| Machico comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Madera |
| Distretto | Non presente |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Hugo Alexandre Teixeira Marques (PS) dal 2025 |
| Territorio | |
| Coordinate | 32°43′N 16°46′W |
| Altitudine | 122 m s.l.m. |
| Superficie | 68,25 km² |
| Abitanti | 20 034 (2023) |
| Densità | 293,54 ab./km² |
| Comuni confinanti | Funchal, Santa Cruz, Santana |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 9200 |
| Prefisso | 291 |
| Fuso orario | UTC+0 |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Machico (AFI: /mɐ'ʃiku/, ) è un comune portoghese di 19 617 abitanti situato nella regione autonoma di Madera.
Sebbene si tratti di un territorio prevalentemente costiero, bagnato a nord, a est e a sud dall'oceano Atlantico, l'orografia del territorio del comune è modellata da diversi rilievi e catene montuose, tra le quali spiccano la Sierra del Castanho (589 m), quella del Pedreiro (792 m), il Pico da Coroa (738 m) e la Penha de Águia (590 m).
I versanti costieri sono scoscesi, ma l'azione dell'erosione ha favorito la formazione di spiagge di sabbia nera. Nelle località di Caniçal e Porto da Cruz sono presenti spiagge di sabbia vulcanica naturale.
Machico presenta un clima mediterraneo particolarmente mite, caratterizzato da un'escursione termica stagionale ridotta. Risulta leggermente più fresca rispetto a Funchal in tutte le stagioni, pur mantenendo inverni molto temperati ed estati calde e stabili, nelle quali le ondate di calore costituiscono un fenomeno raro. L'escursione termica giornaliera è molto contenuta, con temperature minime notturne frequentemente superiori ai 20 °C durante la stagione estiva. Si osserva inoltre un ritardo stagionale del periodo più caldo; di conseguenza, la temperatura media giornaliera di ottobre risulta superiore a quella di giugno.
| Machico | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 18 | 18 | 18 | 19 | 21 | 23 | 24 | 25 | 25 | 23 | 21 | 20 | 18,7 | 19,3 | 24 | 23 | 21,3 |
| T. media (°C) | 16 | 16 | 16 | 17 | 18 | 21 | 22 | 23 | 23 | 21 | 19 | 18 | 16,7 | 17 | 22 | 21 | 19,2 |
| T. min. media (°C) | 14 | 14 | 14 | 14 | 16 | 17 | 19 | 20 | 20 | 19 | 17 | 15 | 14,3 | 14,7 | 18,7 | 18,7 | 16,6 |
| Precipitazioni (mm) | 110 | 80 | 60 | 70 | 20 | 10 | 10 | 10 | 40 | 100 | 100 | 90 | 280 | 150 | 30 | 240 | 700 |
Il toponimo deriva, secondo diversi autori, dalla somiglianza morfologica con la regione di Monchique (catena montuosa dell'Algarve) oppure dal nome di un marinaio che prese parte alla spedizione di João Gonçalves Zarco durante l'esplorazione dell'isola di Madera. Altre ipotesi lo riconducono a Robert Machin (in relazione alla leggenda di Machim), il quale sarebbe stato il primo ad avvistare Madera quando, nel 1377, durante la navigazione verso il sud della Francia, la sua imbarcazione fu deviata dai venti verso l'isola. Quest'ultima teoria è stata ampiamente sostenuta nei secoli XVII e XIX a supporto degli interessi britannici nell'isola di Madera.

Il primo sbarco documentato nella baia di Machico avvenne tra il 1418 e il 1420 (secondo alcune fonti il 1º luglio 1419) da parte dei navigatori João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira, evento che segnò l'inizio dell'epoca delle scoperte portoghesi. In occasione dell'approdo venne celebrata una messa di ringraziamento da parte dei frati francescani accorsi con la spedizione.
L'8 maggio 1440 l'infante Enrico il Navigatore istituì la Capitanata di Machico — la prima dell'arcipelago di Madera — affidandola a Tristão Vaz Teixeira e ai suoi discendenti. Il territorio si estendeva da Ponta da Oliveira (Caniço) a Ponta de São Lourenço, spingendosi fino a Ponta do Tristão (Porto Moniz). Il primo nucleo abitativo sorse lungo il corso del torrente locale, sviluppandosi su due sponde: sulla riva destra si concentrarono le istituzioni pubbliche (Municipio, Dogana e la Chiesa Madre), mentre sulla sponda sinistra (Banda d'Além) trovarono sede la Misericórdia e la Capella di Cristo (in seguito intitolata al Nostro Signore dei Miracoli).
Nel corso del XV secolo l'economia locale fu forte spinta dall'introduzione e coltivazione della canna da zucchero, resa favorevole dal clima e dall'abbondanza d'acqua. Nonostante il capitanato non disponesse delle terre più fertili dell'isola (arrivando a coprire nel 1494 circa un quinto della produzione regionale), Machico divenne un primario centro di lavorazione e raffinazione dello zucchero destinato all'esportazione europea. Questo commercio favorì il rapido arricchimento delle famiglie locali e della dinastia dei capitani donatari. Alla fine del secolo, la famiglia Teixeira promosse la costruzione della Chiesa Madre, intitolata alla Nostra Signora delle Concezione.
Sul piano amministrativo, il borgo fu elevato al rango di vila nel 1451, ricevendo il foral nel 1515 per mano di re Manuele I del Portogallo.
Tra gli eventi sismici e idrogeologici di maggior rilievo, nel 1803 un grave smottamento di terreno travolse il centro abitato, distruggendo diverse abitazioni, le arginature del torrente, il ponte principale e la Cappella dei Miracoli (già danneggiata e più volte ricostruita, fino ai successivi restauri operati dopo l'alluvione del 3 novembre 1956).
Il 29 aprile del 1931 Machico fu uno dei teatri principali dello scontro risolutivo che pose fine alla cosiddetta "Rivolta di Madera".
Il 2 agosto 1996 la sede municipale di Machico è stata ufficialmente elevata al titolo di città.



La Cappella del Signore Buon Gesù dei Miracoli (in portoghese Capela do Senhor Bom Jesus dos Milagres), situata nel rione di Banda d'Além a Machico, trova le sue origini storiche legate alle prime fasi dell'espansione marittima portoghese. Secondo la tradizione storiografica, la sua fondazione risale all'arrivo dei navigatori João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira nell'isola di Madera; in questa occasione venne eretto un altare improvvisato per celebrare la prima messa sull'isola come atto di ringraziamento per la scoperta. Sebbene la tradizione popolare colleghi il sito alla leggenda dei naufraghi Robert Machim e Ana d'Afert, la genesi del tempio è attribuibile alla devozione dei primi esploratori.
A causa della vicinanza al corso d'acqua locale, l'edificio fu storicamente soggetto a diverse esondazioni. La più devastante si verificò il 9 ottobre 1803, quando un'alluvione distrusse quasi interamente la struttura e trascinò in mare il crocifisso conservato al suo interno. La scultura venne recuperata al largo da un'imbarcazione e consegnata alla Cattedrale di Funchal. L'evento, considerato prodigioso dalla popolazione, diede origine al culto del Signore dei Miracoli (Senhor dos Milagres). La cappella venne successivamente ricostruita e divenne sede di una solenne ricorrenza annuale celebrata l'8 e il 9 ottobre con una processione serale guidata dai pescatori locali.
Dal punto di vista architettonico e artistico, l'edificio presenta una pianta longitudinale orientata sull'asse est-ovest, composta da una navata e un presbiterio a pianta rettangolare. L'interno è caratterizzato da una pavimentazione a scacchiera bianca e nera all'ingresso e da un coro alto in legno sostenuto da colonne con finitura marmorizzata. Il presbiterio ospita un retablo in legno intagliato e policromato riconducibile allo stile tardo-barocco, verosimilmente realizzato da maestranze portoghesi tra il XVII e l'inizio del XVIII secolo, mentre il soffitto è decorato con una croce in stucco. Negli anni ottanta del Novecento, la struttura e le opere d'arte sono state oggetto di un restauro conservativo volto a rimuovere le ridipinture successive per ripristinare l'aspetto originario.
La Chiesa Madre di Machico (in portoghese Igreja Matriz de Machico), consacrata a Nostra Signora della Concezione, trae origine dalla quattrocentesca Cappella dei Re Magi, edificata per volontà di Branca Teixeira, figlia del primo capitano donatario Tristão Vaz Teixeira. Nella seconda metà del XV secolo la struttura originale fu ampiamente rimaneggiata e ampliata per assumere il ruolo di chiesa principale della località. Pur avendo subito importanti interventi di restauro nel corso dei secoli XVII e XVIII, l'edificio ha mantenuto pressoché inalterato l'impianto organizzativo medievale.
La facciata principale è caratterizzata da un portale gotico in basalto a cinque archivolti ogivali con capitelli naturalistici, sormontato da un rosone traforato. Il prospetto meridionale presenta un secondo portale ogivale, distinto per la presenza di due archi geminati sostenuti da colonne in marmo bianco con capitelli corinzi, elementi originariamente donati dal re Manuele I.
L'interno è a navata unica, coperta da un soffitto a cassettoni decorato con scudi araldici, lungo la quale si aprono diverse cappelle patronali. Tra queste spiccano la Cappella del Santissimo Sacramento, dotata di una volta a vela costolata con dipinti del XVII secolo, e la Cappella di San Giovanni Battista, legata ai primi donatari, che conserva elementi strutturali e lo stemma originari.
L'area presbiteriale è introdotta da un arco trionfale impostato su pilastri addossati e presenta una volta a botte ribassata affrescata con motivi vegetali e un medaglione centrale raffigurante angeli. Il presbiterio accoglie un coro ligneo e un retablo manierista strutturato su un ampio arco a tutto sesto affiancato da nicchie sovrapposte con sculture di santi. L'opera è completata da un dipinto circolare raffigurante la Santissima Trinità e da una tavola centrale con la Glorificazione della Vergine, realizzati da un'équipe di intagliatori e carpentieri locali.
Storicamente la chiesa custodiva anche due importanti opere di scuola fiamminga, anch'esse donate da D. Manuele I (una tavola dipinta raffigurante l'Adorazione dei Magi e una scultura della Madonna col Bambino), successivamente trasferite presso il Museo di Arte Sacra di Funchal.
La Cappella di San Rocco (in portoghese Capela de São Roque), situata nella zona sud-occidentale di Machico parallela alla costa, trae le sue origini da un voto espresso nel 1489 dal capitano Tristão Vaz Teixeira come ringraziamento per il termine di un'epidemia di peste. L'edificio originale, consacrato al protettore dei pestilenti, andò gradualmente in rovina e fu interamente ricostruito poco distante tra il 1739 e il 1751 (anno inciso sopra l'altare maggiore). Nel corso dei secoli il complesso comprendeva un punto d'approdo per imbarcazioni, una fontana pubblica tuttora conservata e un ospizio per pellegrini, oggi ridotto in rovina. Vincolata come immobile di interesse pubblico dal 1940, la cappella è stata anche utilizzata nei primi anni settanta come alloggio provvisorio per i cittadini portoghesi rientrati dalle ex colonie.
Dal punto di vista architettonico, il tempio e l'adiacente sagrestia presentano una pianta rettangolare con l'abside orientata a sud. La facciata principale, rivolta a nord, offre una composizione simmetrica con portale a doppio battente inquadrato da pilastri barocchi e timpano mistilineo, affiancato da due finestre e sormontato da un occhio centrale; alla base scorre una panchina in muratura rossastra, mentre il profilo è interrotto a monte da un campanile a vela ad arco singolo.
L'interno custodisce un importante rivestimento di azulejos settecenteschi in bianco e blu raffiguranti episodi della vita di San Rocco, raro esempio conservato nell'isola. La navata è sovrastata da un coro alto in legno sostenuto da pilastri a sezione quadrata, mentre la volta a botte lignea del presbiterio è decorata con motivi ad arabesco. L'altare maggiore presenta una pala intagliata e policromata con soffitto a profilo curvo ornato da decorazioni floreali e dall'iscrizione latina "Eris in peste patronus". Presso la sagrestia si conservano inoltre frammenti di azulejos Seicenteschi del tipo maçaroca.
L'edificio continua a essere il fulcro della festività annuale di San Rocco, celebrata la prima domenica di settembre.



Il forte di Nostra Signora del Soccorso (in portoghese forte de Nossa Senhora do Amparo) è una fortificazione costruita nel 1706 con la funzione di difendere l'approdo di Machico da incursiori di pirati e corsari.
Fu edificato a spese del capitano Francisco Dias Franco, scrivano della Camera Municipale di Machico, come attestato dall'iscrizione sull'ingresso principale. La fortificazione fu progettata per operare in sinergia con il vicino Forte di San Giovanni Battista, eretto due anni più tardi (1708) sull'altra estremità della baia, al fine di garantire una copertura difensiva incrociata dell'intera insenatura.
Durante la guerra civile portoghese, in occasione dello sbarco delle truppe migueliste il 22 agosto 1828, il forte di Nostra Signora del Soccorso sostenne la difesa della baia insieme al forte di San Giovanni Battista; in seguito alla ritirata delle forze liberali verso l'interno, rimase l'ultima fortificazione dell'isola di Madera a capitolare.
Con la proclamazione della Repubblica portoghese nel 1910, venne rimossa la corona raffigurata nello stemma posto sopra l'ingresso del forte. Nel 1940 la struttura fu affidata alla Guardia Fiscale e nello stesso anno fu classificata come Immobile di Interesse Pubblico. Nel 1993 fu trasferita al Governo regionale di Madera e attualmente ospita l'ufficio di informazione turistica di Machico.
Il forte presenta una pianta triangolare, con uno degli angoli rivolto verso il mare. Sul lato rivolto verso terra si trova l'ingresso principale, realizzato in pietra da taglio con arco a tutto sesto e sormontato da un frontone in stile barocco. Al centro del frontone è collocata una lapide con l'iscrizione relativa alla fondazione del forte, sormontata dallo stemma nazionale.
L'ingresso conduce a un tunnel con una scala in pietra, che dà accesso al terrapieno, in parte sistemato a giardino e pavimentato con ciottoli, dove sono conservati alcuni pezzi di artiglieria in ferro. Le mura sono coronate da merli con cordone aggettante.
Gli edifici di servizio sono costituiti da due corpi gemelli a pianta rettangolare, disposti orizzontalmente e quasi addossati alla cortina muraria rivolta verso terra. Le facciate, rivolte verso il mare, presentano porte e finestre con cornici in pietra e coperture a una falda in tegole portoghesi curve.
Il forte di San Giovanni Battista (in portoghese Forte de São João Baptista), noto anche come forte dello Sbarco (Forte do Desembarcadouro), è una fortificazione fatta edificare nel 1708 dal governatore Duarte Sodré Pereira a difesa della baia di Machico. La sua costruzione andò a completare la linea difensiva della città avviata nel 1706 con la realizzazione del Forte di Nostra Signora del Soccorso, situato sul lato opposto della baia.
Durante la guerra civile portoghese, il 22 agosto 1828, il forte partecipò all'azione difensiva congiunta con il forte di Nostra Signora del Soccorso, aprendo il fuoco contro la flotta miguelista che tentava lo sbarco a Machico. Il bricco Infante D. Sebastião rispose al fuoco, causando lievi danni alla fortificazione.
Nel 1863 il forte risultava già gravemente danneggiato e fu progressivamente abbandonato, perdendo la sua funzione militare. Nel XX secolo fu utilizzato come ospedale per i malati di colera nel 1910 e successivamente come colonia estiva per bambini. Dopo la rivoluzione dei garofani del 1974, ospitò inoltre persone provenienti dalle ex colonie portoghesi in Africa. Fino al 2002 alcuni suoi ambienti furono utilizzati come abitazioni private.
La fortificazione presenta un accesso attraverso una porta rialzata in pietra da taglio, una finestra con cornice in pietra rossa e persiana parasole verde ed è sormontata da una cupola in muratura. L'accesso è costituito da una scala laterale in pietra a secco, priva di parapetto. Al suo interno si trova una cappella in stile neogotico dedicata a san Giovanni Battista.
Il forte è classificato come Immobile di Interesse Pubblico dal 18 agosto 1943 e come bene del patrimonio culturale della Regione Autonoma di Madera.
Il Solar do Ribeirinho è un complesso di resti archeologici risalenti al XVII secolo, oggi parte del Nucleo museologico di Machico-Solar do Ribeirinho. I resti, portati alla luce nell'estate del 1998, comprendono il pavimento di una stalla e una cisterna.
La cisterna, di forma cilindrica, è profonda circa 6,5 metri e presenta un diametro interno di 1,1 metri. È costruita in pietra basaltica e presenta un rivestimento in malta nella parte superiore, con alcuni blocchi di pietra da taglio di colore rosso.
Le indagini archeologiche hanno permesso di identificare l'antica stalla del complesso, di cui si conservano parti delle pareti in pietra lavorata, poggianti su una pavimentazione in ciottoli e calce.
Gli scavi hanno inoltre restituito un consistente insieme di reperti archeologici databili tra il XVI e il XIX secolo. Tra questi figurano ceramiche, tra cui maioliche portoghesi del XVI-XVIII secolo, ceramiche invetriate e d'uso comune, oltre a diverse decine di frammenti di forme per la produzione dello zucchero; sono stati rinvenuti anche frammenti di piastrelle del XVII secolo, uno stemma araldico dello stesso periodo, monete, bottoni in osso, borchie e ferri di cavallo.
Scavi più recenti hanno portato alla luce anche un sistema di strutture idrauliche destinato all'irrigazione dei campi di canna da zucchero situati nei dintorni del complesso.
L'acquedotto di Machico è una struttura idraulica costruita nel XIX secolo per rifornire d'acqua un antico zuccherificio.
Realizzato in basalto e malta di calce, presenta otto grandi archi ribassati, ciascuno largo 4,4 metri, in pietra da taglio di colore rosso. In origine era costituito da 14 archi, dei quali ne rimangono oggi otto.
L'acquedotto è stato recentemente sottoposto a interventi di recupero, durante i quali è stata utilizzata una malta quanto più possibile conforme a quella originaria. La precedente protezione in blocchi è stata inoltre sostituita da una ringhiera metallica, al fine di ridurre l'impatto visivo sulla struttura storica. Dal 1997 è classificato come bene di interesse locale.
Abitanti censiti


Il comune è suddiviso in cinque freguesias:
Nel comune prevalgono le attività del settore terziario, legate in particolare ai comparti del turismo, del commercio, della ristorazione e dei servizi alberghieri.
I settori secondario e primario rivestono invece una rilevanza minore.
L'attività agricola è caratterizzata principalmente dalla coltivazione di cereali da granella, leguminose da granella, patate, colture orticole intensive, frutti subtropicali e vite. L'allevamento rappresenta un segmento significativo, con particolare riferimento all'avicoltura e all'allevamento di conigli e caprini, mentre la pesca completa il quadro del settore primario. Una parte del territorio comunale (79 ettari) è inoltre coperta da superfici boschive.

Il territorio del comune di Machico è servito da una rete viaria strutturata che fa capo a diverse strade regionali e vie espresse.
Tra le arterie regionali figurano la storica ER101, che collega i centri costieri dell'arcipelago, la ER110 o altre strade di raccordo interno che salgono verso le zone montane dell'interno come il Pico do Facho, e la ER214, che assicura i collegamenti interni e l'accesso alle aree più elevate del versante orientale del comune. La viabilità interna e i collegamenti tra le differenti freguesias sono completati dalle strade regionali ER207, ER212, ER224 e ER225.
Lo scorrimento veloce e il collegamento con la capitale Funchal sono assicurati principalmente dalla VR1 (Via Rápida 1), la superstrada dell'isola che attraversa il comune passando nei pressi dell'area di Água de Pena e del celebre viadotto di Machico, proseguendo verso est in direzione di Caniçal. A completare la rete viaria espressa interviene la VE1 (Via Expresso 1), che collega rapidamente la zona di Machico con la costa nord e le località di Santana, agevolando gli spostamenti attraverso una serie di moderni tunnel che superano la barriera orografica dei rilievi interni.
Il trasporto pubblico su gomma è gestito nell'ambito della rete integrata di mobilità SIGA (tramite gli operatori locali attivi nella zona est come CAM e le linee ex-SAM), che garantisce collegamenti regolari e frequenti tra il terminal rodoviario di Machico, Funchal, l'aeroporto, situato nel limitrofo comune di Santa Cruz, e con gli altri centri abitati costieri e interni dell'arcipelago.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1976 | 1979 | António Freitas Victor | PPD/PSD | Presidente della camera municipale | |
| 1979 | 1985 | Jorge de Sousa Gomes | PPD/PSD | Presidente della camera municipale | |
| 1985 | 1989 | Jorge Moreira de Sousa | PPD/PSD | Presidente della camera municipale | |
| 1989 | 1997 | José Martins Júnior | UDP/PS | Presidente della camera municipale | |
| 1997 | 2001 | Lino Bernardo Martins | PS | Presidente della camera municipale | |
| 2001 | 2011 | Emanuel Sabino Gomes | PPD/PSD | Presidente della camera municipale | |
| 2011 | 2013 | António Luís Gouveia Olim | PPD/PSD | Presidente della camera municipale | |
| 2013 | 2025 | Ricardo Nunes Franco | PS | Presidente della camera municipale | |
| 2025 | in carica | Hugo Alexandre Teixeira Marques | PS | Presidente della camera municipale | |