| Lugo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Elena Zannoni (PD) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°25′N 11°55′E |
| Altitudine | 15 m s.l.m. |
| Superficie | 117,06 km² |
| Abitanti | 32 153 (31-5-2026) |
| Densità | 274,67 ab./km² |
| Frazioni | vedi sezione |
| Comuni confinanti | Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Massa Lombarda, Mordano (BO), Sant'Agata sul Santerno |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 48022 |
| Prefisso | 0545 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 039012 |
| Cod. catastale | E730 |
| Targa | RA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 468 GG |
| Nome abitanti | lughesi |
| Patrono | sant'Illaro; compatrono san Francesco di Paola |
| Giorno festivo | 15 maggio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Lugo (Lug in romagnolo, impropriamente detto anche Lugo di Romagna o Lugo di Ravenna) è un comune italiano di 32 153 abitanti della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.
È situato nella bassa pianura romagnola, in un’area interessata da opere di bonifica idraulica e attraversata da una rete di canali. L’impianto urbano, di origine medievale, presenta una maglia viaria riconducibile alla centuriazione romana. In età medievale e moderna la città fu uno dei centri del dominio degli Este in Romagna e, per un periodo, capoluogo della Romagna estense. La posizione lungo direttrici viarie e ferroviarie ne ha determinato il ruolo di centro amministrativo e mercato per il comprensorio circostante.
Nel nucleo storico si trovano la Rocca estense e il Pavaglione, porticato settecentesco a funzione mercatale. È nota per la figura di Francesco Baracca, asso dell'aviazione della Prima guerra mondiale, cui è dedicato un monumento e un museo.
Lugo si trova nel settore nord-occidentale della pianura alluvionale che circonda Ravenna, tra i fiumi Santerno e Senio. Il territorio comunale è caratterizzato da una rete idrografica artificiale e naturale, comprendente il Canale dei Molini di Castel Bolognese e altri corsi d’acqua derivati da interventi di bonifica. La superficie comunale misura 117,06 km² e include diverse frazioni, distribuite sia in prossimità del capoluogo sia nelle aree rurali circostanti.
Il clima che caratterizza Lugo, così come tutte le zone interne pianeggianti della Romagna, è di tipo temperato subcontinentale, con inverni piuttosto freddi e umidi ed estati calde e afose. In autunno e in primavera si formano le nebbie che riducono la visibilità. In inverno possono sopraggiungere nevicate e venti forti da nord-est (bora), e gelate nei giorni in cui c'è il sole con temperature molto basse. Riguardo quest'ultima cosa, nel febbraio 2012 durante la grande ondata di freddo che investì l'Italia, oltre le copiose nevicate si raggiunsero i -11°C in diversi giorni grazie all'effetto albedo.
Il toponimo Lugo deriva dal latino lūcus, "bosco religioso" o "sacro", che, a livello popolare, si è conservato solo in toponomastica.
L’area di Lugo fu frequentata sin dalla Preistoria, con insediamenti neolitici attribuiti alla Cultura di Sasso-Fiorano e successivi stanziamenti di popolazioni celtiche. In epoca romana (III-II secolo a.C.) il territorio fu interessato dalla centuriazione e da un popolamento sparso, con asse viario principale lungo la via Emilia. Dopo un periodo di rarefazione insediativa tra V e VIII secolo, dovuto anche a mutamenti climatici e idrografici, la riorganizzazione agraria medievale portò alla formazione della massa sancti Hilari, nucleo originario dell’abitato.
Nel 1037 è citato per la prima volta nei documenti un castrum (fortificazione). Agli inizi del XIII risale la fondazione del libero comune. Tra XIII e XIV secolo Lugo passò sotto il controllo di diverse signorie e poteri comunali, fino all’ingresso stabile nei domini estensi nel 1437. Durante il governo estense furono realizzate opere idrauliche sul Santerno, tracciate nuove strade, sviluppate attività mercantili e favorita la presenza della comunità ebraica.
Nel 1598 Lugo passò allo Stato Pontificio, mantenendo alcune prerogative locali. Nei secoli XVII e XVIII consolidò il ruolo di centro di mercato e di scambio per la Romagna, con il Pavaglione come struttura mercatale principale. In questo periodo si svilupparono attività legate alla seta e si dotò la città di edifici pubblici come il teatro e il Collegio Trisi. Nel 1796 fu teatro di una rivolta contro le truppe napoleoniche, conosciuta come Sommossa e sacco di Lugo.
Nell’Ottocento, dopo la Restaurazione, Lugo fu coinvolta nei moti risorgimentali e nel 1859 entrò a far parte del Regno di Sardegna, poi Regno d'Italia. L’economia rimase prevalentemente agricola, con un mercato settimanale di rilievo sovraregionale, ma si svilupparono anche attività industriali e cooperative. Alla fine del secolo si affermarono movimenti politici di orientamento repubblicano e socialista.
Durante la prima guerra mondiale Lugo visse l'epopea di Francesco Baracca, asso dell'aviazione mondiale capace di abbattere 34 aerei nemici. Durante il conflitto la città subì perdite significative. Nel corso della seconda guerra mondiale il fronte si attestò lungo il Senio fino alla liberazione, avvenuta il 10 aprile 1945 ad opera di reparti alleati. Nel dopoguerra la città consolidò il proprio ruolo di centro amministrativo e commerciale della Bassa Romagna, con una progressiva espansione urbana.
Tra gli eventi recenti si ricorda l’Alluvione dell'Emilia-Romagna del 2023.

La blasonatura ufficiale dell'attuale stemma di Lugo è la seguente:
Lo stemma cittadino riprende il simbolo dell'arcivescovo di Ravenna da cui dipendeva Lugo, riportato anche in numerosi documenti e monumenti di epoca bizantina: una croce d'altare dalla quale si invola la colomba della pace.
Lo stemma era in uso ab antiquo e venne riconosciuto ufficialmente con decreto del Capo del Governo del 7 marzo 1929. Nel settembre del 2022 il consiglio comunale ha chiesto l'aggiornamento di stemma e gonfalone adottando gli ornamenti propri del titolo di città conferito da papa Pio VII. I nuovi vessilli sono stati consegnati dal Prefetto di Ravenna al sindaco durante una cerimonia il 16 dicembre 2023

Il gonfalone, riconosciuto con DCG del 1º febbraio 1936, è un drappo di bianco.
Il Comune fa anche uso di una bandiera di bianco caricato in centro dello stemma comunale.
Lugo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Il Consiglio d'Europa ha decorato Lugo con:



Altre chiese non più esistenti nella città di Lugo sono:
Il primo cimitero ebraico di Lugo si trovava non lontano dal ghetto (sito in via Codalunga), tra gli attuali viale T. Masi e Viale Dante. Esistente sin dal XV secolo, col passare dei secoli divenne troppo angusto per una comunità sempre più popolosa. Ne fu costruito uno nuovo nella prima metà del XVIII secolo, di dimensioni doppie rispetto al precedente. Nel XIX secolo il cimitero arrivò a contenere 600 sepolture. Nel 1863 la zona dov'era ubicato il cimitero divenne zona residenziale. Divenne necessario individuare per il cimitero ebraico una nuova collocazione. Dopo lunghe trattative con l'amministrazione comunale, nel 1877 venne inaugurato il cimitero nell'attuale sede (via di Giù). Con l'unità d'Italia e l'emancipazione degli ebrei, molte famiglie furono attratte dello stile di vita delle grandi città; iniziò così l'emigrazione delle famiglie più abbienti verso Bologna e altre importanti città. Il cimitero è attualmente in uso (e visitabile) ed appartiene alla Comunità ebraica di Ferrara.
Il Pavaglione è il monumento architettonico più amato e caratteristico di Lugo. Il suo nome trae origine dal mercato dei bozzoli di baco da seta. Pavaglione era detto un luogo recintato, e spesso coperto, nel quale si svolgevano le operazioni di vendita dei bozzoli. Il primo atto della costruzione di quello che divenne il Pavaglione lughese si ebbe nel 1570, quando il duca Alfonso II d'Este ordinò lo smantellamento delle fortificazioni circostanti la rocca, per fare posto al mercato settimanale. Venne realizzato un portico di fronte alla Rocca estense, che si allungava in direzione della chiesa del Carmine. L'edificio aveva lo scopo di fornire ricovero alle milizie e riparo ai mercanti in occasione del mercato settimanale; solo successivamente la funzione commerciale prese il sopravvento su quella militare. Vista la fiorente attività di commercio dei bozzoli di baco da seta, negli anni seguenti il portico divenne famoso per questo mercato, fino ad essere indicato come "Padiglione de' folicelli da seta", poi "Paviglione" e infine "Pavaglione".
La somma che si ricavava annualmente dal dazio del Pavaglione veniva destinata a beneficio della comunità. La scelta spettava al Consiglio comunale. Nel 1618 il provento fu destinato alla ricostruzione della Chiesa di San Giacomo (1618-1634). La somma fu donata alla Fabbrica di San Giacomo anche nel 1632 e nel 1633, probabilmente come gesto di ringraziamento per la fine della peste che aveva colpito la città nel 1630. Nel 1674 e nel 1675 la somma fu elargita come sussidio per la fondazione del Collegio Trisi. Nel 1707 metà del provento fu assegnato alla «Gioventù studiosa di Lugo» che la chiedeva per acquistare libri di testo di giurisprudenza. Anche nel XVIII secolo il beneficio fu devoluto alle confraternite per la costruzione di chiese (ad esempio la chiesa del Suffragio) e cappelle, oppure ai conventi e agli ordini religiosi. Non mancarono devoluzioni alle giovani che si volevano fare monache e che erano sprovviste di dote. Nel 1734 il Comune decise di ripavimentare la piazza centrale (oggi piazza Baracca) e, per questo, decise di devolvere la somma a questo fine per tutta la durata dei lavori.
Fino al 1780 esisteva un unico portico. In quell'anno il consiglio comunale deliberò l'ampliamento della struttura. Il nuovo progetto (firmato dall'architetto ferrarese Giuseppe Campana) comportò l'erezione di tre porticati da innestare su quello già esistente. Campana, facendosi ispirare dalle forme costruttive dell'antichità greca e romana, costruì tre lati del vasto quadriportico realizzando due logge più lunghe a una corsia (i bracci nord e sud) e una loggia più corta (il braccio ovest) a doppia corsia. Per uniformità, riprodusse fedelmente la corsia della loggia estense. Gli archi erano sostenuti «da pilastri a base quadra, uniti da cornice semplice e divisi nella continuità con frontespizi a pilastri rettangolari (due per parte nei loggiati più lunghi), fatti di un fornice a maggior respiro, in mezzo a due aperture minori architravate, con sovrastanti riquadri». Sul loggiato di ponente fece innalzare un attico con fastosa cimasa, sovrastante tutto il foro mercantile. Il quadriportico, che conta 92 colonne, fu inaugurato nel settembre 1783, in occasione della Fiera.
La lapide dedicatoria al legato di Ferrara cardinale Francesco Carafa di Traetto recita come segue:
porticus angustiis ac temporariis tabernis
nec mercatoribus satis aptum nec mercibus tutum
Franciscus Card. Carafa Neap. Ferrar. Legatus
ne quid in posterum adliciendis negotiatoribus
nundinis amplificandis municipio ornando
confluentium denique commoditati deesset
ex area prorsus vacua et abnormi
in augustam hanc. formam cum porticibus et ornamentis
addito stationario milite
Per la strettezza del portico e per le botteghe provvisorie
non sufficientemente adatto ai mercanti, né sicuro per le merci
il Cardinale Francesco Carafa, napoletano, Legato di Ferrara
affinché nulla per l'avvenire mancasse al richiamo dei mercanti
allo sviluppo del commercio, all'ornamento del Comune
ed infine alla comodità di quanti vi convengono
dall'area totalmente vuota ed irregolare
ridotto a questa forma maestosa con portici ed abbellimenti
aggiuntavi una guardia a presidio
ampliò e nuovo e intatto dedicò l'anno 1783»
Raro esempio di architettura settecentesca ad uso civile, il Pavaglione anticipò concezioni urbanistiche moderne. I portici ospitano ancora numerose attività commerciali. Il "vecchio" loggiato (cioè il lato est) sopravvisse fino al 1867, quando fu abbattuto e ricostruito nelle stesse dimensioni, cioè con doppio braccio. Progettato dall'architetto lughese Antonio Linari (1846-1925), che inserì alla cima della struttura, in simmetria con quello legatizio a ponente, un timpano con lo stemma di Lugo. A dirigere le decorazioni interne fu incaricato il pittore bolognese Luigi Samoggia, che eseguì l'ornamento delle finestre rettangolari ed effettuò il disegno del parapetto. Per il frontespizio Samoggia optò per una soluzione uniforme con quello del lato ovest (dove compare la dedica legatizia). Nel timpano del nuovo loggiato fece raffigurare lo stemma della città. Anche la tinteggiatura generale venne stabilita dal Samoggia. Infine, nel 1895 fu collocato un orologio meccanico, opera del maestro Clodoveo Franchini di Bologna, ancora perfettamente funzionante (è stato restaurato nel 2008).
Nel 1917 sono state apposte nel porticato di ponente le due lapidi di marmo in memoria di Cesare Battisti e Guglielmo Oberdan ancora visibili. Tra il 1910 e il 1937 fu posto al centro del piazzale un monumento in onore di Mazzini e Garibaldi.

Il Teatro Rossini è un teatro all'italiana con sala scandita su quattro ordini di palchi cui si aggiunge il loggione, costruito nel 1758 su progetto dell'architetto Francesco Ambrogio Petrocchi con il coinvolgimento un paio d'anni più tardi dell'architetto Antonio Galli Bibiena, inaugurato il 15 agosto 1761 con una rappresentazione del "Catone in Utica" di Pietro Metastasio e intitolato a Gioachino Rossini nel 1859. Durante la seconda guerra mondiale l'edificio venne gravemente danneggiato dai bombardamenti. Il teatro, restaurato, ha riaperto nel 1986.
Palazzo signorile del XVIII secolo progettato da Cosimo Morelli. Fu fatto costruire dal Comune per riunire in un'unica moderna sede le scuole pubbliche e il Collegio Trisi. La storia del Collegio può essere distinta in due parti. Fu fondato per donazione testamentaria del nobile Fabrizio Trisi (1580-1630) il quale volle che parte del suo patrimonio, nonché la sua residenza, fossero impiegate nella fondazione di un collegio a lui intitolato dove mantenere dieci giovani lughesi meritevoli. Affidò infine la gestione dell'istituzione all'amministrazione comunale. Il Collegio voluto da Trisi entrò in attività nel 1674 grazie alle sollecitazioni del vescovo Costanzo Zani sul Consiglio comunale. La prima sede fu in via Codalunga (oggi via Matteotti) nella casa del nobile. Dapprima rilasciò solo la laurea in legge; a partire dal 1706 anche quella in filosofia. Nel 1760 il consiglio comunale deliberò l'accorpamento del Collegio Trisi con le scuole pubbliche lughesi. Cominciò così la seconda fase della vita dell'istituzione. Si decise di finanziare la costruzione di un nuovo palazzo dove alloggiare il Collegio e le scuole. A quel tempo esistevano a Lugo tre scuole pubbliche: elementare, «Grammatica inferiore» (per lo studio della lingua latina) e «scuola maggiore», dove si insegnavano Umanità e Retorica. La sede di via Codalunga fu chiusa nel 1763; l'anno seguente iniziarono i lavori, che si conclusero nel 1774. Le scuole pubbliche furono aperte già nel 1772, quando i lavori erano ancora in esecuzione. Il Collegio Trisi era dotato di una biblioteca giuridica aperta al pubblico, che divenne municipale durante la dominazione francese e fu aperta al pubblico nel 1803.

Fu la residenza di campagna della famiglia Malerbi, che abitava in centro dov'è attualmente Largo della Repubblica. La villa, costruita nei primi anni del XIX secolo, fu ereditata da Pietro Malerbi (1890-1954), ultimo discendente maschio della famiglia. Nel 1949 (primo centenario della morte del canonico Giuseppe, suo antenato) egli la donò al Comune di Lugo, a patto che diventasse sede della scuola comunale di musica. Dal 1950 è sede dell'Istituto musicale «Giuseppe e Luigi Malerbi», tuttora in attività. Il suo primo direttore fu Luigi Penazzi, che fu anche l'ultimo direttore della scuola musicale privata fondata dai fratelli Malerbi. Nella prima metà del XX secolo la scuola era stata diretta anche dal noto compositore Francesco Balilla Pratella (1910-1929), che accrebbe notevolmente il suo prestigio. Il «Fondo Malerbi», costituito dagli spartiti delle opere dei due fratelli (catalogato nel 1984 da Lauro Malusi) è conservato presso la Biblioteca comunale. All'inizio del XXI secolo Villa Malerbi è stata oggetto di un lungo restauro, terminato nel 2012.
Palazzo dell'alta borghesia locale, appartenuto a una ricca famiglia di possidenti, composta dall'unica figlia dell'industriale Arrigo Foschini, Romea, che era stata anche proprietaria terriera per un certo tempo, e dal medico condotto di Lugo Giulio Drei. Dopo la morte del dottor Drei il palazzo andò in rovina e fu venduto allo stilista Angelo Caroli.

La Rocca estense è il monumento più caratteristico della città. Esempio di architettura fortificata, fu costruita sopra un precedente fortilizio. Gli Este la modificarono e ristrutturarono più volte: i loro interventi riguardarono soprattutto le bastionature ed il rafforzamento delle torri. L'aspetto della fortezza è ancora quello della metà del XVI secolo, al tempo degli Este. Dal 1847 la rocca estense ospita gli uffici dell'amministrazione comunale.
Porta medievale; la data di costruzione è ignota. Deve il nome alla vicinanza di un oratorio dedicato a san Bartolomeo.

L'Ala di Baracca è il monumento realizzato nel 1936 in onore dell'eroe della prima guerra mondiale Francesco Baracca, nativo di Lugo. L'opera è dello scultore Domenico Rambelli di Faenza (1886-1972), che ne fu anche l'ideatore. La base è realizzata in cemento armato rivestito di travertino. Al fianco della statua in bronzo del pilota vi è un'enorme ala alta 27 metri.
L'insediamento neolitico è stato individuato nel 1982 al centro del bacino di estrazione di una fornace. I reperti ceramici e litici raccolti all'atto del rinvenimento hanno permesso sin da allora di attribuire l'insediamento al Neolitico Antico e più precisamente alla Cultura di Fiorano. Il sito non è visitabile.
Le due aree naturali di maggior pregio site nel territorio di Lugo sono il Canale dei Mulini di Castel Bolognese, Lugo e Fusignano e il Parco del Loto. Nel 2011 sono entrate a far parte di un'Area di Riequilibrio Ecologico che si estende tra i Comuni di Lugo e Fusignano per 79 ettari. L'area comprende anche la "Ex cava Gattelli" e la Vasca di laminazione del canale Brignani.

Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 3 933 cittadini stranieri, pari al 12,2% della popolazione residente.
Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:
Accanto alla lingua italiana, è parlato il romagnolo nella sua locale variante.
Mentre le frazioni lughesi rientrano a pieno titolo nell'assetto linguistico della pianura ravennate-forlivese, la parlata tipica del centro storico di Lugo presenta una serie di particolarità proprie. In particolare, i dittonghi ravennati-forlivesi /eə,oə/ sono confluiti in /e,o/, col risultato che i ravennati /'peəl,'pel/ "palo, pelo" e /'meəl,'mel/ "male, miele" diventano rispettivamente omofoni /'pel,'pel/e /'mel,'mel/. Anche le vocali nasali sono diverse: ai ravennati /'vẽ, kə̃, 'bõ/ "vino, cane, buono" corrispondono i lughesi /'vɛĩ, 'kɛ̃, 'boũ/.
Nel comune di Lugo sono presenti quindici parrocchie facenti parte della diocesi di Imola, vi sono inoltre tre parrocchie facenti parte della diocesi di Faenza-Modigliana.
Lugo è sede di vicariato. Rientrano nel territorio vicariale anche due parrocchie del comune di Cotignola: Barbiano e Budrio. Fino al XIV secolo Lugo rientrò nella giurisdizione della pieve di Barbiano. Il capovolgimento si ebbe per opera del duca di Ferrara: con il passaggio di Lugo sotto il dominio degli Este, la città divenne sede di vicariato e si affrancò definitivamente dalla pieve di Barbiano.
Il culto di Sant'Ilaro è antico quanto le origini di Lugo. Sin dalle origini i primi abitanti del luogo scelsero Sant'Ilaro come loro protettore. Una chiesa a lui dedicata, Sant'Ilaro in Stiliano, situata nel fondo Stiliano della massa Sancti Hilari (vedi la sezione Storia), era documentata fin dall'anno 1071. La chiesa conservava una croce di ferro al centro della quale era raffigurato il santo. Risale alla metà del XIII secolo la più antica attestazione di Sant'Ilaro come patrono di Lugo: sulla campana della chiesa fu impressa, in latino, l'iscrizione "Sant'Ilaro difenda il suo popolo" con la datazione 1264. La devozione all'abate di Galeata era dettata dalla gratitudine per i numerosi benefici ricevuti nei secoli in occasione di scontri bellici e calamità naturali. Nel 1493 gli Statuti del Comune di Lugo riconobbero la data del 15 maggio (anniversario della morte di Sant'Ilaro) come giorno festivo. Alla fine del XIV secolo, a causa delle ripetute alluvioni che avevano colpito il territorio tra i fiumi Santerno e Senio, gli abitanti del fondo Stiliano si trasferirono nel centro abitato. A quel tempo vi erano in Lugo due chiese: San Giacomo Maggiore e Santa Maria. Il borgo di San Giacomo era allora il più popoloso, pertanto i nuovi abitanti si trasferirono vicino alla chiesa di Santa Maria. La chiesa, intitolata a Santa Maria del Trivio, fu rinominata “Santa Maria del Trivio e Sant'Ilaro”. Nel 1477 il Comune chiamò i Carmelitani per affidare loro la custodia di quella sita nel fondo Stiliano. Dopo il 1480 i Carmelitani ottennero il permesso di trasferirsi all'interno delle mura. Successivamente fondarono la Chiesa del Carmine con annesso convento, terminato nel 1523 e vi trasferirono il titolo di Sant'Ilaro. Nel 1526 il Comune ottenne alcune reliquie del santo: una croce di ferro, un osso del braccio e una parte del cranio. Furono affidate ai Carmelitani, che da allora le hanno custodite ininterrottamente fino ad oggi. Nel 1708 i Carmelitani fecero realizzare un busto di argento massiccio raffigurante Sant'Ilaro: all'interno vi posero le reliquie del santo. Nel 1793 il Comune di Lugo fece costruire un tronetto in legno dorato (stile impero) su cui fu posto il busto. I Carmelitani sono i custodi del culto del santo e del busto in argento che lo ritrae.
Nel 1872 il sacerdote Carlo Cavina (Castel Bolognese, 1820 - Lugo, 1880) e suor Teresa Fantoni (San Felice sul Panaro, n. 1822), pochi anni dopo aver fondato la “Piccola Casa di San Giuseppe” (comprendente una scuola di lavoro, una scuola materna ed elementare, oltre a corsi di catechismo), crearono, con il sostegno del vescovo, le Figlie di San Francesco di Sales, congregazione tuttora attiva e presente in diversi paesi del mondo. A Lugo sono note come “le suore del San Giuseppe”. Nel 1926 la superiora generale, madre Anna Ricci Mingani, fondò all'interno dell'istituto una scuola magistrale. Anch'essa fu la prima del paese e del circondario. L'Istituto San Giuseppe è una scuola paritaria che comprende scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado e centro di formazione professionale.
Nel 1888 il venerabile monsignor Marco Morelli (1834-1912) e madre Margherita Ricci Curbastro (1856-1923) diedero vita all'Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, dedicato all'educazione delle fanciulle del popolo e alla loro promozione attraverso il lavoro. Dall'agosto 2013 la Madre Superiora generale è suor Rossella Bergna.
I Carmelitani sono presenti a Lugo sin dal 1477. È l'unico convento attualmente esistente in paese.
I Salesiani fondarono una casa a Lugo nel 1892. Furono attivi con una scuola fino al 1963, anno in cui si trasferirono a Bologna. Tra le persone illustri che studiarono al ginnasio dei salesiani vanno annoverati Francesco Baracca e il generale Ruggero Bonomi.
È esistito anche un convento di monache agostiniane, il «Monastero delle Adoratrici perpetue del Sacro Cuore». Fondato durante il pontificato di papa Pio IX (1846 - 1878), il convento fu chiuso negli anni sessanta del XX secolo e dichiarato estinto nel 2002.
Dal 1890 al 2019 sono state presenti in città per 129 anni consecutivi le Figlie di Maria Ausiliatrice, istituto religioso femminile. Hanno fondato una scuola paritaria e una società polisportiva, che sono tuttora in attività.
La Contesa Estense si svolge ogni anno a Lugo nella settimana del 15 maggio, festa di Sant’Ilaro, patrono della città. L’evento rievoca la sosta del duca Borso d’Este nel 1471, diretto a Roma per ricevere l’investitura papale sui territori della Romandiola (nome che gli Este diedero ai loro possedimenti in Romagna). La manifestazione comprende cortei storici, spettacoli e soprattutto la disfida al tiro alla fune tra i quattro rioni cittadini, che si sfidano contemporaneamente per conquistare il Palio della Caveja.
Dal 1437 al 1598 Lugo fu sotto il dominio estense, periodo che garantì pace e prosperità, tanto da farla considerare la capitale della Romandiola. L’associazione organizzatrice promuove ricerche e attività culturali legate alla storia e alle tradizioni cittadine.
La Contesa estense è stata ufficializzata nel 1969 come Ricostruzione storica.
Il più antico circolo cittadino lughese è il «Silvio Pellico», nato nel dicembre 1919. Fu fondato da Vito Montanari, che ne è stato il presidente più illustre. Il circolo rappresenta un punto di riferimento nel panorama educativo e culturale cittadino.
L'associazione culturale il «Caffè letterario», organizza serate di presentazioni di libri alla presenza degli autori. Sono invitati personaggi di livello nazionale.
Biblioteca Trisi. È sita nel Palazzo Trisi, palazzo signorile del XVIII secolo (Vedi Monumenti storici). Il nucleo originale è costituito dalla raccolta libraria del Collegio Trisi, avviata nel 1674, comprendente testi giuridici. In epoca napoleonica, con la soppressione degli ordini religiosi, la biblioteca inglobò anche i fondi librari dei conventi Francescani e Domenicani lughesi. Nel 1803 divenne Biblioteca municipale. La biblioteca civica gestisce un patrimonio di circa 170 000 volumi. Nel 2001 il Comune ha acquisito il "Fondo Pratella", che accorpa oltre duemila unità, tra documenti, libri e immagini. L'istituzione conserva un patrimonio di raccolte storiche e fondi speciali considerevole. Altre biblioteche di Lugo aperte al pubblico sono: «Il Tondo» e la raccolta del Liceo scientifico "Ricci Curbastro".
Nel territorio comunale di Lugo sono presenti sei scuole primarie e cinque scuole secondarie di primo grado, distribuite tra il capoluogo e le frazioni. L’offerta formativa di secondo grado comprende un liceo scientifico statale, il «G. Ricci Curbastro», e un polo tecnico-professionale che riunisce istituti a indirizzo tecnico commerciale, industriale e professionale per i servizi commerciali e turistici. Sono inoltre attivi corsi serali per l’istruzione degli adulti.
Lugo è sede di corsi di laurea dell'Università di Bologna. Nell'anno accademico 2022/23 è stato attivato il corso in Meccatronica.
A 200 metri circa dalla casa dove abitava il giovane Rossini vi era la residenza dei fratelli Malerbi. Giuseppe Malerbi (1771-1849) fu socio dell’Accademia Filarmonica bolognese e compositore di musica sacra. Nel 1843 divenne membro della prestigiosa Accademia romana di Santa Cecilia. Il fratello Luigi (1776-1843) anch'egli canonico, fu organista sia del Carmine che di S. Francesco a Lugo nonché autore di componimenti per pianoforte. Nel 1820 la loro abitazione divenne sede di una scuola di musica (una delle prime della Romagna). I fratelli Malerbi furono i primi maestri del giovane Rossini, cui impartirono lezioni di basso cifrato e composizione dal 1802 al 1805. All'età di dodici anni il loro allievo compose a Lugo la sua prima opera, le Sei sonate a quattro (1804). Inoltre Rossini scrisse Demetrio e Polibio quando abitava già a Bologna, ma prima d'iscriversi al liceo musicale. Quindi anche quest'opera testimonia la buona preparazione ricevuta alla scuola dei fratelli Malerbi.
A Lugo hanno una propria redazione due quotidiani che coprono il territorio romagnolo: «Corriere Romagna» e «il Resto del Carlino».
A Lugo ha sede il Teatro Rossini (intitolato a Gioachino Rossini), splendido esempio di teatro all'italiana inaugurato nel 1761. Offre un programma di prosa, concerti e lirica. La stagione operistica è dedicata in prevalenza al periodo barocco.
Oltre alle prime nazionali di film con protagonisti Bud Spencer e Terence Hill ottenute per volere del loro produttore, il lughese Italo Zingarelli, a Lugo sono stati girati i seguenti film:
Lugo viene menzionata nell'Orlando Furioso (canto 3, par. 41) di Ludovico Ariosto, nelle Istorie Fiorentine (libro Quinto, cap. 22) di Niccolò Machiavelli e ne Il Trecentonovelle (novella CCXXIII) di Franco Sacchetti.
Nel corso della sua storia Lugo ha conosciuto diverse fasi di evoluzione urbana, legate sia ad esigenze difensive sia a strategie di riprogettazione del tessuto cittadino. La prima forma urbana fu quella del castrum fortificato (XIII secolo), attorno al quale sorsero i borghi di Brozzi, Cento e Codalunga. Con il dominio estense (XV secolo) furono autorizzate nuove costruzioni entro la cinta muraria e vennero avviati interventi di ampliamento della rocca e della piazza del mercato.
Nel Cinquecento e nel Seicento si assistette alla demolizione della cittadella e alla costruzione del Pavaglione, destinato a favorire il traffico mercantile e a ospitare il mercato settimanale. In età moderna furono introdotti lavori di selciatura delle vie principali e furono creati nuovi spazi pubblici come i Granili, destinati a garantire sicurezza alimentare.
Tra XVIII e XIX secolo si svilupparono nuove piazze e palazzi nobiliari, mentre la costruzione dell’ospedale maggiore e la sistemazione delle strade risposero anche a criteri di adeguamento igienico e antisismico. Con l’Unità d’Italia e l’età umbertina furono abbattute diverse porte urbiche per agevolare la viabilità e ampliare gli spazi destinati a fiere e mercati.
Nella seconda metà del XX secolo si assistette alla nascita di nuovi quartieri, come quello della Madonna delle Stuoie (1969), che introdusse aree residenziali moderne, parcheggi e zone di verde pubblico. Questi interventi segnarono il passaggio da una città di impianto medievale a un centro urbano orientato alla mobilità, alla sicurezza e alla qualità della vita dei cittadini.
La città di Lugo è divisa in quattro rioni storici, ciascuno con una propria identità, legata a vicende, famiglie e tradizioni che hanno segnato i secoli. In occasione della Contesa Estense questi rioni non sono solo protagonisti della disfida al tiro alla fune, ma rappresentano anche la memoria viva della comunità:
Fanno parte del comune i seguenti centri abitati: Ascensione, Belricetto, Bizzuno, Ca' di Lugo, Campanile, Chiesanuova, Ciribella, Frascata, Giovecca, Malcantone, Passogatto, San Bernardino, San Lorenzo, San Potito, Santa Maria in Fabriago, Torre, Villa San Martino, Viola, Voltana e Zagonara.
Si trovano a sud di Lugo due frazioni: Villa San Martino e Zagonara. Tutte le altre sono a nord del capoluogo.
Dalle dichiarazioni Irpef del 2011 (basate sui redditi del 2010) emerge che i lughesi hanno dichiarato in media 22 881 euro. Rispetto agli anni precedenti si registra un aumento dei ricchi (coloro che dichiarano più di 100 000 euro all'anno) e una diminuzione dei nullatenenti che, rispetto al 2009, scendono da 267 a 196.
L’economia di Lugo ha avuto storicamente una forte base agricola. La frutticoltura ha rappresentato per secoli il settore trainante, fornendo materie prime alle numerose aziende conserviere della zona, alcune delle quali di rilievo nazionale. Tra queste spicca la «Pucci», una delle principali industrie italiane di conserve alimentari (sottoli e sottaceti), fondata a Lugo nel 1932.
Nell’ultimo quarto del XX secolo si è assistito a un notevole sviluppo delle colture cerealicole e, più in generale, delle colture estensive, che hanno contribuito a diversificare la produzione agricola locale.
Parallelamente all’evoluzione agricola, si è sviluppata l’industria manifatturiera, con un ruolo di primo piano del settore alimentare, spesso organizzato in forma cooperativa. Accanto a questo comparto, hanno assunto dimensioni significative anche i settori calzaturiero, metalmeccanico e della plastica.
La presenza di queste attività ha favorito la crescita economica e l’occupazione, consolidando Lugo come uno dei poli produttivi più rilevanti della Romagna.

Un settore di primaria importanza resta il commercio. Ogni mercoledì si svolge nel Pavaglione e nelle piazze principali un mercato che, con oltre 600 operatori, è considerato tra i maggiori del Nord Italia.
La prima banca di Lugo fu il Monte di Pietà. Promosso su iniziativa di padre Andrea da Imola, la sua nascita fu registrata con atto comunale il 31 ottobre 1544. La sede fu fissata nell'odierna piazza Trisi. Come ogni monte di pietà, la sua esclusiva attività fu l'erogazione di credito su pegno.
La prima banca in senso moderno è stata la Cassa di Risparmio, fondata il 13 gennaio 1845 per iniziativa di una sessantina di lughesi, con l'approvazione e l'appoggio del vescovo, Giovanni Mastai Ferretti. I sessanta azionisti sottoscrissero 63 azioni del valore di 20 scudi ciascuna.
Il conte Giacomo Maria Manzoni fu il primo presidente. La competenza principale della Cassa di Risparmio fu fornire credito ai privati e finanziare le imprese artigiane e agricole. Il Monte continuò la sua attività nella sovvenzione alle persone indigenti.
Nel 1879 la Cassa di Risparmio destinò l'ingente somma di 200 000 lire per la costruzione del nuovo ospedale cittadino «Umberto I». Nel 1898 fu fondata la «Cassa Rurale di prestiti di S. Ilaro», la prima cassa rurale della diocesi di Imola. La prima sede fu in via Garibaldi. I prestiti erano finalizzati principalmente all'acquisto di bestiame, di attrezzi agricoli e di sementi. Nel febbraio 1906 aprì la sede lughese del Piccolo Credito Romagnolo, istituto bancario cattolico fondato a Bologna nel 1896.
Nel 1946 il Monte di Pietà, in occasione del suo IV centenario, divenne Banca del Monte e fu autorizzato dal Ministero del Tesoro a fornire credito a privati e imprese, assumendo la stessa fisionomia della Cassa di Risparmio. La Banca del Monte ha finanziato il restauro del Teatro Rossini che, danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale poté riaprire dopo circa trent'anni di inattività, nel 1986.
Scorre per un breve tratto nel comune di Lugo il raccordo autostradale per Ravenna posto lungo l'autostrada A14. Costruito come parte integrante dell'autostrada, percorribile senza pagare alcun pedaggio. Lo svincolo più vicino è posto nel comune di Cotignola. Da Lugo si raggiunge tramite la strada provinciale n. 95.
Lugo è attraversata dall'ex SS 253 "San Vitale", che collega Ravenna con Bologna. Nel tempo sono state realizzate due circonvallazioni: la prima nel secondo dopoguerra; la seconda (sul tracciato di via Piratello) nel 1988. Lugo è posta a 25 km da Ravenna e 50 da Bologna. Dalla "San Vitale" si diparte la provinciale n. 95, che collega Lugo al raccordo autostradale per Ravenna.
Numerose strade provinciali attraversano il territorio comunale:
Parallelamente alla "San Vitale" scorrono in senso Ovest-Est le SP n. 46 (tratto totalmente extraurbano) e n. 41, che attraversa San Potito. È un percorso alternativo all'ex strada statale.
La città è servità dalla stazione di Lugo, posta lungo la linea Castel Bolognese–Ravenna, e capolinea delle linee per Lavezzola e per Faenza. Tale impianto è servito da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Emilia-Romagna.
Il servizio di trasporto pubblico è garantito da autocorse svolte dalla società Start Romagna.
Nel 1885 a Lugo fu attivata la stazione capolinea meridionale della tranvia Lugo-Fusignano-Alfonsine, impianto esercito con trazione a vapore che rimase in esercizio per soli 22 mesi.
Lugo è gemellata con le seguenti città:
Inoltre ha sottoscritto un patto di amicizia con:
I Comuni di Lugo, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno formano insieme l'Unione dei comuni della Bassa Romagna.
Le associazioni sportive del territorio lughese (frazioni comprese) sono circa 140, il movimento di iscritti raggiunge le 12000 unità.

La squadra storica della città è il «Baracca Lugo». Nato nel 1909, durante la sua lunga storia ha conseguito i migliori risultati all'inizio degli anni novanta, quando ha militato in Serie C1. Ha avuto fra i suoi allenatori Ezio Pascutti, Alberto Zaccheroni e Mario Somma. Fra i giocatori vanno menzionati Stefano Bettarini, Antonio Buscè e Adriano Zancopè.
Nel 2008 il Baracca è fallito; la storia della società è stata salvata dall'A.S.D Stuoie Baracca Lugo, che ne ha rilevato i diritti sportivi. Nel 2014 la società è rinata, ed è tornata ad iscriversi alla FIGC. Nella stagione 2014-2015 ha partecipato al campionato di Seconda Categoria della Provincia di Ravenna. Retrocesso in Terza, non si è iscritto al campionato 2015-2016.
La storica antagonista del Baracca è la «Pro Lugo», nata nel 1953, spesso meno forte del Baracca ma sin dalla fondazione molto impegnata nel settore giovanile. Per questo tipo di attività fu premiata con la medaglia d'oro della Lega Dilettanti della FIGC.La «Pro Lugo» è attiva soprattutto nel calcio a 5.
La terza società cittadina, che si distingue anch'essa per l'attività giovanile, è il «Madonna delle Stuoie Calcio», nato nel 1982.
La quarta società lughese è l'«Atletico Lugo». Nata nel 2009, nel 2012 si è affiliata alla FIGC.
A Giovecca la principale squadra di calcio della frazione è «G.S.D. Giovecca 1976» che milita nel girone R di Seconda Categoria Emilia-Romagna. La società è nata nel 1976.
La sezione di Lugo dell'Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.) è composta da 64 tesserati. Alcuni di essi operano a livello nazionale.
Per la sua consolidata tradizione ciclistica, Lugo è stata la prima città romagnola sede di un arrivo di tappa del Giro d'Italia: il 5 giugno 1914 si disputò la frazione L'Aquila-Lugo (429 km), vinta da Pierino Albini in 17 ore e 48 minuti. Lugo ospitò i corridori fino al 7 giugno, quando ripartirono alla volta di Milano. Nel 2014, cent'anni dopo, è stata sede di partenza della nona tappa del Giro (18 maggio, Lugo-Sestola).
Lugo ha dato i natali a una delle più antiche società ciclistiche della Romagna: il «Club sportivo romagnolo della velocipedistica», fondato nel 1886. Quell'anno fu organizzata la prima corsa su bicicli. Nel 1892 la società fu rinominata «Unione velocipedistica lughese».
Il 18 febbraio 1910 nacque il «Club Sportivo Romagnolo»; in pochi mesi organizzò il 1º Giro di Romagna. Il primo presidente fu Francesco Rossini. L'anno dopo (1911) divenne presidente l'industriale Giacomo Valli. La società fu organizzata come polisportiva: i primi settori furono ciclismo, motorismo, podismo e ippica. Successivamente entrarono ginnastica, scherma e tamburello.
Quando morì Francesco Baracca, nel 1918, il Club Sportivo Romagnolo cambiò nome e divenne la «Società ciclistica "Francesco Baracca"». Nel 1921, per celebrare il terzo anniversario della morte di Francesco Baracca, la polisportiva organizzò una competizione aeronautica della lunghezza di oltre 1000 chilometri. La gara si tenne il 19 giugno di quell'anno. Nel 1926 la Società ciclistica "Baracca" fu inglobata nelle strutture del regime, che ressero lo sport lughese fino al 1943.
La società rinacque nel 1946 con il nuovo nome di «Ciclistica “Francesco Baracca”, che porta tuttora. I suoi presidenti sono stati: Marino Costa (1946-47), Cesare Cantagalli (1948-49), Giuseppe Guerra (Pipetto, 1950-1954), Antonio Muratori (1955-56), Carlo Giovannini (1957-61) e Lorenzo Berardi (dal 1962 alla sua morte nel 1998, Stella d'oro CONI nel 1987). Nel 2004 la Ciclistica "Baracca" (durante la presidenza di Giorgio Tampieri) è stata insignita del Collare d'oro del CONI.
Nella frazione San Bernardino è attiva la seconda società ciclistica del territorio lughese per dimensioni: l'«A.S.D. San Bernardinese». A Lugo hanno sede anche diverse società cicloturistiche. Le due più importanti sono l'«Unione Cicloturistica "F. Baracca"» (che, fondata nel 1972, è la più antica di Lugo e tra le più numerose in Italia) e il «Pedale Bianconero». Nel mese di maggio organizzano, rispettivamente, la gran fondo "Giro della Romagna" e la gran fondo "Città di Lugo". Entrambi i cicloraduni sono tra i più seguiti d'Italia. A ottobre invece viene organizzata la Lugo - San Marino, una delle corse per la categoria allievi (15-16 anni) più importanti a livello nazionale. La gara parte da Lugo e arriva a San Marino attraversando la Romagna e ha una lunghezza che può variare tra i 90 e i 100 km.
Un anno dopo la nascita del Giro d'Italia si è tenuta la prima edizione del Giro di Romagna (1910). Lugo è tradizionalmente il punto di partenza e arrivo della competizione. Organizzata dalla Società Ciclistica "Francesco Baracca", per diversi decenni la gara è stata inserita calendario professionistico. Nel secondo dopoguerra ha assegnato più volte il titolo di campione italiano.
Nella categoria non professionisti spiccano:
Entrambe fanno parte del Circuito romagnolo.
Nel settore giovanile la manifestazione più importante è la corsa Lugo-San Marino, «classicissima» per Allievi (anch'essa organizzata dalla "F. Baracca") che si disputa dal 1958 ogni prima domenica d'ottobre.
Nella frazione di San Bernardino si disputa annualmente il Gran Premio Camon, corsa in linea maschile di riservata alla categoria Under 23. Nell'Albo d'oro compaiono i nomi di giovani dilettanti divenuti in seguito professionisti come Adriano Malori, Paolo Simion e Niccolò Bonifazio.
La principale società cestistica cittadina è il «Basket Club Lorenzo Zanni». Nacque all'interno della polisportiva «U.S. Robur» (atletica leggera, nuoto, calcio, corsa campestre e tennis tavolo), fondata nel 1946 (colori sociali: rosso-arancio e verde). Alla metà degli anni cinquanta mutò nome in «U. S. Libertas "F. Baracca" Lugo» e successivamente in «U. S. "F. Baracca" Lugo». La sezione pallacanestro si formò nel 1949 e disputò il suo primo campionato nella primavera del 1950. Partecipò ai campionati regionali, con un'unica presenza nelle serie nazionali, quella del 1954-55. Al termine della stagione 1958-59 l'attività agonistica fu sospesa. Fu ripresa nel 1966-67 con la partecipazione al campionato regionale di Iª Divisione.
Il massimo risultato del «Basket Club Lorenzo Zanni» sono stati i due campionati di Serie B nazionale disputati nel 2017-2018 e 2018-2019.
Nel 1923 i genitori di Francesco Baracca conobbero Enzo Ferrari, vincitore della prima edizione del Circuito del Savio. Gli donarono l'emblema del figlio che, con alcune modifiche, divenne il simbolo della prestigiosa casa automobilistica di Maranello.
Tra il 1926 e il 1932 si disputarono tre competizioni motoristiche denominate «Circuito di Lugo»:

All'inizio degli anni sessanta fu fondato il Moto Club di Lugo. Tra gli anni 1970 e l'inizio degli anni 1980, nacquero a Lugo due team che parteciparono ai campionati mondiali di motociclismo: la Scuderia Diemme (1973-1981) e la Ricci Ceramiche-Venemotos. Venemotos era stata creata da Andrea Ippolito, un italiano emigrato in Venezuela. Era l'importatore della Yamaha nel Paese sudamericano. Sia la Diemme che la Venemotos equipaggiavano le Yamaha 250 e 350. I loro piloti vinsero diversi gran premi; la Venemotos vinse anche alcuni titoli mondiali (Johnny Alberto Cecotto classe 350 nel 1975 e classe 750 nel 1978, Carlos Lavado, classe 250 nel 1983 e 1986). I venezuelani Cecotto e Lavado in quegli anni divennero "lughesi d'adozione", specie Lavado, che continuò ad abitare a Lugo anche molti anni dopo il suo ritiro dalle corse.
In quegli anni il Moto Club di Lugo e il Moto Club di San Lorenzo (una frazione di Lugo) organizzarono delle gare presso il Circuito di Misano Adriatico.
Nella frazione di Villa San Martino vi è l'Aeroclub Baracca, dove ha sede una delle pochissime scuole di guida di elicotteri in Italia. Hanno conseguito il brevetto a Lugo, tra gli altri, Nelson Piquet, Gianni Bugno e Pierluigi Martini.
Lugo fu una delle sedi nelle quali si disputò la Temporada Romagnola, manifestazione che si tenne dal 1945 al 1971.
L'atletica leggera a Lugo nacque nel periodo tra le due guerre. Dal dopoguerra fino agli anni sessanta la società di atletica cittadina (Club Atletico “F. Baracca”) svolse attività esclusivamente maschile. Alla fine del 1969 si costituì una seconda società per svolgere attività extra-Fidal (corse campestri) all'interno dell'Uisp. L'anno dopo, al suo interno nacque la prima società femminile lughese («Società Comprensoriale Atletica Femminile»). Nel 1971 una nota azienda cittadina, la «Diemme» di Gian Franco Deggiovanni, affiancò la gestione della S.C.A.F. come sponsor principale. Nel 1973 avvenne l'incorporazione del Club Atletico negli organici della società, sancendo la riunione dei settori maschile e femminile. Il nome della nuova società fu «Atletica Diemme Lugo».
Nel 1980 Pietro Melandri, storico dirigente dello sport lughese, ideò e organizzò il «Trofeo Deggiovanni» (in memoria del presidente Diemme prematuramente scomparso), manifestazione per i ragazzi delle scuole medie del comprensorio lughese. Da quell'anno la competizione si disputa ininterrottamente, raccogliendo ad ogni edizione 1 700 giovani. Nel frattempo gli amatori non rimasero fermi: nel 1986 fu fondata una nuova società che svolgeva esclusivamente attività amatoriale, Master e Uisp. Dal nome dello sponsor, che l'affiancò sin dalla fondazione, prese il nome di «Gruppo Podisti Amatori Lughesina».
Nel 1987 l'Atletica Diemme Lugo assunse la denominazione con il marchio Icel. Negli anni seguenti fu attivata una sinergia con la società imolese «Atletica Sacmi Avis». In virtù dell'accordo, le due società si sono specializzate: una nel settore femminile e l'altra nel settore maschile. I migliori atleti maschili (dalla categoria Junior in poi) vanno a Imola, mentre le eccellenze femminili si allenano a Lugo.
Nel 2013 l'Icel ha ottenuto per la prima volta nella sua storia la promozione in Serie A1, ovvero la massima serie nazionale della disciplina. Inoltre una sua tesserata, Carolina Bianchi (1988) ha vinto il titolo nazionale assoluto di Eptathlon. In campo giovanile, Michele Brini ha vinto il titolo italiano Cadetti nel Pentathlon. I tre successi conquistati hanno fanno del 2013 l'Anno d'oro dell'Atletica Icel. Nel 2014 l'Icel Lugo ha vinto il suo primo titolo italiano di società, conquistando l'oro nell'Eptathlon con Carolina Bianchi, Laura Reggi e Chiara Calgarini.
L'ENAL Pugilistica, ma anche altre palestre specializzate, hanno allenato diversi campioni originari di altre località. Fra questi Francesco Damiani, nato nella vicina Bagnacavallo, campione italiano, europeo e mondiale WBO nonché medaglia d'argento olimpica, e Alfredo Mulas, nativo della Sardegna, campione italiano dei pesi gallo nel 1978 e che tentò la conquista del titolo europeo contro il pugliese Zurlo.
Le origini della scherma a Lugo risalgono al 1919, quando nacque una società schermistica intitolata a Francesco Baracca. I soci erano prevalentemente ex ufficiali che avevano appreso la tecnica durante il servizio militare. Dal 1930 partecipò a manifestazioni agonistiche. Dopo la Seconda guerra mondiale la scherma lughese fu rifondata da Achille Antonellini (medaglia d'argento CONI), che nel 1948 fondò la «Società schermistica lughese», da lui poi diretta per trentacinque anni. Si affiliò subito al CONI, prima società della provincia a registrarsi. La società conta circa 80 soci, tra tecnici e atleti.
Altre discipline molto seguite a Lugo sono: la pallavolo (Pallavolo Gattelli), il judo (Team Romagna Judo e Judo Club Lugo), il nuoto agonistico (Nuoto Club Lugo, Deka Nuoto Lugo nonché Sub Baracca Lugo per quanto riguarda il nuoto pinnato), il pattinaggio a rotelle (Up and Down), l'aeromodellismo (F. Baracca). Dal 2011 Lugo ha anche una squadra di rugby, la A.s.d. Lugo Rugby, affiliata al Romagna Rugby Football Club.
Il territorio di Lugo (comprendendo le frazioni) vanta la presenza di 60 impianti sportivi, tra i quali sedici palestre pubbliche.
I principali impianti, ovvero i più attrezzati, sono i seguenti:
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