Lavis

Lavis
comune
Lavis – Stemma
Lavis – Bandiera
Lavis – Veduta
Lavis – Veduta
Veduta da San Lazzaro, 2019
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Trentino-Alto Adige
Provincia Trento
Amministrazione
SindacoLuca Paolazzi (PD-PATT-Lista civica Vivilavis) dal 4-5-2025
Territorio
Coordinate46°08′20.44″N 11°06′44.14″E
Altitudine238 m s.l.m.
Superficie12,18 km²
Abitanti9 215 (31-5-2026)
Densità756,57 ab./km²
FrazioniPressano (Presan), Nave San Felice (Nave), Sorni
Comuni confinantiGiovo, San Michele all'Adige, Trento, Terre d'Adige, Vallelaghi
Altre informazioni
Cod. postale38015
Prefisso0461
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022103
Cod. catastaleE500
TargaTN
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 784 GG
Nome abitantilavisani
Patronosant’Ulrico di Augusta
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lavis
Lavis
Lavis – Mappa
Lavis – Mappa
Posizione del comune di Lavis nella provincia autonoma di Trento
Sito istituzionale

Lavis (IPA: /laˈvis/; Lavìs in dialetto trentino, Nevis in tedesco) è un comune italiano di 9 173 abitanti della provincia autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige.

Situato nella valle dell'Adige, a circa dieci chilometri a nord di Trento, sorge presso lo sbocco della val di Cembra ed è attraversato dal torrente Avisio, denominato la Vìs nel dialetto locale, dal quale deriva il toponimo del comune.

Geografia fisica

Territorio

La borgata di Lavis (46°08′N 11°06′E) è situata nella media valle dell'Adige, sulla sponda destra del fiume Adige e alla sinistra orografica del torrente Avisio, che qui sfocia dopo aver percorso la Val di Cembra. Il comune si trova a circa 10 km a nord di Trento e rappresenta un importante snodo tra la Piana Rotaliana (a nord), la Val di Cembra (a est) e l'area urbana di Trento (a sud).

Il territorio comunale, che si estende per 12,44 km², è caratterizzato da una piana alluvionale intensamente coltivata (in particolare a vigneti e meleti) e da rilievi collinari, come le colline di Pressano e Sorni, rinomate per la viticoltura. La densità abitativa è di circa 736 ab./km².

Il legame con i corsi d'acqua è fondamentale. Oltre all'Adige e all'Avisio, il territorio ospita il Biotopo Foci dell'Avisio. Questa riserva naturale di circa 100 ettari, situata alla confluenza dei due fiumi, rappresenta una delle poche aree umide fluviali non canalizzate rimaste nel fondovalle trentino, di notevole importanza per l'avifauna e la vegetazione ripariale.

Clima

Il clima di Lavis è di tipo continentale umido, simile a quello di Trento, ma con caratteristiche proprie del fondovalle. Le estati sono calde, con temperature che possono superare i 30 °C, mentre gli inverni sono moderatamente freddi, con gelate frequenti e occasionali nevicate. La posizione allo sbocco della Val di Cembra può favorire correnti d'aria fresca.

Origini del nome

Il toponimo "Lavis" deriva direttamente dal nome del torrente Avisio, che in epoca pre-romana e romana era noto come Avis o La Laves. Nel dialetto trentino locale, il torrente è ancora chiamato La Vìs, e il paese sorto nelle sue vicinanze ha adottato lo stesso nome.

Storia

Preistoria e primi insediamenti

In epoca preistorica il territorio dell'odierna Lavis era caratterizzato dalla presenza di corsi d'acqua, terreni paludosi e aree soggette alle variazioni dell'Adige e dell'Avisio, condizioni che rendevano meno favorevole l'insediamento stabile nel fondovalle. Le prime testimonianze di una presenza umana organizzata nell'area risalgono all'età del Bronzo, mentre in epoca preromana il territorio fu interessato dalla presenza dei Reti, popolazione stanziata nell'arco alpino centro-orientale.

Gli insediamenti si concentrarono prevalentemente nelle zone collinari, più sicure rispetto al fondovalle, in particolare nell'area compresa tra l'attuale Lavis e Pressano. L'economia locale era legata principalmente all'agricoltura e, progressivamente, alla viticoltura, attività favorita dall'esposizione dei versanti collinari e destinata a rimanere una delle caratteristiche economiche del territorio.

Epoca romana

La conquista romana dell'area alpina avvenne nel 15 a.C., durante le campagne condotte da Druso e Tiberio contro le popolazioni retiche. La successiva romanizzazione interessò anche il territorio dell'attuale Trentino, attraversato da importanti direttrici di comunicazione fra la pianura padana e le regioni poste a nord delle Alpi.

Nell'area passava la Via Claudia Augusta, importante arteria romana che collegava la pianura padana con le regioni transalpine e che, nel territorio lavisano, doveva superare il corso dell'Avisio. La presenza della strada e dei collegamenti attraverso il torrente favorì progressivamente la frequentazione e lo sviluppo del fondovalle.

In epoca romana acquistò importanza anche l'insediamento di Pressano, posto in posizione sopraelevata rispetto alla piana dell'Adige. Secondo una tradizione etimologica locale, il suo toponimo deriverebbe dal latino locus praesanus, con il significato di «luogo salubre», in riferimento alla posizione collinare e alla maggiore salubrità rispetto alle zone paludose del fondovalle.

Con il progressivo sfruttamento del fondovalle, parte degli abitanti delle zone collinari si stabilì più vicino all'Avisio e alle vie di comunicazione, contribuendo alla formazione del nucleo dal quale si sarebbe successivamente sviluppato l'abitato di Lavis.

Alto Medioevo

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, il territorio trentino attraversò una fase di trasformazioni politiche e amministrative. Con la conquista longobarda dell'Italia settentrionale, avviata nel 568, l'area entrò a far parte del Ducato di Trento, uno dei principali ducati del Regno longobardo.

In seguito alla conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, il territorio trentino fu incorporato nell'Impero carolingio e, dopo la sua frammentazione, passò attraverso le diverse compagini politiche sorte nell'area alpina.

Nel corso dell'XI secolo il territorio entrò stabilmente nell'ambito del Principato vescovile di Trento, istituito nel 1027 dall'imperatore Corrado II il Salico, che attribuì ai vescovi di Trento i diritti comitali sulla contea trentina. Lavis rimase per secoli inserita nel complesso sistema politico e giurisdizionale del principato vescovile e della Contea del Tirolo.

Vicinia di Lavis

Lo stesso argomento in dettaglio: Vicinia di Lavis.

La Vicinia di Lavis, detta anche Vicinanza di Lavis o Vicinia Avisii, fu un'antica organizzazione comunitaria con funzioni civili, economiche e amministrative, documentata dal 1526 e rimasta in attività fino alle riforme amministrative dell'inizio del XIX secolo.

La vicinia era costituita dai rappresentanti degli abitanti aventi diritto, detti «vicini», e aveva nell'assemblea il proprio principale organo decisionale. Questa si riuniva più volte durante l'anno, generalmente convocata mediante il suono della campana, e deliberava sulle principali questioni riguardanti la vita della comunità: l'uso dei campi e degli alpeggi, lo sfruttamento delle risorse naturali, il taglio dei boschi e la distribuzione del legname, nonché la manutenzione di strade, ponti, corsi d'acqua ed edifici di culto.

La vita civile, economica e amministrativa della comunità era disciplinata da una carta di regola. Quella della comunità di Lavis, Pressano e Consorti risale al 1º marzo 1526; i suoi capitoli furono successivamente confermati dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria nel 1746 e dall'imperatore Giuseppe II nel 1783.

A capo della comunità si trovava il regolano, eletto annualmente dall'assemblea dei vicini secondo un sistema di rotazione basato sull'elenco dei proprietari di immobili. Le assemblee della regola si svolgevano inizialmente a Pressano, situata in posizione centrale rispetto ai paesi appartenenti alla comunità, e furono successivamente trasferite nella casa comunale di Lavis.

Il regolano era coadiuvato da tre sindaci e da sei deputati dei cosiddetti columelli, che formavano il consiglio della comunità. Ogni sindaco esercitava nel proprio columello funzioni analoghe a quelle svolte dal regolano nei confronti dell'intera comunità. Esistevano inoltre numerose altre cariche: l'esattore incaricato della riscossione delle steore, i due Paumaister, responsabili della costruzione, sorveglianza e manutenzione degli argini dell'Adige e dell'Avisio, e altri funzionari comunitari, fra i quali il becaro, gli stimadori, i saltari della campagna, il pastore e gli addetti alla sorveglianza contro gli incendi.

Età napoleonica e dominio austriaco

Alla fine del XVIII secolo Lavis fu direttamente coinvolta nelle guerre rivoluzionarie francesi. Il 5 settembre 1796, durante la prima campagna d'Italia, il borgo fu teatro della battaglia di Lavis, combattuta tra le truppe francesi comandate dal generale Claude Henri Belgrand de Vaubois e le forze austriache schierate a difesa dell'Avisio. La vittoria francese costrinse gli austriaci alla ritirata e aprì alle truppe rivoluzionarie la strada verso Trento.

Nel corso dello scontro una parte degli edifici posti lungo l'Avisio, nei quali si erano trincerate le forze austriache, fu incendiata; il borgo subì inoltre saccheggi che interessarono anche la chiesa.

Lavis tornò a essere teatro di combattimenti nel 1809, durante l'Insorgenza tirolese, quando gli insorti trentini e tirolesi opposero resistenza alle truppe franco-italiane. Il 2 ottobre si combatté la battaglia di Lavis, uno degli episodi conclusivi dell'insurrezione nel territorio trentino, durante la quale le forze regolari comandate dal generale Louis Peyri superarono le difese approntate dagli insorti lungo l'Avisio.

Le trasformazioni politiche dell'età napoleonica determinarono anche la fine dell'antico ordinamento comunitario. La Vicinia di Lavis cessò infatti di esistere all'inizio del XIX secolo, quando le riforme introdotte prima dall'amministrazione bavarese e successivamente dal Regno d'Italia napoleonico sostituirono progressivamente le antiche regole con un'amministrazione comunale organizzata secondo criteri uniformi.

Con il decreto vicereale del 24 luglio 1810 il Dipartimento dell'Alto Adige fu organizzato in distretti, cantoni e comuni, consolidando il nuovo ordinamento amministrativo e segnando definitivamente il superamento dell'autonomia istituzionale della vicinia.

Dopo la caduta di Napoleone e la sistemazione territoriale stabilita dal Congresso di Vienna, nel 1815 Lavis, insieme al resto del Trentino, entrò stabilmente nei domini dell'Impero austriaco e nella Contea del Tirolo, rimanendo sotto la monarchia asburgica fino alla conclusione della Prima guerra mondiale.

Ottocento e primi anni del Novecento

Nel corso della prima metà dell'Ottocento Lavis conservò prevalentemente i caratteri di un borgo agricolo e artigianale. Un ruolo fondamentale nell'economia locale continuava a essere svolto dall'Avisio e dal sistema delle rogge, utilizzate fin dal Medioevo per alimentare mulini, segherie e altre attività produttive. L'agricoltura, e in particolare la viticoltura, rimaneva una delle principali risorse del territorio, affiancata da un diffuso artigianato.

Le vicende politiche del 1848-1849 interessarono anche il Trentino, allora parte integrante dell'Impero austriaco. Numerosi trentini prestarono servizio nell'esercito imperiale durante le guerre combattute nella penisola italiana; tra essi vi furono anche abitanti di Lavis.

A metà del secolo il paese conobbe una fase di crescita demografica ed economica: nel 1859 l'abitato di Lavis contava 2 335 abitanti e 205 case, mentre l'intero territorio comunale raggiungeva i 2 950 residenti.

Una trasformazione fondamentale fu determinata dall'arrivo della ferrovia. Il 16 maggio 1859 venne inaugurato il tratto Trento-Bolzano della linea destinata a divenire la ferrovia del Brennero. Lavis fu dotata di una propria stazione, realizzata in località Zarga, a una certa distanza dal centro abitato.

Particolarmente rilevante fu la costruzione del ponte ferroviario dei Vòdi sull'Avisio, iniziata nel 1856. Il grande viadotto, progettato nell'ambito della realizzazione della linea ferroviaria, era costituito da 35 arcate e raggiungeva una lunghezza complessiva di 921 metri. L'opera, inaugurata insieme alla tratta ferroviaria nel 1859, divenne una delle principali infrastrutture del territorio lavisano.

Il periodo fu caratterizzato anche dalla progressiva organizzazione dei servizi pubblici e delle associazioni locali. Nel dicembre 1867 venne costituito il Corpo dei vigili del fuoco volontari di Lavis, uno dei più antichi corpi antincendio del Trentino organizzati secondo criteri moderni.

Nella seconda metà dell'Ottocento l'economia locale continuò a essere strettamente legata all'agricoltura, alla produzione vinicola e alle attività artigianali. Particolare importanza rivestiva inoltre la bachicoltura e la produzione della seta, attività diffuse in tutto il Trentino. A questo settore è legata la figura del sacerdote lavisano Giovanni Battista Grazioli, che negli anni sessanta dell'Ottocento compì diversi viaggi in Giappone alla ricerca di uova sane di baco da seta, contribuendo al superamento della crisi che aveva colpito la sericoltura trentina ed europea.

Le trasformazioni politiche che condussero all'Unità d'Italia non modificarono inizialmente l'appartenenza territoriale di Lavis. A differenza della Lombardia, passata al Regno di Sardegna nel 1859, e del Veneto, annesso al Regno d'Italia nel 1866, il Trentino rimase infatti sotto la monarchia asburgica. Dopo il Compromesso austro-ungarico del 1867, Lavis continuò a far parte della Contea principesca del Tirolo, compresa nella metà austriaca dell'Austria-Ungheria.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento il miglioramento delle comunicazioni favorì ulteriormente lo sviluppo del paese. Nell'ambito dei progetti per la costruzione di una rete di ferrovie locali trentine, Lavis assunse una posizione strategica quale possibile punto di collegamento fra Trento e le valli settentrionali. Fu inizialmente presa in considerazione anche l'ipotesi di una linea che, partendo da Lavis, risalisse la val di Cembra in direzione della val di Fiemme, progetto che non venne tuttavia realizzato.

Il 14 settembre 1909 entrò invece in servizio il primo tratto della ferrovia locale Trento-Malé, tra Trento e Cles. A differenza della stazione della ferrovia del Brennero, posta in località Zarga, la nuova linea attraversava direttamente l'abitato di Lavis e garantiva collegamenti più agevoli con Trento, la Piana Rotaliana, la Val di Non e, successivamente, la Val di Sole.

All'inizio del XX secolo Lavis si presentava pertanto come un centro in progressiva trasformazione, nel quale alla tradizionale economia agricola e artigianale si affiancavano nuove infrastrutture e servizi. Nel 1912 fu inaugurato il monumento dedicato a Giovanni Battista Grazioli, opera dello scultore trentino Stefano Zuech, divenuto uno dei principali monumenti pubblici del paese.

Questa fase di sviluppo si interruppe nell'estate del 1914, quando lo scoppio della Prima guerra mondiale determinò la mobilitazione degli uomini soggetti al servizio militare nell'esercito austro-ungarico e aprì per la comunità lavisana un periodo di profonde trasformazioni.

Prima guerra mondiale e annessione all'Italia

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1914, Lavis apparteneva alla Contea del Tirolo dell'Austria-Ungheria e contava circa 3 645 abitanti, risultando uno dei maggiori centri del Tirolo di lingua italiana. L'economia locale era ancora prevalentemente agricola, caratterizzata in particolare dalla viticoltura e dall'attività serica.

Con l'entrata in guerra del Regno d'Italia contro l'Austria-Ungheria, il 24 maggio 1915, Lavis venne a trovarsi a circa trenta chilometri dalla linea del fronte. Diversamente da numerosi altri centri trentini, tuttavia, la popolazione del borgo e delle sue frazioni non fu evacuata e poté rimanere nelle proprie abitazioni per tutta la durata del conflitto.

La posizione nelle retrovie determinò comunque profonde conseguenze sulla vita della comunità. La mobilitazione richiamò alle armi numerosi uomini, mentre la popolazione civile dovette affrontare requisizioni, razionamenti e una crescente scarsità di generi alimentari e materie prime. Lavis divenne inoltre luogo di passaggio e di accoglienza per militari e profughi provenienti da altre zone del Trentino. Nel novembre 1917 vi giunsero, tra gli altri, 1 140 profughi del distretto di Riva, rimpatriati dal campo di Braunau, dei quali quasi settecento erano bambini.

La guerra provocò numerose vittime tra i militari originari del comune, successivamente ricordati nel monumento ai caduti realizzato dallo scultore Stefano Zuech nei primi anni venti.

La dissoluzione dell'Austria-Ungheria nell'autunno del 1918 determinò la fine del dominio asburgico sul Trentino. Nei primi giorni di novembre le truppe italiane occuparono la regione e Lavis passò sotto l'amministrazione del Regno d'Italia. L'annessione del Trentino all'Italia venne formalmente riconosciuta dal trattato di Saint-Germain-en-Laye del 10 settembre 1919 e resa effettiva nell'ordinamento italiano nel 1920.

Periodo fascista

Con l'avvento del regime fascista, anche Lavis fu interessata dal processo di progressiva soppressione delle autonomie amministrative locali e dall'inquadramento delle istituzioni e delle associazioni nella struttura dello Stato fascista.

Nel 1926, con l'introduzione dell'ordinamento podestarile, gli organi comunali elettivi furono sostituiti dal podestà, nominato dal governo. Durante il ventennio furono inoltre promosse le politiche di nazionalizzazione e italianizzazione che interessarono l'intero territorio dell'ex Tirolo meridionale.

In questo periodo vennero realizzati anche diversi interventi infrastrutturali e di sistemazione del territorio. Una grave alluvione colpì Lavis nel 1926, inserendosi nella lunga storia del difficile rapporto dell'abitato con l'Avisio e con il sistema idrografico della valle.

Seconda guerra mondiale

Durante la Seconda guerra mondiale la posizione di Lavis lungo la linea ferroviaria del Brennero conferì al territorio una notevole importanza strategica. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il Trentino venne occupato dalle forze tedesche e incorporato nella Zona d'operazioni delle Prealpi, sottoposta all'amministrazione del Gauleiter Franz Hofer.

Tra il 1943 e il 1945 il territorio lavisano fu ripetutamente colpito dai bombardamenti alleati diretti soprattutto contro le infrastrutture ferroviarie. Obiettivo principale era il ponte ferroviario dei Vòdi sull'Avisio, lungo la linea del Brennero, considerata essenziale per i collegamenti militari tedeschi tra l'Italia settentrionale e il Reich.

Tra il 15 dicembre 1943 e il 29 aprile 1945 il ponte fu oggetto di circa 240 incursioni aeree. La particolare posizione dell'infrastruttura, situata in prossimità della montagna, ne rendeva difficile la distruzione e determinò la reiterazione degli attacchi. I bombardamenti interessarono inevitabilmente anche le aree circostanti e fecero di Lavis uno dei centri trentini maggiormente esposti alla guerra aerea negli ultimi anni del conflitto.

Gli attacchi si inserivano nella più vasta offensiva alleata contro la linea del Brennero: tra il novembre 1944 e l'aprile 1945 furono sganciate circa 10 000 tonnellate di bombe sulla ferrovia tra Verona e Innsbruck, mentre l'intera valle dell'Adige fu investita da oltre 20 000 ordigni.

La conclusione della guerra, nella primavera del 1945, comportò il ritorno dell'amministrazione italiana e il ripristino delle istituzioni civili. I caduti lavisani della Seconda guerra mondiale furono successivamente aggiunti a quelli della Grande Guerra sul monumento realizzato da Stefano Zuech nel cimitero comunale.

Dal secondo dopoguerra a oggi

Nel secondo dopoguerra Lavis conobbe una progressiva trasformazione economica, sociale e urbanistica. Alla tradizionale vocazione agricola e vitivinicola si affiancarono attività artigianali, industriali e commerciali, favorite dalla posizione del comune lungo uno dei principali assi di comunicazione della valle dell'Adige e dalla vicinanza con Trento.

La crescita economica fu accompagnata dall'espansione dell'abitato al di fuori del nucleo storico e dall'incremento della popolazione. Il comune assunse progressivamente le caratteristiche di un centro residenziale e produttivo integrato nell'area urbana trentina, pur mantenendo una propria identità territoriale e il ruolo delle frazioni di Pressano, Sorni e Nave San Felice.

Un evento particolarmente grave fu l'alluvione del novembre 1966, che interessò gran parte del Trentino e coinvolse anche il territorio di Lavis, richiedendo un considerevole intervento delle strutture locali di soccorso.

Nei decenni successivi lo sviluppo urbanistico e demografico proseguì soprattutto grazie alla vicinanza con il capoluogo provinciale e alla collocazione lungo la direttrice del Brennero. La realizzazione e il potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie contribuirono a rafforzare i collegamenti con Trento e con il resto della valle dell'Adige.

Parallelamente furono intrapresi interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e artistico locale, comprendente il centro storico, gli edifici religiosi, Palazzo de Maffei e le testimonianze dell'antica organizzazione comunitaria lavisana.

Tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo Lavis ha registrato una consistente crescita demografica e urbanistica, consolidando il proprio ruolo all'interno dell'area gravitante su Trento. La popolazione, che alla vigilia della Prima guerra mondiale ammontava a circa 3 645 abitanti, ha superato nel XXI secolo le 9 000 unità.

Simboli

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Trento.
Bandiera comunale
Stemma

Lo stemma del comune di Lavis è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 9 agosto 1929.

«Troncato di azzurro e di rosso, a tre verghe d'oro, legate da un nastro d'argento attraversanti.»

L'emblema deriva dallo stemma dell'antica «Comunità di Lavis, Pressano e Consorti»; le tre verghe legate simboleggiano tradizionalmente l'unione e la solidarietà tra le comunità che ne facevano parte.

Gonfalone

A partire dagli anni ottanta del XX secolo il comune utilizzò un gonfalone non formalmente approvato, costituito da un drappo troncato d'azzurro e di rosso, caricato al centro dello stemma comunale e recante nella parte inferiore la denominazione dell'ente.

«Drappo rettangolare cadente, troncato di azzurro e di rosso, appeso al bilico mediante 6 merli guelfi, terminante al ventame in grande punta centrale; il centro è caricato dello stemma comunale con corona murale; la dicitura orizzontale COMUNE DI LAVIS (in due righe) è collocata nella parte inferiore della fascia rossa.»

Su richiesta del consiglio comunale, la Giunta provinciale di Trento approvò il nuovo gonfalone ufficiale con deliberazione n. 559 dell'11 aprile 2014.

«Drappo rettangolare di cm 90 x cm 180, del colore di due smalti dello stemma, l'azzurro e il rosso, divisi in due campi sovrapposti e di eguale altezza, aventi le seguenti caratteristiche: 1. il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ed un'asta metallica e terminata in punta da una freccia; 2. il gonfalone ornato e frangiato è caricato, al centro, dallo stemma del Comune sormontato dall'iscrizione centrata e convessa verso l'alto, con lettere maiuscole romane, COMUNE DI LAVIS; 3. la cravatta frangiata consiste in nastri tricolorati dai colori nazionali; 4. le parti metalliche del gonfalone sono argentate, come lo sono analogamente i ricami, che rappresentano la vite quale coltura storicamente caratterizzante il territorio, i cordoni e l'iscrizione.»
Bandiera

Lo statuto comunale prevede espressamente, accanto allo stemma e al gonfalone, l'uso di una bandiera civica recante lo stemma del comune.

La bandiera utilizzata dal comune riprende i due principali smalti dello stemma ed è costituita da un drappo troncato d'azzurro e di rosso, con al centro un riquadro bianco recante lo stemma comunale munito dei propri ornamenti.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Facciata di Palazzo de Maffei

Architetture civili

Aree naturali

Giardino dei Ciucioi

Lo stesso argomento in dettaglio: Giardino dei Ciucioi.
Il Giardino dei Ciucioi

È un giardino che sorge sulle pendici del dos Paion sopra il borgo di Lavis. Il toponimo "Ciucioi" deriva dal tedesco Zu Zoll (Al Dazio: il paese di Lavis, era infatti il dazio tirolese posto sul confine tra la contea del Tirolo e il Principato vescovile di Trento). Il giardino dei Ciucioi fu ideato e realizzato da Tommaso Bortolotti, ricco imprenditore lavisano, tra il 1840 e il 1860. Esso si sviluppa su terrazzamenti e si compone di finte quinte architettoniche legate all'eclettismo architettonico dell'epoca. Rare piante esotiche, coltivate in vaso e custodite in grandi serre riscaldate da stufe a olle e caminetti, arricchivano il patrimonio botanico del giardino ammirato anche da imperatori e principesse che passavano lungo la sottostante strada imperiale. Il Giardino è gestito dall'Ecomuseo Argentario.

Biotopo foci dell'Avisio

Lo stesso argomento in dettaglio: Biotopo Foci dell'Avisio.

Riserva naturale che comprende le foci dell'Avisio e parte del corso dell'Adige fino alle foci del Noce. È attraversata dalla ciclopista della valle dell'Adige.

Ponti

Ponte sull'Avisio: Per secoli ha segnato il confine tra il Principato vescovile di Trento e la Contea del Tirolo. L'antico ponte in legno è stato sostituito dall'attuale ponte in ferro.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati dell'ISTAT, al 1º gennaio 2023 i cittadini stranieri a Lavis erano 827, ossia il 9,06% della popolazione. Le prime dieci comunità sono risultate quelle provenienti da:

  1. Romania, 208;
  2. Albania, 78;
  3. Marocco, 74;
  4. India, 58;
  5. Moldavia, 37;
  6. Ucraina, 33;
  7. Macedonia del Nord, 31;
  8. Pakistan, 29;
  9. Tunisia, 26;
  10. Burkina Faso, 23.

Religione

La tradizione religiosa di Lavis è storicamente legata alla Chiesa cattolica, che ha avuto un ruolo rilevante nella formazione dell'identità culturale e comunitaria del territorio. Il comune appartiene all'Arcidiocesi di Trento e il suo territorio comprende tre parrocchie: Sant'Udalrico nel capoluogo, San Felice da Nola a Pressano e Santa Maria Assunta a Sorni. Le tre comunità parrocchiali sono affidate al medesimo parroco e inserite nella zona pastorale Rotaliana – Terre d'Avisio – Paganella.

La chiesa di Sant'Udalrico, situata nel centro storico, costituisce il principale edificio religioso del capoluogo ed è sede dell'omonima parrocchia. La vita religiosa delle tre comunità continua a essere scandita dalle celebrazioni liturgiche, dalle feste patronali e dalle attività pastorali e oratoriali.

Particolare rilievo assume il tradizionale voto alla Natività della Beata Vergine Maria, celebrato solennemente l'8 settembre. La sua origine viene fatta risalire al 1702, quando la comunità lavisana si affidò alla protezione della Vergine in un periodo segnato da pestilenze e dalle frequenti inondazioni dell'Avisio. La memoria del voto è stata successivamente associata anche alla protezione della comunità durante altre calamità e le due guerre mondiali. La ricorrenza, tuttora celebrata dalla comunità, comprende tradizionalmente la celebrazione eucaristica e la processione per le vie del paese con il simulacro della Madonna.

Nel territorio comunale è inoltre presente una Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Altre confessioni cristiane presenti nell'area fanno prevalentemente riferimento alle rispettive comunità di Trento.

Come nel resto del Trentino, nel corso degli ultimi decenni l'immigrazione ha inoltre determinato la presenza di residenti appartenenti ad altre tradizioni religiose, tra cui il cristianesimo ortodosso e l'Islam.

Tradizioni e folclore

Le tradizioni popolari di Lavis sono strettamente connesse alla storia religiosa, agricola e comunitaria del paese. Tra le ricorrenze più significative si distingue la festa patronale dell'8 settembre, celebrata in occasione della Natività della Beata Vergine Maria e legata al voto pronunciato dalla comunità nel 1702.

La ricorrenza conserva una marcata dimensione religiosa e comunitaria: il simulacro della Madonna viene tradizionalmente portato in processione per le vie dell'abitato e la celebrazione coinvolge la parrocchia e le diverse realtà associative locali. La continuità della tradizione ha reso l'8 settembre uno degli appuntamenti maggiormente radicati nell'identità storica di Lavis.

Tra le altre manifestazioni tradizionali figurano:

Qualità della vita

Lavis è caratterizzata da un tessuto associativo particolarmente sviluppato e da una significativa partecipazione alle attività di volontariato. Nel 2009 il comune venne indicato dalla stampa come il «comune più solidale d'Italia», sulla base di un'indagine secondo la quale circa l'80% della popolazione, corrispondente all'epoca a oltre 6 500 persone, risultava coinvolto nelle numerose associazioni attive sul territorio.

L'associazionismo locale interessa numerosi ambiti, dal volontariato sociale e assistenziale alle attività culturali, religiose, sportive e di protezione civile. Il ruolo svolto dai volontari nella vita della comunità è stato riconosciuto anche dall'amministrazione comunale attraverso specifiche iniziative pubbliche.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

  • Biblioteca Comunale: Situata in Piazzetta degli Alpini, è biblioteca capofila del sistema intercomunale con Terre d'Adige.

Musei

Teatro

Musica

Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis: Associazione locale che offre corsi di musica e avviamento strumentale per la banda cittadina.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Il nucleo più antico dell'abitato di Lavis è costituito dal rione Pristol, sviluppatosi su un piccolo dosso dominante il corso dell'Avisio. Il toponimo deriverebbe dal tedesco Burgstall, termine indicante un «luogo fortificato» o il sito di un'antica fortificazione.

Il rione conserva parte dell'impianto storico dell'abitato, caratterizzato da vie strette e da edifici addossati al pendio, e rappresenta il nucleo attorno al quale si sviluppò progressivamente il centro di Lavis.

Frazioni

Secondo lo statuto comunale, oltre al capoluogo, il territorio di Lavis comprende le frazioni di Pressano, Sorni e Nave San Felice.

Nel territorio comunale sono inoltre presenti diversi nuclei abitati minori e località, tra cui Maso Rover, Maso Spon, Maso Zancanar e Stazione di Lavis.

Economia

L'economia di Lavis ha una solida base nel settore primario, storicamente legato alla viticoltura e alla frutticoltura (in particolare mele) che caratterizzano sia la piana alluvionale che le rinomate aree collinari delle frazioni di Pressano e Sorni. Il settore agricolo è fortemente strutturato attorno al sistema cooperativo, la cui espressione più nota è la Cantina La-Vis, fondata nel 1948 da 14 viticoltori e oggi una delle principali realtà vinicole della regione, che raggruppa centinaia di soci conferitori.

Accanto all'agricoltura, Lavis ha sviluppato un importante settore secondario e terziario. La posizione strategica del comune, allo snodo tra la Valle dell'Adige, la Piana Rotaliana e la Val di Cembra, e la vicinanza alle principali vie di comunicazione (autostrada e ferrovia), ha favorito la nascita di una vasta zona industriale e artigianale. Quest'area ospita numerose aziende attive nella logistica (come la D.A.O. Società Cooperativa, uno dei centri distributivi del gruppo Conad), nei servizi energetici (Cristoforetti Servizi Energia), nell'alimentare (Zanetti s.pa)., nell'edilizia, nell'impiantistica (Gunnebo Entrance Control) e nel commercio. Sono inoltre presenti diffuse attività di artigianato, come la lavorazione del legno e la pasticceria.

Come in tutto il Trentino, anche a Lavis il sistema del credito cooperativo è profondamente radicato. Storicamente, il comune era sede della Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra. A seguito di un processo di fusione iniziato nel 2017 con la Cassa Rurale di Mezzocorona e culminato nel 2019 con l'incorporazione nella Cassa Rurale di Trento (oggi Banca per il Trentino-Alto Adige), il territorio fa riferimento a uno dei maggiori istituti di credito cooperativo della provincia.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Lavis è situata lungo il principale asse viario della Valle dell'Adige. Il comune è attraversato dalla Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero (SS 12), che la collega direttamente a Trento e a Bolzano.

L'Autostrada A22 del Brennero corre parallela al territorio comunale, che è servito dai vicini caselli di Trento Nord e di San Michele all'Adige-Mezzocorona.

Dal centro di Lavis ha inoltre origine la Strada statale 612 della Val di Cembra (SS 612), importante arteria di collegamento con l'omonima valle e con la Val di Fiemme.

Ferrovie

La stazione dei treni

Il territorio comunale è servito da due linee ferroviarie che corrono parallele:

Mobilità urbana

I trasporti urbani ed extraurbani sono gestiti dalla società Trentino Trasporti.

Lavis è collegata a Trento dalla linea 17 della rete urbana del capoluogo, di cui costituisce il capolinea settentrionale. Il comune è inoltre servito da diverse linee extraurbane che lo collegano ai comuni della Piana Rotaliana (come Mezzocorona e Mezzolombardo) e alla Val di Cembra.

Amministrazione

Sindaci

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 luglio 1978 21 marzo 1990 Cornelio Moser Democrazia Cristiana Sindaco
22 giugno 1990 19 giugno 1995 Claudio Brugnara Democrazia Cristiana Sindaco
18 marzo 1996 3 giugno 1996 Deni Bertolini — Commissario straordinario
3 giugno 1996 15 maggio 2000 Graziano Tomasin Centro-sinistra Sindaco
15 maggio 2000 5 marzo 2003 Graziano Tomasin PATT – Civica Margherita per lo sviluppo di Lavis – Intesa Progressista per l'Ulivo Sindaco
24 maggio 2004 31 maggio 2010 Graziano Pellegrini Lista civica Sindaco
31 maggio 2010 11 maggio 2015 Graziano Pellegrini Lista civica Sindaco
11 maggio 2015 22 settembre 2020 Andrea Brugnara PD – PATT – Vivilavis Sindaco
22 settembre 2020 4 maggio 2025 Andrea Brugnara PD – PATT – Vivilavis Sindaco
5 maggio 2025 in carica Luca Paolazzi PD – PATT – Vivilavis Sindaco

Sport

Calcio

Ha sede nel comune l'U.S. Lavis A.S.D., società polisportiva la cui sezione calcistica ha ottenuto, il 28 aprile 2024, la prima storica promozione in Serie D, con due giornate di anticipo, grazie alla vittoria casalinga per 2-0 contro il SSV Naturns. Nel 2025 la squadra milita nel campionato di Eccellenza Trentino-Alto Adige.

Karate

L'Associazione Sportiva Dilettantistica Karate Lavis è stata fondata l'8 gennaio 1993. Inizialmente iscritta alla FITAK (Federazione Italiana Taekwondo e Karate), aderì successivamente alla FILPJK (Federazione Italiana Lotta Pesi Judo Karate), confluita nel 2001 nella FIJLKAM. Nel 1995 l'associazione ricevette dal CONI l'autorizzazione all'apertura di un Centro di Avviamento allo Sport (CAS).

Pallacanestro

Il C.R.C.S.D. Paganella dispone di una prima squadra di pallacanestro iscritta al campionato di Promozione e di un settore giovanile comprendente le formazioni Aquilotti, Esordienti e Under 15, partecipanti ai rispettivi campionati di categoria.

Pallamano

Nella frazione di Pressano ha sede l'Handball Club Pressano, società di pallamano la cui prima squadra maschile milita nel massimo campionato nazionale, la Serie A Gold.

Pallavolo

L'U.S. Lavis, oltre alla sezione calcistica, comprende anche una sezione dedicata alla pallavolo. Il settore giovanile copre le diverse categorie dei campionati regionali, dal minivolley all'Under 18, mentre la prima squadra ha raggiunto la Serie C, massimo campionato regionale.

La sezione ha conquistato due campionati di Serie C, nel 2013 e nel 2023, ottenendo in entrambi i casi il diritto alla promozione nei campionati nazionali, alla quale la società ha successivamente rinunciato. Nel proprio palmarès figurano inoltre due Coppe Trentino-Alto Adige, vinte nel 2022 e nel 2023, e una Coppa Province, conquistata nel 2022.

Sci

Lo Sci Club Lavis, fondato nel 1974 su iniziativa di Armando Botteon e affiliato alla FISI, promuove attività e corsi di sci rivolti a bambini, ragazzi e adulti.

Nel corso della propria storia ha organizzato diverse manifestazioni sportive. Tra queste ebbe particolare rilievo, negli anni Novanta, la 6-Sci, competizione non agonistica a squadre composte da gruppi familiari. La manifestazione, organizzata sotto la guida dapprima di Alberto Ghezzer e successivamente di Cornelio Moser, si svolse con il patrocinio del giornalista lavisano Rolly Marchi, ideatore, tra le altre iniziative, del Trofeo Topolino di sci alpino. Vi presero parte atleti di rilievo nazionale e internazionale, tra cui Alberto Tomba, Kristian Ghedina, Sabina Panzanini e i fratelli Bergamelli, nonché giovani sciatori successivamente affermatisi a livello internazionale, tra i quali Federica Brignone.

Note

  1. ↑ Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Statuto comunale di Lavis, su comune.lavis.tn.it, Comune di Lavis. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  5. ↑ Andrea Casna, Lavis e il suo percorso storico: dall'ombra di Pressano alla Comunitas Avisii, su Il Mulo, 18 aprile 2024. URL consultato il 22 giugno 2026.
  6. ↑ A Lavis 9173 residenti: 11 in più, su comune.lavis.tn.it, Comune di Lavis, 15 gennaio 2025. URL consultato il 18 agosto 2026.
  7. ↑ Le origini di Lavis, su Il Mulo. URL consultato il 18 agosto 2026.
  8. ↑ Pressano, su Comune di Lavis. URL consultato il 18 agosto 2026.
  9. 1 2 3 4 5 6 Vicinia di Lavis, su Trentino Cultura, Provincia autonoma di Trento. URL consultato il 18 agosto 2026.
  10. 1 2 Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, Trento, 1881, p. 117.
  11. ↑ Albino Casetti, Storia di Lavis. Giurisdizione di Königsberg-Montereale, Trento, 1981.
  12. ↑ Andrea Casna, Le rogge di Lavis a metà Ottocento, su Il Mulo, 21 luglio 2024. URL consultato il 18 agosto 2026.
  13. ↑ La storia dimenticata di Giovanni Rigotti di Lavis, morto fra i Kaiserjäger nella battaglia di Novara, su Il Mulo, 3 febbraio 2020. URL consultato il 18 agosto 2026.
  14. 1 2 3 Annali lavisani fino al 1980 (PDF), Associazione Culturale Lavisana. URL consultato il 18 agosto 2026.
  15. 1 2 3 Lavis e la Ferrovia Trento – Malé, su TtrAM – Trentino Trasporti Archivio Museo. URL consultato il 18 agosto 2026.
  16. ↑ Si presenta sabato 30 novembre “Fuoco e acqua”, libro sulla storia dei Vigili del fuoco di Lavis, su Comune di Lavis, 25 novembre 2024. URL consultato il 18 agosto 2026.
  17. 1 2 Lavis e don Grazioli. I 100 anni del suo monumento, su Trentino Cultura, Provincia autonoma di Trento. URL consultato il 18 agosto 2026.
  18. 1 2 3 4 Andrea Casna, Lavis 1914-1918. Una comunità nelle retrovie (PDF), in Annali. Museo Storico Italiano della Guerra, n. 31, 2023, pp. 7-28. URL consultato il 18 agosto 2026.
  19. 1 2 Restaurato il monumento ai caduti, su Comune di Lavis, 16 settembre 2024. URL consultato il 18 agosto 2026.
  20. 1 2 Si presenta sabato 30 novembre “Fuoco e acqua”, libro sulla storia dei Vigili del fuoco di Lavis, su Comune di Lavis. URL consultato il 18 agosto 2026.
  21. 1 2 Cronologia bombardamenti, su La seconda guerra mondiale a Trento, Archivio di Stato di Trento. URL consultato il 18 agosto 2026.
  22. ↑ Lavis, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 5 luglio 2024.
  23. ↑ Luigi Rangoni Machiavelli, Stemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in Rivista del Collegio Araldico, 1933, p. 468.
  24. ↑ Approvazione nuovo gonfalone del Comune di Lavis (PDF), in Bollettino ufficiale della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, 18/I-II, 6 maggio 2014, pp. 56-58. URL consultato l'8 luglio 2024.
  25. ↑ Statuto comunale di Lavis (PDF), su dait.interno.gov.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 18 agosto 2026.
  26. ↑ Dati tratti da:
  27. ↑ Demografia: Stranieri a Lavis, su ugeo.urbistat.com.
  28. 1 2 Lavis – S. Udalrico, su Chiesa di Trento, Arcidiocesi di Trento. URL consultato il 18 agosto 2026.
  29. ↑ Agostini don Lamberto, su Chiesa di Trento, Arcidiocesi di Trento. URL consultato il 18 agosto 2026.
  30. 1 2 8 settembre con mons. Tisi, su Vita Trentina, 5 settembre 2018. URL consultato il 18 agosto 2026.
  31. 1 2 Lavis, nel segno della speranza la festa patronale della Natività di Maria, su Chiesa di Trento, Arcidiocesi di Trento, 10 settembre 2025. URL consultato il 18 agosto 2026.
  32. ↑ Trova una riunione, su JW.org. URL consultato il 18 agosto 2026.
  33. ↑ Fiera della Lazzera di Lavis, su Trento.info. URL consultato il 18 agosto 2026.
  34. ↑ Porteghi e Spiazi, su Visit Rotaliana. URL consultato il 18 agosto 2026.
  35. ↑ A Lavis giovedì 8 carri per la Zobia Grassa, su Vita Trentina, 25 febbraio 2025. URL consultato il 18 agosto 2026.
  36. ↑ Il fantoccio a Lavis: «Riportatemi a Valda», su Trentino. URL consultato il 18 agosto 2026.
  37. ↑ Lavis, il paese del Trentino dove tutti sono buoni, su Aostasera.it, 1º luglio 2009. URL consultato il 18 agosto 2026.
  38. ↑ «Particolare menzione» di Lavis ai volontari, su Trentino, 10 dicembre 2019. URL consultato il 18 agosto 2026.
  39. ↑ Statuto comunale di Lavis - Art. 3, su Comune di Lavis. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  40. ↑ La Storia - Cantina La Vis, su la-vis.com. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  41. ↑ Fatturato e utili/perdite delle aziende del comune di LAVIS, su Registroaziende.it. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  42. ↑ Pasticceria Bronzetti, su pasticceriabronzetti.it. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  43. ↑ È nata la Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra, su L'Adigetto, 6 settembre 2017. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  44. ↑ Cassa Rurale di Trento: i soci approvano la fusione con Lavis-Mezzocorona-Cembra, su Cooperazione Trentina, 27 novembre 2019. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  45. ↑ Le stazioni autostradali, su Autostrada del Brennero. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  46. ↑ Elenco stazioni Trentino-Alto Adige, su RFI.it. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  47. ↑ Ferrovia Trento-Malé-Mezzana, su Trentino Trasporti. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  48. ↑ Servizi Urbani Trento, su Trentino Trasporti. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  49. ↑ Servizi Extraurbani, su Trentino Trasporti. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  50. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 https://amministratori.interno.it/

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 140578686 · SBN REAL000224 · LCCN (EN) n2003044663 · GND (DE) 4495896-1 · J9U (EN, HE) 987007489305505171
  Portale Trentino-Alto Adige: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Trentino-Alto Adige