Castelgomberto

Castelgomberto
comune
Castelgomberto – Stemma
Castelgomberto – Bandiera
Castelgomberto – Veduta
Castelgomberto – Veduta
Castelgomberto visto da Brogliano
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Vicenza
Amministrazione
SindacoDavide Dorantani (LSP) dal 10-6-2018 (2º mandato dal 15-5-2023)
Territorio
Coordinate45°35′N 11°24′E
Altitudine145 m s.l.m.
Superficie17,44 km²
Abitanti6 122 (31-5-2026)
Densità351,03 ab./km²
FrazioniValle
Comuni confinantiBrogliano, Cornedo Vicentino, Isola Vicentina, Malo, Montecchio Maggiore, Sovizzo, Trissino
Altre informazioni
Cod. postale36070
Prefisso0445
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024028
Cod. catastaleC119
TargaVI
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 477 GG
Nome abitanticastrobertensi
Patronosanti Pietro e Paolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelgomberto
Castelgomberto
Castelgomberto – Mappa
Castelgomberto – Mappa
Posizione del comune di Castelgomberto all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Castelgomberto (Castelgonberto in veneto) è un comune italiano di 6 122 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.

Geografia fisica

Origini del nome

In assenza di documenti che attestino l'origine del nome, si può solo supporre che in un'epoca difficilmente identificabile sia stato signore del castello un certo Gumberto - forse Hubert - dal quale prese il nome il centro abitato che si sviluppò più tardi.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del territorio vicentino.

Preistoria

Durante l'Età del bronzo (XXIV - X secolo a.C.) e l'Età del ferro (metà X secolo a.C. - metà I secolo a.C.) le aree pedemontane, dalle quali si potevano estrarre i minerali utili alla manifattura di oggetti, furono densamente abitate; il secondo periodo fu caratterizzato, oltre che dall'introduzione della metallurgia del ferro, dallo sviluppo della civiltà dei Veneti.

Anche a Castelgomberto, scavi archeologici eseguiti alla fine del Novecento hanno documentato la presenza di nuclei abitati sul monte Castello e sul colle di Santo Stefano. In quest'ultima località, in particolare, è stata portata alla luce la struttura dell'abitato, costituita da un terrapieno sostenuto da muri a secco, sul quale era disposta una massicciata costituita da brecciame calcareo del posto. Al di sopra del terreno così spianato si alzavano le capanne, probabilmente costituite da pareti in legno e travi intonacate con argilla negli interstizi e ricoperte da tetti di paglia o ramaglia; i focolari erano all'aperto.

Epoca romana

Negli ultimi decenni del Novecento sono stati ritrovati nelle campagne di Castelgomberto, modesti reperti e frammenti di epoca romana, poi andati dispersi. È stata fatta l'ipotesi che alcune strade attraversassero questo territorio, mettendo in comunicazione la Valle dell'Agno con il passo di Priabona a nord e con il valico della Bocca ad est.

Sotto l'altare della chiesetta di San Fermo è stata ritrovata nel 1992 una stele funeraria romana con iscrizione latina, parte di un'ara dedicata ai Mani, sulla quale è incisa l'epigrafe dedicata a un'infante, figlia del procuratore imperiale Caio Vaternio Calpurnio Lucreziano che, quasi certamente, ricopriva un ruolo di amministratore pubblico nella Valle dell'Agno ed aveva la sua villa di campagna in questa zona a sud di Castelgomberto.

La stele era già conosciuta sul finire del 1500 ma giudicata un falso. Negli anni trenta del Novecento la stele fu riscoperta ma nuovamente giudicata un falso. Solo nel 1992 fu presa in considerazione dati i ritrovamenti nelle vicinanze della chiesa e nel territorio di Castelgomberto avvenuti negli anni precedenti.

Medioevo

Nel 1986, durante i lavori di scavo per la costruzione di un condominio nella periferia sud del capoluogo, sono venuti alla luce materiali in metallo e numerose ossa umane, materiale che consente di ipotizzare l'esistenza di una piccola necropoli longobarda nella pianura alluvionale di Castelgomberto.

Dai documenti rimasti relativi alla zona di Castelgomberto si ha notizia di un castello in località Chiuse, dove nel medioevo esisteva un abitato che formava una villa a sé, ma che poi finì per essere assorbito civilmente ed ecclesiasticamente nell'unica villa di Castelgomberto. Questo castello — del quale rimangono alcuni resti delle poderose mura e qualche elemento strutturale — era situato sull'altura che anche oggi è chiamata Monte Castello, molto importante dal punto di vista strategico perché controllava le "chiuse", ossia il punto più stretto della Valle dell'Agno. Forse esisteva anche un altro antico castello sul colle di San Giorgio, anche questo in località Chiuse, riconoscibile ai tempi del Maccà per alcuni resti di grosse fondamenta, di cui si è però persa ogni traccia.

Sull'origine del castello di Chiuse manca ogni dato anche approssimativo; la località però si trovava all'inizio di una via che nei documenti veniva chiamata strada "ungarica", il che porterebbe a pensare che il toponimo facesse riferimento alle scorrerie degli Ungari nel X secolo. Se così fosse si potrebbe datare l'origine del castello di Chiuse – così come di quello di Monteviale – a tale epoca, costruiti per incastellare e difendere le rispettive chiese.

I documenti dimostrano che quello di Chiuse fu un castello vescovile: infatti viene citato in tutti i diplomi imperiali, a cominciare da quello di Ottone III nel 1000, fino a quello di Ottone IV nel 1200. In un atto d'investitura vescovile del 1288 e in un altro del 1306 si trova ricordato il castello, situato vicino a Chiuse. A parte queste e altre investiture di feudi decimali, della giurisdizione del feudo i vescovi investirono i Trissino.

Nella zona di Castelgomberto, durante il periodo medievale, oltre i Trissino che dominavano tutta la vallata dell'Agno, furono importanti due famiglie che presero il nome dalle località: i Da Chiuse e i Da Castelgomberto. I due centri abitati nel XIV secolo gradualmente si fusero; il nucleo urbanistico più antico si sviluppò in corrispondenza della Crosara e di via Villa.

Epoca moderna

Durante il periodo della Serenissima, in zona furono edificate ville di famiglie signorili; la più prestigiosa, costruita in forme gotiche intorno alla metà del Quattrocento, fu la villa Trissino, radicalmente restaurata nel Settecento.

Tra il XVI ed il XVIII secolo lo sviluppo urbanistico si allargò alla parte settentrionale dell'attuale via Villa, significativamente chiamata nei documenti "Villa Nova", nuovo centro abitato. In questa zona nel 1666 venne completata villa Piovene, grandioso edificio progettato da Antonio Pizzocaro, in seguito chiamata villa Da Schio. Grande sviluppo ebbe anche via Bocca, mentre sorsero ovunque, nella campagna e nelle contrade, poderosi complessi rurali, alcuni di ottima fattura, appartenenti alle famiglie della vecchia nobiltà cittadina o alle famiglie locali emergenti.

Epoca contemporanea

Nell'Ottocento ci fu un consistente aumento della popolazione, che però non modificò lo sviluppo urbanistico. Le mappe napoleoniche ed austriache riproducono sostanzialmente l'immagine dei secoli precedenti: contrade isolate sparse nella campagna, nelle valli e sulle colline, ed un centro borgato ricompreso tra la piazza, via Villa e via Bocca.

Nella prima guerra mondiale era attivo il Campo di aviazione di Castelgomberto.

Il grande sviluppo urbanistico, che gradualmente estese l'area a sud del centro abitato, ebbe inizio nel secondo dopoguerra.

Simboli

Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.C.M. del 3 settembre 1951.

«D'argento, al castello di rosso, torricellato di un pezzo centrale, merlato alla ghibellina, aperto e finestrato del campo, e fondato su una terrazza di verde, alla bandierina, bianca, rossa e verde, piantata sul merlo centrale della torre. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 26 ottobre 1952, è un drappo partito di bianco e di rosso riccamente ornato di ricami di argento.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Duomo dei santi Pietro e Paolo e la campanella
Chiesa di San Giorgio e Valentino
Oratorio Regina Pacis
Chiesa di Santa Cecilia in frazione Valle

Architetture civili

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Cultura

Eventi

Geografia antropica

Nel comune di Castelgomberto c'è una sola frazione prevista dallo statuto del comune: Valle, con una popolazione di circa 500 abitanti.

Altre località o contrade sono: Berti Alti, Berti Bassi, Brunetti, Buso, Canton, Capitello - Monte Schiavi, Carletti, Conca, Fortuna, Gasparella Grumi, Giuriati, Grumi, Monte Schiavi, Nicoletti, Palazzetto, Partiloca, Pendina, Pilotto, San Fermo, Sandri, Sottoriva, Tamiozzi, Val di Barco, Valle, Vallorona, Vanzetti.

Infrastrutture e trasporti

Il trasporto pubblico a Castelgomberto è garantito da autocorse svolte dalla società Ferrovie e Tramvie Vicentine (FTV).

Fra il 1880 e il 1980 il paese venne servito da una stazione posta sulla tranvia Vicenza-Valdagno-Recoaro Terme/Chiampo, gestita anch'essa dalle FTV.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1995 Giuseppe Cecchetto DC Sindaco
1995 1999 Antonio Fortuna Centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Bonaventura Granatiero Lista civica Sindaco
2004 2007 Battista Onorato Occhietti Lista civica Sindaco
2007 2008 Vincenzo Foglia Commissario prefettizio
2008 2018 Lorenzo Dal Toso Centro-destra Sindaco
2018 in carica Davide Dorantani Centro-destra Sindaco

Sport

Castelgomberto è sede del Velodromo Mainetti.

La principale squadra di calcio è il Castelgomberto Lux ed è affiliata al L.R. Vicenza Virtus.

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Comune di Castelgomberto - Statuto.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990.
  6. 1 2 Canova, 1979, pp. 244-45.
  7. ↑ Armando De Guio, L'insediamento di Castelgomberto nel quadro dell'occupazione protostorica del territorio vicentino, estr. da Archeologia Veneta, 1980.
  8. 1 2 3 4 5 Sito istituzionale del Comune di Castelgomberto, citato, su comune.castelgomberto.vi.it.
  9. ↑ L'epigrafe, tradotta in italiano, dice: "Agli Dei Mani. In ricordo di Vaternia Calpurnia Sabina, figlia di Caio, che visse un anno e cinque mesi, il padre Caio Vaternio Calpurnio Lucreziano, procuratore imperiale, dispose che fosse eretta".
  10. ↑ Silvano Fornasa, La chiesa campestre di San Fermo.
  11. ↑ Le armi e gli oggetti trovati sono ora depositati nel Museo Civico "Giuseppe Zannato" di Montecchio Maggiore.
  12. ↑ Gaetano Maccà, Storia del Territorio Vicentino, XIII, p. 96.
  13. ↑ Come quella che saliva alla chiesa di Monteviale dove esisteva il castello dell'omonima villa.
  14. ↑ P. Meda, Castelgomberto - Le sue chiese e i suoi oratori - Notizie Storiche, Vicenza, 1935; Notizie storiche e leggendarie di Castelgomberto, Vicenza, 1935.
  15. ↑ in pertinentiis Clusarum … sub monte castri … in fratti castri … in contratti montis de castro de Clusis.
  16. ↑ Castelgomberto, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 4 luglio 2023.
  17. ↑ Bozzetto del gonfalone del Comune di Castelgomberto, su ACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. URL consultato il 12 ottobre 2024.
  18. ↑ Dina Tamiozzo, Il campanile della Chiesa di Santa Cecilia di Castelgomberto: immagini, documenti e testimonianze di un simbolo, Castelgomberto, 1992.
  19. ↑ Silvano Fornasa, La chiesa campestre di S. Fermo nella storia di Castelgomberto, Castelgomberto, 1994.
  20. ↑ Dati tratti da:
  21. ↑ Progetto "Vicenza Academy", su vicenzacalcio.com, Vicenza Calcio. URL consultato il 27 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2013).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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