| Malcesine comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giuseppe Benamati (lista civica di centro-sinistra) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°46′N 10°49′E |
| Altitudine | 89 m s.l.m. |
| Superficie | 69,29 km² |
| Acque interne | 12,22 km² (17,64%) |
| Abitanti | 3 458 (31-5-2026) |
| Densità | 49,91 ab./km² |
| Frazioni | Cassone, Navene |
| Comuni confinanti | Avio (TN), Brentonico (TN), Brenzone sul Garda, Ferrara di Monte Baldo, Limone sul Garda (BS), Nago-Torbole (TN), Riva del Garda (TN), Tignale (BS), Tremosine sul Garda (BS) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 37010, 37018 |
| Prefisso | 045 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 023045 |
| Cod. catastale | E848 |
| Targa | VR |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 131 GG |
| Nome abitanti | melsinei, malcesinesi |
| Patrono | santo Stefano |
| Giorno festivo | 26 dicembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Malcésine (Malsésen in veneto) è un comune italiano di 3 458 abitanti della provincia di Verona in Veneto. È il comune più settentrionale della sponda veronese del lago di Garda e il suo territorio si estende dalla riva del lago alla cresta del Monte Baldo. Dominato dal castello scaligero, fu per secoli la sede del capitano del lago della Repubblica di Venezia. È una località turistica, insignita della Bandiera arancione del Touring Club Italiano e inserita nel circuito dei borghi più belli d'Italia.
Il comune confina a nord con il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento) e, sulla sponda opposta del lago, con la Lombardia (provincia di Brescia). Il territorio comunale, di 69,29 km², presenta un forte dislivello: va dagli 89 m s.l.m. della riva del lago ai 2 218 m s.l.m. della cresta del Monte Baldo. Nella frazione di Cassone scorre l'Aril, lungo circa 175 m e considerato uno dei fiumi più corti del mondo.
D'inverno la temperatura rimane quasi sempre al di sopra dello zero, con massime storiche superiori ai 20 °C. L'estate è calda, con temperature che arrivano ai 30 °C e una scarsa escursione termica tra il giorno e la notte, mitigate dai due venti principali del lago: l'Ora, che soffia da sud nel pomeriggio, e il Pelèr, che soffia da nord al mattino. Nel complesso il clima è di tipo submediterraneo.
Il toponimo compare per la prima volta il 9 settembre 844, nella forma Manessicelles, nel testamento dell'arcidiacono Pacifico; secondo Giuseppe Borsatti significherebbe «ai sepolcri dei morti», interpretazione che egli riteneva confermata dal ritrovamento di alcune sepolture nei dintorni dell'abitato. Nei secoli successivi i documenti riportano numerose varianti, tra cui Manascicines (932), Malesicine (1023), Malesisicis (1154), Malesisinum (1159), Malasilice (1225), Malsexeno (1422) e Malsesene (1611). L'etimologia resta incerta: altre interpretazioni lo riconducono al latino malae silices o mala silex, «pietra ostile» o «cattiva pietra», con riferimento ai monti scoscesi che si elevano sul lago, oppure a una «cattiva strada selciata» di origine romana.

Il territorio del lago di Garda fu abitato fin dalla preistoria. Nel 1924, durante gli scavi per le fondamenta di un edificio in località Campo Maneschi, furono rinvenute tre tombe a cista litica con inumati in posizione rannicchiata, databili tra il Neolitico e l'età del rame; altre sepolture furono scoperte in seguito nella zona. Borsatti attribuiva i primi insediamenti ai Libui, i successivi ai Paleoveneti e poi agli Etruschi, sulla base di presunte etimologie greche dei toponimi locali e del ritrovamento, presso il castello, di camere sepolcrali da lui ritenute di tipo etrusco; l'ipotesi di una presenza etrusca non è tuttavia condivisa. Sono probabili, invece, i contatti con i Galli cenomani e con le popolazioni retiche.
Nel corso della seconda metà del I secolo a.C. le popolazioni della regione furono integrate nello Stato romano; verso il 40 a.C. Brescia (Brixia) e Verona ottennero la cittadinanza romana e il territorio del lago fu diviso in pagi: Malcesine, con Riva e la sponda bresciana fino a Gardone, fu ascritta alla tribù Fabia. La presenza romana a Malcesine, probabilmente limitata ad alcune famiglie, è documentata da tre tombe rinvenute nei pressi del centro storico (una nel 1860 circa, una nel 1909 in piazza Statuto e una nel 1922) e da monete databili tra il I e il IV secolo.
Secondo Borsatti e Maffezzoli, dal 1540, anno del suo ritrovamento presso la pieve di Santo Stefano, fino al 1700 si trovava a Malcesine un'iscrizione che ricorda il restauro di un tempio dedicato alla Madre degli dèi (Cibele) e a Iside, divinità il cui culto era diffuso nell'Alto Garda:
Studi più recenti attribuiscono l'iscrizione, oggi conservata nei depositi del Museo lapidario maffeiano di Verona, alla città di Arco. Maffezzoli ha collegato a un tempio di Iside il ritrovamento, nel 1976, di quattro capitelli in pietra decorati con volti femminili presso la canonica. Borsatti ipotizzava l'esistenza di un vicus romano, di cui il vico Malesisine attestato nel 1023 e il nome di vicinia dato alle assemblee comunali nel 1611 sarebbero stati la continuazione. Il cristianesimo si diffuse probabilmente tra il III e il IV secolo.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente il territorio passò al regno di Odoacre e poi agli Ostrogoti di Teodorico, fino alla guerra gotica e alla breve dominazione bizantina. Già in quest'epoca il territorio di Malcesine apparteneva al priorato di San Colombano di Bardolino, dipendente dall'abbazia di San Colombano di Bobbio. Dal 568 la regione fu occupata dai Longobardi. Nel 590 una spedizione dei Franchi distrusse diversi castelli della valle dell'Adige; tra quelli elencati da Paolo Diacono, dopo Brentonico e Volene, figura Ennemase, identificato da alcuni con Malcesine e da altri con Castelfeder.
In epoca carolingia, secondo la tradizione, il re Pipino, che risiedeva a Verona, si recò più volte a Malcesine per devozione ai santi eremiti Benigno e Caro, sepolti nella chiesa di Santo Stefano. Il castello, distrutto dai Franchi, era stato ricostruito all'epoca di Berengario I, le cui fortificazioni furono rafforzate in seguito alle incursioni degli Ungari. Nel 928 il vescovo di Verona Notkerio stabilì il dazio tra Fossalta e Navene e legò le pertinenze di Malcesine alla Chiesa veronese. Un documento del 1023 attesta la signoria del vescovo di Verona, Giovanni, che esercitava la giurisdizione civile tramite un vicedomino, un camerario e un canevario.
Sotto la signoria vescovile la comunità godette di un'ampia autonomia e si costituì in comune; i documenti dell'epoca dividono l'abitato in tre rioni: la rocca o castello, la villa di sopra e la villa di sotto o platea. Era consuetudine che un malcesinese fosse nominato primo capitano del lago. Nel 1277 Malcesine passò sotto il dominio degli Scaligeri, che le concessero l'esenzione dagli oneri reali e personali imposti dal comune di Verona. Nel 1387 Gian Galeazzo Visconti, in guerra con Antonio della Scala, occupò le fortezze del lago, tra cui Malcesine, che restò ai Visconti fino al 1404; dopo un breve dominio dei Carraresi, signori di Padova, nel 1405 i comuni del lago si diedero alla Repubblica di Venezia.
In età viscontea si era istituzionalizzata la Gardesana, confederazione dei vicariati della sponda veronese del lago. Nel 1517 essa si divise in Gardesana della Terra e Gardesana dell'Acqua, circoscrizione fiscale che comprendeva i vicariati di Brenzone, Pai e Malcesine a nord, Torri, Albisano, Garda e Costermano al centro, Lazise, Cisano e Bardolino a sud. I comuni della Gardesana dell'Acqua eleggevano diciotto consiglieri, che si riunivano due volte l'anno a Torri sotto la presidenza del capitano del lago; questi, eletto ogni cinque anni, risiedeva abitualmente a Malcesine, nel palazzo dei Capitani. Per Venezia la Gardesana era uno strumento di controllo e di gestione finanziaria del lago: il suo consiglio manteneva l'ordine, riscuoteva i dazi, curava le barche e i porti e provvedeva alla difesa del territorio.
Con il trattato di Campoformio (1797) e quello di Lunéville (1801) il territorio passò sotto il dominio napoleonico; nel 1815, con la Restaurazione, entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto e nel 1866, dopo la terza guerra d'indipendenza, del Regno d'Italia. Fino al 1918 il confine con l'Impero austro-ungarico passava poco a nord di Navene, e durante la prima guerra mondiale il territorio fu zona di frontiera.

Il 13 settembre 1786, durante il suo viaggio in Italia, Johann Wolfgang von Goethe fu costretto dal vento contrario a sbarcare a Malcesine, allora prima località veneziana sulla sponda orientale del lago. La mattina seguente, mentre disegnava il castello, fu fermato dalle autorità, che lo sospettavano di essere una spia dell'imperatore Giuseppe II; chiarita la sua identità, fu rilasciato e si trattenne in paese anche il giorno seguente. Due targhe ricordano l'episodio e nel 2004 il Comune gli ha dedicato una sala del castello.
Nell'estate del 1913 Gustav Klimt soggiornò con la madre e le sorelle nella campagna a sud di Malcesine, dove dipinse tre paesaggi: Malcesine am Gardasee, andato distrutto nel 1945, Kirche in Cassone e Italienische Gartenlandschaft.
Lo stemma della comunità è attestato fin dal Medioevo: compare sulla campana del castello fusa nel 1442, su una casa di piazza Magenta (1531), sulla facciata della chiesa della Madonna della Fontana e sulla bandiera della Gardesana dell'Acqua; dal XVIII secolo è documentata una bandiera comunale rossa con lo stemma. Nel 1924 il Comune chiese di poter usare legalmente il proprio stemma storico; la Consulta araldica lo concesse con modifiche, tra cui la sostituzione dell'azzurro del lago con l'argento e del motto latino con i rami di alloro e di quercia, e con questa descrizione:
Lo stemma fu riconosciuto con decreto del capo del governo del 27 giugno 1926 e il gonfalone fu concesso con regio decreto del 13 agosto 1926. Il gonfalone è un drappo di seta rossa con il nome e lo stemma del Comune, bordato da un cordoncino d'oro.

Il castello sorge su uno sperone roccioso a picco sul lago. Le sue origini risalgono probabilmente all'età longobarda, ma deve il nome agli Scaligeri, che lo tennero tra il XIII e il XIV secolo. Per la sua posizione strategica passò nei secoli in mano a Longobardi, Franchi, Scaligeri, Visconti, Veneziani, Francesi e Austriaci. Nel 1902 fu dichiarato monumento nazionale. Ospita il Museo di storia naturale del Garda e del Monte Baldo e la sala dedicata a Goethe; ai piedi del castello si trova il Lacaòr, un teatro all'aperto.
Il territorio comprende il versante occidentale del Monte Baldo, con diversi alpeggi, tra cui le malghe Tratto Spino di Sotto (1 443 m) e di Sopra (1 729 m) e Colma Zocchi di Sotto (1 351 m) e di Sopra (1 644 m). Nel tratto di lago antistante il territorio comunale si trovano l'isola dell'Olivo e l'isola del Sogno. Tra i parchi storici delle ville si segnalano quello di villa Haberlain (1880-1930) e quello di villa Stadelman.
Abitanti censiti

Al culto dei santi Benigno e Caro, eremiti che secondo la tradizione vissero in una grotta sotto le vette del Baldo, sono legate numerose leggende. Secondo un manoscritto dell'807 conservato nella Biblioteca capitolare di Verona, il vescovo Ratoldo e il re Pipino, dovendo traslare il corpo di san Zeno nella nuova basilica, chiamarono a Verona Benigno. Mentre scendeva verso la pianura, una merla, nella quale si nascondeva il demonio, cercò di impedirgli il passaggio; Benigno le ordinò di restare immobile fino al suo ritorno e, al rientro, la trovò morta. Un capitello lungo il sentiero sul bordo della valle ricorda il luogo dell'incontro. Secondo la tradizione i due santi morirono lo stesso giorno, il 26 luglio 808, e i loro corpi riposano nella parrocchiale di Malcesine. Il 26 luglio, festa di sant'Anna, i santi compatroni sono ricordati con una processione.
Nel mese di febbraio si svolge nella chiesa parrocchiale il Triduo, tre giorni di preghiera per le anime del purgatorio, durante i quali la chiesa è illuminata da centinaia di candele e il coro Cima Valdritta esegue il Miserere di Lorenzo Perosi.[senza fonte]
In località Val di Sogno ha sede l'ospedale di Malcesine, nato alla fine degli anni quaranta come centro della Croce Rossa Italiana per la riabilitazione dei malati di poliomielite e divenuto in seguito un istituto di chirurgia ortopedica e riabilitazione.
Nel castello ha sede il Museo di storia naturale del Garda e del Monte Baldo, insieme alla sala dedicata a Goethe.
D'estate il Lacaòr, arena naturale ai piedi del castello, ospita concerti e spettacoli. La sera della festa di sant'Anna, sulla spiaggia di Paina, si svolge uno spettacolo pirotecnico sul castello. L'associazione Il Garda in coro organizza ad anni alterni un concorso nazionale e internazionale per cori di voci bianche.[senza fonte]
Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Cassone, a sud, dove scorre l'Aril, e di Navene, a nord, divisa in Navene di Sotto e Navene di Sopra. Altre località sono Campiano (375 m s.l.m.), Campagnola, Val di Sogno e San Michele (circa 560 m s.l.m.).
Accanto al turismo, l'economia si basa sull'olivicoltura e sull'allevamento. La coltivazione dell'olivo è praticata da secoli: il Garda orientale fu una delle principali aree di produzione olearia dell'alto Medioevo, anche grazie alle donazioni di terre agli enti ecclesiastici, e gli oliveti sono attestati a partire dal IX-X secolo. Nel 993, per esempio, gli affittuari del monastero di San Zeno si impegnarono a piantare ogni anno ventiquattro olivi a Malcesine, a fornire uomini per la raccolta e a trasportare l'olio lungo il lago fino a Bardolino. Nel Medioevo l'olio d'oliva era destinato soprattutto all'illuminazione delle chiese e alla preparazione degli oli sacri, mentre il suo uso alimentare era diffuso quasi solo tra i ceti signorili.
Dalla seconda metà del Novecento, con lo sviluppo del turismo e l'abbandono dell'attività agricola, la produzione di olio è diminuita in modo significativo, anche per gli alti costi di manutenzione degli oliveti, per i danni causati dalla mosca dell'olivo e per il taglio di numerosi alberi a causa dell'espansione edilizia: dai circa 70 000 olivi degli anni ottanta e novanta si è passati a circa 50 000-55 000.[senza fonte]
Il turismo è la principale attività economica. Malcesine ha ottenuto la Bandiera arancione del Touring Club Italiano e fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.
Il comune è attraversato da sud a nord dalla ex strada statale 249 Gardesana Orientale, che collega le località della sponda veronese del lago fino a Riva del Garda.
Malcesine ha due approdi del servizio di navigazione del lago di Garda: quello del centro, da cui partono battelli e aliscafi e, nei mesi estivi, il traghetto per Limone, e quello di località Retelino, per il traghetto degli autoveicoli per Limone.
La funivia Malcesine-Monte Baldo collega il paese alla località Tratto Spino, sul Monte Baldo, dove si trovano le piste da sci di Prà Alpesina.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| ottobre 1987 | giugno 1989 | Vittorio Dapretto | Indipendente | Sindaco | Sospensione del consiglio |
| giugno 1989 | settembre 1989 | Gabriele Marra | Commissario prefettizio | ||
| settembre 1989 | novembre 1994 | Fabio Furioli | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| novembre 1994 | luglio 1997 | Fabio Furioli | lista civica | Sindaco | Dimissioni |
| luglio 1997 | novembre 1997 | Gigliola Gabos | lista civica | Vicesindaco | |
| novembre 1997 | maggio 2002 | Giuseppe Lombardi | lista civica | Sindaco | |
| maggio 2002 | maggio 2007 | Giuseppe Lombardi | lista civica | Sindaco | |
| maggio 2007 | maggio 2012 | Valente Chincarini | lista civica | Sindaco | |
| maggio 2012 | febbraio 2015 | Michele Benamati | lista civica «Progetto Malcesine» | Sindaco | Dimissioni della maggioranza dei consiglieri |
| febbraio 2015 | maggio 2015 | Anna Grazia Giannuzzi | Commissario prefettizio | ||
| maggio 2015 | maggio 2018 | Nicola Marchesini | lista civica «Nuova Malcesine» | Sindaco | Deceduto durante il mandato |
| maggio 2018 | maggio 2019 | Claudio Bertuzzi | lista civica «Nuova Malcesine» | Vicesindaco reggente | |
| maggio 2019 | giugno 2024 | Giuseppe Lombardi | lista civica di centro-sinistra «Per Malcesine» | Sindaco | |
| giugno 2024 | in carica | Giuseppe Benamati | lista civica di centro-sinistra «Malcesine Scelta Comune» | Sindaco | |
Il comune fa parte dell'Unione montana del Baldo-Garda.

Lo sport più rappresentativo è la vela, favorita dai venti regolari dell'alto lago, il Pelèr al mattino e l'Ora al pomeriggio. Cinque velisti di Malcesine hanno partecipato ai Giochi olimpici: Flavio Scala e Mauro Testa (classe Star, Monaco 1972), Roberto Benamati (classe Star, Barcellona 1992), Michele Marchesini (classe Finn, Atene 2004) e Giorgia Bertuzzi (classe 49er FX, Parigi 2024). Nel 1976 aprì a Malcesine la prima scuola di windsurf d'Italia.[senza fonte] Si praticano anche il kitesurf, il parapendio acrobatico, la mountain bike, l'escursionismo, per esempio lungo il sentiero Busatte Tempesta, e, sul Monte Baldo, lo sci.
Malcesine ha ospitato nel 2011 e nel 2013 una tappa delle Red Bull Cliff Diving World Series, circuito mondiale di tuffi dalle grandi altezze.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 135763510 · LCCN (EN) n88075032 · GND (DE) 4278614-9 · J9U (EN, HE) 987007560096505171 |
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