| Maracaibo | |
|---|---|
| Artista | Lu Colombo |
| Autore/i | Lu Colombo, David Riondino |
| Genere | Pop latino Italo disco |
| Esecuzioni notevoli | Carmen Di Pietro, Bob Sinclar |
| Data | 1981 |
| Etichetta | Carosello CI 20502 |
| Durata | 8:00 |
Maracaibo è un brano musicale della cantante italiana Lu Colombo, pubblicato nel 1981 sul singolo a 45 giri Maracaibo/Neon e ristampato poi in vari formati.
La canzone, scritta da David Riondino e in seguito rielaborata dalla Colombo nel 1975, fu rifiutata da varie case discografiche per il testo "scomodo". Fu incisa nel 1980 con una veste dance grazie agli arrangiamenti di Mario Saroglia e pubblicata dalla casa discografica Carosello, venendo pubblicata nell'estate 1981 e diventando velocemente un vero e proprio tormentone. Nel 1982 la canzone fu mixata da Tony Carrasco e pubblicata su Moon Records.
In molti erroneamente attribuiscono ''Maracaibo'' alla cantante e showgirl Raffaella Carrà oppure alla cantautrice Giuni Russo per la somiglianza del timbro di voce (e per alcuni file diffusi nell'era del p2p con descrizioni errate): nonostante ciò, tali artiste nella loro carriera non l'hanno mai incisa.
Il brano viene spesso attribuito anche a Jerry Calà, il quale lo ha interpretato in diverse occasioni, tanto da definirlo come la sua "sigla", tenendo comunque a precisare sempre chi ne fosse la vera autrice.
Il testo racconta una storia narrativa lungo lo svolgimento delle strofe, con sequenze quasi "cinematografiche"[senza fonte]. La canzone inaugurò inoltre quel filone di brani con tematiche relative al turismo estivo e alle culture tropicali che tanto successo ebbero in Italia negli anni ottanta[senza fonte] (alcuni altri celebri tormentoni di quel periodo furono Un'estate al mare di Giuni Russo e Tropicana del Gruppo Italiano).
David Riondino, non inserito in origine nel deposito SIAE come autore, ha fatto causa alla signora Colombo; nel 2018 il processo si è concluso con il riconoscimento della paternità del brano a Riondino, garantendogli da questo momento in avanti gli introiti legati ai diritti d'autore del brano.
La storia narrata è una frenetica vicenda d'amore e d'avventura creola che ha per protagonista Zazà, una ballerina cubana che si esibisce nuda in un locale, lo storico Barracuda cubano, oggi famoso centro immersioni ("Balla al Barracuda, sì ma balla nuda, Zazà!"). In realtà questa attività è per lei un modo per nascondere la sua reale attività, il traffico d'armi ("Era una copertura, faceva traffico d'armi con Cuba"). Zazà ha una tresca con un certo Miguel, che nella stesura originale del testo si chiamava "Fidel", volendo alludere a Fidel Castro (il nome venne cambiato su pressione dei discografici); visto che Miguel è spesso lontano ("ma Miguel non c'era, era in Cordigliera da mattina a sera"), lei si lascia consolare da Pedro ("L'abbracciava sulle casse di nitroglicerina"). Quando Miguel torna, lo viene a sapere e le spara ("la vide, impallidì: il cuore suo tremò, quattro colpi di pistola le sparò") e la trafficante d'armi fugge per mare. Una tempesta ("mare forza nove, fuggire sì, ma dove?") la fa naufragare ("l'albero spezzato") e un pescecane ("una pinna nera, nella notte scura") la morde ("una zanna bianca, come la luna"), ma lei sopravvive. Dopo questa avventura, Zazà rinuncia al traffico d'armi e al ballo ("finito il Barracuda, finito ballar nuda") e si costruisce una seconda vita aprendo un bordello ("un gran salotto, 23 mulatte, danzan come matte, casa di piacere per stranieri"). A causa dei vari eccessi ("rum e cocaina") ingrassa fino a raggiungere il peso di 130 chili. La canzone si conclude dicendo "se sarai cortese ti farà vedere nella pelle bruna, una zanna bianca, come la luna", evidente ricordo del naufragio e dell'incontro col predatore.
Maracaibo è stata utilizzata nelle colonne sonore dei film Vacanze di Natale, Il dolce e l'amaro, Terraferma, Io che amo solo te e, in versione mixata dal dj francese Bob Sinclar, di Vacanze di Natale a Cortina.
Maracaibo è, nella realtà, una città costiera del Venezuela, il cui nome si pronuncia correttamente Maracàibo e non Maracaìbo, come detto nella canzone.