| Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" COMSUBIN | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Attivo | 15 febbraio 1960 - oggi |
| Nazione | |
| Servizio | |
| Tipo | Forze speciali e forza specialistica subacquea |
| Ruolo | Operazioni speciali marittime; attività subacquee; bonifica di ordigni esplosivi; soccorso a sommergibili; formazione e supporto specialistico |
| Guarnigione/QG | Varignano, Le Grazie di Portovenere |
| Motto | GOI: E fluctibus irruit in hostem «Dal mare irrompe sul nemico» |
| Decorazioni | Medaglia d'oro al valor militare |
| Parte di | |
| Dipendenza diretta dal capo di stato maggiore della Marina Militare | |
| Reparti dipendenti | |
Gruppo Scuole Gruppo Navale Speciale Quartier Generale Ufficio Studi | |
| Comandanti | |
| Comandante attuale | Contrammiraglio Stefano Frumento |
| Degni di nota | Gino Birindelli Luigi Faggioni Giuseppe Cavo Dragone |
| Dati tratti dal sito ufficiale della Marina Militare. | |
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Il Comando Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" (COMSUBIN) è un comando operativo della Marina Militare con sede nella Fortezza del Varignano, a Le Grazie di Portovenere. Dal raggruppamento dipendono, tra gli altri, il Gruppo Operativo Incursori (GOI), unico reparto di forze speciali della Marina Militare, e il Gruppo Operativo Subacquei (GOS), nel quale sono inquadrati i palombari della Forza armata.
Il raggruppamento fu costituito nella sua organizzazione attuale il 15 febbraio 1960 per volontà dell'ammiraglio Gino Birindelli ed è intitolato alla memoria del maggiore del Genio Navale Teseo Tesei, medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Le sue tradizioni derivano dai reparti subacquei e dai mezzi d'assalto della Regia Marina, successivamente riorganizzati nel secondo dopoguerra.
Il COMSUBIN dipende direttamente dal capo di stato maggiore della Marina Militare. Oltre al GOI e al GOS comprende il Gruppo Scuole, il Gruppo Navale Speciale, il Quartier Generale e l'Ufficio Studi. Dal 24 giugno 2024 il comando è retto dal contrammiraglio Stefano Frumento.

Le tradizioni operative del COMSUBIN risalgono ai reparti e ai mezzi d'assalto navali sviluppati dalla Regia Marina a partire dalla prima guerra mondiale. Durante il conflitto furono sperimentati mezzi speciali destinati ad attaccare unità nemiche anche all'interno di basi navali protette; tra le azioni più note vi fu l'affondamento della corazzata austro-ungarica Viribus Unitis nel 1918 ad opera di Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci.
Nel corso degli anni trenta la Marina riprese e sviluppò tali esperienze. Nel 1935 furono avviati nuovi studi sui mezzi d'assalto subacquei, ai quali contribuirono, tra gli altri, Teseo Tesei ed Elios Toschi. Dopo una temporanea riduzione delle attività, gli studi ripresero alla fine del decennio e nel 1939 venne costituita una sezione dedicata alle armi speciali nell'ambito della 1ª Flottiglia MAS.
La prima Scuola Palombari militare italiana fu istituita a Genova il 24 luglio 1849, su proposta del generale Della Bocca, ministro della Guerra e della Marina del Regno di Sardegna. La scuola aveva il compito di formare personale specializzato nelle immersioni e nei lavori subacquei.
Nel corso della seconda metà del XIX secolo la formazione dei palombari venne progressivamente integrata nell'organizzazione della Marina: nel 1884 furono emanate le prime norme tecniche e operative per il conseguimento del relativo brevetto, affidandone il rilascio al comando della Nave Scuola Torpedinieri.
Il 10 novembre 1910 la Scuola Palombari fu trasferita nel comprensorio del Varignano, dove svolse corsi ordinari e di perfezionamento. La preparazione comprendeva sia le attività subacquee sia l'impiego e la neutralizzazione di ordigni esplosivi.
Il 15 giugno 1933 venne formalmente istituita la categoria dei Palombari del Corpo Reale Equipaggi Marittimi, consolidando nell'ordinamento della Regia Marina una specializzazione che aveva ormai diversi decenni di esperienza.
I precursori degli incursori navali italiani operarono già durante la prima guerra mondiale, quando la Regia Marina sperimentò mezzi speciali destinati ad attaccare unità nemiche in porti e basi protette. Tra questi vi fu la torpedine semovente ideata da Raffaele Rossetti, nota come «mignatta», impiegata insieme a Raffaele Paolucci nell'azione contro la corazzata austro-ungarica Viribus Unitis nel porto di Pola nel 1918.
Lo sviluppo degli incursori subacquei moderni ebbe tuttavia inizio nel 1935, quando gli ufficiali del Genio Navale Teseo Tesei ed Elios Toschi, riprendendo l'esperienza della «mignatta», progettarono il siluro a lenta corsa (SLC), mezzo subacqueo destinato a trasportare due operatori e una carica esplosiva da applicare allo scafo delle unità avversarie.
Dopo una temporanea sospensione degli studi seguita alla conclusione della guerra d'Etiopia, lo sviluppo dei mezzi d'assalto riprese alla fine degli anni trenta. Nel 1938, presso il I Gruppo Sommergibili, venne costituito il Comando dei Mezzi d'Assalto, che assunse come denominazione di copertura quella di 1ª Flottiglia MAS; l'organizzazione venne successivamente ristrutturata e assunse la denominazione di Xª Flottiglia MAS.
La preparazione degli operatori richiese parallelamente lo sviluppo di specifiche tecniche d'immersione. Nel 1940 venne istituita presso il porticciolo di San Leopoldo dell'Accademia navale di Livorno una Scuola Sommozzatori, organizzata da Angelo Belloni, dove ufficiali e sottufficiali venivano addestrati all'impiego degli autorespiratori a ossigeno e selezionati per i reparti dei mezzi d'assalto.
Gli operatori destinati ai siluri a lenta corsa proseguivano quindi l'addestramento presso la base segreta di Bocca di Serchio, sulla costa toscana, dove venivano preparati alla conduzione dei mezzi e alle missioni subacquee. La località fu utilizzata per l'addestramento di numerosi incursori della Regia Marina, tra i quali Gino Birindelli e Luigi Durand de la Penne.
Accanto agli SLC furono sviluppati e impiegati anche altri mezzi d'assalto, tra cui motoscafi modificati e barchini esplosivi, mentre gli operatori subacquei utilizzavano autorespiratori a ossigeno e specifiche dotazioni progettate per consentire l'avvicinamento occulto agli obiettivi navali.

Durante la seconda guerra mondiale, tra il 10 giugno 1940 e l'8 settembre 1943, i mezzi d'assalto della Regia Marina furono impiegati in numerose operazioni contro basi e unità navali avversarie nel Mediterraneo. Secondo i dati riportati dalla Marina Militare, tali operazioni provocarono l'affondamento o il grave danneggiamento di naviglio da guerra per complessive 72.190 tonnellate e di naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.
Tra le operazioni più rilevanti vi fu l'impresa di Alessandria, condotta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941. Sei operatori della Xª Flottiglia MAS, trasportati dal sommergibile Scirè, penetrarono nella base britannica di Alessandria d'Egitto utilizzando tre siluri a lenta corsa. Le cariche collocate dagli incursori danneggiarono gravemente le corazzate britanniche Valiant e Queen Elizabeth; furono inoltre colpite la petroliera Sagona e il cacciatorpediniere Jervis.
Altre operazioni dei mezzi d'assalto furono condotte contro Gibilterra e Malta, con l'impiego di SLC, operatori subacquei e altri mezzi speciali. Durante il conflitto andarono perduti anche uomini e mezzi: tra gli altri, Teseo Tesei morì durante il fallito attacco a Malta del 26-27 luglio 1941.
Il 10 giugno 1943 allo stendardo della Xª Flottiglia MAS fu conferita la medaglia d'oro al valor militare per le operazioni compiute dai reparti d'assalto. La decorazione fu successivamente attribuita alla bandiera del COMSUBIN quando il raggruppamento venne costituito nel 1960.
Nel 1941 la Regia Marina costituì nell'ambito del Reggimento San Marco alcuni reparti speciali destinati a operazioni anfibie e di sabotaggio. Da queste esperienze ebbero origine i reparti di Nuotatori e Paracadutisti della Marina, successivamente riuniti nei cosiddetti Nuotatori Paracadutisti (NP).
Una parte di questo personale fu addestrata anche al lancio con il paracadute e all'impiego in ambiente marittimo. I reparti vennero inizialmente preparati nell'ambito dei progetti italiani per operazioni anfibie nel Mediterraneo e furono successivamente impiegati in diversi teatri operativi.
Il 1º aprile 1943 i battaglioni «N» (Nuotatori) e «P» (Paracadutisti) furono posti sotto un unico comando, dando origine al Gruppo battaglioni Nuotatori Paracadutisti, con sede a Livorno. Il reparto operava nell'ambito dell'organizzazione coordinata dall'Ispettorato generale dei MAS (Generalmas), costituito il 6 febbraio 1942 per sovrintendere alle attività addestrative e operative dei mezzi d'assalto della Regia Marina.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il personale dei reparti d'assalto della Regia Marina si divise tra le forze rimaste fedeli al Regno del Sud e quelle che aderirono alla Repubblica Sociale Italiana.
Nel Regno del Sud venne costituito a Taranto il reparto Mariassalto, posto al comando del capitano di vascello Ernesto Forza. Nel reparto confluirono uomini e mezzi provenienti dalle precedenti unità d'assalto; nel 1944 vi rientrarono anche operatori precedentemente fatti prigionieri dagli Alleati, tra cui Luigi Durand de la Penne e Antonio Marceglia.
Mariassalto operò in collaborazione con reparti britannici durante la campagna d'Italia. Nella notte del 21 giugno 1944 operatori italiani e britannici penetrarono nel porto della Spezia nell'ambito dell'operazione QWZ, causando l'affondamento dell'incrociatore Bolzano. Nella notte tra il 18 e il 19 aprile 1945 un'altra operazione, condotta nel porto di Genova, danneggiò gravemente la portaerei incompleta Aquila, che le forze tedesche progettavano di utilizzare come ostruzione all'ingresso del porto.
Nell'Italia centro-settentrionale, invece, parte del personale della precedente Xª Flottiglia MAS aderì alla Repubblica Sociale Italiana sotto il comando di Junio Valerio Borghese. La Xª MAS della RSI mantenne reparti navali e subacquei, ma sviluppò anche consistenti unità terrestri, successivamente impiegate sia contro le forze alleate sia in operazioni antipartigiane.
Al termine della seconda guerra mondiale una delle principali esigenze della Marina fu la bonifica dei porti e delle vie di comunicazione marittime, gravemente danneggiati dal conflitto e ancora interessati dalla presenza di relitti, mine e altri ordigni inesplosi. Nei primi anni del dopoguerra una parte rilevante dell'attività della Marina fu pertanto dedicata allo sminamento e allo sgombero delle infrastrutture portuali.
La Scuola Palombari e la Scuola Sommozzatori furono riunite nel Centro Subacqueo della Marina Militare (MARICENTROSUB), insediato nel comprensorio del Varignano, alla Spezia. Il personale subacqueo fu impiegato nella rimozione degli ordigni bellici e dei relitti che ostacolavano l'accesso ai principali porti italiani, contribuendo alla loro progressiva riapertura alla navigazione.
Secondo la ricostruzione della Marina Militare, nell'arco di circa quattro anni i palombari contribuirono alla riattivazione dei principali porti e delle rotte marittime italiane. Tra il personale impiegato nelle operazioni di sminamento del dopoguerra vi furono anche operatori già appartenenti ai reparti d'assalto durante il conflitto.
Queste attività costituirono una delle basi sulle quali vennero successivamente riorganizzate le componenti subacquee della Marina, che negli anni cinquanta confluirono nelle strutture da cui sarebbe poi nato il COMSUBIN.
Nel gennaio 1952 il capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Pecori Giraldi, affidò al tenente di vascello Aldo Massarini, già appartenente alla Xª Flottiglia MAS, il compito di organizzare un nuovo reparto di guastatori della Marina. Il 1º febbraio 1952 venne così costituito il Gruppo Arditi Incursori, dal quale avrebbe avuto origine l'attuale componente incursori del COMSUBIN.
I primi operatori furono inizialmente inviati alla Scuola Genio Pionieri della Cecchignola per l'addestramento al combattimento terrestre e all'impiego degli esplosivi. Nel maggio dello stesso anno il reparto si trasferì nel comprensorio del Varignano, dove la preparazione venne estesa al nuoto operativo, all'impiego di battelli e canoe e allo sbarco clandestino lungo le coste.
Nel maggio 1953 venne costituito il MARICENTRARDIN (Centro Arditi Incursori della Marina), posto alle dipendenze dello Stato maggiore della Marina e comandato da Massarini. Negli anni successivi il reparto partecipò anche a esercitazioni interforze e internazionali, sviluppando progressivamente una capacità operativa che affiancava alle tradizionali attività subacquee quelle terrestri e costiere.
Quando il comando di MARICENTROSUB fu assunto da Gino Birindelli, gli venne affidata anche la direzione di MARICENTRARDIN. Dall'unificazione delle due strutture nacque nel 1955 MARISUBARDIN, nel quale vennero riunite le componenti subacquee e incursori.
Nel 1956 l'organizzazione assunse la denominazione MARICENSUBIN. Nello stesso periodo terminò l'esperienza del Gruppo Arditi Incursori come reparto autonomo e la componente operativa venne riorganizzata nel Gruppo Incursori, articolato inizialmente in incursori navali e incursori costieri. Da questa struttura derivò il successivo Gruppo Operativo Incursori (GOI), istituito alla fine degli anni cinquanta e poi inquadrato nel COMSUBIN.
Il 15 febbraio 1960 le componenti subacquee e incursori della Marina furono riunite nell'attuale organizzazione con la costituzione del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei" (COMSUBIN), per volontà dell'ammiraglio Gino Birindelli. Il nuovo comando venne intitolato alla memoria del maggiore del Genio Navale Teseo Tesei, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Nel nuovo ordinamento confluirono le esperienze maturate dai reparti subacquei e dai mezzi d'assalto della Marina. I palombari furono inquadrati nel Gruppo Operativo Subacquei (GOS), mentre la componente incursori venne organizzata nel Gruppo Operativo Incursori (GOI).

Nel novembre 1966 uomini e mezzi del Raggruppamento furono impiegati nelle operazioni di soccorso alla popolazione durante l'alluvione di Firenze. Per l'attività svolta tra il 4 novembre e l'11 dicembre 1966 alla bandiera del COMSUBIN fu conferita la medaglia d'argento al valor civile.
La bandiera di guerra del Raggruppamento venne formalmente concessa con decreto del Presidente della Repubblica del 22 maggio 1991. Su di essa è inoltre custodita la medaglia d'oro al valor militare già conferita nel 1943 alla Xª Flottiglia MAS, della quale il COMSUBIN conserva le tradizioni dei reparti d'assalto.
A partire dagli anni novanta il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è stato impiegato in diverse missioni internazionali, sia nell'ambito di operazioni nazionali sia all'interno di dispositivi multinazionali. Tra i principali teatri indicati dalla Marina Militare figurano la Somalia tra il 1992 e il 1996, il Ruanda nel 1994 e Timor Est nel 1999.
In Ruanda il COMSUBIN partecipò nel 1994 a un'operazione di evacuazione di cittadini italiani e stranieri nel contesto della crisi regionale. Nel 1999 personale del GOI fu inoltre impiegato nella missione internazionale a Timor Est sotto egida delle Nazioni Unite.
Negli anni duemila gli incursori furono impiegati anche in Iraq, nell'ambito dell'Operazione Antica Babilonia tra il 2003 e il 2006, e in Afghanistan. In quest'ultimo teatro il GOI partecipò all'operazione Enduring Freedom nel 2003 e successivamente alla missione ISAF, nella quale aliquote operative e di staff del COMSUBIN furono inquadrate nella Task Force 45, unità interforze di forze speciali dipendente funzionalmente dal COFS.
La Marina Militare indica inoltre tra i teatri nei quali il GOI è stato impiegato negli anni successivi l'Iraq nell'ambito dell'operazione Inherent Resolve e il Libano.

Il COMSUBIN ha sede nel comprensorio del Varignano, presso Le Grazie di Portovenere, nel golfo della Spezia.
La struttura ebbe origine come lazzaretto della Repubblica di Genova: nel 1656 il Magistrato di Sanità deliberò infatti la costruzione di un grande complesso sanitario sul promontorio del Varignano. Durante il periodo napoleonico il sito passò al servizio della marina militare francese e divenne sede del comando militare del golfo della Spezia.
Dopo l'annessione al Regno di Sardegna e successivamente al Regno d'Italia, il complesso mantenne diverse funzioni militari. Nel 1888 cessò definitivamente l'impiego sanitario e il Varignano divenne sede del Comando della Difesa Marittima locale e, in seguito, di scuole del Corpo Reali Equipaggi di Marina destinate, tra gli altri, a torpedinieri e radiotelegrafisti.
Il 10 novembre 1910 vi fu trasferita la Scuola Palombari, fondata a Genova nel 1849. Nel secondo dopoguerra il Varignano tornò a ospitare il Centro Subacqueo della Marina Militare e, dal 1952, anche i reparti incursori dai quali si sviluppò l'attuale COMSUBIN.
Dal 15 febbraio 1960 il comprensorio è sede del Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei".

Il COMSUBIN è retto da un ufficiale ammiraglio e dipende direttamente dal capo di stato maggiore della Marina Militare. La struttura comprende due gruppi operativi, il Gruppo Scuole, il Gruppo Navale Speciale, il Quartier Generale e l'Ufficio Studi.
Dal comando del Raggruppamento dipendono:

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) costituisce la componente di forze speciali della Marina Militare ed è una delle due articolazioni operative del COMSUBIN. Il reparto provvede alla selezione, alla formazione, all'addestramento e all'approntamento degli incursori destinati alle operazioni speciali, anche nell'ambito delle attività coordinate dal COFS.
I compiti attribuiti al GOI comprendono operazioni speciali in ambiente marittimo e terrestre, operazioni di controterrorismo marittimo e liberazione di ostaggi, ricognizione e raccolta informativa, nonché infiltrazione e proiezione dal mare verso obiettivi terrestri.
Per le attività aeromobili e di supporto alle operazioni speciali il comparto può avvalersi anche del Reparto Eliassalto della Marina Militare, inserito tra gli assetti dedicati al supporto delle operazioni speciali.
Negli anni settanta, in risposta alla crescente minaccia terroristica, il GOI sviluppò specifiche capacità di controterrorismo e costituì al proprio interno l'Unità di Intervento Speciale (UnIS), destinata agli interventi in situazioni di minaccia terroristica.
L'iter formativo degli incursori comprende addestramento subacqueo, impiego di mezzi navali, tecniche di infiltrazione, aviolancio, arrampicata e altre capacità richieste dalle operazioni speciali.
I requisiti per partecipare al corso incursori sono pubblicati su Foglio d'ordini Marina (FOM) edito tra i mesi di settembre e dicembre. Dal 2015 il concorso VFP1 permette di essere inquadrati nelle categorie subacquei e incursori e di poter accedere direttamente ai corsi normali, previo aver superato le visite mediche e le prove fisiche richieste. I vincitori di concorso saranno convocati al Varignano dopo il primo iter addestrativo di 3 mesi, comune a tutti i VFP1, presso Mariscuola Taranto. Il superamento del corso e l'imbascamento possono avvenire solo dopo che gli allievi VFP1 siano passati VFP4.

Il corso ordinario incursori si svolge al Varignano presso la Scuola incursori; insegna il silenzio, la tenacia, la pazienza. Si tratta di un programma di addestramento della durata di circa un anno che finisce con la consegna dell'agognato "basco verde" e il conseguimento dell'obiettivo di essere un operatore delle forze speciali della Marina Militare. Il corso inizia nel mese di maggio, ed è suddiviso in un periodo di accentramento, in tre fasi addestrative ed una fase finale.
Fase di accentramento: due settimane durante le quali avviene la valutazione fisica, medica e psicologica degli aspiranti incursori e relativa selezione.
Fase combattimento a terra: dodici settimane incentrate sugli esercizi ginnici, il nuoto, le marce ed i primi rudimenti in termini di combattimento terrestre e navigazione.
Fase combattimento in acqua: della durata di tredici settimane, si concentra sul nuoto di superficie e subacqueo, l'utilizzo degli apparati di respirazione, la capacità di operare in coppia e l'acquisizione di tecniche di assalto navale.
Fase combattimento anfibio: dodici settimane nel corso delle quali si impara ad infiltrarsi fino alla presa di terra e ad operare su diverse tipologie di terreno costiero, fino all' azione diretta contro installazioni nemiche, e l'uso di armi ed esplosivi.
Fase finale: della durata di quindici settimane che vede gli allievi pianificare ed effettuare una serie di operazioni, la cui riuscita contribuirà al punteggio negli esami finali.
Dopo il corso ordinario, i neo-brevettati incursori, non ancora considerati pronti al combattimento (combat ready), conseguono il brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo presso il Centro addestramento paracadutismo (CAPAR) di Pisa, effettuando un corso della durata di 4 settimane quale preludio al successivo corso per il conseguimento della qualifica "combat ready" presso il gruppo operativo: il corso integrativo incursori.
Il corso integrativo dura dai sei agli otto mesi, nei quali gli operatori sono introdotti alle tecniche e tattiche del gruppo operativo.

La formazione degli incursori, che non si può mai definire conclusa, prosegue con la frequenza di ulteriori corsi di specializzazione e di perfezionamento, sia in Italia che all'estero; i singoli operatori potranno così, compatibilmente con le loro attitudini specifiche e con le necessità organiche del reparto, incrementare il loro bagaglio di conoscenze, ampliare le loro possibilità d'intervento e approfondire specifiche professionalità.
Dopo il conseguimento del brevetto, gli incursori proseguono la formazione all'interno del GOI attraverso un tirocinio integrativo e successivi corsi di specializzazione, svolti sia in Italia sia all'estero.
Tra le specializzazioni previste all'interno dei distaccamenti operativi figurano quelle di tiratore scelto, operatore radio, soccorritore sanitario militare (combat medical), esperto in esplosivi, controllore aereo avanzato e pilota di trasportatori speciali.
La preparazione può inoltre comprendere corsi di paracadutismo ad apertura comandata, arrampicata e altre specializzazioni connesse alle capacità operative del reparto.

Il Gruppo Operativo Subacquei (GOS) costituisce la componente specialistica subacquea del COMSUBIN. Ne fanno parte i palombari della Marina Militare, impiegati nel soccorso agli equipaggi di sommergibili sinistrati, nella bonifica di mine e altri ordigni esplosivi, nei lavori subacquei e nelle attività di ricerca, recupero e ispezione in ambiente sommerso.
Il GOS svolge inoltre attività di controllo e sicurezza subacquea delle unità e delle infrastrutture della Marina e può fornire supporto tecnico ad altre amministrazioni dello Stato, anche in operazioni di ricerca archeologica e recupero di materiali sommersi.
Per le operazioni a maggiore profondità il reparto si avvale dei sistemi imbarcati sulle unità del Gruppo Navale Speciale, in particolare su Nave Anteo. Tra questi figurano il minisommergibile SRV 300, destinato anche al soccorso di sommergibili sinistrati, lo scafandro rigido articolato ADS, la campana di salvataggio McCann e sistemi ROV a controllo remoto.
Le tecniche di immersione in intervento e in saturazione consentono ai palombari di operare a profondità superiori a quelle raggiungibili con i normali sistemi autonomi; i sistemi attualmente descritti dalla Marina permettono operazioni fino a circa 250-300 metri, a seconda dell'apparato impiegato.
Tra gli interventi di pubblica utilità più noti vi fu quello successivo al naufragio della Costa Concordia nel gennaio 2012, quando i palombari del GOS aprirono mediante microcariche esplosive alcuni varchi nello scafo per consentire ai soccorritori di raggiungere settori sommersi non ancora ispezionati.
Nell'ambito del soccorso ai sommergibili, il COMSUBIN partecipa periodicamente a esercitazioni specialistiche nazionali e internazionali; tra i sistemi impiegati figurano il minisommergibile SRV 300, la campana McCann e il Submarine Parachute Assistance Group (SPAG), nucleo aviolanciabile destinato alla prima assistenza agli equipaggi di sommergibili in difficoltà.
Nell'ambito del Gruppo Operativo Subacquei opera il Reparto Pronto Impiego (RPI), nel quale sono inquadrati diversi nuclei specialistici:
Dal GOS dipendono inoltre sette Nuclei SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), dislocati a La Spezia, Napoli, Taranto, Augusta, Ancona, Cagliari e La Maddalena. I nuclei sono impiegati principalmente nella ricerca, rimozione e neutralizzazione di mine, residuati bellici e altri ordigni esplosivi rinvenuti nelle acque marine e interne del territorio nazionale.
Il personale è diviso in due tipologie: il personale imbarcato ed il personale basato a terra. Il personale imbarcato costituisce i nuclei imbarcati sulle unità del Gruppo navale speciale (specialmente su nave Anteo), sulle unità cacciamine (abilitati EOD) e sulle unità maggiori (abilitati OSSALC). Il personale basato a terra, invece, costituisce il Reparto Pronto Impiego (RPI) basato al Varignano ed i Nuclei SDAI (Servizio difesa antimezzi insidiosi) presenti nelle basi maggiori della Marina Militare italiana.
Le peculiarità dei Palombari del GOS, a differenza di tutti gli altri sommozzatori (comunque formati per loro natura alla Scuola sommozzatori del Varignano) sono sostanzialmente quattro:
La Scuola Subacquei del COMSUBIN trae origine dalla Scuola Palombari istituita a Genova il 24 luglio 1849, su proposta del generale Della Bocca, ministro della Guerra e della Marina del Regno di Sardegna.
Nel corso della seconda metà del XIX secolo vennero progressivamente definite le modalità di formazione e qualificazione dei palombari; nel 1884 furono emanate le prime norme tecniche e operative per il conseguimento del relativo certificato. Il 10 novembre 1910 la Scuola Palombari venne trasferita nel comprensorio del Varignano, dove rimase fino alla metà degli anni trenta. Nel 1935, nell'ambito della riorganizzazione delle scuole della Regia Marina, fu trasferita presso le Scuole CREM di San Bartolomeo, alla Spezia.
Durante i due conflitti mondiali il personale palombaro fu impiegato anche nel recupero di unità affondate, nei lavori subacquei e nella neutralizzazione di ordigni. Nel secondo dopoguerra la Scuola Palombari venne riunita con la Scuola Sommozzatori, istituita durante il conflitto a Livorno, dando origine al Centro Subacqueo della Marina Militare (MARICENTROSUB), nuovamente insediato al Varignano.
La struttura venne successivamente integrata nei comandi MARISUBARDIN e MARICENSUBIN e, dal 15 febbraio 1960, nell'attuale COMSUBIN. Oggi la Scuola Subacquei fa parte del Gruppo Scuole e cura la formazione del personale subacqueo della Marina Militare nonché, attraverso specifici corsi, di personale appartenente alle altre Forze armate e ai corpi armati dello Stato.
Tra i principali percorsi formativi organizzati dalla Scuola figurano:
Il percorso di base dei palombari comprende l'impiego dell'autorespiratore ad aria fino a 60 metri, di apparecchiature alimentate dalla superficie fino a 60 metri, di autorespiratori a miscela e a ossigeno, nonché formazione EOD (Explosive Ordnance Disposal) e addestramento alle operazioni con elicotteri.
Nel corso della formazione gli allievi acquisiscono inoltre competenze nei lavori subacquei, nell'impiego delle diverse miscele respiratorie, nella navigazione con imbarcazioni minori e nella ricerca, identificazione e neutralizzazione degli ordigni esplosivi.
L'accesso ai corsi destinati al personale subacqueo professionale è subordinato all'idoneità medica e al superamento di prove selettive e di acquaticità. I candidati vengono sottoposti, tra l'altro, a prove in piscina finalizzate a verificare la confidenza con l'ambiente subacqueo e l'impiego dell'autorespiratore.
Superato il corso e conseguito il brevetto, i palombari proseguono la preparazione attraverso un periodo di tirocinio presso il Gruppo Operativo Subacquei e possono successivamente conseguire ulteriori brevetti e specializzazioni in Italia e all'estero.
Al termine dell'iter formativo viene consegnato al personale brevettato il basco della categoria Palombari.

Il Gruppo navale speciale (COMGRUPNAVIN) fornisce il supporto navale e subacqueo al personale dei gruppi operativi GOI e GOS, e delle scuole di Comsubin.

Per le attività operative e addestrative il GOI impiega imbarcazioni veloci e RHIB (Rigid-Hulled Inflatable Boat), utilizzati per il trasporto e la proiezione degli operatori in ambiente marittimo. Anche le Unità Navali Polifunzionali ad Alta Velocità Angelo Cabrini e Tullio Tedeschi dispongono di mezzi RHIB per il supporto alle operazioni speciali.
Il COMSUBIN dispone inoltre di mezzi subacquei speciali destinati al trasporto degli incursori. La Marina Militare rende pubblica soltanto una parte delle informazioni relative a questi sistemi, le cui caratteristiche e prestazioni sono in parte riservate; tra i mezzi mostrati pubblicamente figurano trasportatori subacquei sviluppati anche dall'Ufficio Studi del Raggruppamento.
Gli incursori sono inoltre addestrati alla fuoriuscita in immersione da sommergibili, che possono essere impiegati come piattaforme per l'infiltrazione subacquea.
Nell'ambito del rinnovamento delle capacità subacquee della Marina è inoltre in corso l'allestimento di Nave Olterra (A 5321), nuova unità per operazioni subacquee speciali e soccorso sommergibili, destinata a sostituire Nave Anteo. L'unità è stata varata a Genova il 9 ottobre 2025.
Tra i comandanti del COMSUBIN dagli anni duemila figurano:
Armi individuali:
Armi di squadra:
| Nome | Calibro | Tipo | Nazionalità |
|---|---|---|---|
| SIG SAUER LMG | 6,8x51 mm NATO | Mitragliatrice leggera | |
| FN Minimi | 5,56x45 mm NATO | Mitragliatrice leggera | |
| FN Minimi Mk3 | 7,62x51 mm NATO | Mitragliatrice leggera | |
| US Ordnance M60E4 | 7,62x51 mm NATO | Mitragliatrice leggera | |
| MG 42/59 Beretta | 7,62x51 mm NATO | Mitragliatrice leggera | |
| Browning M2 | 12,7 × 99 mm NATO | Mitragliatrice pesante | |
| Heckler & Koch GMG | 40 × 53 mm | Lanciagranate automatico | |
| M72A12 LAW Nammo | 66 mm | Lanciarazzi | |
| Matador -90 Rafael | 90 mm | Lanciarazzi |
Accessori Armi :
| Nome | Tipo | Nazionalità |
|---|---|---|
| Trijicon ACOG | Mirino telescopico 4X32 | |
| Trijicon RMR | Mirino a punto rosso compatto | |
| Aimpoint CompM4s | Mirino a punto rosso | |
| Aimpoint Comp M2 | Mirino a punto rosso | |
| Aimpoint T1 | Mirino a punto rosso compatto | |
| Aimpoint 3XMAG | Magnifier per ingrandimento X3 | |
| Raytheon Elcan SPECTRE DR | ottica ad ingrandimento variabile 1X-4X | |
| EOTech EXPS3 | Mirino olografico | |
| EOTech G33 | Magnifier per ingrandimento X3 | |
| Schmidt & Bender PM II | Short dot 1-8X24mm | |
| Schmidt & Bender PM II | Ottica 5-25X56mm | |
| Schmidt & Bender PM II High Power | Ottica 3-27X56mm | |
| Schmidt & Bender II Ultra Bright | Ottica 3-12X54mm | |
| Insight M6X | torcia tattica / puntatore laser per arma corta | |
| Insight An-peq14 LAM1100 | torcia/puntatore laser per arma corta | |
| Insight LA5 Peq ATPIAL | puntatore/illuminatore laser | |
| Insight AN/PEQ-15 | Puntatore/illuminatore Laser | |
| Insight CNVD T3 | Camera termica per visione notturna |
Veicoli terrestri:
| Nome | Tipo | Nazionalità |
|---|---|---|
| Jankel Armouring “Fox” LRPV | Veicolo 4X4 da pattuglia e ricognizione | |
| Land Rover Defender | fuoristrada 4X4 | |
| Volkswagen Amarok | fuoristrada pickup 4X4 | |
| Iveco VM 90 | Veicolo Multiruolo 4X4 | |
| Iveco LMV | Veicolo Tattico Leggero Multiruolo 4X4 |
Imbarcazioni :
| Nome | Tipo | Nazionalità |
|---|---|---|
| Intermarine UNPAV | Unità navale polifunzionale per il supporto alle operazioni degli incursori | |
| ZODIAC Hurricane 733 | Gommone a chiglia rigida | |
| ZODIAC Hurricane MACH II | Gommone a chiglia rigida | |
| ZODIAC Hurricane 930 | Gommone a chiglia rigida |
la vittoria e il ritorno, Tu conceda,
ma se una sola cosa, o Dio, darai,
la vittoria concedi sola!»
Inoltre al personale dei "mezzi d'assalto" della Marina Militare prima e di COMSUBIN poi sono state assegnate individualmente: