

Qadesh è una divinità egizia attestata nel Nuovo Regno, soprattutto attraverso stele provenienti da Deir el-Medina, nelle quali compare accanto agli dei Min e Reshef. Il suo nome è una formazione egizia costruita sulla radice delle lingue semitiche q-d-s, con il significato di "sacro", mentre la sua iconografia richiama anche modelli della Siria e della Palestina; una dea chiamata Qadesh non è attestata nei testi in lingua ugaritica o in altri testi siro-palestinesi e non è generalmente identificata con una semplice ipostasi di Anat o Astarte.
Le attestazioni disponibili sono relativamente poche e non permettono di ricostruirne con sicurezza tutte le funzioni religiose; sono note sette stele egizie iscritte della XIX dinastia nelle quali la dea è identificata esplicitamente come qdš o qdšt.
Tra gli appellativi di Qadesh ricorrono "signora del cielo", "signora di tutti gli dèi", "signora delle Due Terre", "figlia di Ra", "amata di Ra" e "occhio udjat di Atum"; nelle iscrizioni egizie può inoltre essere invocata come dispensatrice di salute e di buona vita. La scarsità delle attestazioni non permette però di attribuirle con certezza una funzione religiosa specifica: l'identificazione come dea della fertilità, dell'estasi sessuale o della prostituzione sacra, frequente in interpretazioni precedenti, non è sostenuta dalle testimonianze note.
Il culto di Qadesh in Egitto è attestato almeno nel Nuovo Regno e le principali testimonianze note provengono da stele di Deir el-Medina, fra cui quella del Museo Egizio di Torino dedicata dallo scriba reale Ramose e quella del British Museum appartenuta a Qeh. Nelle raffigurazioni egizie la dea compare con offerenti privati e non con figure regali; le stele appartengono quindi soprattutto all'ambito della devozione privata, con una presenza significativa di dedicanti femminili.
A Menfi Qadesh è menzionata insieme ad altre divinità venerate in un tempio della città e, in alcune iscrizioni, è chiamata figlia di Ptah o sua amata.

Qadesh è raffigurata frontalmente e nuda, in piedi su un leone e, nelle stele a triade, affiancata dagli dei Min e Reshef; porta generalmente una parrucca di tipo hathorico, talvolta completata da corna, disco solare o altre corone, che costituisce il principale richiamo iconografico a Hathor. Nella stele del Louvre tiene un serpente e un fiore, mentre Min porta la corona di Amon e Reshef la corona bianca, il segno ankh e un bastone; i serpenti impugnati dalla dea costituiscono un tratto iconografico specificamente egiziano.
Le immagini di Qadesh appartengono soprattutto alla tarda Età del bronzo, tra circa il 1500 e il 1200 a.C.; nel I millennio a.C. le attestazioni diventano molto rare, ma è nota una raffigurazione della XXV dinastia datata intorno al 700 a.C.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 30620687 · CERL cnp00613810 · GND (DE) 129575321 · J9U (EN, HE) 987007526152805171 |
|---|