
| Nehmetaui (nḥm.t-ˁw3ỉ) in geroglifici |
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Nehmetaui (in egizio: nḥm.t-ˁw3ỉ) è una divinità egizia attestata soprattutto a Ermopoli, dove compare come consorte di Thot. Nelle raffigurazioni di età tarda è rappresentata in forma femminile e porta come attributo distintivo una corona con un sistro a forma di naos, come mostrano anche le statuette conservate al Museo Egizio di Torino.
Nel Tebtunis Mythological Manual Nehmetaui compare in un episodio in cui Unut punisce Geb per essersi unito alla dea a Khemenu e a Nehebet-anet a Dep; l'accostamento di Khemenu e Dep richiama simbolicamente l'Alto e il Basso Egitto.
Nello stesso manuale Nehmetaui compare anche in una versione locale del mito della "dea lontana", legata a una festa di Thot celebrata a Khemenu. In questo racconto la dea si ritira presso Naunet; Thot e Nefti la riconducono poi a Khemenu, ristabilendo il suo legame con il dio ermopolitano.

Il culto di Nehmetaui è attestato a Ermopoli, principale centro di venerazione del dio Thot. Durante la XXX dinastia i sovrani promossero importanti costruzioni nel santuario della città, fra cui un tempio dedicato alla dea. In età tolemaica il complesso continuò a essere ampliato e monumentalizzato.

Nehmetaui è raffigurata in forma antropomorfa femminile, stante e incedente, con la gamba sinistra avanzata e un abito lungo. Il suo attributo più caratteristico è la corona composta da un modio sormontato da un sistro a forma di naos; in una delle statuette del Museo Egizio il modio è formato da un giro di urei stilizzati dal quale emerge un ulteriore ureo.
Le statuette del Museo Egizio mostrano inoltre una parrucca tripartita; una conserva tracce di doratura sulla parrucca, sul collo e sul petto, mentre un'altra presenta anche una spoglia di avvoltoio. La corona con sistro a forma di naos non identifica però sempre Nehmetaui: lo stesso copricapo può essere portato da Nebethetepet, divinità eliopolitana legata ad Hathor.