| Fulton John Sheen arcivescovo della Chiesa cattolica | |
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| Da per Matrem Me venire | |
| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 8 maggio 1895 a El Paso |
| Ordinazione sacerdotale | 20 settembre 1919 |
| Nomina a vescovo | 28 maggio 1951 da papa Pio XII |
| Consacrazione a vescovo | 11 giugno 1951 dal cardinale Adeodato Piazza, O.C.D. |
| Elevazione ad arcivescovo | 6 ottobre 1969 da papa Paolo VI |
| Morte | 9 dicembre 1979 (84 anni) a New York |
| Firma | |
| Beato Fulton John Sheen | |
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Arcivescovo | |
| Nascita | El Paso, 8 maggio 1895 |
| Morte | New York, 9 dicembre 1979 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Beatificazione | Saint Louis, 24 settembre 2026 da papa Leone XIV |
| Santuario principale | Cattedrale di Peoria |
| Ricorrenza | 9 dicembre |
| Attributi | Paramenti vescovili, lavagna e gesso, televisione |
Fulton John Sheen, nato Peter John (El Paso, 8 maggio 1895 – New York, 9 dicembre 1979), è stato un arcivescovo cattolico, scrittore, teologo e telepredicatore statunitense. Sheen ricoprì posizioni di rilievo nella gerarchia ecclesiastica cattolica e fu tra i primi e più celebri telepredicatori, prima via radio e successivamente per televisione. Si distinse anche come teologo, filosofo, scrittore, docente universitario ed apologeta cattolico. Per la sua vasta cultura e per la profondità del suo pensiero, Sheen godeva di ampia considerazione anche al di fuori dell'ambiente cattolico.
Abile comunicatore, riuscì ad unire questa sua qualità con un'eccellente preparazione culturale e con un forte rigore intellettuale, il che lo rese una figura di spicco nel cattolicesimo del XX secolo ed uno dei più apprezzati prelati cattolici Americani della storia. Poliglotta, Sheen conosceva, oltre all'inglese, anche il greco, il tedesco, l'italiano, il latino ed il francese.
Grazie al suo carisma e alla sua erudizione, numerose personalità di spicco si convertirono al cattolicesimo, tra cui il musicista Fritz Kreisler, la scrittrice Clare Boothe Luce, l'imprenditore Henry Ford II ed il politico e giornalista comunista Louis Budenz.
Le prediche di Fulton Sheen, trasmesse durante il programma Life Is Worth Living, raggiungevano un pubblico stimato di oltre 30 milioni di persone.
Sheen fu ordinato sacerdote per la diocesi di Peoria nel 1919 e nel 1935 ottenne il titolo di monsignore. Nel 1951 venne nominato vescovo ausiliare di New York e mantenne tale posizione fino al 1966, quando venne nominato vescovo di Rochester. Nel 1969 si dimise e venne nominato arcivescovo di Newport.
Rinomato teologo, i suoi lavori furono subito accolti con grande favore, tanto che nel 1923 ottiene il Premio internazionale cardinale Mercier per la filosofia. Intraprese i suoi studi prima a Peoria e successivamente presso l’Università Cattolica d'America di Washington dove, nel 1920, conseguì il Bachelor's degree in Diritto Canonico e in Sacra Teologia. Completò la sua formazione accademica ottenendo un dottorato in filosofia presso l’Università di Lovanio ed un dottorato in teologia presso la Pontifica Università "San Tommaso d'Aquino" a Roma. Insegnò Teologia Dogmatica presso il St. Edmund College di Ware, in Inghilterra e Teologia e Filosofia all'Università Cattolica d'America dal 1926 al 1950.
Dal 1930 al 1950 Sheen tenne il programma radiofonico serale The Catholic Hour sulla NBC. Poi passò alla televisione e presentò Life Is Worth Living dal 1952 al 1957. L'ultimo programma televisivo di Sheen fu il The Fulton Sheen Show che condusse dal 1961 al 1968. Per questo lavoro, Sheen vinse due volte l'Emmy Award come "personalità televisiva più popolare" e venne menzionato sulla copertina del Time.
È stato proclamato beato il 24 settembre 2026 a Saint Louis, sotto il pontificato di Leone XIV.
Fulton John Sheen nacque a El Paso, Illinois, l'8 maggio 1895, il maggiore dei quattro figli di Newton e Delia Sheen. I suoi genitori erano di origine irlandese, di Croghan, nella contea di Roscommon, nel Connacht. Sebbene fosse conosciuto come Fulton, il nome da nubile di sua madre, fu battezzato con il nome di Peter John Sheen. Da bambino, Sheen contrasse la tubercolosi. Dopo che la famiglia si trasferì nella vicina Peoria, Sheen iniziò a esercitare quello che sarebbe stato il suo primo ruolo nella Chiesa: fu infatti chierichetto nella cattedrale di Santa Maria.

Nel 1913, dopo aver conseguito il diploma alla scuola superiore dell'Istituto Spalding di Peoria, Illinois, si iscrisse al St. Viator College di Bourbonnais, Illinois, dove ottenne un Bachelor of Arts (nel 1917) e un Master of Arts (nel 1919). Completati gli studi per il sacerdozio presso seminario di Saint Paul, in Minnesota, fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1919.
Nel 1920, egli conseguì presso l'Università Cattolica d'America la Licenza in Sacra Teologia ed il Bachelor's degree in Diritto Canonico. Nel 1923 consegue il Dottorato (PhD) in Filosofia presso l'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio con una tesi intitolata "The Spirit of Contemporary Philosophy and the Finite God " (in italiano: "Lo spirito della filosofia contemporanea e il Dio finito"). Nello stesso anno divenne il primo statunitense a ricevere il Premio Internazionale di Filosofia “Cardinale Mercier”. L'anno successivo, nel 1924, ottiene il Dottorato in Sacra Teologia (S.T.D.) presso la Pontificia Università "San Tommaso d’Aquino" di Roma.
Nel 1925 riceve il prestigioso titolo di Agrégé in Filosofia presso l'Università Cattolica di Lovanio.

Fu vicario parrocchiale della parrocchia di San Patrizio a Soho Square a Londra e docente di teologia al St. Edmund's College di Ware, dove incontrò Ronald Knox. Sebbene le università di Oxford e Columbia gli avessero offerto la cattedra di filosofia, nel 1926 il vescovo di Peoria Edmund Michael Dunne, chiese a Sheen di assumere il controllo della parrocchia di San Patrizio. Dopo nove mesi, Dunne lo restituì all'Università Cattolica d'America, dove insegnò Filosofia fino al 1950.
Nel 1929 Sheen tenne un discorso alla National Catholic Educational Association. Incoraggiò gli insegnanti a "educare per un rinascimento cattolico" negli Stati Uniti d'America. Egli sperava che i cattolici diventassero più influenti nel loro paese attraverso l'educazione, il che avrebbe aiutato ad attirare altri alla fede. Credeva che i cattolici dovessero integrare la loro fede nel resto della loro vita quotidiana.

Il 28 maggio 1951 papa Pio XII lo nominò vescovo ausiliare di New York e titolare di Cesariana. Ricevette l'ordinazione episcopale l'11 giugno successivo nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo in Roma dal cardinale Adeodato Piazza, O.C.D., segretario della Congregazione concistoriale, coconsacranti l'arcivescovo titolare di Filippi Leone Giovanni Battista Nigris, già nunzio apostolico in Albania, e il vescovo Martin John O'Connor, rettore del Pontificio collegio americano del Nord e presidente della Pontificia commissione per la cinematografia didattica e religiosa.
Partecipò al Concilio Vaticano II come Padre Conciliare. Il 21 ottobre 1966 papa Paolo VI lo nominò vescovo di Rochester.
Insegnante popolare, nel 1925 Sheen scrisse il primo di 73 libri e nel 1930 avviò una trasmissione radiofonica settimanale sulla NBC Sunday Night, The Catholic Hour. Definì la Seconda Guerra Mondiale non solo una lotta politica, ma anche teologica. Due decenni dopo, la trasmissione aveva un pubblico di quattro milioni di persone. Nel 1946 il settimanale Time si riferì a lui in questi termini: "la voce d'oro di mons. Fulton J. Sheen, famoso proselitista del cattolicesimo americano". La rivista riferì che la sua trasmissione radiofonica riceveva dalle uditrici 3 000-6 000 lettere a settimana. Dagli anni Cinquanta, condusse il primo servizio religioso trasmesso sul nuovo mezzo televisivo, aprendo una nuova strada per le sue attività.
Nel 1951 iniziò un programma televisivo settimanale sulla rete televisiva di DuMont intitolato Life Is Worth Living. Girato all'Adelphi Theatre di New York, il programma consisteva semplicemente nella ripresa di Sheen che parlava di fronte a un pubblico dal vivo senza una sceneggiatura usando occasionalmente una lavagna.
Lo spettacolo, programmato in uno slot in prima serata il martedì sera alle 20:00, avrebbe dovuto sfidare i giganti degli ascolti come Milton Berle e Frank Sinatra, ma lo fece sorprendentemente bene. Il numero di stazioni che trasmettevano Life Is Worth Living passò da tre a quindici in meno di due mesi. La posta dei fan raggiunse la cifra di 8 500 lettere a settimana. C'erano quattro volte più richieste di biglietti di quelle che potevano essere soddisfatte. Nel 1952 Sheen vinse un Emmy Award per i suoi sforzi. Accettando il riconoscimento disse: "Sento che è ora di rendere omaggio ai miei quattro scrittori, Matteo, Marco, Luca e Giovanni".
Una delle sue presentazioni meglio ricordate arrivò nel febbraio del 1953, quando denunciò con forza il regime sovietico di Stalin. Sheen diede una lettura drammatica della scena funebre dal Giulio Cesare di William Shakespeare, sostituendo con i nomi di Stalin, Lavrenty Beria, Georgy Malenkov e Andrey Vyshinsky quelli originali di Giulio Cesare, Cassio, Marco Antonio e Bruto. Concluse dicendo: "Stalin un giorno deve incontrare il suo giudizio". Il dittatore subì un ictus pochi giorni dopo e morì entro una settimana.
Lo spettacolo durò fino al 1957, attirando fino a 30 milioni di persone a settimana. Nel 1958, Sheen divenne direttore nazionale della Società per la propagazione della fede (dal 1967 Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli). Lasciò l'incarico con la nomina a Vescovo. Ospitò una serie a livello nazionale, The Fulton Sheen Program, dal 1961 al 1968, prima in bianco e nero e poi a colori. Il formato di questa serie era essenzialmente lo stesso di Life Is Worth Living.
Nel settembre del 1974, l'arcivescovo di Washington William Wakefield Baum gli chiese di predicare un ritiro per i sacerdoti diocesani nella casa per ritiri "Loyola" di Faulkner, nel Maryland. Questo fu registrato su bobina aperta.
A Sheen fu attribuito il merito di aver contribuito alla conversione di un certo numero di personaggi importanti nella fede cattolica. Tra essi vi sono lo scrittore Heywood Broun, la politica Clare Boothe Luce, l'imprenditore Henry Ford II, lo scrittore comunista Louis F. Budenz, l'attivista comunista Bella Dodd, il designer teatrale Jo Mielziner, il violinista e compositore Fritz Kreisler e l'attrice Virginia Mayo. Ogni processo di conversione richiedeva in media 25 ore di lezioni e, secondo quanto riferito, oltre il 95% dei suoi studenti in formazione privata veniva poi battezzato.

Durante il suo episcopato a Rochester creò la Sheen Ecumenical Housing Foundation. Rivolse parte delle sue energie in attività politiche come la sua denuncia della guerra del Vietnam alla fine di luglio del 1967. Il mercoledì delle ceneri del 1967, Sheen decise di concedere l'edificio parrocchiale di Santa Brigida al programma federale per l'edilizia abitativa e lo sviluppo urbano. Sheen voleva che il governo lo usasse in favore dei neri americani. Ci fu una protesta in quanto Sheen agì di sua iniziativa. Il pastore non era d'accordo, dicendo che "ci sono abbastanza proprietà vuote in giro senza abbattere la chiesa e la scuola". L'accordo in seguito fallì.
Il 6 ottobre 1969, un mese dopo aver celebrato il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio, papa Paolo VI accettò la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi e lo nominò arcivescovo titolare di Newport. Questa posizione cerimoniale gli diede una promozione ad arcivescovo e così aiutò Sheen a continuare la sua vasta opera di scrittura. Sheen scrisse infatti oltre 70 libri e numerosi articoli su giornali e riviste.
Il 2 ottobre 1979, due mesi prima della sua morte, papa Giovanni Paolo II visitò la cattedrale di San Patrizio a New York e abbracciò Sheen, dicendo: "Hai scritto e parlato bene del Signore Gesù Cristo, della Chiesa".

A partire dal 1977 Sheen subì una serie di interventi chirurgici che indebolirono la sua forza e gli resero persino difficile la predicazione. Durante questo periodo continuò a lavorare sulla sua autobiografia, parti delle quali sono state dettate dal suo letto di malattia mentre stringeva un crocifisso.
Il 2 ottobre 1979, nonostante le sue precarie condizioni di salute, volle lo stesso partecipare all’incontro con Papa Giovanni Paolo II durante il suo Viaggio Apostolico negli Stati Uniti. In tale occasione giunse nella Cattedrale di New York in ambulanza e il Papa, abbracciandolo, si complimentò per la sua forte dedizione nell’annuncio della Parola di Dio.
Sheen morì a New York, nel quartiere di Manhattan, la sera di domenica 9 dicembre, intorno alle 19.15 (ora locale), nella sua cappella privata del suo appartamento situato al numero 500 della East 77th Street, dinnanzi al Santissimo Sacramento, due mesi dopo l’incontro col Pontefice Le esequie si tennero il 13 dicembre presso la Cattedrale di San Patrizio a New York.
Ai funerali presenziarono migliaia di persone, tra le quali il sindaco di New York Ed Koch, il Governatore dello Stato Hugh Carrey, quattro Cardinali e quarantotto Vescovi.
L'arcidiocesi di New York, che ha custodito presso la Cattedrale di San Patrizio i resti del Venerabile Fulton Sheen dal giorno delle esequie del 1979, ha annunciato il 9 giugno 2019 che avrebbe ufficialmente rinunciato alla lotta legale, che si stava protraendo da diverso tempo, per mantenere i resti di Sheen. Di conseguenza il 27 giugno dello stesso anno i resti sono stati trasferiti nella Cattedrale di Peoria.
La spiritualità di Fulton J. Sheen fu essenzialmente mariana ed eucaristica. Durante tutto il suo ministero sacerdotale Sheen svolgeva quotidianamente la sua Ora Santa, ovvero la devozione eucaristica. Spesso, durante l'adorazione Eucaristica, Sheen leggeva le Sacre Scritture.
Sheen si oppose così fermamente al pensiero di Freud tanto da suscitare la protesta degli psicologi cattolici, che temevano che le sue posizioni avrebbero portato i fedeli a privarsi delle terapia necessarie. A seguito di alcune dichiarazioni fatte nel marzo del 1947, Sheen scrisse al The New York Times approfondendo la sua posizione e specificando che pur, rimanendo critico della psicoanalisi, riteneva una scienza perfettamente valida la psichiatria.

Numerose opere di Fulton Sheen trattano il tema del male, soffermandosi in particolare sulle figure dell’Anticristo nella Chiesa e del Diavolo. Nei suoi scritti e discorsi presentò queste tematiche come minacce reali e costanti alla vita cristiana.
È sotto la maschera e il travestimento di un progresso che nega il peccato e la colpa che l'Anticristo sfila oggi nel mondo, siede nelle nostre aule, scrive sulle nostre riviste, si pavoneggia sui nostri palcoscenici, promettendo di redimere l'uomo quando avrà abbandonato la Croce e la penitenza»
Sheen fu sempre un uomo fedele al Magistero della Chiesa. Egli sostenne anche che la "controversia", ovvero un sano "dibattito", potesse essere fruttuoso per la Chiesa e che anzi quest'ultima sia sempre stata a favore di un "sano razionalismo".
Il suo pensiero fu profondamente influenzato da quello di San Tommaso d'Aquino.
Egli sosteneva che l'onniscienza di Dio e il libero arbitrio potessero coesistere, ricordava infatti così il concetto di conoscenza Divina:
L'Arcivescovo Sheen manifestò sempre un atteggiamento di profonda umiltà, rifuggendo dalle lodi e dagli encomi: "Sono solo un portinaio che apre la porta", disse, “È il Signore che entra e fa la falegnameria, la muratura e la ricostruzione all'interno”.
Durante un'intervista di Mike Wallace, tenutasi durante il programma "60 Minutes" il 28 ottobre 1969, Sheen parlò del suo percorso nella gerarchia cattolica e dell'ambizione: "Suppongo che ci debba certamente essere ambizione in me", disse, "perché l'ambizione è in un certo senso la spinta alla perfezione. Ma non ho mai deliberatamente cercato alcun tipo di onore. È possibile per un uomo nella Chiesa salire, salire e salire, e io avrei potuto andare più in alto, più in alto e più in alto. Ma mi sono rifiutato di pagare il prezzo".
Il lavoro era parte integrante della sua vita quotidiana. varie biografie riferiscono che la sua tipica giornata lavorativa era di 19 ore. Nei primi anni Cinquanta, per via del suo programma televisivo, riceveva migliaia di lettere ogni giorno, alle quali rispondeva costantemente tutte le volte che il suo programma di lavoro gli permetteva.
Non fumava né beveva e molto raramente prendeva periodi di ferie o vacanza.
Sheen, dotato di un'eccellente memoria, era appassionato di Tomistica ed era un accanito lettore di letteratura greca. Egli era in grado di parlare, oltre all'inglese, anche il greco, il tedesco, l'italiano, il latino ed il francese.
Conservatore ed anticomunista convinto, durante la guerra civile spagnola degli anni Trenta, sostenne la fazione dei Franchisti.
Era convinto che la Costituzione degli Stati Uniti fosse stata creata partendo dal presupposto che i diritti inalienabili dei cittadini avessero come fonte Dio.
Per questo egli criticava la visione che escludeva Dio dal contesto politico: "[...] Oggi, la politica nega il suo fondamento divino. La politica è oggi la scienza suprema e assoluta"
Sheen si schierò contro la guerra del Vietnam. Egli difese le punizioni corporali nelle scuole: "Una pacca sulla schiena aiuterà a costruire il carattere se viene data abbastanza spesso, abbastanza forte e abbastanza bassa".
Negli anni, egli fece notevoli sforzi per cercare un terreno teologico comune con i cristiani delle chiese non cattoliche, sia ortodosse orientali che protestanti. Ha spesso elogiato il protestantesimo per quanto concerne lo studio Biblico:
L'autobiografia di Sheen riassumeva la sua prospettiva ecumenica:
L'Archbishop Fulton J. Sheen Foundation è stata istituita nel 1998 da Gregory J. Ladd e Lawrence F. Hickey per far conoscere la vita e le opere dell'arcivescovo. La fondazione avvicinò il cardinale John Joseph O'Connor per chiedergli di iniziare il processo di beatificazione, che era tuttavia sotto l'autorità della diocesi di Peoria. Nel 2002 la causa di beatificazione di monsignor Sheen fu ufficialmente aperta dal vescovo di Peoria Daniel Robert Jenky. In quel momento ottenne il titolo di servo di Dio. Il 2 febbraio 2008, gli archivi di Sheen furono suggellati durante una cerimonia speciale tenutasi nella cattedrale di Santa Maria dell'Immacolata Concezione a Peoria. Nel 2009, la fase diocesana delle indagini si concluse e i risultati vennero inviati alla Congregazione delle cause dei santi a Roma.
Nel novembre del 2010 venne annunciato che la causa sarebbe stata messa in pausa a causa di un disaccordo con l'arcidiocesi di New York a seguito di un dibattito in corso riguardante il ritorno dei resti di monsignor Sheen nella diocesi di Peoria.
Il 28 giugno 2012 papa Benedetto XVI ricevette in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, e lo autorizzò a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Fulton Sheen, arcivescovo titolare di Newport, già vescovo di Rochester. In quel momento ottenne il titolo di venerabile.
Secondo Catholic News Service e The Catholic Post, il giornale ufficiale della diocesi di Peoria, il caso di un ragazzo che da bambino non aveva pulsazioni riconoscibili per 61 minuti e che stava per essere dichiarato morto all'OSF Saint Francis Medical Center di Peoria ma che si riprese e viveva ancora in buona salute - senza menomazioni fisiche o mentali - era nelle fasi preliminari per l'essere indagato come il possibile miracolo necessario per la potenziale beatificazione dell'arcivescovo Sheen. Se la guarigione fosse stata approvata a livello diocesano e poi dalla Congregazione delle cause dei santi come inspiegabile dal punto di vista medico e direttamente attribuibile all'intercessione di Sheen secondo i gruppi di esperti in entrambe le aree tematiche, allora la beatificazione poteva procedere. Un altro miracolo del genere è richiesto per la canonizzazione.
Il 7 settembre 2011 ci fu il giuramento del tribunale d'indagine sulla presunta guarigione. Durante una messa speciale alle 10:30 di domenica 11 dicembre 2011 tenutasi nella Cattedrale di Santa Maria a Peoria, la documentazione raccolta dal Tribunale in quasi tre mesi venne inscatolata e sigillata. Fu quindi spedita in Vaticano per l'esame della Congregazione delle cause dei santi, concludendo il lavoro del tribunale diocesano. Giovedì 6 marzo 2014 venne annunciato che una commissione vaticana di esperti medici non era stata in grado di determinare una causa naturale per una guarigione attribuita a Sheen. Questo fu un passo importante sulla via della beatificazione. Il miracolo riguardava la rinascita del bambino nato morto sopra menzionato che sopravvisse sano. Per 61 minuti il bambino non diede segni di vita e sua madre iniziò a pregare per l'intercessione di monsignor Fulton Sheen. Il neonato non respirava e i medici stavano per dichiararlo morto. Dopo che il suo cuore iniziò a battere i medici predissero che il bambino sarebbe cresciuto con problemi terrificanti come insufficienza multiorgano e paralisi cerebrale. Dopo i primi 5 mesi di vita, il bambino era considerato normalmente sano.
Martedì 17 giugno 2014, un gruppo di sette teologi consultori della Congregazione delle cause dei santi concordò all'unanimità che il caso summenzionato poteva essere attribuito al fatto che i genitori del bambino chiesero l'intercessione dell'arcivescovo Sheen durante il periodo di 61 minuti. Essendo stato valutato e approvato da entrambi gli esami, medico e teologico, il caso passò ai vescovi e cardinali membri e funzionari della Congregazione, che furono chiamati a dare la loro approvazione prima che il caso fosse inoltrato a papa Francesco.
Il 3 settembre 2014 la causa fu sospesa indefinitamente, non per problemi col carattere morale di Sheen o con l'indagine sul miracolo, ma perché l'arcidiocesi di New York, nel cui territorio era sepolto, aveva rifiutato una richiesta da parte del vescovo Daniel Robert Jenky, che è l'attore, o supervisore, degli sforzi della causa visto il suo ruolo di vescovo di Peoria, di far trasferire i resti dell'arcivescovo Sheen a Peoria. Ciò doveva essere fatto in modo che il corpo potesse essere esaminato attentamente e le reliquie di prima classe raccolte. Questo fa parte delle fasi finali delle cause e avvengono prima della beatificazione. Normalmente, le cause impiegano molti anni per progredire verso la canonizzazione. Ciononostante, il potenziale di un lungo ritardo fu frustrante per molti nell'area (e al di là) di chi aveva aiutato e finanziato la causa e degli altri suoi sostenitori.
In un comunicato stampa del 14 giugno 2016, venne annunciato che la famiglia superstite del defunto arcivescovo aveva presentato una petizione alla Corte Suprema dello Stato di New York per consentire il trasferimento delle spoglie di monsignor Sheen a Peoria. Il comunicato stampa affermava che "in diverse occasioni, l'arcidiocesi [di New York] ha dichiarato il suo desiderio di cooperare con i desideri della famiglia". In caso di approvazione del trasferimento, era possibile che la sospensione della causa fosse revocata.
In un'azione intentata alla Corte Suprema dello Stato di New York, la giudice Arlene P. Bluth ordinò all'arcidiocesi di New York di concedere il permesso alla famiglia di Sheen di esumare la salma, trovando una buona e sostanziale ragione per spostare i resti del defunto. La Corte stabilì che l'obiezione dell'arcidiocesi, secondo cui monsignor Sheen non voleva essere riesumato, era priva di base fattuale. Dato che la sua elevazione alla santità era bloccata fino a quando la diocesi di Peoria non avesse potuto presentare una petizione per la canonizzazione, la Corte trovò che la famiglia aveva una giustificazione sufficiente per spostare il suo corpo.
Tuttavia, il 6 febbraio 2018 il Primo Dipartimento della Divisione di Appello dello Stato di New York, annullò la decisione della giudice Bluth, ordinando un'udienza probatoria che confermasse se il trasferimento del corpo di Sheen fosse coerente con i suoi desideri. La Corte osservò che "non è chiaro se la volontà dell'arcivescovo Sheen fosse di essere sepolto nel Calvary Cemetery, il cimitero ufficiale dell'arcidiocesi di New York, o se avesse manifestato l'intenzione esplicita di rimanere sepolto nell'arcidiocesi di New York". Tuttavia, dopo aver riesaminato il caso e aver tenuto l'udienza probatoria, il 9 giugno 2018 la giudice Bluth confermò la sua precedente decisione. L'arcidiocesi si decise a permettere l'esumazione ma chiese almeno una raccolta delle sue reliquie.
Il 9 giugno 2019 l'arcidiocesi di New York annunciò che stava ufficialmente rinunciando allo scontro per mantenere i resti di Sheen sotto l'altare della cattedrale di New York.
Il 27 giugno 2019 i resti del venerabile arcivescovo Sheen furono trasferiti nella cattedrale di Santa Maria dell'Immacolata Concezione a Peoria.
Il 5 luglio 2019 papa Francesco ricevette in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, e lo autorizzò a promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito all'intercessione del venerabile servo di Dio Fulton Sheen, arcivescovo titolare di Newport, già vescovo di Rochester.
Il 9 febbraio 2026 la diocesi di Peoria ha reso noto che la Santa Sede ha approvato la beatificazione di monsignor Sheen, comunicandolo al vescovo Luis Tylka e dichiarando la collaborazione tra la diocesi e il Dicastero delle cause dei Santi sul chiarimento delle modalità e data della celebrazione per la beatificazione.
Il 24 settembre 2026, infine, è stata celebrata la beatificazione, con una cerimonia presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, inviato come rappresentante di papa Leone XIV.
Sheen condusse il suo primo programma televisivo dal titolo Life is Worth Living dal 1952 al 1957. Nel corso degli anni, però, varie fonti e diversi giornalisti hanno indicato il cardinal Joseph Spellman come causa della soppressione del programma.
Nella prefazione all'edizione del 2008 dell'autobiografia di Sheen, Treasure in Clay: The Autobiography of Fulton J. Sheen, il giornalista cattolico Raymond Arroyo scrisse del perché Sheen si ritirò dalla conduzione del programma Life is Worth Living "all'apice della sua popolarità [...] quando si stima che 30 milioni di spettatori e ascoltatori fossero sintonizzati ogni settimana". Arroyo riferì che: "È opinione diffusa che il cardinal Spellman abbia fatto sparire Sheen".
Arroyo riferisce che «verso la fine degli anni Cinquanta il governo donò milioni di dollari in latte in polvere all'arcidiocesi di New York e, a sua volta, il cardinale Spellman consegnò il latte all'Opera della Propagazione della Fede perché lo distribuisse ai poveri nel mondo. In almeno un'occasione, Spellman chiese che il direttore dell'Opera, il vescovo Sheen, pagasse l'arcidiocesi per il latte donato, chiedendo diversi milioni di dollari. Nonostante il considerevole potere di persuasione e l'influenza del cardinale Spellman a Roma, Sheen rifiutò: si trattava di fondi donati dal popolo alle missioni, fondi che lo stesso Sheen aveva personalmente contribuito a ottenere grazie agli appelli via radio. Si sentiva perciò in dovere di proteggerli anche dalle avide mire del suo stesso cardinale».
Spellman, in seguito, portò la questione direttamente davanti a papa Pio XII, ribadendo le proprie richieste alla presenza dello stesso Sheen. Il pontefice si schierò dalla parte di Sheen. Il cardinale in seguito si scontrò con Sheen, dichiarando: «Farò i conti con te. Potrebbero volerci sei mesi o dieci anni, ma tutti sapranno che cosa sei». Oltre ad essere spinto a lasciare la televisione, Sheen si "ritrovò sgradito nelle chiese di New York City". Spellman soppresse le predicazioni che Sheen teneva ogni anno il Venerdì santo nella cattedrale di San Patrizio, e scoraggiava il clero dal dare confidenza al vescovo Sheen". Nel 1966 Spellman fece riassegnare Sheen alla diocesi di Rochester ponendo così fine alla sua direzione dell'Opera della Propagazione della Fede. In sedici anni di mandato, Sheen aveva raccolto centinaia di milioni di dollari e donato dieci milioni di dollari dei propri guadagni. Il 2 dicembre 1967, Spellman morì a New York.
Sheen non parlò della situazione, facendo solo vaghi riferimenti alle sue "prove sia dentro che fuori dalla Chiesa". Arrivò persino a elogiare Spellman nella sua autobiografia. L'autobiografia è stata pubblicata in italiano dalle edizioni Ares col titolo La mia vita. Un tesoro in un vaso d'argilla.
Il Fulton J. Sheen Museum, gestito dalla diocesi di Peoria, ospita la più grande collezione di oggetti personali di Sheen. Il Museo, aperto nel 2008, si trova a un isolato a sud della cattedrale di Santa Maria dell'Immacolata Concezione, dove Sheen servì come chierichetto, ricevette la sua prima comunione e la cresima, dove fu ordinato prete e celebrò la sua prima messa.
Esiste anche un altro museo a lui dedicato che si trova nella città natale di Sheen, El Paso. Questo museo contiene vari manufatti ma non è collegato alla diocesi di Peoria.
La genealogia episcopale è:
La successione apostolica è:
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