| Pozzoleone comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Edoardo Tomasetto (lista civica) dal 26-5-2019 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°38′58″N 11°40′28″E |
| Altitudine | 56 m s.l.m. |
| Superficie | 11,26 km² |
| Abitanti | 2 767 (31-5-2026) |
| Densità | 245,74 ab./km² |
| Frazioni | Friola, Scaldaferro |
| Comuni confinanti | Bressanvido, Carmignano di Brenta (PD), Cartigliano, Cittadella (PD), Nove, San Pietro in Gu (PD), Sandrigo, Schiavon, Tezze sul Brenta |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 36050 |
| Prefisso | 0444 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 024082 |
| Cod. catastale | G957 |
| Targa | VI |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 400 GG |
| Nome abitanti | pozzoleonesi |
| Patrono | san Valentino |
| Giorno festivo | 14 febbraio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pozzoleone è un comune italiano di 2 767 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.
Il comune originariamente si estendeva su un'area paludosa e malsana che, grazie alla paziente ma costante opera dei monaci benedettini, fu risanata e bonificata. Attualmente il terreno è particolarmente fertile e ben sfruttato in agricoltura, principalmente con prati stabili irrigui che consentono la produzione di foraggio, in funzione dell'allevamento bovino e la conseguente produzione di formaggio Grana Padano e Asiago.
Il paese, dalle sue origini fino metà dell'Ottocento, si chiamava semplicemente "Pozzo", traduzione del latino Putheum. Su richiesta del sindaco del tempo – che lo voleva distinguere da altre località con lo stesso nome – un regio decreto del 18 agosto 1867 decretò la trasformazione del nome in Pozzoleone. L'aggiunta prese spunto dal sigillo parrocchiale che, fin dal medioevo, raffigurava un leone accanto ad un pozzo.

L'abitato di Pozzo viene citato per la prima volta molto probabilmente nella grande donazione immobiliare del 29 aprile del 1085 effettuata dai capostipiti degli Ezzelini (da Onara e da Romano) e da Camposampiero al monastero cluniacense di S.Eufemia di Villanova, ora Abbazia Pisani (PD), dove tra i destinatari veniva citato un certo “Petrum de Pozo”. Più tardi invece, il 10 giugno 1180, figurano tra i componenti del consiglio dei 200 di Padova tali “Henricus e Petrus Bonus de Pozo”. La data più certa di tutte invece è del 1262, quando il comune di Vicenza, per recuperare i beni che erano stati incamerati da Ezzelino, fece un elenco dei villaggi nel suo distretto. Tra le 46 ville facenti parte del quartiere di Santo Stefano si trovava anche Putheum, ovvero “Pozzo”. Verso la metà del Trecento il territorio di Pozzo fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al Vicariato civile di Marostica e tale rimase, anche sotto la dominazione viscontea e veneziana, sino alla fine del XVIII secolo. Per la Frazione di Friola ricca di storia e legata alle vicende storiche degli Ezzelini vedi pagina apposita.
Lo stemma è stato riconosciuto con DCG del 23 dicembre 1929. È un'arma parlante e vi sono rappresentati un pozzo e un leone rampante. Il gonfalone, concesso con DPR del 1º dicembre 1983, è un drappo partito di rosso e di azzurro.
Nel capoluogo, attualmente si trovano
Il campanile della Parrocchiale ospita un pregevole concerto di 6 campane in Mi3 (Mi3, Fa#3, Sol#3, La3, Si3, Do#4) alla veronese con il doppio sistema elettrico e manuale (la piccola completamente manuale). Furono fuse tutte da De Poli di Vittorio Veneto (TV): 1^ e 5^ nel 1997 (con 1^ rifusa nel 2002), 2^ e 4^ nel 1995, 3^ nel 1996 e piccola nel 2008. Il campanone pesa 880 kg. È presente un richiamo in Fa4 manuale, che faceva parte del concerto precedente (costituito da 3 bronzi in Mib3).
Nella frazione Scaldaferro vi è il santuario della Madonna Salute degli Infermi (Virgo Salus Infirmorum).

Sotto il profilo artistico nel capoluogo è ancora oggi possibile vedere, in via Vittorio Emanuele, la villa seicentesca dei conti Capra, la quale per trapassi ereditari fu divisa in due blocchi già nel Settecento ed è ora di proprietà delle famiglie Carli e Seganfreddo.
In via Vegra di sopra si trova Villa Gonzato, interessante dal punto di vista storico e artistico in quanto è ancora ben visibile la ex torre ghibellina della seconda metà del '300, modificata nella seconda metà del '500 per trasformarla da uso difensivo ad uso abitativo; da notare che sono ancora ben visibili le merlature ghibelline, inglobate nella struttura attuale e coperte da un tetto; interessanti gli affreschi interni.

In Località Belvedere degna di nota è la villa Condestaule.
Abitanti censiti

Nella frazione di Friola vi è una scuola dell'infanzia (privata), nel capoluogo una primaria e una secondaria inferiore.
Nel capoluogo vi è anche la Biblioteca civica, che fa parte della rete di biblioteche vicentine (RBV)
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
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| 2019 | in carica | Edoardo Tomasetto | Sindaco | ||
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 238170119 |
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