NGC 2617

NGC 2617
Galassia a spirale
NGC 2617 (a dx) e PGC 24136 (a sx) nelle immagini DESI Legacy Imaging Surveys
Scoperta
ScopritoreÉdouard Stephan
Data12 febbraio 1885
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneIdra
Ascensione retta08h 35m 38.8s
Declinazione-04° 05′ 18″
Distanza218,9 milioni di a.l.
(67,10 Mpc)
Magnitudine apparente (V)13,8

nella banda B: 14,7

Redshift+ 0,014213 ± 0,000013
Luminosità superficiale13,66
Angolo di posizione117°
Velocità radiale4261 ± 4 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale
ClasseSa , Sc? , S0-a
Dimensioni63 000 a.l.
(19 400 pc)
Altre designazioni
PGC 24141
MCG -1-22-2
Mappa di localizzazione
NGC 2617
Categoria di galassie a spirale

NGC 2617 è una galassia a spirale vista quasi di faccia e situata nella costellazione dell'Idra, a una distanza di circa 219 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.

NGC 2617 viene talvolta erroneamente confusa con PGC 24136 che nelle immagini appare a poca distanza. Dato che la velocità radiale di PGC 24136 è di 4405 km/s, valore comparabile con i 4260 km/s di NGC 2617, questo significa che le due galassie si trovano a una distanza simile dalla nostra Via Lattea e quindi potrebbero formare una coppia di galassie in interazione gravitazionale tra loro.

Scoperta

La galassia è stata scoperta il 12 febbraio 1885 dall'astronomo francese Édouard Stephan.

Descrizione

NGC 2617 presenta una larga riga a 21 cm dell'idrogeno neutro.

Galassia di Seyfert

Nel 1992 si è rilevato che NGC 2617 è una galassia attiva che presenta emissioni nei raggi X, e nel 1996 è stata identificata come galassia di Seyfert del tipo 1.8.

Nell'aprile 2013, nel nucleo di NGC 2617 è stata rilevata una notevole esplosione che ha fatto cambiare il tipo spettrale in Seyfert 1. In concomitanza si è notato anche un aumento delle emissioni nei raggi X, nell'ultravioletto e nella luminosità nell'infrarosso. L'evento sembra essere correlato al riscaldamento provocato dai raggi X sul disco di accrezione che orbita attorno al buco nero supermassiccio posto al centro della galassia. L'aumento di luminosità registrato tra il 2010 e il 2012 può essere collegato all'eliminazione di parte della polvere che avvolgeva il disco interno.

Tra il 2016 e il 2018 sono state osservate ulteriori esplosioni.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 2617, su cseligman.com. URL consultato il 9 agosto 2025.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Results for object NGC 2617, su ned.ipac.caltech.edu, National Aeronautics and Space Administration / Infrared Processing and Analysis Center. URL consultato il 9 agosto 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 2600 à 2699, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 9 agosto 2025.
  4. ↑ (EN) NED results for object PGC 024136, su ned.ipac.caltech.edu. URL consultato il 9 agosto 2025.
  5. ↑ Th. Boller, E. J. A. Meurs, W. Brinkmann, H. Fink, U. Zimmermann e H. -M. Adorf, ROSAT all sky survey observations of IRAS galaxies., in Astronomy and Astrophysics, vol. 261, luglio 1992, p. 57–77, Bibcode:1992A&A...261...57B.
  6. ↑ Edward C. Moran, Jules P. Halpern e David J. Helfand, Classification of IRAS-selected X-Ray Galaxies in the ROSAT All-Sky Survey, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 106, ottobre 1996, p. 341, Bibcode:1996ApJS..106..341M, DOI:10.1086/192341.
  7. ↑ Shappee, B. J et al., The Man behind the Curtain: X-Rays Drive the UV through NIR Variability in the 2013 Active Galactic Nucleus Outburst in NGC 2617, in The Astrophysical Journal, vol. 788, n. 1, giugno 2014, Bibcode:2014ApJ...788...48S, DOI:10.1088/0004-637X/788/1/48.
  8. ↑ Oknyansky, V. L et al., The curtain remains open: NGC 2617 continues in a high state, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 467, n. 2, maggio 2017, pp. 1496-1504, Bibcode:2017MNRAS.467.1496O, DOI:10.1093/mnras/stx149.

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