| Giuseppe Chiaravalloti | |
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| Presidente della Regione Calabria | |
| Durata mandato | 5 maggio 2000 – 20 aprile 2005 |
| Predecessore | Luigi Meduri |
| Successore | Agazio Loiero |
| Vicepresidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali | |
| Durata mandato | 18 aprile 2005 – 18 giugno 2012 |
| Presidente | Francesco Pizzetti |
| Dati generali | |
| Partito politico | Forza Italia |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Università | Università degli Studi di Genova |
| Professione | Magistrato |
Giuseppe Chiaravalloti (Satriano, 26 febbraio 1934 – Catanzaro, 6 gennaio 2025) è stato un magistrato e politico italiano, presidente della Regione Calabria dal 5 maggio 2000 al 20 aprile 2005.
Fu inoltre commissario e vicepresidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali dal 2005 al 2012.
Nato a Satriano, in provincia di Catanzaro, Chiaravalloti si laureò in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Genova dove, per un breve periodo, ebbe come compagno di corso il futuro attore e sceneggiatore Paolo Villaggio.
Morì Catanzaro il 6 gennaio 2025 all'età di 90 anni.
Chiaravalloti entrò in magistratura nel 1959 e fu assegnato alla pretura di Crotone, diventando giudice titolare a partire dal 1964 fino al 1976 quando divenne procuratore a Catanzaro.
Nel 1991 Chiaravalloti fu nominato procuratore generale presso la Corte d'appello di Catanzaro, mentre dal luglio 1997 all'aprile 2000 fu procuratore generale presso la Corte d'appello di Reggio Calabria.
Dopo l'esperienza da governatore, Chiaravalloti fu commissario e vicepresidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali dal 2005 al 2012.
Fu indagato per frode nel 2005, ma assolto "per non aver commesso il fatto" riguardo alla sparizione dei Fondi Europei destinati alla costruzione di depuratori in Calabria nell'inchiesta "Poseidone". Nell'ambito dell'inchiesta, fino al giorno del trasferimento condotta dall'allora pm Luigi De Magistris, Giuseppe Chiaravalloti venne più volte intercettato durante le telefonate fatte con la sua segretaria. Nella più famosa tra queste intercettazioni propose di affidare lo scomodo pubblico ministero alle cure della Camorra: “Lo dobbiamo ammazzare… no gli facciamo le cause civili per il risarcimento danni e ne affidiamo la gestione alla Camorra napoletana… non è che io voglio soldi…”, sentenziò poi riferendosi alla tutela dei suoi diritti: “De Magistris passerà gli anni suoi a difendersi”.
Nel 2006 venne portata a termine dalla polizia e dai carabinieri di Vibo Valentia un'indagine contro la 'Ndrangheta (clan Mancuso) e i suoi collegamenti politico-istituzionali e imprenditoriali (indagine Dinasty 2 - Do ut des); l'ex Presidente Chiaravalloti rimase coinvolto con l'accusa di corruzione ma venne prosciolto dal giudice dell'udienza preliminare nel 2007 perché il fatto non sussiste.
Fu coinvolto anche nella famosa inchiesta Why Not condotta dall'allora pubblico ministero Luigi de Magistris, indagato e rinviato a giudizio per il reato di abuso d'ufficio e in seguito assolto in primo grado mentre in appello la Corte d'appello di Catanzaro dispose il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Il 2 ottobre 2013 la Corte di cassazione chiuse definitivamente la vicenda, assolvendo Chiaravalloti e dichiarando inammissibile l'appello della Procura generale contro l'assoluzione per prescrizione sancita in primo grado dal gup e in appello dalla Corte.
| Controllo di autorità | SBN RMGV008955 |
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