| Iodoformio | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| triiodometano | |
| Nomi alternativi | |
| iodoformio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | CHI3 |
| Massa molecolare (u) | 393,732 |
| Aspetto | solido giallo |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 200-874-5 |
| PubChem | 6374 |
| DrugBank | DBDB13813 |
| SMILES | C(I)(I)I |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 4,008 |
| Indice di rifrazione | 1,4975 |
| Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua | 3,118 |
| Temperatura di fusione | 120 °C (393 K) |
| Temperatura di ebollizione | 218 °C (491 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| attenzione | |
| Frasi H | 302+312+332 - 315 - 319 - 335 |
| Consigli P | 261 - 280 - 305+351+338 |
Lo iodoformio o triiodometano, secondo la nomenclatura sistematica IUPAC, è un composto chimico avente formula CHI3; è un alometano e in particolare un aloformio (trialogenometano), l'ultimo nella serie che comprende anche CHF3 (fluoroformio), CHCl3 (cloroformio) e CHBr3 (bromoformio), in cui l'atomo di carbonio è allo stato di ossidazione +2.
Lo iodoformio è un composto instabile dal punto di vista termodinamico, la sua formazione dagli elementi è notevolmente endotermica: ΔHƒ° = (+181,1 ± 1,0) kJ/mol.
A differenza dei primi tre aloformi della serie, che a temperatura ambiente sono in forma gassosa (CHF3) o liquida (CHCl3 e CHBr3), lo iodoformio si presenta come un solido cristallino non infiammabile, giallo e untuoso al tatto, volatile, dall'odore dolciastro e penetrante caratteristico; è un sostanza fotosensibile, pochissimo solubile in acqua (0,0118 g/100 g), ma solubile in diversi solventi organici: solfuro di carbonio, acido acetico, acetone, cloroformio, etere (13,6 g/100 g); è poco solubile in etanolo a freddo; è insolubile in benzene e molto poco in dimetilsolfossido; è solubile anche in iodio liquido.
La molecola ha forma tetraedrica distorta, simmetria molecolare C3v, con l'atomo di carbonio al centro, ibridato sp3. Come gli altri aloformi, la sua molecola è polare: il suo momento di dipolo è μ = 0,80 D. Tuttavia è la meno polare tra gli aloformi, la cui polarità aumenta con l'elettronegatività degli alogeni in essi presenti: 0,990 D (CHBr3), 1,040 D (CHCl3), 1,645 D (CHF3).
Da un'indagine di diffrazione elettronica in fase gassosa è stato possibile ricavare i principali parametri strutturali della molecola CHI3, come disanze (r) ed angoli di legame (∠), qui di seguito riportati:
r(C−H) = 111,1 pm (assunto); r(C−I) = 214,5 pm;
∠(I-C-I) = 111,9°; ∠(H-C-I) = 107,0°
La distanza C−I è praticamente uguale alla somma dei raggi covalenti di Csp3 e I: (76 + 139) pm = 215 pm e risulta intermedia tra quella nello ioduro di metilene (CH2I2, 213,5 pm), e quella nel tetraioduro di carbonio (CI4, 215,7 pm).
Le distanze di non legame intramolecolari I · · · I sono alquanto inferiori al doppio del raggio di van der Waals minimo dello iodio, pari a 390 pm e questo causa una certa tensione sterica.
Da un'indagine cristallografica ai raggi X su un monocristallo di iodoformio a 106 K (gruppo spaziale P63) risultano parametri strutturali molto simili:
r(C−H) = 101 pm; r(C−I) = 214,17 pm;
∠(I-C-I) = 112,47°; ∠(H-C-I) = 106,27°
Lo iodoformio venne preparato per la prima volta da Georges Simon Serullas nel 1822 per reazione di vapori di iodio e vapor d'acqua con carbone rovente; in seguito, Jean Baptiste Dumas lo formulò come CHI3 nel 1834.
Si ottiene tramite la reazione dell'aloformio tra iodio, una base forte come l'idrossido di sodio o l'idrossido di potassio, e uno di questi composti: metil chetoni, acetaldeide, etanolo e alcuni alcoli secondari.
In chimica analitica organica, per il suo aspetto e per il suo punto di fusione facilmente verificabile, è il prodotto della reazione dell'aloformio, che si usa allo scopo di identificare i metilchetoni (chetoni del tipo CH3-CO-R) ed anche alcoli secondari aventi un metile in posizione alfa rispetto al carbonio alcolico, cioè del tipo CH3-CHOH-R. Solo questi composti infatti, trattati con iodio in ambiente alcalino, producono alla fine della reazione un precipitato giallo di iodoformio.
Trova impiego come antisettico e disinfettante.
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