| Cardiaca comune | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Lamiidi |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Sottofamiglia | Lamioideae |
| Tribù | Leonureae |
| Genere | Leonurus |
| Specie | L. cardiaca |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Genere | Leonurus |
| Specie | L. cardiaca |
| Nomenclatura binomiale | |
| Leonurus cardiaca L., 1753 | |
| Nomi comuni | |
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(DE) Gewöhnlicher Löwenschwanz, Herzgespann | |
La cardiaca comune (Leonurus cardiaca L., 1753) è una piccola pianta erbacea perenne dai fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.
Il nome generico "leonurus" deriva da due parole greche: "lewn" (= leone) e "oura" (= coda) che insieme significano "simile alla coda di un leone" (in riferimento alla pubescenza dell'infiorescenza). L'epiteto specifico "cardiaca" invece deriva dall'antica consuetudine di ritenere efficace tale pianta sia per i dolori gastrici che cardiaci.
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 584" del 1753.
La Leonurus cardiaca L. venne importata dall'Asia verso il VII secolo per poi diffondersi in quasi tutta Europa, escluse le regioni mediterranee. Nel XV secolo era coltivata nei giardini dei monasteri e cento anni più tardi il medico francese Ambroise Paré menzionò e parlò delle proprietà curative della Cardiaca, come pianta efficace per i disturbi cardiaci di carattere nervoso come il cardiopalmo, ovvero le palpitazioni.



Queste piante arrivano ad una altezza di 3 - 8 dm (massimo 15 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante in genere sono peloso-biancastre (più raramente possono essere anche glabre) ed hanno un odore sgradevole (specialmente i fiori).
Le radici sono secondarie da rizoma. Il rizoma è breve con portamento obliquo.
La parte aerea del fusto è eretta, generalmente molto ramosa con cauli diritti e duri, glabra o con peli lunghi 0,1 - 0,5 mm. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave.
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto e sono lungamente picciolate. Quelle basali sono cuoriformi con bordi irregolarmente dentato-lobati; quelle superiori sono palmatosette; alcune sono più distintamente divise in 3 - 7 lobi con profonde incisioni acute (superano la metà della lamina); quelle della sommità sono quasi intere. La superficie è subglabra con colorazione scura sulla pagina adassiale, grigio-lanosa sulla pagina abassiale e in genere è un po' rugosa e solcata. Dimensione delle foglie superiori: larghezza 4 – 7 cm; lunghezza 5 – 6 cm. Lunghezza del picciolo: 3 cm.
L'infiorescenza è portata in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto e alquanto distanziati (spiga cimosa interrotta). Ogni verticillo è composto da più fiori sessili disposti circolarmente e poggianti su due grandi brattee fogliose (superanti di gran lunga la infiorescenza) lievemente staccate dall'infiorescenza vera e propria ma comunque sub-sessili e acutamente triforcate. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. Sono presenti anche delle bratteole di tipo setaceo. Diametro dei verticillastri: 10 – 15 mm.
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla sono formati da cinque elementi). Sono inoltre omogami (autofecondanti). Lunghezza del fiore: 8 – 12 mm.
Il frutto è una nucula acheniforme (schizocarpo); più precisamente è una drupa (ossia una noce) con quattro semi (uno per ovulo derivato dai due carpelli divisi a metà). Questo frutto nel caso delle Lamiacee viene chiamato “clausa”. Le quattro parti in cui si divide il frutto principale, sono ancora dei frutti (parziali) ma monospermici (un solo seme) e privi di endosperma. La forma è trigona, troncata all'apice con superficie ricoperta da peli ghiandolari e di colore marrone. I frutti si trovano all'interno del calice persistente.
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti: ditteri, imenotteri e più raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). Per questo scopo i semi hanno una appendice oleosa (elaiosoma) ricca di grassi, proteine e zuccheri, che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.
Leonurus cardiaca contiene un alcaloide lievemente psicoattivo chiamato leonurina.

Dal punto di vista fitosociologico Leonurus cardiaca appartiene alla seguente comunità vegetale:
La famiglia di appartenenza della specie (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie, ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Il genere Leonurus si compone di circa 20 specie una sola delle quali vive spontaneamente in Italia. Nelle classificazioni meno recenti la famiglia Lamiaceae viene chiamata Labiatae.
In base ai botanici del gruppo Angiosperm Phylogeny Group il genere di questa specie è circoscritto nella tribù Leonureae Dumort. che a sua volta è inclusa nella sottofamiglia Lamioideae.Harley.
Il numero cromosomico di L. cardiaca è: 2n = 18.
Alcune checklist per questa specie riconoscono la seguente sottospecie:
L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:
Sinonimi della sottospecie turkestanicus
Una specie abbastanza simile a quella di questa voce è Chaiturus marrubiastrum Ehrh. ex Willd.; quest'ultima si distingue per le foglie appena dentellate nella metà superiore; per la assenza dell'anello interno di peli nella corolla; per i verticilli dell'infiorescenza più ravvicinati e maggiormente pubescenti.
Anticamente la Cardiaca veniva usata come rimedio a palpitazioni, dolori mestruali, disturbi gastrici ed anche come cicatrizzante. In effetti l'analisi chimica delle sostanze contenute in questa pianta rivela la presenza (0,17%) di un glucoside, di una saponina acida di un olio essenziale, di acido tannico, di resine varie, di grassi e altri acidi organici; probabilmente un miscuglio di queste sostanze, sotto forma di sciroppi, hanno un'azione sedativa sul sistema nervoso centrale e vegetativo oltre che sull'apparato cardio-vascolare.
Dalla pianta si può ricavare, mediante decotti, un colorante per tessuti di colore scuro verde-oliva.
I fiori sia freschi che secchi si usano come spezie aromatizzanti nelle zuppe di lenticchie o di piselli. A volte sono usati anche nella produzione della birra o per fare del tè.
| Controllo di autorità | J9U (EN, HE) 987007563034205171 |
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