| Pollenza comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Mauro Romoli (lista civica) dal 27-5-2019 (2º mandato dal 10-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°16′03.99″N 13°20′53.3″E |
| Altitudine | 341 m s.l.m. |
| Superficie | 39,55 km² |
| Abitanti | 6 149 (31-5-2026) |
| Densità | 155,47 ab./km² |
| Frazioni | vedi elenco |
| Comuni confinanti | Macerata, San Severino Marche, Tolentino, Treia |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 62010 |
| Prefisso | 0733 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 043041 |
| Cod. catastale | F567 |
| Targa | MC |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 2 039 GG |
| Nome abitanti | pollentini |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 24 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pollenza (Montemilone fino al 1862) è un comune italiano di 6 149 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche.
Si trova al centro della provincia di Macerata, al confine est con il capoluogo. Il centro storico poggia su una collina di 341 m s.l.m. al centro di due valli, a nord quella del fiume Potenza, a sud quella del fiume Chienti. La presenza dei due fiumi ha consentito fin dall'antichità la coltivazione della terra e il transito di merci e popoli, rendendo la zona abitata e ricca.
Le prime tracce dell'uomo compaiono nell'VIII secolo a.C., epoca a cui risale un'estesa necropoli rinvenuta a Monte Franco, a nord dell'abitato. Risulta dagli scritti di Tito Livio, Strabone, Plinio il Vecchio, Plinio il Giovane e Svetonio, una cittadina nominata Pollentia o Pneuentia descritta come uno dei principali centri del Piceno posti lungo l'Itinerarium Antonini. Della cittadina romana non si conosce però l'esatta collocazione; certamente ebbe una vita florida in epoca repubblicana per essere poi oscurata dalla vicina Urbs Salvia in epoca imperiale. In nome potrebbe derivare dal verbo latino pollere e dalla divinità Pollentia, simbolo di vitalità e forza.
Dopo le invasioni barbariche l'abitato venne distrutto, per essere poi ricostruito intorno prima dell'anno Mille dal condottiero carolingio Milone, che riceve questo feudo dal Papa e da Carlo III; a lui si collega il toponimo Monte Milone utilizzato fino all'epoca moderna. Nel 1248, divenuto un Comune indipendente, il paese si trova fa parte di una confederazione di comuni composta da Cingoli, Tolentino, Matelica, Camerino e Treia. In quest'epoca l'impianto urbanistico si presenta già a schema radiocentrico secondo i dettami dell'urbanistica romana, con a nord i quartieri di Santa Maria e San Salvatore, a sud quelli di Sant'Andrea e San Bartolomeo. Intorno al Castello di Monte Milone (attuale centro storico) sorgono gli altri quattro castelli raffigurati sullo stemma comunale: il Cassero o Borgo Piazza vecchia (Colle La Croce-Monte Franco-Molino), Castel Gualdo (zona Santa Lucia), Gagliano (Palombarette) e Castel Franco (Monte Fanco).
Nel secolo XIV il cardinale Albornoz, impegnato a riordinare i possedimenti dello Stato Pontificio fa redigere le Constitutiones Aegidianae, dove Monte Milone viene indicato tra le Terrae Mediocres; sotto l'influenza di Albornoz nel 1366 viene costruita la cinta muraria a scopo difensivo. Segue un periodo di sudditanza ai nobili Buonaccorsi, ai Lazzarini, ai Da Varano ed infine ai Malatesta; decisivo è poi l'arrivo nella Marca di Francesco Sforza, che conquista l'intera regione. Monte Milone cade nel 1443 subendo numerosi danni, furono incendiati il centro storico e l'Abbazia di Rambona ad opera di Ciarpellone. Subito però il paese si riorganizza rinforzando le mura con ben dodici torrioni e due porte d'ingresso: porta Santa Croce a nord (già esistente e detta infatti Porta Vecchia) e Porta del Colle a sud (poi demolita e riedificata nel 1854). Il dominio degli Sforza terminerà nel 1477, dopodiché questi territori torneranno allo Stato Pontificio.
Nel quadro della Marca Anconitana e dello Stato Pontificio, l’assetto istituzionale cittadino conobbe una tendenza alla chiusura degli organi di governo. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come nobiltà civica.
Il Cinquecento è un secolo di relativa prosperità, durante il quale nasce l'arte della ceramica pollentina portata in zona da vasai forestieri che si stabilirono qui, primo tra tutti fu Gerolamo da Ancona nel 1509. In seguito l'arte della ceramica si radicò con varie fabbriche e durò per quattro secoli con punte di eccellenza nel Centro Italia.
Nel Sei-Settecento avviene il rinnovamento edilizio del centro: si costruiscono il nuovo palazzo comunale (1775) e la torre civica (1785).
Tra il 1797 e il 1798 il paese è soggetto al Governo Provvisorio di Napoleone, dal 1798 al 1799 fece parte della Repubblica Romana e diventa sede di Cantone; nel giugno del 1799 viene abbattuto l'albero della libertà eretto al centro della piazza e Montemilone torna allo Stato Pontificio finché nel 1808 si unisce al Regno Italico. Dal 1814 al 1815 fa parte del Regno di Napoli e questa vicenda storica si concluderà con la cosiddetta Battaglia di Cantagallo (più nota come Battaglia di Tolentino). Lo scontro militare avvenne sul territorio di Pollenza nelle giornate del 2 e 3 maggio 1815 e si concluse con il ritiro di Gioacchino Murat e il ritorno definitivo allo Stato della Chiesa.
Nel corso dell'Ottocento si abbattono i torrioni e si ricostruiscono Porta del Colle, Porta della Croce e Porta Nuova (detta Porta di Mezzo, fu costruita nel 1822 per creare un rapido accesso alla piazza). Nel 1862 a seguito della proclamazione del Regno d'Italia, con regio decreto di Vittorio Emanuele II il paese torna al nome romano Pollenza, anche per un discorso di uniformità amministrativa stante un omonimo comune di Montemilone in provincia di Potenza.
Nel 1907, con la costruzione del portico di palazzo Di Spilimbergo, viene regolarizzata la forma di Piazza della Libertà e nello stesso anno avviene il crollo dell'ottagonale chiesa di Sant'Andrea, che occupava l'attuale spazio di Piazzetta Ricci.
Abitanti censiti

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 settembre 1987 | 18 giugno 1990 | Benedetto Ranieri | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 18 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Ivano Dignani | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Claudio Valentini | Centro-sinistra | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Claudio Valentini | Lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Sabrina Ricciardi | Lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Luigi Monti | Lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Luigi Monti | Lista civica Con la gente | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Mauro Romoli | Lista civica | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Mauro Romoli | Lista civica Con la gente | Sindaco | |
Il principale collegamento e la superstrada SS 77 (collegamento est-ovest da Civitanova Marche a Foligno) ed ha lo svincolo "Pollenza" che permette direttamente di raggiungere la cittadina.
Il territorio comunale dispone di una stazione ferroviaria facente parte della ferrovia Civitanova Marche-Fabriano, servita da treni regionali Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 138444236 · SBN UMCL000053 · LCCN (EN) n85200839 · GND (DE) 4825276-1 · J9U (EN, HE) 987007557736005171 |
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