| Governo Merz | |
|---|---|
| Stato | |
| Cancelliere | Friedrich Merz (CDU) |
| Coalizione | Grande Coalizione: |
| Legislatura | XXI |
| Giuramento | 6 maggio 2025 |
Il governo Merz è il ventiseiesimo e attuale governo della Germania, guidato dal cancelliere federale Friedrich Merz ed in carica dal 6 maggio 2025, nel corso della 21ª legislatura del Bundestag.
Si tratta di un governo di maggioranza, nato in seguito alle elezioni federali del 2025 grazie ad un accordo tra cristiano-democratici e socialdemocratici.
In seguito alle elezioni federali dello stesso anno, che hanno visto allo stesso tempo, nonostante la vittoria dell’Unione CDU/CSU, un Bundestag abbastanza frammentato a causa principalmente dell’indebolimento del Partito Socialdemocratico di Germania — SPD — e della contemporanea ascesa dell’estrema destra di Alternativa per la Germania — AfD), per il paese è iniziato un complesso periodo post-elettorale, caratterizzato da lunghe negoziazioni ed evidenti difficoltà in tutto il processo di formazione.
Constatato l’esito del voto, dunque, anche su spinta della necessità di risolvere gli urgenti bisogni nazionali, i partiti politici hanno presto iniziato a dialogare fra loro, facendo così emergere, vista principalmente l’aritmetica parlamentare, ma anche un preventivo e irremovibile rifiuto collettivo delle parti di collaborare con Alternativa per la Germania (AfD), solo uno stretto ventaglio di percorsi per una nuova coalizione politica.
Tenuto conto di ciò, dunque, il leader di partito cristiano-democratico Friedrich Merz, in quanto capo della fazione maggioritaria, ha rapidamente preso l’iniziativa e intavolato dei contatti con il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD), ritenendo una grande coalizione l’unica soluzione viabile abbastanza agilmente, sebbene causando con ciò il risentimento progressivamente più manifesto di alcune fazioni interne all’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), più radicali.
Accettato dunque l’invito al negoziato, i due partiti politici hanno presto tenuto una serie di colloqui e discussioni per negoziare un programma politico condiviso (attuando persino nel mentre, con il necessario supporto anche dei Verdi — GRÜNE, un rapido emendamento costituzionale volto a revisionare il freno del debito e garantire così al futuro governo la possibilità di istituire a debito un fondo sovrano per difesa, riarmo — nel quadro del ReArm Europe — e infrastrutture, fortemente voluto da Merz), sebbene la residuale divergenza di opinioni abbia presto richiesto un allungamento dei tempi.
In definitiva, dopo aver limato gli ultimi ostacoli, un accordo è stato infine raggiunto in data 9 aprile (successivamente ratificato, in data 5 maggio, dai tre partecipanti non senza alcune polemiche interne), permettendo così l’organizzazione di una seduta del Bundestag per il giorno successivo al fine di concludere ufficialmente il tutto.
Il 6 maggio tuttavia, alcuni parlamentari, approfittando al momento della prima votazione dello scrutino segreto previsto dal regolamento parlamentare, hanno presto manifestato un certo dissenso votando contro la mozione di nomina del Cancelliere federale: ciò, dunque, ha fatto naufragare al di sotto della soglia della maggioranza assoluta richiesta (316) la mozione e portato ad un rapido aggiornamento della seduta, nonché ad un inevitabile slittamento dell’intero procedimento ad una successiva votazione che, tenutasi poche ore dopo (in deroga alle procedure), ha infine conferito al capo del governo la maggioranza necessaria per entrare in carica, con la successiva nomina formale del Presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier.
Il 24 luglio 2026, in seguito alle dimissioni del Capogruppo dell'Unione al Bundestag Jens Spahn dopo l’emergenza, il precedente 18 luglio, di un caso attorno alle sue dichiarazioni di aver avuto un figlio tramite la gestazione per altri (GPA) — pratica vietata in Germania e verso cui l'Unione, il Cancelliere federale Friedrich Merz ha annunciato una ridistribuzione dei ruoli ministeriali, avvenuta il successivo 29 luglio: Nello specifico, il Ministro degli affari speciali e Responsabile della Cancelleria Thorsten Frei è divenuto il nuovo capogruppo, venendo sostituito nei suoi compiti dalla Ministra della salute Nina Warken, a sua volta sostituita nei suoi compiti da Carsten Linnemann. Nei mesi successivi poi, sebbene principalmente per motivazioni personali, anche la ministra Bärbel Bas ha rassegnato le proprie dimissioni, venendo sostituita da Alexander Schweitzer.
L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione è la seguente:
| Partito | Cancelliere | Ministri | Sottosegretari di Stato | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) | 1 | 7 | 18 | 26 | |
| Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) | — | 7 | 16 | 23 | |
| Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU) | — | 3 | 4 | 7 | |
| Totale | 1 | 17 | 38 | 56 | |
La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si poteva così riassumere:
| Land | Cancelliere | Ministri | Sottosegretari di Stato | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 1 | 10 | 12 | |
| - | 3 | 7 | 10 | |
| - | 2 | 4 | 6 | |
| - | 2 | 3 | 5 | |
| - | 2 | 3 | 5 | |
| Estero | - | 2 | 2 | 4 |
| - | 2 | 1 | 3 | |
| - | 1 | 3 | 4 | |
| - | 1 | 1 | 2 | |
| - | 1 | - | 1 | |
| - | - | 2 | 2 | |
| - | - | 1 | 1 | |
| - | - | 1 | 1 | |
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Bundestag | Maggioranza | Grande Coalizione (328):
Unione CDU/CSU (208), SPD (120) |
328 / 630 |
| Opposizione | AfD (152), I Verdi (85), Linke (64), N-I (1) | 302 / 630 |
Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU)
Partito Socialdemocratico di Germania (SPD)
Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU)