Il nome del genere deriva dal greco "peri" (= intorno) e "tyle" (= callo), in riferimento ai margini callosi degli acheni.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico George Bentham (1800-1884) nella pubblicazione "The Botany of the Voyage of H.M.S. Sulphur" (Bot. Voy. Sulphur [Bentham] 23) del 1844.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo annuale o perenne (suffrutici o arbusti), da delicato a robusto con radici a fittone sottili o carnose.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta o pendula, semplice o ramosa. Altezza media: 2–45cm.
Foglie. Le foglie sono perlopiù cauline; spesso sono opposte (quelle prossimali) o alterne (quelle distali); sono picciolate o sessili. Le lamine, con forme da deltate a ovate, solitamente sono trilobate con margini terminali interi, dentati o lobati. La superficie può essere densamente ghiandolosa.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolinidiscoidi o radiati, solitari o in formazioni cimose aperte di tipo corimboso. I capolini sono formati da un involucro a forma da cilindrica a campanulata o emisferica, composto da 5-28 brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni ligulati del raggio e quelli più interni tubulosi del disco. Le brattee sono persistenti e sono disposte su 2 serie; sono distinte con forme da lineari a ovate, uguali o subeguali, piatte o carenate, glabre o pelose, con apici ottusi, acuti o attenuati. Il ricettacolo è privo di pagliette ed ha una forma da piana a convessa. Diametro degli involucri: 3–15mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): da 0 a 3-18; sono femminili e fertili; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula normalmente è trilobata con superfici glabre o pubescenti; i colori sono bianchi;
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4 lobi; il tubo è meno lungo (o uguale) della gola (o imbuto) che può essere da cilindrica a campanulata; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata con superfici glabre, pubescenti o ghiandolose; il colore è giallo.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Il colore delle antere è giallo con appendici ovate. Le cellule dell'endotecio hanno 1 - 3 ispessimenti sulle pareti trasversali. Le appendici delle antere sono prive di ghiandole. Diametro del polline: 23 - 27 micrometri.
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale dotati di appendici affusolate. Le papille degli stigmi sono disposte su due file.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono appiattiti o subcilindrici, lineari o oblanceolati o obovati. La sezione trasversale è rettangolare con margini spessi, callosi, generalmente ciliati. Le pareti dell'achenio sono carbonizzate. Il pappo è assente o formato da 1–2 o più setole.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America. La maggior parte delle specie Nord-Americane si trovano nelle regioni montuose e in bacini erosi del sud-ovest degli Stati Uniti.
Sistematica
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Alcune checklist descrivono la specie Perityle tenuifolius all'interno della sottotribù Lycapsinae H.Rob, 1980 con il nome di Lycapsus tenuifolius Phil.. Tuttavia recenti studi hanno messo in discussione questa posizione tassonomica affermando che Lycapsus tenuifolius è annidata all’interno di Perityle. In particolare è "sorella" delle popolazioni sudamericane di Perityle emoryi e insieme formano un lignaggio sudamericano derivato da un singolo evento di dispersione a lunga distanza dal Nord America.
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:
Amauria Benth., 1844
Closia J.Rémy, 1849
Lycapsus Phil., 1870
Filogenesi
Questo genere appartiene alla sottotribù Peritylinae della tribù Perityleae; entrambi appartengono al clade denominato Phytomelanic cipsela o chiamato anche gruppo "Heliantheae Alliance", caratterizzato dalla presenza nella cipsela di uno strato di fitomelanina. La sottotribù è caratterizzata da acheni appiattiti radialmente con margini poco visibili, da pappi formati da poche squamelle laciniate, da brattee dell'involucro che racchiudono in parte gli acheni periferici e da corolle dei fiori del disco con 4 lobi.
Il genere Perityle nella sottotribù occupa una posizione filogenetica "basale": è "fratello" al resto della sottotribù. Il genere è sempre stato polifiletico. Recenti studi di tipo filogenetico delle sequenze genomiche dei cloroplasti e dei nuclei, nonché analisi morfologiche e citologiche hanno risolto la non monofilia del genere Perityle. Il genere è stato diviso in quattro generi separati. Questi generi corrispondono a linee evolutive indipendenti, caratterizzate da differenze morfologiche, citologiche e biogeografiche ben definite:
Perityle: ristretto a un lignaggio a divergenza precoce contenente la specie tipo, alcuni taxa di rango minimo, tutti e tre i taxa del genere Amauria e una specie endemica delle Isole Desventuradas; in questo clade è presente un numero variabile di cromosomi (x = 11, 12, 13, 16, 18 o 19);
Nesothamnus: ristabilito come genere monotipico per l'arbusto endemico dell'Isola di Guadalupe.
I prossimi due generi formano un clade di piante perenni o annuali, legnose ed erbacee, con un numero cromosomico di base stabilizzato di x = 17 (n = 17, 34, 51, 68); si distinguono per una combinazione di caratteristiche dei frutti e dei fiori:
Laphamia: ripristinato; questo gruppo include piante perenni suffruticose, erbacee e annuali, spesso endemiche di pareti rocciose; il numero cromosomico stabilizzato è x = 17 (n = 17, 34, 51, 68).
Galinsogeopsis: ripristinato; il numero cromosomico stabilizzato è x = 17 ma separato da Laphamia per morfologia e biogeografia; include subarbusti, piante perenni rizomatose e alcune annuali.
Alcuni caratteri distintivi del genere:
l'habitus consiste in erbe annuali o perenni, da delicate a robuste, con radici a fittone sottili o carnose;
le corolle sono bianche e gialle;
la sezione trasversale degli acheni è rettangolare con margini spessi, callosi, generalmente ciliati;
il pappo è assente o formato da 1–2 setole.
Note
↑(EN) Perityle Benth., su The International Compositae Alliance (TICA), 1844. URL consultato il 31 agosto 2026 (archiviato il 13 giugno 2026).
↑(EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
↑(EN) Perityle aurea Rose, su The International Compositae Alliance (TICA), 1890. URL consultato il 31 agosto 2026 (archiviato il 17 settembre 2025).
↑(EN) Perityle brandegeeana Rose, su The International Compositae Alliance (TICA), 1890. URL consultato il 31 agosto 2026 (archiviato il 17 settembre 2025).
↑(EN) Perityle californica Benth., su The International Compositae Alliance (TICA), 1844. URL consultato il 31 agosto 2026 (archiviato il 31 agosto 2026).
↑(EN) Perityle cuneata Brandegee, su The International Compositae Alliance (TICA), 2007. URL consultato il 31 agosto 2026 (archiviato il 18 settembre 2025).
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.