| Vivaro-alpino Vivaroalpenc, Vivaroaupenc | |
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| Parlato in | Francia, Italia |
| Regioni | Alvernia, Rodano-Alpi, Piemonte, Calabria |
| Parlanti | |
| Totale | ~ 200.000 |
| Altre informazioni | |
| Tipo | SVO Lingua sillabica |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Galloiberiche Galloromanze Provenzale Vivaro-alpino |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-1 | oc
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| ISO 639-2 | oci
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| ISO 639-3 | oci (EN)
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| Linguist List | 08e (EN)
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| Glottolog | viva1235 (EN)
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Il vivaro-alpino , (nome nativo vivaroalpenc o vivaroaupenc, in francese vivaro-alpin) è un dialetto della lingua occitana. Appartiene al gruppo del nord occitano insieme al limosino e all’alvernese.
Il dialetto è parlato in Francia nella parte del Velay, nel nord del Vivarese e nel sud del Delfinato, mentre in Italia a Guardia Piemontese (CS) e in alcune valli occitane del Piemonte, in cui è anche noto come provenzale alpino.
Il nome vivaro-alpino è stato coniato da Pierre Bec negli anni '70; i dialetti vivaro-alpini sono tradizionalmente chiamati gavot dalle Alpi Marittime alle Alte Alpi.
Il vivaro-alpino presenta due gruppi sottodialettali:
Il vivaro-alpino è stato a lungo considerato come un sotto-dialetto del provenzale[non chiaro], sotto la denominazione di provenzale alpino o addirittura nord-provenzale. La sua estensione nella parte meridionale del Delfinato gli è valso l'appellativo di delfinese (in francese dauphinois). Nel suo Atlante delle lingue minacciate, l'UNESCO lo classifica come lingua "in pericolo".
Il vivaro-alpino condivide con le altre varietà del nord occitano (limosino, alverniate) la palatalizzazione delle consonanti k e g davanti ad a in particolare: chantar (« cantare »), jai (« ghiandaia », in francese geai). L'occitano meridionale ha rispettivamente: cantar, gai.
La sua caratteristica principale è la caduta delle intervocaliche dentali latine semplici:
In particolare, la t finale dei participi passati maschili è sfumata: chantà (scritta chantat nella grafia classica) per chantat (« cantato », in francese chanté).
La desinenza verbale di prima persona è -o (come in italiano, catalano orientale, castigliano e portoghese, ma anche in piemontese, che è confinante): parlo per parli o parle (« io parlo »), parlavo per parlavi o parlave (« io parlavo »), parlèro per parlèri o parlère (« io ho parlato, io parlavo »).
Un tratto frequente è il rotacismo di l (passaggio di l a r):
Nei dialetti delle Alpi, il vivaro-alpino ha mantenuto la pronuncia della r finale degli infiniti (eccezione nell'occitano moderno).
| Controllo di autorità | GND (DE) 4466520-9 · BNF (FR) cb11978579w (data) |
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