
L'inverno è una delle quattro stagioni che compongono l'anno, inteso sia come anno civile sia come anno solare. L'inverno segue l'autunno e precede la primavera. Nel calendario comune, in cui l'anno ha inizio con il mese di gennaio, è la prima stagione che si incontra; invece, nell'antico calendario romano, in cui l'anno iniziava con il mese di marzo, l'inverno era l'ultima delle quattro stagioni. Questa tradizione di considerare l'inverno come la quarta delle quattro stagioni è ancora ampiamente diffusa.
Poiché per le stagioni astronomiche e meteorologiche si utilizzano gli stessi nomi, il termine inverno indica sia una fase ben definita del moto orbitale della Terra attorno al Sole sia un periodo dell’anno caratterizzato da basse temperature e da scarsa luce luce diurna. Le due accezioni sono strettamente correlate, poiché le variazioni stagionali della temperatura sulla Terra dipendono dall’inclinazione dei raggi solari
Il termine inverno deriva dal latino hibernum, con il significato di «stagione del freddo», e dall’aggettivo hibernus, riferito alle condizioni climatiche invernali.

L’inverno ha inizio con un solstizio, detto solstizio d’inverno, e termina con un equinozio, chiamato equinozio di primavera. Poiché la Terra ruota attorno al Sole su un’orbita il cui periodo non corrisponde esattamente a un numero intero di giorni, gli equinozi e i solstizi non avvengono sempre nello stesso momento dell’anno. Di conseguenza, le date degli equinozi e dei solstizi possono subire piccole variazioni, di solito di alcune ore, anticipando o ritardando l’inizio e la fine dell’inverno.
Nell'emisfero boreale, l’inverno astronomico ha inizio con il secondo solstizio dell’anno e termina con il primo equinozio dell’anno. La data di inizio varia quindi tra il 21 e il 22 dicembre, mentre quella di fine tra il 20 e il 21 marzo, determinando una durata della stagione di circa 89 giorni. L’inverno boreale si contrappone all’estate australe.
Nell'emisfero australe, l’inverno astronomico ha inizio con il primo solstizio dell’anno e termina con il secondo equinozio dell’anno. La data di inizio varia quindi tra il 20 e il 21 giugno, mentre quella di fine tra il 22 e il 23 settembre, determinando una durata della stagione di circa 93 giorni. L’inverno australe si contrappone all’estate boreale.
Le stagioni meteorologiche iniziano il primo giorno del mese in cui comincia la corrispondente stagione astronomica e terminano l’ultimo giorno del mese che precede l’inizio della stagione astronomica successiva. Nell’emisfero boreale, l’inverno inizia il 1º dicembre e termina il 28 febbraio (o il 29 febbraio negli anni bisestili), con una durata complessiva di 89 o 90 giorni. Nell’emisfero australe, l’inverno inizia il 1º giugno e termina il 31 agosto, con una durata complessiva di 92 giorni.
L’inverno è la stagione caratterizzata dalle temperature medie più basse dell’anno e dalla minore durata della luce diurna, fenomeni che incidono profondamente sia sui processi atmosferici sia sugli ecosistemi naturali.
Dal punto di vista meteorologico, l’inverno è associato a temperature rigide, frequenti gelate e, in molte regioni, alla presenza di neve e ghiaccio. Le precipitazioni possono assumere forma nevosa, soprattutto alle medie e alte latitudini o in zone montane, mentre nelle aree temperate sono comuni periodi di stabilità atmosferica alternati a perturbazioni di origine polare.
La riduzione delle ore di luce e le basse temperature determinano una generale diminuzione dell’attività biologica. Molte piante entrano in una fase di riposo vegetativo, mentre numerose specie animali adottano strategie di adattamento come il letargo, la migrazione o la riduzione dell’attività metabolica. L’attività microbiologica del suolo rallenta sensibilmente, contribuendo a una temporanea riduzione dei processi di decomposizione e del ciclo dei nutrienti.
Secondo alcune interpretazioni di carattere folklorico, il nome inverno sarebbe invece collegato ad Averno (inteso come il regno di Ade), ipotesi che lo riconduce a una variazione del termine latino Avernus, a sua volta derivato dal greco ἄορνος, cioè «senza uccelli». Tale associazione si baserebbe sulla credenza secondo cui, durante l’inverno, il freddo avrebbe impedito la presenza degli uccelli, costringendoli a migrare o facendoli scomparire temporaneamente; alcune leggende narrano infatti che essi si rifugiassero nel regno di Ade per poi fare ritorno con la stagione successiva.
In Italia, proprio per questo motivo è nata anche la leggenda della merla, la merla sarebbe mandata da Persefone per annunciare il suo ritorno alla madre Demetra (o Cerere) che faceva tornare la primavera in relazione alla visita della figlia. Inoltre, in inverno molte piante muoiono o non crescono (a differenza della primavera). L'inverno viene rappresentato spesso nell'arte proprio con il vecchio o la vecchiaia che precede la morte.

L'immaginario collettivo inquadra l'inverno come il periodo più buio e freddo dell'anno, simboleggiando un letargo avviato già dall'autunno. L'astrologia occidentale associa alla stagione i segni di Capricorno, Acquario e Pesci. Secondo delle ricerche condotte in America, le persone nate in inverno sarebbero maggiormente intelligenti e meno propense all'ira.
Tra i quattro elementi classici l'inverno corrisponde all'acqua, tra le età della vita alla vecchiaia o alla prima infanzia, tra i punti cardinali al Nord, fra i temperamenti umorali al flemmatico, tra le parti della giornata alla notte, tra le fasi dell'opera alchemica alla nigredo.
Le feste più conosciute della stagione sono:
Svariate espressioni e modi di dire legati all'inverno ricorrono in letteratura.
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