Maddaloni

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Maddaloni
comune
Maddaloni – Stemma
Maddaloni – Bandiera
Maddaloni – Veduta
Maddaloni – Veduta
Maddaloni, il suo castello e la Torre Artus visti dall'ex tratto della ferrovia Napoli-Foggia sul fianco del Monte San Michele,
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Provincia Caserta
Amministrazione
SindacoAndrea De Filippo (lista civica di cdx Maddaloni nel Cuore) dal 10-6-2018 (2º mandato dal 15-5-2023)
Territorio
Coordinate41°02′N 14°23′E
Altitudine73 m s.l.m.
Superficie36,67 km²
Abitanti36 445 (31-5-2026)
Densità993,86 ab./km²
FrazioniCalabricito, Casino Fortini, Galazia, Grotticella, Maddaloni Superiore, Messercola, Montedecoro, Monti, Sauda, Strettola, Sant'Eustachio, Saliscendi
Comuni confinantiAcerra (NA), Caserta, Cervino, Marcianise, San Felice a Cancello, San Marco Evangelista, Valle di Maddaloni, Santa Maria a Vico
Altre informazioni
Cod. postale81024
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061048
Cod. catastaleE791
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 978 GG
Nome abitantimaddalonesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maddaloni
Maddaloni
Maddaloni – Mappa
Maddaloni – Mappa
Posizione del comune di Maddaloni nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Maddaloni (Matalùnë in campano) è un comune italiano di 36 445 abitanti della provincia di Caserta, in Campania.

Geografia fisica

Costituisce un'appendice meridionale della città di Caserta con cui è strettamente conurbato. Parte del comune è situato lungo l'antico percorso della via Appia, nel tratto che dalla Capua d'epoca romana (oggi Santa Maria Capua Vetere) conduceva a Benevento. Tanta è la presenza di monumenti ed edifici storici, tra cui il Collegio Reale della provincia di Terra di Lavoro voluto da Giuseppe Bonaparte (oggi Convitto Nazionale Giordano Bruno), le tantissime chiese (tra cui la basilica minore del Corpus Domini) e l'acquedotto Carolino.

Origini del nome

Nel corso del tempo vari studiosi si sono cimentati nella ricerca dell'origine del toponimo Mataluni, ma non si è ancora giunti ad una conclusione certa; tra i tanti, il de' Sivo si concentra sul Castrum Kalato Magdala, cioè il monastero di Maria Maddalena la cui chiesa fu distrutta dal terremoto del 5 giugno 1694. Secondo il Mazzocchi «questo nome fosse venuto al castello dalla voce araba di Magdalo, che vuol dire appunto castello, imposta a quel luogo forte dà Saraceni, che assai probabilmente dovettero farsene un nido di rapina». Per don Francesco Piscitelli, arciprete della Collegiata di San Pietro e studioso maddalonese, invece, il toponimo deriverebbe dal principe Matalo, capitano dei Galli Boi che seguirono Annibale nella sua discesa in Italia durante la seconda guerra punica: poiché lo stesso Annibale si curò poco di loro, essi, «avvezzi ad abitare appiè delle Alpi, trovarono alle falde del Tifata un sito conforme alle loro abitudini».

Decisero, quindi, di stabilirsi lì e di non seguire il condottiero punico a Capua: dal nome del principe, Matalo, gli abitanti di quella zona furono detti Mataluni. Altra ipotesi vorrebbe che il nome derivi, dal Medioevo, da "Mezza Luna", descrivendo così la forma che è andata assumendo l'espansione del centro abitato rispetto alla collina che sorge dietro di esso. Una quarta ipotesi vede la città citata al tempo dei Romani con il nome di Meta Leonis, ovvero a forma di leone, sembra a causa di un masso di tale forma sito nei pressi.

Storia

Antichità

La storia del territorio di Maddaloni è strettamente legata a quella dell'antica Calatia, centro della pianura campana sorto lungo un'importante direttrice di collegamento tra la costa e le regioni interne del Sannio. L'area sulla quale si sviluppò la città era frequentata già durante l'età del bronzo, mentre le necropoli hanno restituito numerosi corredi funerari a partire dall'VIII secolo a.C., in particolare per le fasi orientalizzanti. Le testimonianze archeologiche non consentono tuttavia di ricondurre la fondazione della città a un unico popolo: Calatia si sviluppò nell'ambito della complessa realtà culturale della Campania preromana e fu successivamente interessata dalle espansioni sannitica e romana.

L'abitato sorgeva nella contrada tradizionalmente denominata San Giacomo alle Galazze, tra gli attuali territori di Maddaloni e San Nicola la Strada, in una posizione di notevole importanza strategica. Era infatti collocato presso l'incrocio di itinerari diretti verso l'interno sannitico e fu successivamente attraversato dalla via Appia, che ne costituiva il principale asse urbano in direzione est-ovest. Resti della cinta muraria, preceduta da un fossato, e altri elementi archeologici permettono di ricostruire almeno in parte l'organizzazione dell'antico centro.

Prima della piena affermazione di Roma, Calatia apparteneva alla lega delle città campane guidata da Capua. Nel 338 a.C., insieme agli altri centri della lega, entrò nell'orbita romana; durante la seconda guerra sannitica cadde temporaneamente nelle mani dei Sanniti, per essere successivamente riconquistata dai Romani.

Un momento particolarmente rilevante della storia cittadina coincise con la seconda guerra punica. Dopo la battaglia di Canne, nel 216 a.C., Calatia seguì Capua nella defezione dall'alleanza romana e passò dalla parte di Annibale, che vi stabilì un presidio. La riconquista romana di Capua nel 211 a.C. comportò anche per Calatia la confisca di parte del territorio e provvedimenti contro i gruppi dirigenti coinvolti nella ribellione; l'anno successivo vi furono trasferiti abitanti della vicina Atella.

Nel corso dell'età tardo-repubblicana l'insediamento continuò a essere interessato da trasformazioni amministrative. Nell'83 a.C. il suo territorio fu unito a quello della colonia di Capua e poco dopo furono restaurate le fortificazioni; nel 59 a.C. Cesare vi dedusse una colonia di veterani, mentre sotto Augusto Calatia tornò sotto la giurisdizione capuana. La città mantenne comunque la propria funzione di centro posto lungo l'Appia e il sistema viario della pianura campana.

Calatia è ricordata anche dalla Tabula Peutingeriana, copia medievale di una carta itineraria derivata da modelli di età romana e destinata alla rappresentazione della rete stradale dell'Impero. La carta, conservata nella Biblioteca nazionale austriaca, costituisce una delle principali testimonianze della rete del cursus publicus e mostra il sistema degli itinerari che attraversavano la Campania romana.

Il declino della città non può essere ricondotto genericamente alle «invasioni barbariche» già dal II secolo, come sostenuto da una parte della tradizione locale. Le indagini archeologiche mostrano invece che la destrutturazione dell'abitato ebbe inizio soprattutto nel corso del IV secolo, accentuandosi nel secolo successivo, quando alcune delle precedenti aree residenziali furono abbandonate o trasformate in spazi aperti.

Alla tarda antichità è tradizionalmente ricondotta anche la nascita della sede episcopale di Calatia. Secondo la tradizione ecclesiastica, il primo vescovo sarebbe stato sant'Augusto, al quale viene attribuito un episcopato compreso tra il 439 e il 477. La stessa diocesi di Caserta sottolinea tuttavia come le notizie relative a questa fase siano estremamente scarse e in larga parte intrecciate con elementi agiografici: la tradizione inserisce Augusto nel gruppo di ecclesiastici che sarebbero fuggiti dall'Africa durante le persecuzioni dei Vandali di Genserico. Non è pertanto possibile considerare come storicamente accertati i racconti relativi ai miracoli attribuiti al santo o fissare al 439 la fondazione della diocesi con la stessa certezza riservata alle attestazioni medievali.

Tra il IX e il X secolo l'antico centro fu coinvolto nelle devastazioni che interessarono la pianura campana. Le fonti ecclesiastiche ricordano incursioni negli anni 841-843 e 861 e collocano intorno all'880 la definitiva dissoluzione dell'antica Calatia; una parte degli abitanti e la sede episcopale si trasferirono nella più sicura Casa Hirta, mentre altri nuclei contribuirono allo sviluppo degli insediamenti circostanti, fra i quali Maddaloni. La continuità fra l'antica sede calatina e quella casertana è attestata ancora nel XII secolo dalla formula Casertana seu Calatina Ecclesia.

Medioevo

Maddaloni non nacque tuttavia soltanto in seguito all'abbandono di Calatia: il centro è infatti documentato già nel 774, quando compare nelle fonti come una villa della regione. Nel corso dei secoli successivi l'insediamento si sviluppò lungo le pendici dei rilievi che dominano la pianura e accolse anche parte della popolazione proveniente dall'antica Calatia dopo le devastazioni del IX secolo.

Il principale elemento difensivo del centro medievale fu il castello di Maddaloni. La sua prima menzione esplicita risale al 1099, quando un documento del regesto dell'abbazia di Sant'Angelo in Formis ricorda il Castrum Kalato Maddala. Le analisi delle murature indicano tuttavia la presenza nel sito di strutture precedenti, comprese fasi riferibili all'età longobarda e bizantina e resti più antichi interpretati come pertinenti a una fortificazione romana. L'identificazione di tali resti con un castrum dell'antica Calatia ricordato da Tito Livio è però una proposta interpretativa e non consente di affermare che l'attuale castello di Maddaloni esistesse già nel II secolo a.C.

Il nucleo principale della fortificazione medievale si consolidò tra l'età longobarda e quella normanna. Sotto gli Svevi il presidio fu ulteriormente rafforzato e nel 1231, durante il regno di Federico II di Svevia, furono disposti lavori di riparazione a carico della comunità locale. Attorno alla fortificazione si sviluppò il borgo medievale, protetto da più cinte murarie e organizzato lungo il pendio.

Una nuova fase ebbe inizio nel 1390, quando re Ladislao concesse Maddaloni a Carlo Artus, conte di Sant'Agata de' Goti. Artus promosse un complessivo ammodernamento della fortezza e rafforzò la grande torre cilindrica inferiore, da allora conosciuta come Torre Artus. La torre stessa potrebbe essere in parte precedente all'intervento del feudatario e risalire nella sua prima configurazione alla seconda metà del XIII secolo.

Nel corso della prima metà del XV secolo Maddaloni passò attraverso diversi feudatari e fu coinvolta nelle lotte per il controllo del Regno di Napoli. Dopo gli Artus il feudo fu concesso nel 1413 a Ottino Caracciolo; nel 1441 il centro fu conquistato dalle forze di Alfonso d'Aragona, che nel 1446 lo affidò a Pietro da Mondrago. Quest'ultimo partecipò successivamente alla rivolta baronale contro Ferrante d'Aragona; la repressione della ribellione culminò nel 1460 con l'incendio del castello, evento che segnò l'inizio del definitivo declino della fortificazione come principale sede del potere locale.

Il 1º febbraio 1465 Ferrante concesse Maddaloni a Diomede I Carafa, che ottenne il titolo di conte di Maddaloni. Con l'affermazione dei Carafa il centro politico e residenziale del feudo si spostò progressivamente dalla fortificazione posta in altura verso la fascia pedemontana, dove si sviluppò la grande residenza signorile attorno alla quale si organizzò una nuova parte dell'abitato.

La nuova residenza dei Carafa, sviluppatasi nell'area dell'odierno Villaggio dei Ragazzi, assunse progressivamente il ruolo di fulcro della vita feudale. Il complesso comprendeva ambienti residenziali, cortili, giardini, scuderie e locali destinati alle attività economiche; davanti al palazzo si svolgeva inoltre il mercato settimanale, contribuendo a spostare verso la pianura il baricentro economico e sociale dell'abitato.

Età moderna

La signoria dei Carafa caratterizzò per oltre tre secoli la storia di Maddaloni. Nel corso del XVI secolo il complesso urbano pedemontano fu ulteriormente sviluppato attraverso la costruzione e l'ampliamento di edifici civili e religiosi. Il 12 settembre 1546 ebbe inizio la costruzione della chiesa del Corpus Domini, destinata a divenire uno dei principali edifici religiosi cittadini. Nel 1558 Filippo II di Spagna elevò inoltre il feudo a ducato in favore di Diomede Carafa, consolidando il rango raggiunto dal ramo maddalonese della famiglia.

Tra il XVI e il XVII secolo la progressiva espansione dell'abitato ai piedi della collina modificò definitivamente l'assetto urbano medievale. Alla funzione militare del vecchio castello si sostituirono sempre più le funzioni amministrative, economiche e rappresentative concentrate attorno al palazzo feudale e alle principali chiese cittadine. I Carafa promossero interventi edilizi, fondazioni religiose e sistemazioni delle proprie residenze, inserendo Maddaloni nelle reti economiche e politiche della nobiltà del Regno di Napoli.

Una descrizione significativa della Maddaloni tra Sei e Settecento è contenuta nell'opera postuma di Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, pubblicata nel 1703. L'autore descriveva il centro come una «nobil Terra» e dedicava particolare attenzione al palazzo dei Carafa, ricordandone le numerose residenze, la galleria di dipinti, la raccolta di manoscritti e libri, gli strumenti scientifici, le scuderie, le officine e i giardini. La descrizione testimonia il carattere ormai prevalentemente residenziale e rappresentativo assunto dalla sede feudale, nonché il ruolo del mercato e della piazza nella vita economica della città.

Nel corso del XVIII secolo continuarono le trasformazioni del centro urbano, con l'ampliamento della chiesa del Corpus Domini, la realizzazione del suo monumentale campanile e la costruzione di ulteriori edifici religiosi e confraternali. In questo contesto, il 27 novembre 1734, Carlo di Borbone concesse ufficialmente a Maddaloni il titolo di città. Il privilegio è tuttora ricordato dallo statuto comunale ed è conservato fra gli atti storici dell'amministrazione cittadina.

Simboli

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Caserta.
Bandiera cittadina
Stemma

Lo stemma di Maddaloni è il castello della città merlato alla ghibellina fondato su rocce al naturale, aperto e finestrato di tre, torricellato di tre pezzi di giallo, il mediano più elevato, merlati alla guelfa.

Gonfalone

Il gonfalone, invece è un drappo azzurro riccamente ornato di ricami dorati e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in oro: Città di Maddaloni. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali franciati d'oro.

Bandiera

La bandiera è un drappo rettangolare di bianco, caricato al centro dello stemma cittadino, sormontato dalla denominazione istituzionale centrata e in caratteri latini gialli.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Concessione di Sua Maestà, re Carlo di Borbone al duca Marzio Domenico IV Carafa»
— 27 novembre 1734

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte
All'altezza di 427 m si trova questo santuario che è anche uno dei luoghi più suggestivi della città; secondo fonti accertate il santuario era presente già nel 969 quando viene menzionato, per la prima volta, dall'Arcivescovo di Benevento, Landulfo. Altre citazioni risalgono al 1092 e al 1113. Da fonti si apprende che nel 1216 San Francesco d'Assisi vi si fermò a far visita al suo amico, il Beato Agostino.
Un sentiero che parte dalla città da un'altitudine di circa 95 m si inerpica verso il santuario con la possibilità di deviare verso il castello; lungo tale sentiero sono poste le croci indicanti il percorso della tradizionale Via Crucis cittadina del venerdì santo; dal 2008 su ognuna delle 14 croci è affissa una tavoletta rappresentante il percorso tradizionale di Cristo verso il Golgota, opera realizzata dall'artista maddalonese Carmine Confessore. Il 10 maggio dell'anno 1993 Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta, ha denominato il santuario di San Michele con il nuovo nome di santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte.
La statua di San Michele, Santo Patrono della città di Maddaloni, risale alla seconda metà del XVIII secolo; negli anni è stata restaurata diverse volte. L'Arcangelo è rappresentato come un guerriero che porta nella mano sinistra una bilancia contenente due anime nei piattini, mentre nella mano destra impugna una lancia che colpisce Satana. La tradizione locale vuole che il giorno 8 maggio si festeggi l'apparizione del Santo al Monte Gargano. Nel mese di agosto, la statua scende dal colle e viene portata in città, presso la Basilica minore del Corpus Domini, per i festeggiamenti del 29 settembre. Alla fine dei festeggiamenti, il Santo risale al Santuario.
Basilica minore del Corpus Domini
Una delle testimonianze del florido periodo maddalonese. Da citare sono le splendide opere che si trovano all'interno della chiesa, ma le opere di maggior rilievo sono l'altare disegnato dall'architetto Luigi Vanvitelli e il campanile di scuola vanvitelliana.
Chiesa di Santa Margherita
Nota dai primi decenni del 1300, la chiesa di santa Margherita conserva cornici di archi e finestre in tufo in stile gotico, nonché gli affreschi trecenteschi e dei primi decenni del 1400 della cappella di san Leonardo.

Altre chiese

Architetture civili

Convitto nazionale Giordano Bruno
Il Convitto Giordano Bruno è la più antica istituzione scolastica della provincia casertana; il convitto nasce grazie a Giuseppe Bonaparte che emana una legge nel 1807. La struttura trova residenza a Maddaloni nel soppresso monastero dei Conventuali. Tra i suoi allievi più famosi è da citare Luigi Settembrini che frequentò l'istituto dal 1821 al 1827.
Il salone storico si caratterizza per il soffitto, coperto dalla tela di 720 metri quadri, che è il dipinto su tela più grande al mondo: realizzato nel 1756 con tecnica del telero e denominato Trionfo della Fede sull'Eresia, è opera del pittore Giovanni Funaro, che fu aiutato da suo fratello Giuseppe Funaro.

Architetture militari

Veduta della Torre Artus e della Torre Longobarda da Piazza Don Salvatore D'angelo
Castello
Simbolo della città, risale all'epoca normanna e fu costruito per la sua posizione strategica. L'edificio è situato a un'altitudine di 170 metri sul livello del mare, ha una forma irregolare e nel corso degli anni ha subito molte trasformazioni. Il complesso della fortificazione è sviluppato intorno alla grande torre rettangolare che è alta più di venti metri. Essa si sviluppa su due livelli: il primo è composto da due stanzoni, separati da un muro centrale, traforato da due archi a tutto sesto, che mantiene le due volte a botte; il secondo è formato da un unico ambiente, attualmente scoperto, ma tempo fa coperto da una volta a crociera. Il castello ha una connotazione molto più remota, età romana, infatti Tito Livio ne fa menzione negli Annales quando parla dell'attestazione di Annibale alle spalle del castello di Magdalo (Storia della città del De Sivo[senza fonte]).
Un riferimento esplicito alla sua esistenza risale solo all'anno 1099, citato come "Castrum Kalato Maddala"[senza fonte]. Intorno all'VIII secolo fu rafforzato nelle sue difese dalla torre superiore piccola, detta anche Castelluccio: essa fu costruita allo scopo ben preciso di rispondere alla funzionalità difensiva del borgo, allungando lo sguardo non solo sulla vasta piana di Terra di Lavoro, ma anche verso le colline del Sannio. Il borgo di Maddaloni nel corso del tempo acquistò sempre più importanza e proprio il castello fu oggetto di ricostruzione in epoca normanna, quando divenne luogo di incontri e soggiorno di importanti personaggi. Appena un secolo dopo (1231) fu di nuovo oggetto di restauro a spese degli abitanti di Maddaloni. Nel XIV secolo fu possesso dei Sabrano, poi fu presidiato dall'esercito di Luigi I d'Angiò e per qualche anno restò nelle mani del conte di Caserta, Francesco Della Ratta.
La svolta avvenne nel 1390, quando fu concesso a Carlo d'Artus, conte di Sant'Agata de' Goti, il quale divenne il nuovo feudatario di Maddaloni. A lui si deve l'ulteriore rafforzamento del borgo, infatti costruì la torre cilindrica grande denominata per l'appunto torre Artus (1390-1402), questa volta vicino al castello. Alla morte di Carlo d'Artus (1413) il feudo fu ceduto a Ottino Caracciolo; nel 1442 fu venduto a Giannantonio Marzano, duca di Sessa; nel 1445 fu riscattato da Pietro da Mondrago, il quale si rese protagonista della famosa congiura dei baroni e perciò fu scacciato dalla città nel 1460, quando Ferrante d'Aragona mise a ferro e a fuoco il castello con il suo borgo. Da questo momento in poi il castello fu abbandonato e disabitato fino al 1821, quando fu acquistato dalla famiglia De Sivo, che lo trasformò in una dimora per incontri e battute di caccia.

Altro

Borgo dei Formali

Il Borgo dei Formali costituisce uno dei luoghi più rappresentativi della città di Maddaloni, poiché conserva tracce preziose della sua evoluzione urbanistica e della complessa rete idrica che un tempo la attraversava. Adagiato alle pendici della collina su cui sorge il Castello De Sivo, il borgo si distingue per la sua struttura caratteristica fatta di viuzze tortuose, scalinate ripide e antiche abitazioni che offrono scorci di grande suggestione. L’origine del nome “Formali” va ricercata nel termine latino formalis, che indicava un canale destinato al passaggio delle acque. Tale denominazione richiama infatti l’esistenza di un antico acquedotto che in passato attraversava questa zona. Sono incerte le origini dell'acquedotto. La prima testimonianza documentata risale al 1628, anno in cui il patrizio napoletano Cesare Carmignano impiegò l’antico acquedotto come parte del suo progetto volto a convogliare l’acqua dai monti del Taburno fino alla città di Napoli. Grazie all’intesa con il duca di Maddaloni, Diomede V Carafa, il flusso idrico fu esteso per soddisfare il fabbisogno della comunità maddalonese, garantendo l’approvvigionamento del palazzo ducale e della fontana pubblica. Degni di nota sono l'Antro di Matalo, cavità artificiale utilizzata in tempi remoti per l'estrazione della pietra calcarea, e il mulino ducale, realizzato dal duca Domenico Marzio Carafa alla fine del Seicento, con il suo acquedotto e le vasche di raccolta dell'acqua e un'architettura secentesca che lo ha reso soggetto a vincolo architettonico da parte del Ministero dei Beni Culturali.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 1 161 cittadini stranieri, pari al 3,2% della popolazione residente.

Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:

Feste e tradizioni

  • Concorso ippico nazionale "Premio Città di Maddaloni"
  • Festa di San Michele Arcangelo
  • Calatiafestival - rassegna di Teatro, Musica e Arte
  • Rassegna Teatrale Maddalonese kermesse dedicata al teatro all’aperto
  • Premio Internazionale Letterario Culturale “La Torre in Versi”

Istituzioni ed enti

È presente la scuola di Amministrazione e Commissariato dell'Esercito Italiano.

Clinica San Michele

La clinica San Michele è una struttura sanitaria attiva a Maddaloni da oltre 60 anni. Dagli iniziali 35 posti letto, è passata agli attuali 150[senza fonte].

Fondazione Villaggio dei Ragazzi

Fondata nel 1947 da Don Salvatore D'Angelo, è situata nell'antica residenza dei duchi Carafa. L’antica residenza dei Carafa fu sede, per volere del re Ferdinando II, dell’Accademia militare “Nunziatella” dal 21 aprile del 1855 al 7 novembre del 1859. La Fondazione è sede di attività di assistenza, formazione, educazione ed istruzione dei minori in stato di necessità e disagio familiare. Sono presenti una scuola materna, un istituto tecnico industriale, un istituto tecnico trasporti e logistica, un liceo linguistico e un istituto professionale alberghiero.

Cultura

Biblioteca comunale

La biblioteca comunale di Maddaloni fu istituita il 1º marzo 1969 con patrimonio librario di circa 17 000 volumi, e 57 tra quotidiani e periodici. Nella sala convegni si svolgono molte attività culturali organizzate dalla biblioteca e da altri organismi. La nuova sede della biblioteca comunale, dal 23 febbraio 2014, è il palazzo dell'ex liceo classico Giordano Bruno.

Scuole

Maddaloni è sede di scuole dell'infanzia, di scuole primarie, di scuole medie di primo e secondo grado.

Musei

Museo civico di Maddaloni
Raccoglie oggetti di archeologia (dalla Preistoria al 6º secolo d. C.), di arte (scultura, pittura, decorazioni, gioielli dal medioevo al 1960), etnografia. Fa parte del Sistema Museale "Terra di Lavoro".
Museo archeologico di Calatia
Inaugurato nel 2003, è situato all'interno del Casino ducale dei Carafa della Stadera: si tratta di una masseria fortificata del XVI secolo e fu una delle residenze principali di questa famiglia, il cui stemma domina la volta del portone d'entrata; spesso vi era ospite il sovrano Carlo III di Borbone nelle sue frequenti battute di caccia. La mostra riguarda tre temi principali: il territorio, la città e la necropoli. Nelle cinque sale del museo sono esposti numerosi e preziosi reperti utili a ricostruire la vita quotidiana che si svolgeva nell'antica città di Calatia a partire dall'VIII secolo a.C. Al piano terra, nelle stanze che venivano utilizzate per le attività agricole, vi è la sezione dedicata al territorio, alla città e alle necropoli; mentre al piano superiore, negli antichi ambienti privati e di rappresentanza organizzati in “quarti”, i reperti testimoniano la storia della viabilità, delle aristocrazie tra VI e V secolo a.C. e la vita delle donne e degli uomini in età orientalizzante.
Il percorso è autodidattico e studiato anche per persone disabili. Attualmente il cortile interno ospita una fedele ricostruzione di una domus che è stata oggetto di studio da parte della S.U.N. e una mostra relativa alle fasi di scavo in essa condotte e i vari reperti recuperati.
È possibile visitare anche la cappella settecentesca, piccolo edificio a pianta centrale con tre altari in marmo e volta a botte, decorata con stucchi bianchi e oro.

Economia

La maggior parte della popolazione è dedita al terziario, ma molte persone lavorano in fabbriche dislocate in zona o nelle prossime vicinanze. Da citare è la grande presenza di industrie agricole nelle zone più esterne del comune. Radicata tradizione è la produzione della sedia impagliata Maddalonese[senza fonte]. Negli anni, l'economia industriale ha visto la chiusura delle fabbriche "storiche". È doveroso ricordare[senza fonte] la Face Standard, multinazionale operante nel ramo telefonico e delle telecomunicazioni, il cementificio (ex Cementir), la C.I.S.A. (Commercio Industrie Salumerie Alfieri – Fabbrica della mortadella) e la Cerciello (confezionamento pomodori) che diedero un notevole impulso in termini di occupazione e di sviluppo del territorio.

Infrastrutture e trasporti

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Maddaloni Inferiore.

Interporto Sud Europa Maddaloni-Marcianise

Importante piattaforma logistica e di stoccaggio a livello continentale, è il quinto interporto italiano per importanza su nove in totale.

Collegamenti stradali

Lo stesso argomento in dettaglio: Strada statale 700 della Reggia di Caserta.

Il territorio di Maddaloni è direttamente collegato con l’autostrada A30 e la tangenziale di Caserta che attraversa tutto il capoluogo e il suo hinterland. Le altre arterie principali sono:

Nel territorio passano anche altre diramazioni di arterie terziarie che sono:

  • Strada provinciale 223 Via Ficucella
  • Strada provinciale 202 Via Cancello
  • Strada provinciale 20 Via Appia Antica

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1948 Giuseppe Brancaccio Democrazia Cristiana Sindaco
1948 1950 Domenico Renga Democrazia Cristiana Sindaco
1950 1952 Elio Rosati Democrazia Cristiana Sindaco
1952 1956 Elio Rosati Democrazia Cristiana Sindaco
1956 1960 Salvatore Cardillo Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1962 Luigi Stasi Democrazia Cristiana Sindaco
1962 1964 Salvatore Cardillo Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1970 Giuseppe Caliendo Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1971 Giovanni DI Cerbo Democrazia Cristiana Sindaco
1971 1975 Amedeo Lurini Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1979 Salvatore Cardillo Democrazia Cristiana Sindaco
1979 1983 Giovanni Di Cerbo Democrazia Cristiana Sindaco
1983 1985 Nino Caturano Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1988 Salvatore Cardillo Democrazia Cristiana Sindaco
1989 1991 Francesco D'Angelo Democrazia Cristiana Sindaco
1991 1993 Gaetano Iodice Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1994 Francesco Lombardi Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1996 Gaetano Pascarella PDS Sindaco
1996 1997 Paolino Maddaloni Commissario
1997 2001 Gaetano Pascarella L'Ulivo Sindaco
2001 2001 Giuseppe Urbano Commissario
2001 2005 Francesco Lombardi L'Ulivo Sindaco
2005 2006 Antonio Cerreto L'Ulivo Vicesindaco f.f.
2005 2006 Angelo Orabona Commissario
2006 2010 Michele Farina L'Unione Sindaco
2010 2010 Oreste Iovino Commissario
2010 2012 Antonio Cerreto Il Popolo della Libertà Sindaco
2012 2013 Ilaria Tortelli Commissario
2013 2016 Rosa De Lucia Forza Italia Sindaco
2016 2017 Samuele De Lucia Commissario
2017 2017 Andrea De Filippo Forza Italia Sindaco
2017 2018 Benedetto Basile Commissario
2018 2023 Andrea De Filippo Forza Italia Sindaco
2023 "in carica" Andrea De Filippo Coalizione di diverse liste Sindaco

Sport

Calcio

La squadra di calcio locale è la U.S. Maddalonese; la squadra è stata iscritta al campionato di Eccellenza anche se in seguito (2023) il titolo è stato ceduto ad altra compagine. Rinasce la Maddalonese disputerà il campionato di terza categoria girone A 2026/2027

Calcio a 5

Nella stagione 2008/2009 la città ha avuto una rappresentanza in C2 ovvero la Virtus Maddaloni. Nella stagione 2010/2011 la Virtus Maddaloni è passata in serie C1. Nel 2023, nasce la Maddalonese calcio a 5, militante in Serie C2

Ciclismo

Maddaloni è stata più volte partenza e/o arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Data Tappa Vincitore Nazionalità
1985 (29 maggio)12ªBernard HinaultFrancia (bandiera) Francia
1995 (22 maggio)10ªTony RomingerSvizzera (bandiera) Svizzera
1998 (22 maggio)6ªAlex ZülleSvizzera (bandiera) Svizzera
2000 (15 maggio)2ªCristian MoreniItalia (bandiera) Italia
2002 (22 maggio)10ªRobbie McEwenAustralia (bandiera) Australia
2003 (16 maggio)6ªAlessandro PetacchiItalia (bandiera) Italia
2011 (13 maggio)7ªBart De ClercqBelgio (bandiera) Belgio

Pallacanestro

Dalla stagione 2004-05 alla stagione 2006-07 ha avuto una squadra nel campionato di A1 donne di basket, il Kalati, giunta alle semifinali di FIBA Europe Cup nel 2005-06; nella stessa stagione ha inoltre partecipato ai play-off scudetto uscendo ai quarti. Il quintetto base della stagione dei record era composto da: Anna Zimerle (playmaker), 'Rosi' Sanchez (guardia), Anna Vicenzetto (ala piccola), Plenette Pierson (ala grande), 'Mama' Dantas (pivot). La tradizione della pallacanestro femminile a Maddaloni è stata portata avanti dal Centro Diana Maddaloni che partendo dalla serie C, è arrivata alla conquista della serie A3 nel campionato 2011/2012 vincendo il concentramento finale svoltosi a Bari contro Cagliari, Palermo e Roma.

Inoltre ha una squadra di basket maschile, l'Artus Basket Maddaloni, che dalla stagione 2002/03 alla stagione 2008-09 ha militato ininterrottamente in B2. Il sodalizio annovera tra le sue file atleti quali Davide Serino, Pablo Enrique Albertinazzi, Di Lauro, il capitano Carlos Mainoldi, Pietro Saccoccio, Stefano Bazzucchi, Salvatore Desiato, Nando Gentile, Domenico Marzaioli, Aniello Garofalo, Stefano D'Aiello, Antonio Zamo e Dario D'Orta. Dalla stagione 2009-2010 la rappresentanza del basket maschile in città è passata alla Pallacanestro San Michele - Navale Maddaloni che, dopo l'uscita di scena dell'Artus (rimasta però come settore giovanile), tiene alta la tradizione della pallacanestro calatina militando nel campionato di serie C2, vinto nell'anno 2011/2012 entrando a far parte della Lega Nazionale C. Nel 2012/2013 ha vinto il campionato di Lega Nazionale C entrando a far parte della Lega Nazionale B (LNB).

Le squadre presenti sono:

  • Pallacanestro San Michele Maddaloni (maschile - serie C)
  • ASD Unio Basket Maddaloni (maschile - Prima Divisione Regionale – serie D)
  • ASD Olympia Basket Maddaloni (maschile - Prima Divisione Regionale – serie D)
  • ASD Uniogirls Maddaloni (femminile - Serie B)
  • Artussino Maddaloni (maschile - giovanili)

Impianti sportivi

  • Stadio comunale Cappuccini
  • Palazzetto dello Sport Angioni-Caliendo

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 368, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ↑ La Storia, su Convitto Nazionale Statale Giordano Bruno. URL consultato il 27 marzo 2025 (archiviato il 14 dicembre 2024).
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  8. ↑ Museo archeologico nazionale di Calatia, su Ministero della cultura. URL consultato il 27 settembre 2026.
  9. ↑ Calazia, su Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 27 settembre 2026.
  10. ↑ Peutinger map seamless whole, in color, with overlaid layers, su peutinger.atlantides.org. URL consultato il 27 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2011).
  11. ↑ Tabula Peutingeriana, su UNESCO Memory of the World. URL consultato il 27 settembre 2026.
  12. ↑ Table de Peutinger, su Bibliothèque nationale de France. URL consultato il 27 settembre 2026.
  13. ↑ L'Italia romana delle regiones. Regio I: Latium et Campania. Sviluppi dell'indagine archeologica in Campania, su Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 27 settembre 2026.
  14. 1 2 La storia, su Diocesi di Caserta. URL consultato il 27 settembre 2026.
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  22. ↑ Carafa, Diomede, su Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 27 settembre 2026.
  23. 1 2 Carafa di Maddaloni, su SIAS - Sistema informativo degli Archivi di Stato, Ministero della cultura. URL consultato il 27 settembre 2026.
  24. 1 2 3 4 5 G. Stefania Catapane, Le residenze feudali dei Carafa di Maddaloni (PDF), in Rivista di Terra di Lavoro, n. 1-2, 2011, p. 33. URL consultato il 27 settembre 2026.
  25. 1 2 Chiesa del Corpus Domini, su Catalogo generale dei beni culturali, Ministero della cultura. URL consultato il 27 settembre 2026.
  26. ↑ Giovanni Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, Napoli, Michele Luigi Mutio, 1703, p. 147. URL consultato il 27 settembre 2026.
  27. ↑ Statuto comunale (PDF), su Comune di Maddaloni. URL consultato il 27 settembre 2026.
  28. ↑ Archivi storici comunali della Campania. Censimento, su Comune di Marcianise. URL consultato il 27 settembre 2026.
  29. ↑ Stemma Comune di Maddaloni, su Comuni-Italiani.it. URL consultato il 27 marzo 2025 (archiviato il 20 gennaio 2025).
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  31. ↑ A Maddaloni c'è la tela più grande del mondo, su vesuviolive.it.
  32. ↑ a Maddaloni la tela più grande del mondo, su informareonline.com.
  33. ↑ facebook Maddaloni, su it-it.facebook.com.
  34. ↑ Maddaloni e la tela più grande del mondo, su maddalonicitta.it.
  35. ↑ Antonio et altri Tedesco, Maddaloni Tracce Storiche, Maddaloni, 2017.
  36. ↑ Gabriele Roberti, L'antico Borgo dei Formali: un tuffo nel passato di Maddaloni, su caserta.italiani.it. URL consultato il 14 aprile 2026 (archiviato il 10 dicembre 2025).
  37. ↑ Dati tratti da:
  38. ↑ Popolazione straniera residente al 1º gennaio 2026 per età e sesso (stima), su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 16 ottobre 2026.
  39. ↑ Cittadini stranieri residenti a Maddaloni, su SapereComune.it. URL consultato il 16 ottobre 2026.
  40. ↑ Premio “La Torre in Versi”, annunciata la seconda edizione a Maddaloni, in ÈCaserta. URL consultato il 14 aprile 2026.
  41. ↑ 1956 nasce la Clinica San Michele, su Casa di Cura San Michele. URL consultato il 27 marzo 2025 (archiviato il 2 ottobre 2023).
  42. ↑ Opere - Villaggio dei Ragazzi, su villaggiodeiragazzi.it.
  43. ↑ La Fondaziome - Villaggio dei Ragazzi, su villaggiodeiragazzi.it.
  44. 1 2 3 System, Museo archeologico di Calatia, su beniculturali.it. URL consultato l'11 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2018).
  45. ↑ Museo archeologico di Carafa Archiviato il 2 aprile 2009 in Internet Archive. sul sito del Gruppo Archeologico Calatino.
  46. ↑ L’antica tradizione della sedia impagliata, su Codere Italia, 17 novembre 2015. URL consultato il 27 marzo 2025 (archiviato il 27 marzo 2025).
  47. ↑ Appalti e corruzione, finisce in carcere il sindaco di Maddaloni, su Corriere della Sera. URL consultato il 7 marzo 2016.
  48. ↑ Insediato il nuovo commissario prefettizio a Maddaloni, su Il Mattino. URL consultato il 1º agosto 2017.
  49. ↑ Azzerato il consiglio comunale di Maddaloni, su Repubblica. URL consultato il 1º agosto 2017.
  50. ↑ Il nuovo commissario prefettizio di Maddaloni, su Edizione Caserta. URL consultato il 3 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2017).

Bibliografia

Voci correlate

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