| Land Rover Defender | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Costruttore | |
| Tipo principale | Fuoristrada |
| Produzione | dal 1948 al 2016 |
| Sostituita da | Land Rover Defender (2019) |
| Esemplari prodotti | 2.016.963 |
| Altre caratteristiche | |
| Dimensioni e massa | |
| Lunghezza | da 3883 a 4599 mm |
| Larghezza | 1790 mm |
| Altezza | (con pneumatici 7.50) 2076 mm |
| Passo | da 2360 a 2794 mm |
| Altro | |
| Assemblaggio | Solihull, Inghilterra |
Il Land Rover Defender è un fuoristrada prodotto dalla casa automobilistica britannica Land Rover, introdotto nel 1948 e denominato Defender dal 1990. Progettato inizialmente per impieghi agricoli e utilitari, si è distinto per la robustezza e le capacità fuoristradistiche. È stato utilizzato in ambito civile, militare e nei servizi di soccorso in numerosi paesi. La produzione del modello classico è terminata nel 2016, dopo oltre due milioni di esemplari. Nel 2019 è stata presentata una nuova generazione, caratterizzata da una struttura rinnovata e da tecnologie moderne.
Le origini del Land Rover Defender risalgono al 1947, quando Maurice Wilks, capo ingegnere della Rover Company, delineò il progetto di un veicolo fuoristrada sulla spiaggia di Red Wharf Bay, sull'isola gallese di Anglesey. L'idea derivava anche dall'esperienza maturata con una Willys Jeep, utilizzata dai fratelli Maurice e Spencer Wilks nella loro proprietà. Nel settembre dello stesso anno, il consiglio di amministrazione della Rover approvò il progetto.
Il primo prototipo fu costruito su un telaio derivato dalla Jeep e presentava inizialmente una posizione di guida centrale, successivamente abbandonata in favore di una configurazione convenzionale. Il veicolo di serie fu presentato il 30 aprile 1948 al Salone dell'automobile di Amsterdam. Denominato in seguito Serie I, era un fuoristrada a trazione integrale progettato principalmente per impieghi agricoli, industriali e utilitari.
La prima versione aveva un passo di 80 pollici (circa 203 cm), un motore a benzina da 1.595 cm³ e una potenza di circa 50 CV. Il prezzo di lancio era di 450 sterline. La carrozzeria era realizzata prevalentemente in Birmabright, una lega di alluminio e magnesio, scelta anche in considerazione della scarsità di acciaio nella Gran Bretagna del dopoguerra. La struttura semplice, gli sbalzi ridotti e la trazione integrale inseribile ne favorivano l'impiego su terreni difficili.

La Series I ottenne un rapido successo commerciale e fu esportata in numerosi paesi. Nel 1958 venne introdotta la Serie II, caratterizzata da una carrozzeria ridisegnata, con le fiancate arrotondate, e da un motore a benzina di 2,3 litri. Nel 1971 arrivò la Serie III, che introdusse aggiornamenti agli interni, alla strumentazione e alla trasmissione. Nel corso degli anni furono rese disponibili diverse motorizzazioni e configurazioni, comprese versioni a passo lungo, pick-up e Station Wagon.

Nel 1983 Land Rover introdusse il One Ten (110), caratterizzato da un passo di 110 pollici, seguito nel 1984 dal Ninety (90), con un passo nominale di 90 pollici. Questi modelli sostituirono progressivamente le precedenti versioni della Series III e costituirono la base della successiva generazione del Defender.
Rispetto ai modelli precedenti, i nuovi veicoli adottavano sospensioni a molle elicoidali derivate dalla Range Rover, che miglioravano il comfort di marcia e l'articolazione delle ruote. La struttura manteneva il tradizionale telaio a longheroni e la carrozzeria in lega leggera, mentre la meccanica venne aggiornata con nuovi sistemi frenanti e motorizzazioni. Nel 1984 fu introdotto un motore diesel da 2,5 litri, seguito nel 1986 da una variante turbodiesel.

Nel 1990, dopo il lancio della Discovery nel 1989, Land Rover adottò la denominazione Defender per distinguere il fuoristrada tradizionale dagli altri modelli della gamma. I veicoli precedentemente commercializzati come Ninety e One Ten divennero rispettivamente Defender 90 e Defender 110. La gamma comprendeva inoltre il Defender 130, derivato dalla precedente versione a passo lungo.

L'introduzione del nome Defender coincise con l'adozione del motore diesel 200Tdi, che migliorava le prestazioni rispetto alle precedenti unità. Nel 1994 venne introdotto il 300Tdi, un turbodiesel di 2,5 litri dotato di iniezione meccanica e abbinato, nelle versioni interessate, al cambio manuale a cinque rapporti R380. Nel 1998 arrivò il Td5, un motore turbodiesel a cinque cilindri con gestione elettronica.
Nel 2007, il Td5 venne sostituito da un turbodiesel di origine Ford, appartenente alla famiglia Duratorq, inizialmente da 2,4 litri e successivamente da 2,2 litri, introdotto nel 2012. Gli aggiornamenti comprendevano anche un cambio a sei rapporti e modifiche all'abitacolo. Nonostante le evoluzioni meccaniche, il Defender mantenne la struttura a telaio separato e la carrozzeria dalle forme squadrate che ne caratterizzavano il progetto originario.

Tra il 1993 e il 1997 furono commercializzate negli Stati Uniti versioni conformi alle specifiche nordamericane, note come NAS (North American Specification). Questi esemplari richiedevano adattamenti alle normative locali e si distinguevano dai modelli europei per alcune caratteristiche tecniche e di equipaggiamento. La gamma comprendeva inizialmente il Defender 110 e, successivamente, il Defender 90, entrambi equipaggiati con motori V8 a benzina.
L'ultimo esemplare esce alle ore 9:25 del 29 gennaio del 2016 dalle linee di montaggio dello stabilimento di Solihull dopo 68 anni e 2.016.963 esemplari. Nel corso dei tanti anni di produzione, a partire dalla Series I del 1948, furono realizzati oltre due milioni di veicoli appartenenti alle diverse serie e alle successive varianti Defender.

La nuova generazione del Defender, anticipata nel 2011 dal concept DC100, presentato al Salone dell'automobile di Francoforte, è stata presentata da Land Rover nel 2019. Il modello riprende la denominazione e alcuni elementi stilistici del veicolo classico, introducendo una struttura e una meccanica rinnovate. La gamma comprende le versioni 90, 110 e 130, caratterizzate da differenti lunghezze della carrozzeria e configurazioni dell'abitacolo. Il modello contemporaneo integra sistemi elettronici di gestione della trazione, dispositivi di assistenza alla guida e dotazioni di sicurezza e comfort. La gamma comprende inoltre versioni destinate all'utilizzo professionale, come il Defender Hard Top, e varianti con motorizzazione ibrida elettrica.

Il Defender è presente anche nella cultura popolare e nel cinema. Tra le sue apparizioni figurano i film della serie di James Bond Spectre (2015) e No Time to Die (2021), nei quali alcuni esemplari vengono impiegati in sequenze d'azione ambientate in contesti fuoristrada.
Fin dalla sua introduzione, il Land Rover fu utilizzato in ambito agricolo, industriale e militare, oltre che nei servizi di soccorso e nelle attività di esplorazione. La sua diffusione internazionale favorì l'impiego in contesti geografici e climatici differenti, anche in aree prive di infrastrutture stradali sviluppate. Nel tempo furono realizzate versioni specifiche per il trasporto di persone e merci, per le attività professionali e per gli interventi di emergenza.
Il modello venne impiegato anche in spedizioni ed esplorazioni. Tra il 1955 e il 1956, la Oxford and Cambridge Far Eastern Expedition utilizzò veicoli Land Rover durante un viaggio da Londra a Singapore, lungo circa 18.000 miglia. Altre spedizioni contribuirono alla diffusione del veicolo tra gli esploratori e all'affermazione del fuoristrada come attività ricreativa.
Il Defender fu inoltre impiegato in competizioni fuoristrada e in iniziative umanitarie e di conservazione ambientale. La versatilità della piattaforma consentì lo sviluppo di numerose configurazioni, destinate anche a organizzazioni di soccorso e a progetti di tutela della fauna selvatica.

Il rapporto tra Land Rover e la famiglia reale britannica ebbe inizio nel 1948, quando la Rover Company donò a re Giorgio VI il centesimo esemplare prodotto, destinato alla tenuta reale di Balmoral. Nel 1951, il sovrano conferì a Land Rover il primo Royal Warrant of Appointment, riconoscimento relativo alla fornitura di prodotti alla Casa Reale. Negli anni successivi, il marchio ricevette analoghi riconoscimenti da Elisabetta II, dalla regina Elisabetta, la Regina Madre, dal principe di Galles e dal duca di Edimburgo.

Nel 1953, una Land Rover Series I appositamente modificata, denominata State I, venne utilizzata da Elisabetta II e dal principe Filippo durante il loro tour del Commonwealth. Il veicolo disponeva di una piattaforma posteriore rialzata che consentiva alla coppia reale di salutare la folla e passare in rassegna le truppe. In seguito, anche alcune Range Rover furono adattate per le cerimonie ufficiali.
I veicoli Land Rover e Range Rover furono utilizzati dalla sovrana anche per gli spostamenti quotidiani nelle tenute reali, in particolare a Balmoral e Sandringham. Nel 2021, un Defender 130 TD5 modificato secondo le indicazioni del principe Filippo venne impiegato per trasportarne il feretro durante i funerali. Il rapporto tra il marchio e la famiglia reale è proseguito anche con le generazioni successive di veicoli.


Fin dagli anni successivi alla sua introduzione, il Land Rover venne impiegato dalle forze armate britanniche e di numerosi altri paesi come veicolo tattico leggero. Le sue caratteristiche, tra cui la trazione integrale, la robustezza meccanica e la capacità di affrontare terreni difficili, ne favorirono l'utilizzo per il trasporto di personale e materiali, le pattuglie, i collegamenti e le attività di ricognizione. Nel corso degli anni furono sviluppate diverse versioni specifiche per uso militare, tra cui ambulanze, veicoli da ricognizione e mezzi destinati alle operazioni in ambienti desertici. Tra questi figurava la Series IIA «Pink Panther», adattata per le pattuglie nel deserto e impiegata dallo Special Air Service (SAS) britannico.
Una successiva famiglia di veicoli militari derivata dal Defender fu denominata Land Rover Wolf e venne sviluppata per soddisfare le esigenze operative delle forze armate britanniche. Il Defender è stato impiegato anche dalle forze armate di altri paesi, tra cui Australia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Brunei, con allestimenti differenti a seconda delle esigenze nazionali. Alcune versioni sono state modificate per attività di pattugliamento e ricognizione, mentre altre sono state equipaggiate per il trasporto di personale e per compiti tattici.


Nell'Esercito Italiano, il Land Rover Defender 90, denominato «AR 90» (Autovettura da Ricognizione), appartiene alla categoria dei veicoli tattici fuoristrada ed è destinato all'impiego presso le diverse unità della Forza armata. Viene utilizzato per attività di comando e controllo, ricognizione e supporto ravvicinato, oltre che per l'addestramento e le operazioni sul territorio nazionale. La capacità di trasporto è di cinque militari equipaggiati, oltre al conducente.
L'adozione del modello inglese ebbe origine dalla necessità di sostituire le Fiat AR 76, che all'inizio degli anni Novanta portò l'esercito a elaborare una specifica per l'acquisizione di un nuovo veicolo fuoristrada. Alla procedura parteciparono diverse aziende straniere, mentre Fiat non presentò una proposta, avendo già deciso di abbandonare il settore. Tra i concorrenti figurava il gruppo britannico Rover con il Defender 90; alcune aziende giapponesi fornirono inoltre veicoli alla forza armata italiana attraverso contratti di dimensioni più limitate. La selezione si concluse con l'adozione del modello britannico, favorito anche dalla presenza di veicoli Land Rover presso altre amministrazioni pubbliche e presso l'Arma dei Carabinieri, che aveva già individuato autonomamente un sostituto dell'AR 76. Il Defender 90 divenne così il veicolo fuoristrada di riferimento dell'Esercito Italiano.

La versione AR 90 è equipaggiata con un motore turbodiesel a quattro cilindri in linea da 2.495 cm³, con una potenza massima di 90 kW a 4.200 giri/min e una coppia massima di 300 Nm a 2.000 giri/min. La trasmissione è integrale, con trazione permanente sull'asse anteriore; il cambio è manuale a cinque rapporti, oltre alla retromarcia, ed è presente un riduttore inseribile manualmente. La massa a vuoto è di circa 1.700 kg. Dalla piattaforma del Defender è stata inoltre sviluppata la versione VAV (Veicolo d'Attacco Veloce), destinata a impieghi tattici specifici. Questa configurazione prevede un equipaggio di tre militari, composto dal conducente e da due operatori alle armi, ed è equipaggiata con un lanciagranate da 40 mm e una mitragliatrice Minimi da 5,56 × 45 mm NATO. Nel tempo, l'AR 90 è stato affiancato da programmi di rinnovamento dei veicoli da ricognizione dell'Esercito, finalizzati alla sostituzione dei mezzi più datati con piattaforme di nuova generazione.

Il Land Rover Defender è stato impiegato anche dall'Arma dei Carabinieri, compresi reparti territoriali e forestali. La documentazione amministrativa dell'Arma attesta la presenza di esemplari Defender 90 e 110 in dotazione a diversi comandi. Nel 2024, il Comando generale dell'Arma ha avviato una procedura per l'acquisto di 20 Land Rover Defender 110 di nuova generazione, dotati di motore diesel da 3,0 litri, trazione integrale e protezione balistica di livello B4K, destinati alle esigenze delle Aliquote di Primo Intervento (API) e delle Squadre Operative di Supporto (SOS). I veicoli sono destinati a impieghi che richiedono una maggiore protezione degli occupanti.

Il Defender è stato adottato anche dalla Polizia di Stato. Secondo la documentazione del Ministero della Difesa, il Defender 110 con motore diesel da 3,0 litri è impiegato dai Reparti mobili nei servizi di controllo del territorio e di mantenimento dell'ordine pubblico, oltre che nelle attività di soccorso in occasione di calamità naturali. Nel 2026 è stata inoltre documentata la consegna di nuovi Defender 110 blindati destinati alle Unità operative di primo intervento (UOPI), reparti specializzati nell'intervento in situazioni di particolare rischio. I veicoli presentano una protezione balistica e allestimenti specifici per le esigenze operative.
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