| Cuproroméite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.DH.20 |
| Formula chimica | Cu2Sb2(O,OH)7 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | cubico |
| Classe di simmetria | esottaedrica |
| Parametri di cella | a = 10,25 Å, Z = 8, V = 1076,89 ų |
| Gruppo puntuale | 4/m 3 2/m |
| Gruppo spaziale | Fd3m (nº 227) |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 2,98 - 3,96 g/cm³ |
| Densità calcolata | 5,5 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3-4 |
| Frattura | concoide |
| Colore | verde oliva, verde giallastro, verde nerastro, nero opaco |
| Lucentezza | vitrea |
| Opacità | traslucida |
| Striscio | giallo verde |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La cuproroméite è un minerale appartenente al supergruppo del pirocloro e, all'interno di questo, al gruppo della roméite.
Il minerale non è più riconosciuto dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) come specie indipendente dal 2016.
Nel 1867 fu scoperto un minerale a cui venne dato il nome di partzite in onore del suo scopritore, A.F.W. Partz; dopo iniziali dubbi sulla sua somiglianza con la cuproroméite ulteriori analisi hanno confermato l'effettiva coincidenza tra i due minerali.
Infine, nel 2016, la cuproroméite è stata ufficialmente non più riconosciuta come specie minerale indipendente.
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale fino al 2009, la cuproroméite compare con il vecchio nome di partzite ed è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene ulteriormente suddivisa in base alla dimensione dei cationi e alla struttura del minerale, in modo tale da trovare la partzite nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 4.DH.20 insieme a bindheimite, idroroméite, lewisite, monimolite, roméite, bismutostibiconite, stibiconite e stetefeldtite.
Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la cuproroméite si trova nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con rapporto metallo:ossigeno = 2:3 (M2O3 e composti correlati)"; qui si trova nel "gruppo del pirocloro; sottogruppo della roméite [Sb ± Ti]" dove forma il sistema nº IV/C.16 insieme ad argentoromeite, bismutoroméite, fluorcalcioroméite, fluornatroroméite, idrossicalcioroméite, idrossiferroroméite, monimolite, ossicalcioroméite, ossiplumboroméite, partzite, stetefeldtite, stibiconite e stibioroméite.
La cuproroméite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Fd3m (gruppo nº 227) con la costante di reticolo a = 10,25 Å e con 8 unità di formula per cella unitaria.
La cuproroméite è una formazione piuttosto rara ed è stata trovata in diversi siti sparsi per il mondo, sebbene in scarse quantità. In Italia è stata rinvenuta nella miniera di "Monte Avanza" presso Forni Avoltri, a Paluzza e a Paularo (Friuli-Venezia Giulia); a Introbio (in Valsassina, Lombardia); in due miniere presso Domusnovas e altre due miniere presso Fluminimaggiore (Sardegna); ad Aldino e presso Lavis (Trentino-Alto Adige).
Altri ritrovamenti si sono avuti in diverse miniere della Germania, della Francia e dell'Austria.
Fuori dall'Europa si contano ritrovamenti in diverse contee degli Stati Uniti, nella regione di Žalalabad (Kirghizistan) e in Australia Occidentale (Australia).
La cuproroméite è stata trovata in zone alterate all'interno di depositi contenenti solfosali di rame-antimonio e si presenta generalmente in masse compatte.
Il minerale è traslucido con lucentezza vitrea; il colore può essere verde oliva, verde-giallo a verde scuro o nero. Il colore del suo striscio è giallo-verde.