L'epiteto specifico di Parnassius phoebus è un epiteto del dio Apollo, che deriva dal termine φοῖβος (phoibos), "splendente", "luminoso", "puro"; mentre il nome, Parnassius, significa proprio "di Apollo" o "delle muse".
Descrizione
Adulto
La farfalla febo presenta un leggerissimo dimorfismo sessuale, in quanto le ali posteriori del maschio possiedono due macchie rosse bordate di nero e quelle anteriori con una sola macchia rossa e tre nere, mentre nella femmina i disegni sono più sviluppati: le macchie rosse nelle ali anteriori sono spesso tre e centralmente hanno, a volte, del bianco; nelle ali anteriori le macchie nere sono quattro e, inoltre, sono cosparse di macchioline e sfumature di grigio, molto meno evidenti nel maschio; entrambi hanno un colore di fondo bianco e l'estremità delle ali spesso con assenza di scaglie; le caratteristiche delle ali, comunque, variano molto di sottospecie in sottospecie.
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Larva
La larva è nera a macchie che vanno dal giallo al rosso.
Specie simili
Questa farfalla è molto simile a Parnassius apollo, dalla quale si distingue, oltre che per l'areale, che in Europa si limita alle Alpi per la farfalla febo, per il funicolo antennale, che in Parnassius phoebus è anellato di bianco-nero/grigiastro, mentre nella farfalla apollo è grigio chiaro-bianco, colori che, ad occhio nudo, possono risultare pressoché omogenei.
Nel 2014, è stata condotta una ricerca dall'ICZN che ha provato che non esiste differenza molecolare tra P. phoebus e altre vecchie specie come P. smintheus, delle Montagne Rocciose, P. cardinalis, della bassa Svizzera o P. sacerdos, tipica dell'Engadina; per cui queste ed altre vecchie specie sono state unite in un'unica specie, già descritta in precedenza da Brunner, ma considerata per molto tempo non valida per poi diventare ufficiale; con questa ricerca sono stati risolti molti dibattiti e confusioni, e ora le vecchie specie sono diventate sottospecie.
Parnassius phoebus smintheusIllustrazione di Parnassius phoebus sacerdos
Biologia
Si tratta di una specie univoltina: la si può incontrare da fine giugno a fine agosto, con variazioni a seconda della località.
Saxifraga aizoides
La larva nelle Alpi si nutre di Saxifraga, in particolare Saxifraga aizoides e in Nord America si nutre di piante del genere Sedum e altre Crassulaceae; In cattività, però, la larva sembra rifiutare la Saxifraga aizoides, bisognerebbe quindi verificare il fatto che le larve europee non si nutrano di Sedum.
In ogni caso l'adulto tende a deporre le uova non sulla pianta alimentare della larva, ma in prossimità di essa, su tronchi, vegetazione viva o morta, pietre, muschi e addirittura per terra. La larva successivamente si impupa nel terriccio sottostante la sua pianta alimentare o nel muschio.
La si trova in canali, valli umide e corsi d'acqua, quindi luoghi caratteristici delle piante di cui si nutre la larva, dai 1600 ai 2800 m d'altitudine, anche se generalmente dai 1800 ai 2200 m.
Tassonomia
Segue la tassonomia delle sottospecie e delle varietà di P. phoebus
Parnassius phoebus alpestris Verity, 1911
Parnassius phoebus var. anna Stichel, 1907
Parnassius phoebus aktashicus
Parnassius phoebus alaskensis Eisner, 1956
Parnassius phoebus altaica Ménétriés, 1859
Parnassius phoebus amalthea Bryk & Eisner, 1935
Parnassius phoebus ampliusmaculata Bryk, 1929
Parnassius phoebus apricatus Stichel, 1906
Parnassius phoebus var. aristion Fruhstorfer, 1923
Parnassius phoebus var. astriotes Fruhstorfer, 1923
123456789Tom Tolman, Guida all farfalle d'Europa e Nord Africa, illustrazioni di Richard Lewington, Gennaio 2014, Ricca editore, 2008, p.36-37-38-39, ISBN978-88-6694-002-9.
Tom Tolman, Guida alle farfalle d'Europa e Nord Africa, illustrazioni di Richard Lewington, Gennaio 2014, Ricca editore, 2008, p.36-37-38-39, ISBN978-88-6694-002-9.