Un poliglotta (dal greco πολύγλωττος, polýglōttos, composto da poly- ‘poli-' e glṓtta ‘lingua’) è una persona con un alto grado di conoscenza di più lingue. Una persona capace di parlare due lingue correntemente è identificato come bilingue, tre lingue trilingue, quattro lingue quadrilingue; sopra le quattro lingue viene utilizzato il termine multilingue. La capacità di padroneggiare molte lingue è chiamata poliglottismo, o, più raramente, poliglottia. In alcuni casi si usano anche, in loro particolari accezioni, i termini multilinguismo e plurilinguismo, che sono in genere, tra loro, sinonimi. Un iperpoliglotta è una persona che parla fluentemente undici o più lingue. Il termine, raramente usato, è stato coniato dal linguista Richard Hudson nel 2003.
Ci sono diverse teorie sul perché alcune persone imparino molte lingue con relativa facilità, mentre altre apprendono con difficoltà anche una sola lingua straniera. Il neuroscienziato Katrin Amunts ha studiato il cervello di Emil Krebs e ha determinato che la sua area di Broca, responsabile per il linguaggio, era organizzata in maniera differente da chi parla una sola lingua. Dall'altro lato, il neurolinguista Loraine Obler ha suggerito un collegamento con il Geschwind-Galaburda cluster.
Charles Berlitz (1914-2003), saggista e linguista, nipote del celebre linguista Maximilian Berlitz, fondatore dell'omonima scuola di lingua con sedi in tutto il mondo. Nel corso della sua vita apprese più di 10 lingue che sapeva padroneggiare fluentemente.
Ziad Fazah (1954-), linguista e insegnante libanese naturalizzato brasiliano. Nato in Liberia, divenne famoso affermando di saper parlare e leggere più di 50 lingue e venendo per tale motivo menzionato nel Guinness dei primati fino al 1998. Ciononostante non è stato chiarito quante lingue sappia parlare effettivamente.
↑NZedge.com. URL consultato il 29 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2010).
↑Cenni sul generale Antonio Rizzo, su webalice.it. URL consultato il 4 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2014).
↑Claude Hagège, La Hongrie honore Aurélien Sauvageot, in «Le Monde», 46° (1989), n. 13773 (10 mai), p. 40. Sauvageot, Aurélien, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 30 gennaio 2015. Jean Perrot, La carrière et l'oeuvre d'Aurélien Sauvageot, «Études finno-ougriennes», vol. 41, pp. 9-25
↑Manlio Cortelazzo, Carlo Tagliavini (1903-1982), in «Zeitschrift für Romanische Philologie», vol. 99, (1983), pp. 713-715.
↑VM.ee (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2009).
↑Linguist of United nations knows 66 languages, in «Reading Eagle», 1968, n. 303 (25 november), p. 26 francese; Claude Hagège, La mort de Georges Schmidt. Un polyglotte d'exception, in «Le Monde», 47° (1990), n. 14062 (13 avril), p. 27.
↑Voices of the land, in In Port Augusta, an Israeli linguist is helping the Barngarla people reclaim their language / Anna Goldsworthy, The Monthly, September 2014. URL consultato il 5 giugno 2018.