Introito

Introito del giorno di Pasqua

L'introito, dal latino introitus (da introire composto di intro e ire, cioè "entrare") indica l'entrata, il cominciamento a dire o fare qualcosa.

Nella liturgia cristiana esso può indicare l'antifona che apre la celebrazione della messa a partire dal V secolo e che "dà il tono" alla celebrazione.

Guglielmo d'Auxerre (1150 circa – 1231) distingue l'introito dal salmo che lo seguiva e che nelle edizioni del Messale romano ex decreto sacrosancti Concilii Tridentini (1569–1962) viene indicato insieme all'antifona. In questo uso, il termine introitus serve come abbreviazione della frase completa antiphona ad introitum, che appare come Ant. ad introitum nelle edizioni recenti del Messale romano a partire da quella del 1970 e che è tradotta nella versione ufficiale italiana come "Ant. d'ingresso".

A volte il termine "introito" è usato in senso storico, per indicare tutto il congiunto che appariva all'inizio dei formulari delle messe nelle edizioni tridentine del Messale romano: antifona, versetto iniziale del salmo, e il Gloria Patri che precedeva la ripetizione dell'antifona. Nel Messale attuale, l'antifona appare senza simili aggiunte.

Liturgia

Riti iniziali

L'introito appartiene al proprio della messa: il suo testo quindi varia a seconda dell'occasione liturgica celebrata.

L'introito è un canto funzionale: accompagnando la processione dei ministri all'altare, ha lo scopo di dare inizio alla celebrazione, favorire l'unità dei fedeli riuniti, introdurre il loro spirito nel mistero del tempo liturgico o della festività.

Il testo è generalmente preso dai salmi, talvolta da un altro libro scritturistico, raramente è una composizione ecclesiastica, comunque manifesta uno stretto legame con le letture che seguiranno. Alcuni rari introiti sono presi da un libro apocrifo, l'Apocalisse di Esdra, molto venerato nei primi secoli.

L'introito può essere cantato o letto, in funzione della solennità della messa o a giudizio del celebrante. Quando la celebrazione non richiede una processione di ingresso, come nella veglia pasquale, l'introito viene omesso.

Spesso è il canto dell'introito a dare il nome alla Messa del giorno: la messa dei defunti è detta Requiem e la seconda messa della festa del Sacro Cuore di Gesù è detta Exordium. La prima domenica dopo Pasqua, ovvero la II Domenica di Pasqua, è detta domenica Quasimodo dall'introito Quasi modo geniti infantes. Si ricordano anche le domeniche Gaudete (III domenica d'Avvento) e Laetare (IV domenica di Quaresima), in cui il colore viola dei paramenti si può attenuare con il rosaceo.

Storia liturgica

Sin dall'epoca antica veniva cantato un salmo al momento dell'arrivo del prete all'altare, ed i versi cantati erano parte della celebrazione della Messa. Il Liber Pontificalis asserisce che l'introito ebbe origine dalla richiesta di papa Celestino I, ma fu soltanto sotto papa Gregorio I che la forma divenne familiare e da ciò si credette che lo stesso Papa avesse scritto degli introiti. Dalle notizie in nostro possesso non sembra invece che abbia composto alcuna musica.

Musicologia

Forme musicali

Le melodie gregoriane degli introiti sono composte nel genere semiornato per la schola, i melismi non superano le due o tre note, i neumi di ogni sillaba non sono composti da più di due o tre elementi neumatici. Si ricollegano al genere antifona e rispecchiano tutti i modi dell'octoechos: ciò dimostra che l'introito costituisce uno strato di composizione posteriore al graduale e, a fortiori al tratto. Il procedimento di composizione è solo in parte quello della centonizzazione, pertanto si può parlare di un brano di concezione, nel suo complesso, originale.

La sua forma consiste nella ripetizione di un'antifona intervallata dal canto di un salmo, secondo lo schema antifona - versetto salmodico - antifona - dossologia - antifona. Il canto viene prolungato per il tempo che dura la processione del celebrante e dei suoi ministri. Anche i versetti salmodici sono cantati in stile solenne.

Elenco di introiti

I seguenti introiti hanno una corrispondente melodia gregoriana e spesso costituiscono il testo di mottetti polifonici

Note

  1. ↑ O. Pianigiani, Vocabolario etimologico della lingua italiana, p. 711.
  2. ↑ F. Rainoldi, Psallite sapienter. Note storico liturgiche e riflessioni pastorali sui canti della messa e della liturgia delle ore, CLV, p. 103.
  3. ↑ A. Catalano, Liturgia, in F. Rampi (a cura di), Alla scuola del canto gregoriano. Studi in forma di Manuale, p. 188.
  4. ↑ Guglielmo di Auxerre, Summa de officiis ecclesiasticis, II.1.1, su guillelmus.uni-koeln.de.
    «Sic enim dicitur prima pars misse uel officium, in quo orat uel laudat deum. Sequitur psalmus et uersiculus, ut notetur uersio ad operationem»
  5. ↑ IGMR 47.
  6. ↑ ad esempio Puer o Viri galilei.
  7. ↑ Requiem, Accipite iucunditatem.
  8. ↑ dom D. Saulnier, Il canto gregoriano, Piemme, 1998, p. 79.
  9. ↑ F. Rampi e M. Lattanzi, Manuale di canto gregoriano, Turris editrice, 1998, p. 110.
  10. ↑ Dal greco doxa, gloria + logos, parola) è un breve inno di preghiera a Dio
  11. ↑ Graduale Triplex , Moines de Solesmes, 1979 p.239.
  12. ↑ Liber usualis, p. 737.
  13. ↑ CI g01058, su cantusindex.org., su cantusindex.org.
  14. ↑ Graduale Triplex , Moines de Solesmes, 1979 p.219.
  15. ↑ Cf. Liber usualis,1917, p.718..
  16. ↑ Graduale Triplex , Moines de Solesmes, 1979 p.252.

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