Khnum

Khnum.
W9G43C4
Khnum (ẖnmw)
in geroglifici

Khnum (in egizio: ẖnmw, pronunciato convenzionalmente Khnemu) è una divinità egizia attestata già in età protodinastica. Era raffigurato soprattutto come un uomo con testa d'ariete oppure come ariete. Il suo culto fu particolarmente importante nell'Alto Egitto, soprattutto a Elefantina, presso Assuan, e ad Esna. Associato alla prima cateratta del Nilo, all'inondazione annuale del Nilo e alla fertilità, era anche una divinità creatrice, raffigurata nell'atto di plasmare uomini e altri esseri viventi sul tornio da vasaio. A Elefantina forma con Satet e Anuqet la Triade di Elefantina.

Funzioni

Rilievo del tempio di Dendera con Khnum che plasma un essere umano sul tornio da vasaio.

Come dio della prima cateratta e delle acque del Nilo, Khnum era associato all'inondazione e alla fertilità dei campi. Era anche una divinità creatrice: nei testi di Esna Khnum-Ra è chiamato padre dell'umanità e plasma uomini e altri esseri viventi sul tornio da vasaio. Nell'iconografia tarda questa funzione è espressa attraverso l'immagine del dio al tornio da vasaio, intento a modellare gli esseri viventi.

Nei testi del tempio di Esna, Khnum-Ra è la manifestazione maschile della divinità creatrice, mentre Neith ne rappresenta quella femminile; gli stessi testi distinguono diverse forme di Khnum, ciascuna con epiteti e funzioni proprie.

Culto

Resti del tempio di Khnum sull'isola di Elefantina.

Il culto di Khnum era particolarmente diffuso nell'Alto Egitto. Sull'isola di Elefantina, dove era venerato come patrono della prima cateratta, sorgeva il principale tempio a lui dedicato; la sua associazione con Satet e Anuqet è attestata almeno dal Medio Regno. Il santuario di Khnum occupava il centro della città antica e fu ricostruito più volte: un tempio della XVIII dinastia fu sostituito da un nuovo complesso iniziato sotto Nectanebo II e ampliato in età tolemaica e romana. In età ellenistico-romana sull'isola esisteva anche una necropoli degli arieti sacri di Khnum, le cui mummie erano deposte in sarcofagi con maschere dorate.

A Esna Khnum, spesso chiamato Khnum-Ra, era una delle principali divinità del tempio insieme a Neith. Il suo culto nel sito è attestato almeno dal Nuovo Regno, mentre la parte monumentale oggi conservata risale soprattutto all'età romana.

Rappresentazione

Resti del tempio di Khnum a Esna.

Khnum è raffigurato soprattutto come un uomo con testa d'ariete oppure direttamente come ariete. Già nel periodo protodinastico Khnum è rappresentato in forma di ariete; la figura umana con testa d'ariete è attestata almeno dall'Antico Regno, anche nei rilievi del complesso funerario di Sahura ad Abusir. Tra i suoi tratti iconografici caratteristici figurano le corna orizzontali ritorte. In alcune raffigurazioni porta la corona Atef e regge l'ankh. Nelle raffigurazioni più tarde compare anche al tornio da vasaio, nell'atto di modellare gli esseri viventi.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Francesco Tiradritti, Khnum, su treccani.it, Treccani. URL consultato il 3 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) Khnum (Egyptian diety), su getty.edu, J. Paul Getty Trust. URL consultato il 3 aprile 2026.
  3. 1 2 3 4 Edda Bresciani, Elefantina, su treccani.it, Treccani. URL consultato il 3 aprile 2026.
  4. 1 2 (EN) Joachim Hallof, Esna (PDF), su escholarship.org, UCLA Encyclopedia of Egyptology, 2011. URL consultato il 3 aprile 2026.
  5. 1 2 (EN) Brett McClain, Cosmogony (Late to Ptolemaic and Roman Periods), in UCLA Encyclopedia of Egyptology, 2011, p. 7.
  6. ↑ Sati, su treccani.it, Treccani. URL consultato il 3 aprile 2026.
  7. ↑ Hallof, 2011, pp. 6-7
  8. ↑ von Pilgrim, 2001, pp. 35-36
  9. ↑ Hallof, 2011, p. 6
  10. ↑ (EN) temple-relief (EA635), su britishmuseum.org, British Museum. URL consultato il 3 aprile 2026.
  11. ↑ (EN) Statuette of the god Khnum, su Museo Egizio. URL consultato il 3 aprile 2026.
  12. ↑ (EN) Amulet depicting the god Khnum or Amun, su Museo Egizio. URL consultato il 3 aprile 2026.
  13. ↑ (EN) Figured and inscribed ostracon depicting Amenhotep I worshipping the Elephantine triad (Khnum, Satis and Anukis), su Museo Egizio. URL consultato il 3 aprile 2026.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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