| Giovanni Toti | |
|---|---|
| Presidente della Regione Liguria | |
| Durata mandato | 11 giugno 2015 – 26 luglio 2024 |
| Predecessore | Claudio Burlando |
| Successore | Marco Bucci |
| Presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati | |
| Durata mandato | 17 ottobre 2023 – 23 luglio 2025 |
| Predecessore | Carica creata |
| Successore | Ilaria Cavo |
| Vicepresidente di Coraggio Italia | |
| Durata mandato | 14 luglio 2021 – 23 giugno 2022 |
| Contitolare | Marco Marin Gaetano Quagliariello |
| Presidente | Luigi Brugnaro |
| Predecessore | Carica istituita |
| Successore | Michaela Biancofiore |
| Vicepresidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome | |
| Durata mandato | 30 luglio 2015 – 9 aprile 2021 |
| Presidente | Sergio Chiamparino Stefano Bonaccini |
| Predecessore | Stefano Caldoro |
| Successore | Michele Emiliano |
| Coordinatore di Forza Italia | |
| Durata mandato | 19 giugno 2019 – 1º agosto 2019 |
| Contitolare | Mara Carfagna |
| Predecessore | Carica istituita |
| Successore | Antonio Tajani |
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 1º luglio 2014 – 9 luglio 2015 |
| Legislatura | VIII |
| Gruppo parlamentare | PPE |
| Circoscrizione | Italia nord-occidentale |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | PSI (1985-1990) FI (2014-2019) C! (2019-2022) CI (2021-2022) IaC (2022-2023) NM (2022-2025) |
| Titolo di studio | Laurea in scienze politiche |
| Università | Università degli Studi di Milano |
| Professione | Giornalista; Politico |
Giovanni Toti (Viareggio, 7 settembre 1968) è un politico e giornalista italiano, presidente della Regione Liguria dall'11 giugno 2015 al 26 luglio 2024.
Ex consigliere politico ed ex europarlamentare di Forza Italia, dal 19 giugno al 1º agosto 2019 ne è stato anche coordinatore nazionale. Nel 2019 si è distaccato da Forza Italia e ha fondato Cambiamo!, nel 2022 confluito in Italia al Centro, a sua volta nel 2023 confluito in Noi Moderati.
Nato a Viareggio (Lucca), è cresciuto a Marina di Massa (Massa-Carrara), dove i genitori, albergatori originari della Lunigiana, gestivano al tempo l'hotel Excelsior; il suo bisnonno è Armando Angelini, deputato all'Assemblea Costituente, parlamentare per la Democrazia Cristiana e ministro della Repubblica. Dopo aver conseguito il diploma di maturità al liceo classico a Massa, consegue la laurea in scienze politiche all'Università degli Studi di Milano.
Dal 2001 risiede a Bocca di Magra, frazione del comune di Ameglia (Spezia), dove sono residenti anche i genitori e la famiglia.
A marzo 2025 fonda, insieme a Paolo Liguori, Paolo Romani e Andrea Ruggieri tra gli altri, la Philia Associates, un’agenzia di comunicazione con sede a Milano che lavora con le piccole e medie imprese, che nel 2026 inizia a curare la comunicazione del Tala Beach, stabilimento balneare a Marina di Pietrasanta (Lucca) di Daniela Santanchè.
Nel 1996 Toti firma il suo primo contratto come stagista per Mediaset assunto da Paolo Liguori e l'anno seguente esordisce a Studio Aperto. Nel 2001 è inviato in Kosovo e l'anno seguente intervista in esclusiva Adriano Sofri; giornalista professionista iscritto all'Ordine dei giornalisti di Milano dall'ottobre 2006, in quello stesso anno entra a Videonews; nel 2007 diventa vicecapo ufficio stampa di Mediaset.
Nel 2009 diviene co-direttore di Studio Aperto, curando gli approfondimenti dei programmi di Italia 1 Lucignolo e Live. Il 22 febbraio 2010 diventa direttore dello stesso telegiornale al posto di Mario Giordano, che a sua volta passa a dirigere la nascente testata News Mediaset. Il 28 marzo 2012 approda anche al TG4, succedendo a Emilio Fede, sollevato da un incarico durato 20 anni, e mantenendo al contempo la direzione di Studio Aperto; al TG4, appena insediatosi, cancella due elementi distintivi della direzione di Fede, ovvero la rubrica Sipario e la presenza delle "meteorine" (le ragazze scelte personalmente da Fede che conducevano le previsioni meteorologiche). Rimane direttore dei due telegiornali fino al 2014, anno in cui entra in politica a tempo pieno e gli subentrano Mario Giordano al TG4 ed Anna Broggiato a Studio Aperto.
Nel 2024 Toti, terminata l'esperienza politica, torna a lavorare come giornalista, collaborando con Il Giornale, mentre a marzo 2026 lancia una rubrica settimanale sul network Italpress dal titolo Power Talks per l’analisi dell’attualità economica, politica e sociale.
È sposato dal 2003 con la giornalista Siria Magri, vice-direttrice di Videonews; la coppia non ha figli.
All'età di 17 anni Toti ha aderito alla Federazione Giovanile Socialista Italiana, l'organizzazione giovanile del Partito Socialista Italiano, fino alla maggiore età. Arrivò ben presto fino alla direzione regionale della Toscana.
Per anni ideologicamente molto vicino a Silvio Berlusconi, il 24 gennaio 2014 viene nominato da quest'ultimo consigliere politico della rinata Forza Italia, dimettendosi lo stesso giorno da ogni incarico lavorativo a Mediaset, di cui fa parte del suo comitato di presidenza e con cui in vista delle elezioni europee di quell'anno viene candidato al Parlamento europeo, come capolista nella circoscrizione Italia nord-occidentale, diventando europarlamentare come il primo degli eletti con 148.291 preferenze. Nella VIII legislatura del Parlamento europeo è stato componente della Commissione per la cultura e l'istruzione e della Delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia, oltreché membro sostituto della Commissione giuridica e della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.
Toti si definisce un "moderatissimo" ed è uno dei 14 membri del coordinamento di Forza Italia e insieme con Mariarosaria Rossi, Francesca Pascale (all'epoca compagna dello stesso Berlusconi) e Deborah Bergamini forma il cosiddetto "cerchio magico" di Berlusconi in Forza Italia.
In vista delle elezioni regionali del 2015, il 1º aprile Toti viene candidato alla presidenza della Regione Liguria, carica che può ricoprire in quanto residente nella provincia della Spezia, sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da Forza Italia, Lega Nord (nonostante inizialmente avesse proposto la candidatura del proprio vicesegretario Edoardo Rixi, che poi venne ritirata), Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e Area Popolare, oltreché dal Nuovo PSI, dai Riformisti Italiani e dal Partito Liberale Italiano, dove alla tornata elettorale diventa presidente con il 34,44% dei voti e superando i candidati del Partito Democratico Raffaella Paita (27,84%) e del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore (24,85%), entrando in carica l'11 giugno a seguito della sua proclamazione, dimettendosi da europarlamentare il 9 luglio, per l'incompatibilità tre le due cariche, e venendo sostituito da Stefano Maullu.
Il 30 luglio 2015 diventa vicepresidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, presieduta dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Nel 2015 la sua giunta presenta un nuovo Piano Casa in Consiglio regionale, che viene approvato, sollevando controversie da parte delle opposizioni e di associazioni ambientaliste, in quanto concepito per un'ampia semplificazione normativa in materia edile, che autorizza interventi edilizi radicali come l'ampliamento degli edifici esistenti in tutti e dieci i parchi liguri, che Toti ha difeso sostenendo il mantenimento di tutti gli strumenti di controllo ambientale, la difesa del suolo e del paesaggio, nonostante i detti strumenti di difesa del territorio vengono spostati dai singoli comuni ai vertici degli Enti. Altri punti critici del piano sono l'abolizione dell’obbligo del 20% di edilizia popolare, l'abolizione dei vincoli esistenti alla demolizione di edifici da riqualificare e ricostruire (applicabile anche agli edifici condonati), l’ampliamento degli edifici esistenti è aumentato da 170 a 200 metri cubi in proporzione all’edificio esistente. Inoltre il piano stabilisce un bonus volumetrico (dal 35% al 50%) a coloro che decidono di demolire la propria casa in zone a rischio di esondazioni o frane, e di ricostruirla in zone sicure. Il piano è stato però impugnato dal governo, con la motivazione di violare la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio. A seguito di alcune correzione, nel 2016 il governo ritira l'impugnativa.

Durante il suo mandato la Regione Liguria istituisce un fondo per coprire le spese legali dei cittadini che hanno subito aggressioni e, nel tentativo di difendersi, sono incorsi nel reato di eccesso di legittima difesa o sono stati incriminati per omicidio volontario, similmente a quanto varato in Lombardia da Roberto Maroni; in seguito la legge viene impugnata dal governo.
Nel maggio 2017 la sua giunta vara un nuovo regolamento riguardante le case popolari della regione, suscitando diverse controversie in quanto stabilisce che i cittadini stranieri richiedenti un alloggio popolare devono dimostrare di essere residenti in Italia da 10 anni e in Liguria da 5.

Il 20 agosto 2018 viene nominato commissario delegato per gestire le prime fasi dell'emergenza e l'assistenza agli sfollati per il crollo del Ponte Morandi di Genova; a seguito di tale evento ottiene dal governo nazionale la dichiarazione di stato d'emergenza per la città.
Il 19 giugno 2019 viene nominato coordinatore di Forza Italia assieme a Mara Carfagna, da Berlusconi durante una riunione congiunta dei gruppi parlamentari forzisti, con l'obiettivo di riformare il partito. Tuttavia il successivo 1º agosto Berlusconi decide di nominare un nuovo coordinamento di presidenza, di cui Toti non fa parte, che andrà a sostituire i due coordinatori, rimanendo di fatto escluso, per essersi inimicato i vertici forzisti e Berlusconi stesso per la proposta di tenere delle elezioni primarie, motivo per cui abbandona Forza Italia e il successivo 7 agosto fonda il movimento politico Cambiamo!, con l'intenzione di creare un soggetto moderato di centrodestra alternativo a Forza Italia e aperto al dialogo con la Lega di Salvini.
In vista delle elezioni regionali del 2020, viene ricandidato per un secondo mandato da presidente, sostenuto da Cambiamo con Toti Presidente, Lega per Salvini Premier, FdI, Forza Italia - Liguria Popolare (con Polis e Nuovo PSI) e Unione di Centro, dove viene rieletto col 56,13% e superando il candidato del centrosinistra-M5S, nonché giornalista, Ferruccio Sansa (38,9%).
Tra maggio e luglio 2021 Toti, insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, fonda il partito Coraggio Italia, di cui diventerà vicepresidente vicario. Durante l'elezione del Presidente della Repubblica del 2022 è stato uno dei 58 delegati regionali, in rappresentanza della maggioranza in consiglio regionale della Liguria.
Nel frattempo Toti lancia Italia al Centro che partecipa alle elezioni politiche del 2022 come cartello elettorale insieme a Noi con l'Italia, UdC e Coraggio Italia, eleggendo in quota IaC i deputati Ilaria Cavo e Giuseppe Bicchielli. Il 17 ottobre 2023 Toti viene eletto presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati composto da 150 membri.

Il 26 luglio 2024 Toti si dimette dal proprio incarico di Presidente della regione in seguito all'inchiesta per corruzione che lo ha coinvolto, comportando le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, come previsto dall'art. 126 della Costituzione. Appena tornato in libertà, dichiara che non si ripresenterà alle regionali nemmeno come consigliere; il centro-destra candiderà quindi alla guida della giunta regionale il sindaco di Genova Marco Bucci, che verrà eletto sconfiggendo di misura il candidato del centro-sinistra, l'ex ministro Andrea Orlando. Toti mantiene la carica di presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati fino al luglio 2025, quando annuncia il suo addio alla politica attiva.
Ad ottobre 2024 pubblica il libro, Confesso: ho governato. Dal ponte Morandi alla rinascita della Liguria: un modello contro l'ipocrisia politica, nel quale racconta la sua esperienza come presidente della Liguria.
Il 7 maggio 2024 Toti viene posto agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione per l'esercizio della funzione e corruzione per atti contrari a doveri d'ufficio. L'inchiesta della Procura di Genova ha coinvolto anche Matteo Cozzani, capo di gabinetto del presidente, e vari imprenditori, fra cui Aldo Spinelli. Secondo la procura, in cambio di finanziamenti (in buona parte dichiarati e tracciati) al proprio comitato elettorale, Toti avrebbe promesso favori o agevolato pratiche pendenti negli uffici della regione.
Toti viene sospeso dalla carica di presidente della Liguria il giorno stesso; ai sensi dell’articolo 41 dello statuto della Regione Liguria, il vicepresidente (Alessandro Piana della Lega) "sostituisce il presidente in caso di impedimento temporaneo".
Il 10 maggio la Procura della Spezia apre un altro fascicolo per l'ampliamento da 70 milioni di euro del biodigestore del comune di Vezzano Ligure.
Il 14 giugno il GIP, Paola Faggioni, conferma gli arresti domiciliari per Toti e respinge l'istanza di revoca. Nel suo comunicato, la giudice ribadisce la necessità della misura cautelare a causa del rischio di reiterazione del reato, in vista delle prossime elezioni regionali, "per le quali aveva, peraltro, già iniziato la relativa raccolta di fondi". Toti, nel frattempo intenzionato a non ricandidarsi alle elezioni regionali, presenta ricorso al tribunale del riesame di Genova, che l'11 luglio respinge l'istanza di revoca degli arresti domiciliari.
Il 18 luglio 2024, la misura cautelare degli arresti domiciliari per Toti è estesa anche all'accusa di finanziamento illecito, visto il rischio di reiterazione del reato. La misura è relativa al possibile coinvolgimento diretto della catena Esselunga e dell'emittente televisiva Primocanale nella trasmissione degli spot pubblicitari per la Lista Toti nella campagna per le elezioni comunali a Genova del 2022.
Il 29 luglio, tre giorni dopo la comunicazione delle sue dimissioni da Presidente della Liguria, Toti ripresenta la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il 30 luglio, la Procura di Genova fa richiesta alla GIP di giudizio immediato per Toti, per Aldo Spinelli e per l'ex presidente dell'Autorità portuale di Genova Paolo Emilio Signorini. Il 1º agosto la GIP accoglie la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Toti per entrambi i capi di imputazione, visto che "sono grandemente scemati i motivi della custodia con la chiusura delle indagini e con le dimissioni". Infine, il 5 agosto, la GIP accoglie ufficialmente la richiesta di giudizio immediato della Procura, fissando l'inizio del processo per Toti, Spinelli e Signorini per il 5 novembre dello stesso anno.
L’8 agosto, viene reso noto che Toti e Spinelli sono altresì indagati per un'altra ipotesi di reato per corruzione (iscritta originariamente il 24 aprile), in relazione a una cena elettorale tenutasi nell'aprile del 2024.
Il 13 settembre seguente, Toti patteggia le accuse di corruzione impropria e finanziamento illecito ai partiti, venendo sanzionato con una pena di due anni e un mese, commutata in 1500 ore di lavori socialmente utili e la confisca di 84 mila euro dal suo comitato elettorale; contestualmente, anche l'ex presidente del Porto di Genova, Paolo Signorini, si accorda con la procura con una pena di tre anni e cinque mesi.
Successivamente emergono altri finanziamenti illeciti che comportano una rimodulazione al rialzo della pena e il 18 dicembre dello stesso anno il GUP, Matteo Buffoni, ratifica il patteggiamento di Toti a 2 anni e 3 mesi, convertiti in 1.620 ore di lavori socialmente utili presso l'ufficio di comunicazione della sede di Genova della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Inoltre, gli vengono confiscati 175.850 euro e viene dichiarato non candidabile a cariche pubbliche locali per almeno 3 anni, e per almeno 6 alla carica di parlamentare, come previsto dalla legge Severino. Nella stessa occasione viene reso noto che Signorini ha patteggiato una pena di 3 anni, 5 mesi e 28 giorni, mentre Spinelli ha patteggiato una condanna di 3 anni e 3 mesi.
Ad agosto 2026, su richiesta della Procura, il GIP archivia il procedimento che vedeva Toti e altri accusati di voto di scambio per l’insussistenza dell’ipotesi di reato e di elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio.
Il 10 marzo 2025 viene indagato, assieme all'assessore alla protezione civile della Regione Liguria Giacomo Giampedrone, per truffa ai danni dello Stato, relativa al periodo in cui Toti era presidente della Regione Liguria, riguardante un contratto di collaborazione e poi da dipendente della Regione di un gestore di uno stabilimento balneare ad Ameglia (La Spezia), il quale però non avrebbe mai svolto i compiti per cui era stato assunto. In cambio, secondo la procura di La Spezia, Toti e Giampedrone avrebbero potuto accedere allo stabilimento gratuitamente.
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