| Ligure coloniale | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | maggioranza a Carloforte e Calasetta, minoranza a Bonifacio e nel Principato di Monaco |
| Parlanti | |
| Totale | ~20.900 lo parlano |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Italiche Romanze |
| Statuto ufficiale | |
| Ufficiale in | riconosciuto come lingua minoritaria dalla Regione Autonoma della Sardegna nella variante tabarchina, lingua nazionale del Principato di Monaco nella variante monegasca insieme al francese. |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-3 | lij (EN)
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+ Figun (Alpes-Maritimes)
+ Figun (Var)
Roiasco
Tendasco (Roiasco)
Brigasco (Roiasco)
Monegasco
Ligure coloniale (Bonifacio)
Con il termine dialetto ligure coloniale è definito più generalmente l'insieme dei dialetti originati dalla lingua ligure diffusa dai coloni della Liguria soprattutto dal XII al XVIII secolo, durante la massima espansione della Repubblica di Genova (vd. colonie genovesi). In realtà la definizione al singolare è inesatta, dal momento che queste varietà sono o erano assai differenziate tra loro per data d'impianto, per evoluzione e perfino per provenienza, essendo originate da aree diverse della Liguria.
I dialetti liguri "coloniali" tuttora in uso sono:
Le caratteristiche comuni di questi dialetti sono:
Sono estinti in epoca relativamente recente seguenti dialetti:
Diverse varietà dialettali nel Mediterraneo occidentale si sono formate in seguito alla commistione di elementi liguri:
Componenti liguri variamente significative si riconoscono anche nel dialetto sassarese (soprattutto nelle varietà più esposte all'influenza genovese, quelle di Porto Torres e Stintino e Castelsardo), e nei dialetti altoitaliani o galloitalici della Sicilia e della Basilicata, le cui caratteristiche rimandano con ogni probabilità a fenomeni migratori provenienti dall'area montana della Liguria occidentale intorno al XII secolo e al XIII secolo.
Il genovese è tuttora diffuso come lingua comunitaria in America Latina, soprattutto presso i folti gruppi di emigrati liguri presenti in Cile (Valparaíso, Viña del Mar), in Perù (Tacna, Callao) e Argentina (Buenos Aires e Arroyo Seco nei pressi di Rosario in Provincia di Santa Fe). Qui in particolare il genovese costituì un'importante isola linguistica urbana alla Boca, quartiere del porto di Buenos Aires, dai primi dell'Ottocento agli anni Cinquanta del XX secolo, contribuì alla formazione di varietà miste come il Cocoliche e gergali come il Lunfardo, e sussiste ancora in certi termini dello spagnolo del Río de la Plata.