Qadesh (dea)

Rappresentazione della dea Qadesh
Stele dedicata dallo scriba reale Ramose alla dea Qadesh, in calcare, Nuovo Regno (XIX dinastia, 1292-1191 a.C.). Museo Egizio, Torino (Cat. 1601).

Qadesh è una divinità egizia attestata nel Nuovo Regno. Il suo nome è considerato una formazione egizia costruita sulla radice semitica q-d-s, "santo/santa"; la dea non è generalmente interpretata come una semplice ipostasi di Anat o Astarte.

Viene descritta come una dea dell'estasi sacra e del piacere sessuale, spesso associata ad Hathor e forse di origine siriaca. La sua presenza nella religione egizia è documentata in particolare da stele provenienti da Deir el-Medina, nelle quali compare accanto agli dei Min e Reshef.

Mitologia

Stele egizia di Qadesh, Louvre, Parigi (C. 86).

Le funzioni e il profilo religioso di Qadesh sono difficili da definire con precisione, per la scarsità di attestazioni dirette.

Tra i suoi appellativi ricorrono "signora del cielo", "signora di tutti gli dèi", "signora delle Due Terre", "figlia di Ra", "amata di Ra" e "occhio udjat di Atum". Nelle iscrizioni egizie la dea può inoltre essere invocata come dispensatrice di salute e di buona vita.

Le interpretazioni precedenti che la presentavano come divinità della fertilità o come "prostituta sacra" sono considerate superate.

Culto

Il culto di Qadesh in Egitto è attestato almeno nel Nuovo Regno. Le principali attestazioni egizie note provengono da stele di Deir el-Medina, fra cui quella del Museo Egizio di Torino dedicata dallo scriba reale Ramose e quella del British Museum appartenuta a Qeh.

Nelle raffigurazioni egizie Qadesh non compare accanto a figure regali, ma a offerenti privati; questo dato è stato interpretato come indizio di una devozione non regale, legata soprattutto alla sfera degli individui comuni.

Rappresentazione

Qadesh è raffigurata frontalmente e nuda, con parrucca hathorica, in piedi su un leone e affiancata dagli dei Min e Reshef. Nella stele del Louvre tiene un serpente e un fiore, mentre Min porta la corona di Amon e Reshef la corona bianca, il segno ankh e un bastone. I serpenti impugnati dalla dea sono un tratto iconografico specificamente egiziano.

Le rappresentazioni di Qadesh si concentrano soprattutto nel tardo Bronzo e diventano eccezionali nel I millennio a.C.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Stele dedicata dallo scriba reale Ramose alla dea Qadesh, rappresentata tra gli dèi Min e Reshep, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 3 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) stela (EA191), su britishmuseum.org, British Museum. URL consultato il 3 aprile 2026.
  3. ↑ Zivie-Coche, 2011, pp. 5-6
  4. ↑ (EN) Qadesh, su britishmuseum.org, British Museum. URL consultato il 3 aprile 2026.
  5. 1 2 3 4 Cornelius, 2010, p. 3
  6. 1 2 3 Cornelius, 2010, p.2
  7. 1 2 (FR) stèle rectangulaire à corniche ; stèle biface, su collections.louvre.fr, Musée du Louvre. URL consultato il 3 aprile 2026.

Bibliografia

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