| Reggiolo comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Roberto Angeli (centro-sinistra) dal 27-5-2014 (3º mandato dal 10-6-2024) |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°55′N 10°49′E |
| Altitudine | 20 m s.l.m. |
| Superficie | 42,68 km² |
| Abitanti | 9 324 (31-5-2026) |
| Densità | 218,46 ab./km² |
| Frazioni | Brugneto, Villanova |
| Comuni confinanti | Campagnola Emilia, Fabbrico, Gonzaga (MN), Guastalla, Luzzara, Moglia (MN), Novellara, Rolo |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 42046 |
| Prefisso | 0522 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 035032 |
| Cod. catastale | H225 |
| Targa | RE |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 431 GG |
| Nome abitanti | reggiolesi |
| Patrono | san Venerio |
| Giorno festivo | 7 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Reggiolo (Rasöl nel dialetto locale) è un comune italiano di 9 324 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.
Il comune di Reggiolo è situato nella bassa reggiana, al confine con l'Oltrepò mantovano, a 32 km a nord dal capoluogo provinciale Reggio Emilia. Dista inoltre circa 30 km da Mantova, 40 km da Modena, 45 km da Parma e 70 km da Verona.
Il territorio comunale, oltre al capoluogo, è composto dalle frazioni di Villanova e Brugneto, per un totale di 43,01 chilometri quadrati.
Reggiolo confina a nord con i comuni mantovani di Gonzaga e Moglia, ad est con Rolo, a sud con Fabbrico, Campagnola Emilia e Novellara ad ovest con Guastalla e Luzzara.
Estese tra il comune di Reggiolo e di Novellara vi sono Le Valli di Novellara e Reggiolo, dette Valli. Già paludi nei secoli andati oggi bonificate e rese Area di Riequilibrio Ecologico. Rappresentano delle casse d'espansione del Cavo Fiuma (cassa d'espansione Valle Bagna, Valletta e Valle Bruciati): un tempo erano utilizzate per la coltivazione estensiva della canapa.
Le origini documentali di Reggiolo datano intorno al Mille e dallo storico Ireneo Affò (secc. XVIII-XIX) si ritenne che il toponimo «Razolo» derivasse dal luogo emerso da piaghe paludose, ricoperte di «razze» (macchie spinose). Altri sostennero che in seguito il nome poteva essere legato alle sue origini favorite dal comune di Reggio che ne incrementò la popolazione e lo dotò di una rocca e altre torri di difesa. Storici antichi e recenti, interessati alle origini di questi centri padani (come il citato Padre Ireneo Affò, con una sua lettera stampata a Guastalla nel 1775), sembrano concordare sulla prima interpretazione. Altri propendono invece per la derivazione da un corrotto modo di chiamare la città di Reggio, Raézz (come Florenza, Fiorenzuola ossia piccola Firenze) che avrebbe generato Rézol o Ràzol, ossia piccola Reggio. In un atto d'acquisto del 14 maggio 1044 da parte di Beatrice, madre di Matilde di Canossa, per la prima volta si parla della corte Razolo. Di recente si è supposto che Razolo abbia possibile derivazione dal latino "radius" (raggio), intendendone la distribuzione a raggiera dell'abitato; o anche una forma di trasposizione del dialettale "ràsolo" (piantina di vite nei primi anni) come farebbe pensare in vari documenti il toponimo scritto "raçolo" che ne suffragherebbe l'ipotesi avanzata dallo storico Franco Canova ("Le corti reggiolesi dai Gonzaga al sec. XX", 1996).
Zona percorsa da vari corsi d'acqua pescosi e ricca di minuto traffico fluviale (Crostolo, Bondeno, Po morto, Po maior poi detto Po vecchio), aveva un importante porto-traghetto: il Trifoso. Dai primi documenti si rileva che il Porto, la Corte e le Pescaie erano tre distinte realtà nel territorio circostante, individuate negli ultimi studi. La Corte fu ceduta al monastero di Frassinoro nel 1071; mentre le Pescaie vennero nel 1099 donate al monastero di Brescello. Del Porto si persero invece le tracce, anche se è probabile che fosse in seguito denominato "Vadum Azari", ossia transito fluviale di pertinenza della famiglia dei Da Palude. A Reggiolo non si poteva giungere se non per via d'acqua, anche se nel 1142 fu tracciata una strada (detta "vecia" un secolo dopo) diretta dalla città di Reggio fino al paese. Era necessario superare con ponte o traghetto il corso della Parmesana a sud di Razolo.
Nel 1115, il 25 luglio, a Bondeno di Roncore, morì la contessa Matilde di Canossa, vice regina d'Italia dal 1111, dopo le estenuanti guerre contro il cugino imperatore Enrico IV, nella difesa della Chiesa ai tempi di Gregorio VII e della Lotta per le investiture. Reggiolo, che cresceva d'importanza, pur restando sempre alla mensa episcopale di Reggio, prima passò in forma enfiteutica al monastero di Frassinoro (1164) e poi divenne località d'interesse strategico al tempo del comune di Reggio e nelle contese tra reggiani e mantovani nell'Oltrepo. Da secoli possesso dell'Episcopato di Reggio, la zona comprendente l'ampio territorio dall'isola di Suzzara fino a Quistello, venne via via terreno di conquista da parte dei confinanti Mantovani, che ambivano a controllare le due rive del Po. Di fronte all'avanzata dei loro vicini a nord del distretto, i Reggiani dapprima contrattarono con Mantova una gestione comune nella Regona: Pegognaga, Gonzaga, Bondeno di Roncore e Bondeno d'Arduino. Era il dicembre 1184,e le due città si ripromettevano pace e reciproco aiuto per 20 anni. Alla scadenza del Trattato, ripresero però le ostilità fra Reggio e Mantova, con la pressione dei Mantovani nell'Oltrepo senza limiti, decisi a impossessarsene. Ambivalenti supremazie dell'una e dell'altra città, portarono nei successivi vent'anni ad una tregua: aprile 1225. Durante le guerre precedenti erano stati distrutti il castello di Carlaxari (Sailetto, MN), assediata Gonzaga, e rasa al suolo Reggiolo (1223), con la demolizione della torre in muratura esistente costruitavi da Reggio nel periodo 1213-1220,con l'escavazione anche della Tagliata da Guastalla alla Molea, a ulteriore difesa del territorio confinante con Mantova ora proprio a Reggiolo. Si compirono nel frattempo le prime essenziali opere di bonifica: sui terreni reggiolesi la Tagliata, realizzato con manodopera cremonese, nel 1218, forse su un vecchio alveo-ramo del Po in epoca romana. Venne fortificato l'esistente castello per timore delle minacce dei mantovani che, però, nel 1223 distrussero Reggiolo. La tregua del 1225 resistette fino al 1257, consentendo ulteriori sviluppo del territorio reggiolese e dell'Oltrepò ormai sempre più soggetto ai Mantovani. Nel 1242 si eresse la torre nuova più a nord di quella atterrata nel 1223: il Mastio attuale della Rocca (alto allora 16 m). Alcuni anni dopo si circondò la torre-mastio di una cortina muraria, più bassa dell'attuale (8 m). Altre 4 torri furono costruite nei pressi, più a sud, due poi incorporate in un palazzo prospiciente la Piazza (Sartoretti), una alla corte Gollina (il Bittifredo, poi rocca) e l'altra sulla riva della Parmesana. I Sessi di Rolo con i loro sostenitori di Reggio espugnarono Reggiolo, nel 1265, per poi venderlo per 3.000 lire reggiane ai cremonesi che, però, dovranno tre anni dopo rendere l'incauto acquisto, recuperando i soldi spesi. Successivamente la rocca di Reggiolo venne rafforzata nel mastio centrale, portata all'altezza attuale (m. 34). Nel 1304 Azzo VIII d'Este, podestà temporaneo di Reggio, cedette il paese a due cittadini reggiani, che avevano cittadinanza anche mantovana. Ma solo due anni dopo subentrarono i Bonacolsi, signori di Mantova, spalleggiati dai veronesi loro alleati. E malgrado le rimostranze di Reggio, che ricorse persino all'Imperatore Enrico VII che era sceso in Italia, Reggiolo resterà dei Gonzaga fino al 1630.
Apparterrà poi fino al 1746-48 al piccolo Ducato di Guastalla, per essere poi integrato nel Ducato di Parma e Piacenza, a seguito del trattato di Aquisgrana, e restarvi fino al 1802, quando Napoleone Bonaparte cedette il ducato Guastallese con Reggiolo e Luzzara al comune di Reggio Emilia. Nel 1806 Reggiolo contava 4.677 abitanti. Nel 1815, dopo la Restaurazione, Reggiolo ritornò ancora sotto a Parma, per essere poi annesso al Ducato Estense nel 1848 in seguito al trattato di Firenze. Durante il periodo parmense, nel 1827 Reggiolo ebbe in titolarità la sua Rocca, cedutagli dalla vedova di Napoleone, Maria Luigia d'Austria. Con il processo dell'Unità d'Italia, Reggiolo passò nel 1859 con plebiscito al Regno di Sardegna e quindi definitivamente sotto la provincia di Reggio Emilia e ne segue la storia. Reggiolo è stato duramente colpito dal terremoto dell'Emilia del 2012 che ha causato seri danni alla rocca del paese, al centro storico e alle strutture agricole.
Durante la seconda guerra mondiale fu teatro di due stragi, entrambe perpetrate dai fascisti contro i dissidenti ed i partigiani della zona.
Nel centro storico sorge la rocca di Reggiolo, costruita dal comune di Reggio nella prima metà del XIII secolo per difendere il territorio dalle incursioni dei mantovani. Il nucleo originario è il mastio, eretto nel 1242 su un piccolo rilievo artificiale e circondato da un muro di cinta lungo circa 40 metri e alto non più di 8. Intorno al 1370 i Gonzaga innalzarono la cinta fino a circa 14 metri e la dotarono di quattro torri angolari alte quasi 20 metri, due delle quali sporgenti sul lato sud; nel 1472 l'architetto fiorentino Luca Fancelli sistemò il cosiddetto "palazzo in rocca", di cui resta un solo salone. La rocca mantenne comunque una funzione essenzialmente militare: all'interno ospitava gli alloggi dei soldati, le stalle, i magazzini, una chiesa dedicata a santa Maria e la sede del governatore, mentre un fossato alimentato dal canale Tagliata la circondava insieme al borgo fortificato a nord, le cui mura furono demolite nel Settecento.
Il mastio, la parte più antica del complesso, è alto 36 metri, ha muri spessi fino a 2,30 metri alla base e conserva una scala in marmo di 130 gradini ricavata nel muro, probabilmente della fine del Trecento o dell'inizio del Quattrocento. Dopo i restauri degli anni settanta e ottanta e la chiusura seguita al terremoto del 1985, la rocca fu riaperta al pubblico a partire dal 1995. Il terremoto dell'Emilia del 2012 la danneggiò, facendo crollare molti merli, e da allora l'interno non è agibile. Il restauro, del valore di circa 4 milioni di euro, è in attesa dell'affidamento dei lavori, la cui conclusione è prevista tra la fine del 2028 e l'inizio del 2029.
Abitanti censiti

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune sono 959, pari al 10,5% della popolazione. Le nazionalità più numerose sono:
Il dialetto parlato a Reggiolo presenta per la maggior parte caratteristiche tipiche del dialetto mantovano e si differenzia notevolmente dal dialetto reggiano.
Nel 2025 l’evento, unico nel suo genere, continua ad attirare un notevole pubblico.

Particolarmente attivo in ambito musicale è il circolo musicale Giovanni Rinaldi che comprende la scuola di musica comunale e il corpo filarmonico Giovanni Rinaldi. Oltre ai consueti concerti del corpo filarmonico (25 aprile, fiera di luglio, concerto di Natale) il circolo organizza anche diverse giornate musicali dedicate ai musicisti di ogni età come il Clarisax Day e l'Ottoniday, nonché la Giornata della musica aperta esclusivamente ai giovani allievi delle scuole di musica. Il 2008 è stato un anno di celebrazioni per il corpo filarmonico Giovanni Rinaldi che oltre a commemorare i suoi 140 di attività ha festeggiato i 10 anni di direzione del maestro Paolo De Gaspari e ha inaugurato la nuova sede della scuola di musica e del corpo filarmonico, una tra le più all'avanguardia a livello acustico e di insonorizzazione del circondario.
Reggiolo è servita da un proprio casello autostradale (Reggiolo-Rolo) sulla Modena-Brennero. Questa importante arteria stradale lo collega a nord con Mantova, Verona e il passo del Brennero e a sud con Modena e l'Autostrada A1.
Nel territorio comunale, attraversato dalla ferrovia Verona-Modena, è presente la fermata di Villanova di Reggiolo. Più vicina a Reggiolo è la stazione di Gonzaga-Reggiolo, tuttavia essa sorge interamente in provincia di Mantova.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 luglio 1985 | 7 giugno 1990 | Tazio Grandi | PCI | Sindaco | |
| 7 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Eber Bianchi | PCI-PDS | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Rossana Calzolari | PDS | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 8 giugno 2009 | Mauro Panizza | DS-PD | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Barbara Bernardelli | lista civica Centrosinistra per Reggiolo | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | in carica | Roberto Angeli | lista civica Centrosinistra per Reggiolo | Sindaco | |
La principale squadra di calcio della città è l'Unione Sportiva Reggiolo che milita nel girone emiliano-romagnolo di Seconda Categoria.
Nella stagione 1974-75 vi militò nella squadra degli Juniores Carlo Ancelotti, nato proprio a Reggiolo. Negli anni novanta vi giocò anche Vincenzo Iaquinta, campione del mondo 2006.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 167696762 · SBN PARL000030 · LCCN (EN) n86081813 · J9U (EN, HE) 987007560005405171 |
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