Luigi Snozzi (Mendrisio, 29 luglio 1932 – Minusio, 29 dicembre 2020) è stato un architetto svizzero-italiano.


Studiò architettura alla Scuola politecnica federale di Zurigo; tra il 1962 e il 1971 lavorò in associazione con l'architetto Livio Vacchini, in seguito aprì i propri studi professionali a Locarno, Zurigo e Losanna.
Ottenne poi la cattedra di professore di architettura alla Scuola politecnica federale di Losanna. Fu il primo degli architetti della nuova scuola ticinese (comprendente anche Mario Botta, Aurelio Galfetti e il suo ex collega Livio Vacchini). Sollecitato per progetti urbani in tutto il mondo, non costruì molto su vasta scala, mentre sono molto conosciute le sue soluzioni abitative unifamiliari, come casa Snider a Verscio (1965-66), casa Kalmann a Brione sopra Minusio (1974-76) e Casa Bianchetti a Locarno (1975-77).
Dimostrò un profondo interesse per l'analisi storica e morfologica del sito, tanto da considerarla spesso fattore determinante per il progetto. Neorazionalista e amante del calcestruzzo armato pensato in linee austere, si dedicò spesso a restauri di monumenti, tra cui il Santuario della Madonna del Sasso e a Monte Carasso la zona monumentale con la completa riqualificazione dell'antico convento. Numerose le mostre a lui dedicate in ambito europeo ed extraeuropeo, così come le conferenze ed i seminari tenuti presso le più prestigiose facoltà del mondo. Insegnò presso la Facoltà di Architettura ad Alghero - Università degli Studi di Sassari, dalla quale ottenne il 24 luglio 2007 la laurea honoris causa in Architettura. Nel 1993 Luigi Snozzi vinse i premi Beton, Wakker ed il Prince of Wales per il progetto di Monte Carasso.
Snozzi è morto sul finire del 2020 all'età di 88 anni per complicazioni da COVID-19.
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