1895–1964), l'ectoplasma è «…una forma di materia, intangibile e invisibile nel suo stato originale, ma successivamente capace di assumere stati gassosi, liquidi e solidi. Emette un odore che ricorda l'ozono e possiede proprietà molto singolari».
Già nel XVIII secolo il filosofo Emanuel Swedenborg, a cui sono attribuite visioni dell'occulto, aveva descritto una sostanza simile all'ectoplasma come «una specie di vapore» che emanava dai pori del suo corpo, e cadeva in minuscole goccioline sul tappeto della stanza.
Samuel Foster Damon (1893—1971), dell'Università di Harvard, incluse tra gli altri precursori il poeta mistico e rosacrociano Henry Vaughan (1622–1695), che parlava di una «pre-materia» trasudata dal corpo, con le caratteristiche dell'ectoplasma. Venne anche ipotizzato che descrizioni criptiche dell'ectoplasma corrispondessero a ciò che molte opere di alchimisti medievali chiamavano «mercurio».
Nel XIX secolo il colonnello Albert de Rochas fu tra i primi a parlare di una sostanza vaporosa luminosa che emanava dal petto della medium Madame d'Esperance da lui osservata. Il professor Paul LeCour paragonò la formazione dell'ectoplasma alla condensazione di una nube cumuliforme. Anche il dottor Giuseppe Venzano descrisse una sorta di «nuvola» apparsa in presenza della medium Eusapia Palladino. Nei casi di Franek Kluski ed Eva K., l'ectoplasma secondo gli osservatori assunse la forma di macchie liquide che comparivano sugli abiti dei due medium.
Il giudice Peterson affermò di aver assistito personalmente nel 1877 come ad una «nuvola cumuliforme» che si fosse separata dal corpo del medium W. Lawrence e si fosse gradualmente solidificata.
Il cronista australiano James Curtis, osservando le sedute spiritiche di Henry Slade nel 1878, affermò di aver visto «un'evaporazione sotto forma di nuvola grigia», che si addensava preparandosi a formare una complessa figura materializzata. Lo scienziato Alfred Russel Wallace, in un'aula di tribunale, descrisse una seduta spiritica col dottor Monck in cui «una macchia bianca» si separò dal corpo del medium, sino ad allontanarsene di circa tre metri, «solidificandosi ed assumendo l'aspetto di una donna abbigliata».
L'immagine iniziale di una «colonna nebulosa» a cui ricorse Wallace fu utilizzata anche dal signor Alfred Smedley per descrivere un'apparizione avuta con il medium Charles Williams, che si sarebbe tramutata nella manifestazione di un fantasma chiamato «John King».

Sir William Crookes, indagando sul fenomeno di Daniel Dunglas Home, riferì di aver stretto la mano perfettamente formata di un ectoplasma, cercando di trattenerla:
In altri esperimenti condotti su Kate Fox, Crookes riferì di una «mano luminosa» capace di produrre il fenomeno della scrittura automatica; mentre riguardo a Florence Cook egli notò «scintille di luce che si alzavano dal tavolo verso il soffitto, che poi vi ricadevano sopra con un rumore molto caratteristico», impossibili da replicare con mezzi artificiali.
Lo scrittore Doyle riporta vari casi in cui la medium Marthe Béraud, anche chiamata Eva Carrière, fu esaminata tra il 1903 e il 1905 in una serie di sedute presso Villa Carmen ad Algeri dal professor Charles Richet, inducendolo a coniare il termine «ectoplasma» in occasione della materializzazione di un uomo che si faceva chiamare «Bien Boa», come da lui riferito negli Annals of Psychical Science:
Anche Cesare Lombroso riporta le sensazioni provate dalla medium Madame d'Esperance:
Gli stessi filamenti simili a ragnatele sono menzionati dal dottor William Jackson Crawford (1881–1920). Secondo altre descrizioni, l'ectoplasma appare come una «sostanza pulsante di colore bianco sporco» (Edmund Dawson Rogers), opppure «rossastra e appiccicosa» (Vincent Turvey).
In Brasile, dove lo spiritismo è tenuto in considerazione non solo a livello religioso ma anche scientifico, il saggio psicografato da Chico Xavier, Nos Domínios da Mediunidade (Nei domini della medianità), che sarebbe stato dettato dallo spirito defunto di André Luiz, definisce l'ectoplasma come
Il medium Divaldo Pereira Franco è citato come protagonista di manifestazioni ectoplasmatiche. Nel gennaio 2017, la pagina social del suo centro, Mansão do Caminho, ha condiviso fotografie di una seduta del 1977 che mostrerebbero Divaldo mentre espelle ectoplasma dalla bocca, il quale poi si sarebbe materializzato in fiori. La descrizione recita: «Nella notte del 9 marzo 1977, la seduta medianica diretta da Nilson de Sousa Pereira presso il Centro Espírita Caminho da Redenção (Mansão do Caminho) registrò una storica serie di materializzazioni ed effetti fisici attraverso il medium Divaldo Franco».
Nel tentativo di trovare una spiegazione scientifica ai resoconti di psicocinesi osservati per la prima volta durante l'epoca del positivismo che escludesse derive nell'irrazionale, la nozione di ectoplasma fu ricondotta da alcuni ricercatori alla presenza nell'uomo di una «forza ectenica», basata su concetti analoghi come quella odica del barone Karl Reichenbach.

Il termine forza ectenica fu coniato da Marc Thury, professore di storia naturale presso l'Accademia di Ginevra, e collega a sua volta del conte Agénor de Gasparin (1810–1871), il quale la attribuiva ad esempio ai fenomeni del movimento e dei colpi sui tavoli durante le sedute spiritiche. Insieme, de Gasparin e Thury condussero numerosi esperimenti sulla forza ectenica, ma anche in Italia essa venne discussa, ad esempio dalla Società di Studi Spiritici di Torino; gli studi sull'ectoplasma coinvolsero inoltre Cesare Lombroso, Luigi Barzini, Enrico Morselli, Filippo Bottazzi, Ernesto Bozzano ecc., i quali sostennnero di aver ottenuto alcuni risultati positivi che escludessero sia eventuali trucchi, sia l'intervento di forze soprannaturali inspiegabili. Lo stesso Giuliano Kremmerz assimilava la forza ectenica al corpo astrale degli occultisti, seppure negato con forza dagli scienziati, rilevando come persino il magnetismo animale, deriso nel corso dell'Ottocento, avesse trovato nell'ipnotismo di Charcot la sua conferma ufficiale.
Altri ricercatori di fenomeni psichici che studiarono il medianismo ipotizzarono che all'interno del corpo umano esistesse un fluido vitale non identificato, chiamato «psicode», «forza psichica», «forza ecteneica», «plasma» o altri nomi, capace di essere rilasciato e di influenzare la materia. Questa opinione fu condivisa dall'astronomo Camille Flammarion e dal fisico William Crookes; un successivo ricercatore psichico, Hereward Carrington, restò invece scettico sulla possibilità che un tale fluido fosse effettivamente di origine soprannaturale.
L'investigatore di fenomeni psichici William John Crawford (1881-1920) sostenne che una sostanza fluida fosse responsabile della levitazione degli oggetti, dopo aver assistito alle sedute della medium Kathleen Goligher. Crawford, dopo aver osservato numerose sue sedute, affermò di essere riuscito a ottenere fotografie della sostanza utilizzando una torcia; in seguito la descrisse come «plasma». Egli sostenne che la sostanza non fosse visibile a occhio nudo, ma potesse essere percepita dal corpo.
Il fisico e ricercatore psichico Edmund Edward Fournier d'Albe indagò successivamente la medium Kathleen Goligher nel corso di numerose sedute, giungendo a conclusioni opposte rispetto a quelle di Crawford parlando di frode. D'altronde Richet rifletteva quanto fosse difficoltoso per uno scienziato accogliere un fatto contrario ai propri paradigmi:
I ricercatori convinti dell'esistenza dell'ectoplasma condussero vari esperimenti sugli ectoplasmi, come nel caso del dottor Gustave Geley sul medium Franek Klusky: ad esempio lo spirito materializzato veniva invitato a immergere le mani in un recipiente pieno di paraffina calda che, solidificandosi in un sottile strato di cera, consentiva di produrre degli stampi a forma di guanti. Successivamente la materia ectoplasmatica all'interno della cera si dissolveva ma i calchi restavano, mostrando dettagli anatomici perfetti, in cui veniva poi inserito del gesso liquido per ottenere la forma piena originaria; essi inoltre avevano un'apertura del polso troppo stretta per permettere a una mano umana di sfilarsi dallo stampo senza romperlo, il che avrebbe provato l'origine paranormale.

Sir Crookes auscultava i battiti cardiaci del fantasma materializzato chiamato «Katie King», oppure ne misurava le pulsazioni del polso. Charles Richet provò che il fantasma «Bien-Boa» espirava anidride carbonica dai polmoni trovando del carbonato di bario in fondo al flacone di acqua di barite in cui l'aveva fatto soffiare. In un'altra occasione egli sarebbe riuscito a tagliare una ciocca di capelli di un'antica regina egiziana apparsa durante una seduta medianica con Eva C., poco prima che svanisse, riferendo di averla conservata.
Secondo i resoconti dell'epoca, tuttavia, prelevare parti di ectoplasma era estremamente difficoltoso, perché oltre al rischio di dissolvenza l'operazione poteva causare un forte shock fisico o emorragie al medium. Il barone Schrenck-Notzing ad esempio, nel suo libro I fenomeni della materializzazione (1920), riassume centinaia di esperimenti condotti per un periodo di cinque anni con la polacca Stanisława Tomczyk (1885–1975) e la stessa Eva C., in cui fece analizzare campioni di sostanza in laboratori istologici: ne risultò un materiale organico, che se bruciato rilasciava un odore simile a quello dei tessuti animali inceneriti.
A Monaco egli sarebbe riuscito inoltre a realizzare una registrazione cinematografica dell'ectoplasma che fuoriusciva dalla bocca della medium Stanislawa Popielska (1893–1938).
Sono stati catalogati anche esperimenti di levitazione e apporto di oggetti, in cui i medium venivano legati alle sedie in modo da avere mani e piedi bloccati, ma nonostante ciò accadeva che i tavoli si sollevassero completamente da terra, o che dal nulla si materializzassero piccoli oggetti nella stanza, come fiori freschi o monete antiche.
A queste indagini si dedicò in particolare l'Institut métapsychique international fondato in Francia da Gustave Geley, corrispettivo dell'inglese Society for Psychical Research, o dell'italiana Società di Studi Psichici. Assistenti di Geley, autore dell'opera fondamentale Dall'inconscio alla coscienza (1920), furono lo stesso Charles Richet, il ministro della Sanità italiano Santoliquido, il conte de Gramont, l'astronomo Camille Flammarion, oltre a medium come Jan Guzyk e vari accademici che testimoniarono la realtà dei fenomeni psichici a cui presenziarono. Sebbene Geley restasse convinto che questi fossero dovuti all'effetto ideomotorio di forme-pensiero provenienti dal medium, fu indotto a rigettare il suo originario scetticismo spingendosi ad affermare: «ciò che abbiamo visto uccide il materialismo; non c'è più spazio per esso nel mondo».

L'utilizzo della macchina fotografica, di recente invenzione, portò non solo a documentare le fuoriuscite dell'ectoplasma, seguendo protocolli tecnici precisi, ma consentì anche nuovi metodi di sperimentazione. Le prime foto vennero realizzate in Gran Bretagna a partire dal 1872, dalla collaborazione tra il fotografo professionista Frederick Hudson e la spiritista Georgiana Houghton.
Come osserva Nandor Fodor, le fotografie che ritraggono l'aspetto degli ectoplasmi appaiono ripugnanti: mostrano una sostanza gelatinosa e viscosa che trasuda dagli orifizi naturali del corpo del medium, così come dalla sommità del capo, dai capezzoli o dalla punta delle dita. Più spesso, l'ectoplasma affiora dalla bocca del medium, sotto forma di filamenti, corde, formazioni rigide simili a raggi, membrane o tessuti dalle forme e dai modelli indefiniti.
Ma una delle circostanze più singolari era che a volte i medium stessi potevano tramutarsi in sistemi di registrazione, capaci di emettere immagini mentali, come volti o scritte, le quali impressionavano direttamente le lastre fotografiche col loro «fluido» corporeo.
In tal caso le fotografie erano parte integrante delle apparizioni, in cui non si usavano nemmeno gli obiettivi delle fotocamere, poiché era il corpo del sensitivo a diventare una camera oscura vivente. La produzione di fotografie «scotografiche» così ottenute venne spiegata da Charles Richet come un effetto ideomotorio suscitato dall'influsso morfogenetico della mente sulla materia.
Si produceva in tal modo un fenomeno simile alla produzione di calchi positivi a partire dall'invisibilità negativa dello spirito, come nel caso di Eusapia Palladino, ritenuta in grado di generare a distanza delle impronte all'interno di scatole sigillate contenenti argilla, sulla cui superficie esterna la medium aveva semplicemente appoggiato le mani, impronte che poi venivano fotografate.

In ogni caso non furono poche le occasioni in cui, per sfruttare il clamore mediatico che questi fenomeni singolari suscitavano, furono prodotti ectoplasmi artificiali che si rivelarono essere un'impostura. Numerosi sedicenti medium utilizzavano metodi come ingerire e rigurgitare garza, prodotti tessili irrigiditi con fecola di patate, oppure, in altri casi, l'ectoplasma era realizzato con carta, stoffa e albume d'uovo o mussola da burro.

Le indagini della Society for Psychical Research sul medianismo smascherarono molti medium fraudolenti, contribuendo al declino dell'interesse per il medianismo fisico. Nel 1907, Hereward Carrington mise in luce i trucchi dei medium disonesti, come quelli impiegati nella scrittura su ardesia, nel movimento dei tavoli, nel medianismo con trombe, nelle materializzazioni, nella lettura di lettere sigillate e nella fotografia spiritica.
All'inizio del XX secolo, il ricercatore di fenomeni psichici Albert von Schrenck-Notzing indagò la medium Eva Carrière e sostenne che le sue "materializzazioni" di ectoplasma non provenissero da spiriti, ma fossero il risultato dell'"ideoplastia", ossia della capacità del medium di formare immagini sull'ectoplasma a partire dalla propria mente. Schrenck-Notzing pubblicò il libro Phenomena of Materialisation (1923), che includeva fotografie dell'ectoplasma. I critici fecero notare che tali fotografie sembravano rivelare segni di ritagli di riviste, spilli e un pezzo di spago. Schrenck-Notzing ammise che in diverse occasioni la Carrière aveva introdotto di nascosto degli spilli nella stanza delle sedute. Il prestigiatore Carlos María de Heredia cercò di riprodurre l'ectoplasma della Carrière utilizzando un pettine, della garza e un fazzoletto.
Donald West scrisse che l'ectoplasma della Carrière era falso ed era composto da volti di carta ritagliati da giornali e riviste, sui quali talvolta si potevano notare pieghe visibili nelle fotografie. Sostenne che una fotografia della Carrière ripresa dal retro del volto ectoplasmatico fosse ricavato da un ritaglio di rivista con le lettere "Le Miro". Il volto bidimensionale sarebbe stato ritagliato dalla rivista francese Le Miroir. I numeri arretrati della rivista sembravano corrispondere ad alcuni dei volti ectoplasmatici della Carrière. Tra i volti figuravano Woodrow Wilson, re Ferdinando di Bulgaria, il presidente francese Raymond Poincaré e l'attrice Mona Delza.
Schrenck-Notzing tuttavia difese la Carrière, sostenendo che lei aveva letto la rivista e che la sua memoria avrebbe richiamato le immagini da cui trarre quei volti poi materializzati nell'ectoplasma. Per questo motivo Schrenck-Notzing fu denigrato come credulone. Joseph McCabe scrisse: «In Germania e in Austria, il barone von Schrenck-Notzing è lo zimbello dei suoi colleghi medici».

Il medium danese Einer Nielsen fu indagato nel 1922 da una commissione dell'Università di Kristiania, in Norvegia, e durante una seduta sarebbe emreso che il suo ectoplasma fosse falso. Fu anche colto mentre nascondeva ectoplasma nel retto. Mina Crandon era una medium famosa per produrre ectoplasma durante le sue sedute. Produceva una piccola mano ectoplasmatica dal suo stomaco, che si agitava nell'oscurità. La sua carriera terminò però quando dei biologi esaminarono la mano e stabilirono che fosse fatta con un pezzo di fegato animale intagliato. Walter Franklin Prince descrisse il caso Crandon come «il complesso di frodi più ingegnoso, persistente e fantastico nella storia della ricerca psichica».
I ricercatori di fenomeni psichici Eric Dingwall e Harry Price ripubblicarono un'opera anonima di un ex medium, intitolata Revelations of a Spirit Medium (1922), che svelava alcuni trucchi del medianismo e metodi fraudolenti di produzione delle "mani spiritiche". In origine tutte le copie del libro furono acquistate dagli spiritisti e distrutte. A proposito di ectoplasma e frode, John Ryan Haule scrisse:
Price avrebbe smascherato tecniche fraudolente della medium Helen Duncan dimostrando, tramite l'analisi di un campione di ectoplasma da lei prodotto, che si trattava di garza che aveva ingerito e rigurgitato. La Duncan si ritenne utilizzasse anche teste di bambole e maschere come ectoplasma. Alcuni furono inoltre accusati di ritagliare immagini dalle riviste e di attaccarle alla garza per far credere che fossero spiriti dei defunti. Un altro ricercatore, C. D. Broad, scrisse che in molti casi l'ectoplasma si era rivelato composto da materiali domestici, come la mussola da burro, e che non esisteva alcuna prova solida che avesse a che fare con gli spiriti.
Le fotografie di ectoplasma scattate da Thomas Glendenning Hamilton suggeriscono che esso possa essere fatto di carta velina e di ritagli di riviste raffiguranti persone. La celebre fotografia scattata da Hamilton della medium Mary Ann Marshall (1880-1963) mostrerebbe carta velina con un ritaglio della testa di Arthur Conan Doyle tratto da un giornale. Gli scettici hanno sospettato che Hamilton potesse essere coinvolto nella messinscena. I medium Rita Goold e Alec Harris furono accusati di travestirsi durante le loro sedute da spiriti ectoplasmatici e perciò ritenuti impostori. Le imputazioni di frodi legate all'ectoplasma nelle sedute avrebbero provocato un progressivo declino del medianismo fisico.
La scoperta e la possibilità di fotografare gli ectoplasmi ebbe un notevole impatto sulla cultura e sulle arti, influenzando ad esempio il foto-dinamismo di Anton Giulio Bragaglia e dei suoi fratelli, con i loro effetti di «smaterializzazione», accostati intenzionalmente all'idea visiva di un fantasma, dalla sagoma spesso sdoppiata o sfocata.
Kandinsky parlava delle esperienze di Lombroso con Palladino come capaci di aprire una nuova frontiera per la conoscenza umana; ed ancora nel movimento futurista in generale venne celebrata l'idea di una macchina umana in grado di generare dal suo interno nuovi arti ectoplasmatici, come nelle opere di Giacomo Balla e Umberto Boccioni, per i quali «il mistero biologico della materializzazione medianica è una certezza», o come affermato da Marinetti:
Gradualmente, l'interesse per il fenomeno degli ectoplasmi e per la medianità in generale diminuì, e dalla seconda metà del Novecento a oggi si sono registrati sempre meno casi di medium ritenuti capaci di materializzazioni di figure complete, salvo rare eccezioni. Già nel 1926 Arthur Conan Doyle notava una notevole riduzione di simili fenomeni:
Più recentemente, a differenza delle classiche rappresentazioni di spettri in forma di bianche apparizioni, l'ectoplasma è stato rappresentato nell'universo cinematografico dei film Ghostbusters come una sostanza viscosa e colorata, simile a muco o vapore, che si forma quando i fantasmi interagiscono col mondo fisico, ed è l'elemento chiave che permette agli acchiappafantasmi di rintracciare, catturare e studiare le loro manifestazioni.