Leucofosfite

Leucofosfite
Classificazione Strunz (ed. 10)8.DH.10
Formula chimicaKFe3+2(PO4)2(OH)(H2O)2
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinomonoclino
Classe di simmetriaprismatica
Parametri di cellaa = 9,76 Å, b = 9,65 Å, c = 9,74 Å, β = 102,44°, V = 895,81 ų
Gruppo puntuale2/m
Gruppo spazialeP21/b
Proprietà fisiche
Densità misurata2,948 g/cm³
Densità calcolata2,911 g/cm³
Durezza (Mohs)3,5
Sfaldaturaperfetta secondo {100}
Coloreda bianco a verdastro, beige, giallo-marrone, arancio-marrone, rosa, marrone verdastro, viola brunastro
Lucentezzasemi vitrea, resinosa, terrosa
Opacitàda trasparente a traslucida
Strisciobianco
Diffusionenon comune
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La leucofosfite (simbolo IMA: Lpp) è un minerale abbastanza comune appartenente al gruppo omonimo; è un fosfato, possiede composizione chimica KFe3+2(PO4)2(OH)(H2O)2 ed è l'analogo del ferro della tinsleyite KAl2(PO4)2(OH)(H2O)2.

Etimologia e storia

La leucofosfite prende il proprio nome nel 1932 da Edward Sydney Simpson, che ha fuso la parola greco antica λευκός ('leukós', bianco) e con phosphate (fosfato), in riferimento al suo colore e alla sua composizione.

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009. elenca la leucofosfite nella classe "8. Fosfati, arseniati, vanadati" e da lì nella sottoclasse "8.D Fosfati, ecc. con anioni aggiuntivi, con H2O"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi coinvolti e al rapporto tra idrossile (o acqua) e gruppo RO4 (in questo caso, R=fosforo, P), in modo tale che la leucofosfite possa essere trovata nella sezione "8.DH Con cationi di media e grande dimensione, (OH, ecc.):RO4 < 1:1" dove forma il sistema nº 8.DH.10 insieme a spheniscidite e tinsleyite.

Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la leucofosfite è nella classe dei "fosfati, arseniati e vanadati" e da lì nella sottoclasse dei "fosfati [arseniati e vanadati] idrati con anioni estranei"; questa è suddivisa in modo tale da trovare il minerale nella sezione dei minerali con "cationi di medie e grandi dimensioni: Al-Mg e Ca-Na-K" dove forma il sistema nº VII/D.27 insieme a tinsleyite, kapundaite, spheniscidite e minyulite.

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la leucofosfite nella famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati"; qui è nella classe dei "fosfati (arseniati e vanadati" idrati con idrossile o alogeno" e nella sottoclasse dei "fosfati (arseniati e vanadati) idrati con idrossile o alogeno con (AB)4(XO4)3Zq × x(H2O)" dove forma il sistema nº 42.11.06 insieme a tinsleyite e spheniscidite.

Abito cristallino

La leucofosfite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/b con le costanti di reticolo a = 9,76 Å, b = 9,65 Å, c = 9,74 Å e β = 102,44°.

Origine e giacitura

La leucofosfite si forma per reazione tra guano di pipistrello o di uccello e minerali ferrosi preesistenti, ma anche per alterazione idrotermale di fosfati ricchi di ferro in pegmatiti granitiche complesse. La paragenesi è con vari minerali: calcedonia, cyrilovite, diadochite, ferrostrunzite, fluorapatite, fosfosiderite, frondelite, lipscombite, rockbridgeite, strengite, trifilite, variscite e vivianite.

Il minerale, pur non essendo comune, è stato trovato in un centinaio di siti sparsi per il mondo. Qui si ricorda solo la località tipo, la serpentinite di Ninghanboun Hills (29.18986°S 116.46035°E) presso Perenjori (nell'Australia Occidentale).

Forma in cui si presenta in natura

La leucofosfite forma cristalli a forma di diamante di dimensioni fino a 1 cm; sono a grana fine, massivi, gessosi e in parte amorfi. Il minerale è da trasparente a traslucido con lucentezza semi vitrea, resinosa o terrosa; i colori sono vari: da bianco a verdastro, beige, giallo-marrone, arancio-marrone, rosa, marrone verdastro o viola brunastro, ma lo striscio è sempre bianco.

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With large and medium-sized cations, (OH, etc.):RO4 < 1:1, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 26 aprile 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: March 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 26 aprile 2026.
  3. 1 2 3 (EN) Leucophosphite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 26 aprile 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Leucophosphite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 26 aprile 2026.
  5. 1 2 3 4 5 (EN) Leucophosphite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 26 aprile 2026.
  6. 1 2 (DE) Leukophosphit (leucophosphite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 25 aprile 2026.
  7. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 26 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  8. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 26 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  9. ↑ (DE) Lapis-Systematik - VII PHOSPHATE, ARSENATE UND VANADATE - VII/D Wasserhaltige Phosphate, mit fremden Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 26 aprile 2026.
  10. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - (AB)3(XO4)2Zq·xH2O, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 26 aprile 2026.
  11. ↑ Cancian Graziano e Princivalle Francesco, La leucofosfite nell'Abisso di Fernetti (Carso Triestino), in Bollettino della Soc. Adriatica di Scienze, LVVVI, 1995, pp. 5-15.
  12. ↑ (EN) Localities for Leucophosphite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 26 aprile 2026.
  13. ↑ (EN) Ninghanboun Hills serpentinite, Weelhamby Lake, Perenjori Shire, Western Australia, Australia, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 26 aprile 2026.

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