Maestro di Collamato

San Tommaso apostolo, particolare dalla predella dell’Incoronazione della Vergine tra i santi Benedetto e Maria Maddalena

Il Maestro di Collamato (fl. XV-XVI secolo) è la designazione di un anonimo pittore attivo tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, operante principalmente nell'area di Fabriano. Il nome è fatto derivare da un affresco attribuitogli nella chiesetta rurale di Sant'Anna di Collamato.

Biografia

Il primo nome, oggi ritenuto fittizio, legato a questo artista è Bernardino Nardini, comparso per la prima volta nel catalogo di vendita della collezione di Marcello Galli Dunn (1842 - 1912) presso la Galleria Sangiorgi di Roma nel 1905.

Tale artista non risulta storicamente attestato e il nome è probabilmente stato composto arbitrariamente unendo elementi di nomi di altri pittori attivi tra Umbria e Marche.

La pala Galli Dunn andata invenduta nel 1912 venne esposta nella Mostra d'Antica Arte Umbra di Perugia, come opera di collaborazione tra Lorenzo d'Alessandro da San Severino e Bernardino di Mariotto da Perugia, riportando nel catalogo la datazione 7 febbraio 1497 e una provenienza da Gualdo Tadino. Seguendo tale attestazione, è stato ipotizzato che la tavola fosse destinata alla chiesa di Santa Maria Maddalena di Gualdo, appartenente a un monastero di benedettine.

L'identità anagrafica del Maestro di Collamato è ancora oggetto di studio. Secondo lo storico dell’arte Matteo Mazzalupi, potrebbe corrispondere a Francesco d’Ottaviano, pittore originario di Arcevia e attivo a Fabriano almeno dal 1490 al 1518.

Francesco è citato in un documento del 1490 come testimone nel contratto per una pala di Carlo Crivelli destinata alla chiesa di San Francesco di Fabriano. La pala di Carlo Crivelli, oggi conservata nella Pinacoteca di Brera, può essere considerata il modello compositivo per alcune opere attribuite al Maestro di Collamato, corroborando l'ipotesi di identificazione.

Un affresco firmato da un Francesco da Fabriano e datato 1497 è documentato nella chiesa di San Venanzio ad Albacina, ma è impossibile sapere se fosse un'opera del Maestro di Collamato poiché esso è andato perduto nella ricostruzione della chiesa.

L’identificazione di Francesco d’Ottaviano con il Maestro di Collamato rimane pertanto un’ipotesi da verificare, non una certezza.

Stile

Lo stile del Maestro di Collamato è caratterizzato da forti elementi decorativi: drappi spiegazzati, fondi marmorei finti, colori accesi e impostazioni simmetriche. L’artista mostra influenze di pittori marchigiani come Antonio da Fabriano, Luca di Paolo da Matelica, Lorenzo d'Alessandro nonché di Carlo Crivelli, ma con una spiccata nostalgia per il gotico internazionale.

Opere attribuite

Il corpus delle opere attribuite al Maestro di Collamato è stato ricostruito in un lavoro protrattosi negli anni iniziato da Federico Zeri e ampliato da Matteo Mazzalupi in un suo contributo per la Fondazione Federico Zeri, nel quale è stato creato il nome con il quale il pittore è oggi conosciuto.

Le principali opere sono:

Tavole e tele

Affreschi

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Matteo Mazzalupi, Un fabrianese nascosto in Fototeca Zeri: 'Bernardino Nardini' alias Maestro di Collamato, 1º gennaio 2014. URL consultato il 13 novembre 2025.
  2. ↑ Catalogo della Mostra 1907, p. 54
  3. ↑ Paciaroni 2005, pp. 13-14
  4. 1 2 Marcelli 1997
  5. ↑ G. Comai, Pietro Paolo Agabiti, 1971, pp. 46-47.
  6. ↑ Donnini, Parisi Presicce 1994, p. 154
  7. ↑ Le Marche disperse: repertorio di opere d'arte dalle Marche al mondo, collana Marche disperse Fonti, Silvana, 2005, ISBN 978-88-8215-862-0.
  8. ↑ Matteo Mazzalupi, Una gita a Castelletta, in L'Azione, 25 aprile 2026. URL consultato il 2 maggio 2026.

Bibliografia

Voci correlate

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