Il nome del genere è stato dedicato al botanico I. A. Lapham.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Asa Gray (1810-1888) nella pubblicazione "Smithsonian Contributions to Knowledge. Washington, DC" (Smithsonian Contr. Knowl. 3(5): 99) del 1852.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus subarbustivo o perenne relativo alle scarpate rocciose; alcune specie sono annuali.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.
Foglie. le foglie sono intere o lobate, spesso con forme deltoidi, lanceolate o cordate secondo le specie.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolinidiscoidi o radiati, solitari o in formazioni corimbose. I capolini sono formati da un involucro a forma da cilindrica a campanulata o emisferica, composto da diverse brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni ligulati del raggio e quelli più interni tubulosi del disco. Il ricettacolo è privo di pagliette ed ha una forma da piana a convessa.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula normalmente è trilobata; i colori variano dal bianco al giallo;
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4 lobi; il tubo è meno lungo (o uguale) della gola (o imbuto) che può essere da cilindrica a campanulata; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata; il colore è giallo o bianco crema.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Il colore delle antere è pallido. Le cellule dell'endotecio hanno 1 - 3 ispessimenti sulle pareti trasversali. Le appendici delle antere sono prive di ghiandole. Diametro del polline: 23 - 27 micrometri.
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale dotati di appendici acute. Le papille degli stigmi sono disposte su due file.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma compressa con 2 - 3 angoli longitudinali con margini glabri, sparsamente ciliati o densamente ciliati. Le pareti dell'achenio sono carbonizzate. Il pappo è formato da alcune setole oppure è a forma di corona.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Messico e USA meridionali (soprattutto deserti montani del sud‑ovest USA, Baja California Sur, Coahuila, Sonora, Sinaloa). L'habitat è relativo a rocce vulcaniche, calcaree o granitiche; raramente su detrito.
Sistematica
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Questo genere appartiene alla sottotribù Peritylinae della tribù Perityleae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da acheni appiattiti radialmente con margini poco visibili, da pappi formati da poche squamelle laciniate, da brattee dell'involucro che racchiudono in parte gli acheni periferici e da corolle dei fiori del disco con 4 lobi.
In precedenza Peritylinae era descritta all'interno della tribù Heliantheae con una struttura di generi più ridotta.(Robinson, 1981). Recenti studi di tipo filogenetico delle sequenze genomiche dei cloroplasti e dei nuclei, nonché analisi morfologiche e citologiche hanno risolto la non monofilia del genere Perityle. Il genere è stato diviso in quattro generi separati. Questi generi corrispondono a linee evolutive indipendenti, caratterizzate da differenze morfologiche, citologiche e biogeografiche ben definite. Il genere Laphamia è uno di questi.
Il genere Laphamia nella sottotribù occupa una posizione filogenetica abbastanza centrale e insieme ai generi Nesothamnus e Galinsogeopsis forma un "gruppo fratello". Questo gruppo include piante perenni suffruticose, erbacee e annuali, spesso endemiche di pareti rocciose; il numero cromosomico stabilizzato è x = 17 (n = 17, 34, 51, 68). Laphamia rappresenta la radiazione "desertico‑montana" della tribù, distinta dal genere Galinsogeopsis che invece è più legato alle montagne mesiche della Sierra Madre Occidentale.
Alcuni caratteri distintivi del genere:
le corolle dei fiori del raggio (se presenti) sono gialle;
gli acheni hanno margini callosi oppure no;
il pappo è formato da setole, raramente è formato da con una corona di squame ridotta o vestigiale;
l'habitus consiste in suffrutici o erbe perenni con radici a fittone legnose o carnose in habitat rupestri vulcanici, calcarei o granitici.
Il numero cromosomico delle specie di Laphamia è: 2n = 34, 68, 102 e 136.
Note
↑(EN) Laphamia A.Gray, su The International Compositae Alliance (TICA), 1852. URL consultato l'8 ottobre 2026 (archiviato il 6 settembre 2026).
Walter Stephen Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth Anne Kellogg, Peter Francis Stevens e Michael John Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.