Sapajus cay

Come leggere il tassobox
Cebo di Azara
Esemplare di S. cay a Bonito, nello Stato brasiliano del Mato Grosso do Sul
Stato di conservazione
Vulnerabile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
FamigliaCebidae
GenereSapajus
SpecieS. cay
Nomenclatura binomiale
Sapajus cay
(Illiger, 1815)
Sinonimi
  • Sapajus libidinosus spp. paraguayanus
Areale
Areale del cebo di Azara, seguendo la tassonomia utilizzata dall'IUCN

Il cebo di Azara (Sapajus cay (Illiger, 1815)) è un primate del Nuovo Mondo appartenente alla famiglia dei Cebidi. Deve il suo nome volgare a Puerto Azara, località della provincia argentina di Misiones, dove la specie è stata più volte osservata.

Descrizione

I cebi di Azara hanno un ciuffo che si sviluppa completamente solo dopo che l'individuo raggiunge l'età adulta. Si stima che la maturità sessuale venga raggiunta all'età di 4-5 anni per le femmine e intorno agli 8 anni per i maschi. In cattività, gli esemplari di questa specie possono vivere fino a 50 anni, mentre in natura l'aspettativa di vita media è di circa 30 anni. S. cay presenta un leggero dimorfismo sessuale; il maschio è fisicamente più grande. La femmina pesa tra 1,4 e 3,4 kg, mentre il maschio può pesare tra 1,3 e 4,8 kg. L'individuo maschio medio ha una lunghezza media di 80 cm dal muso alla punta della coda, mentre la femmina è leggermente più piccola.

Le zampe e la coda di questa scimmia sono affusolate; la coda è spesso più lunga del corpo. Una differenza rispetto al resto della specie del genere Sapajus è che S. cay ha un cranio notevolmente più piccolo, anche in età adulta.

Presentano normalmente una pelliccia di media lunghezza con diverse tonalità di marrone lungo il corpo. Gli arti sono solitamente di colore più scuro, così come il ciuffo. Rispetto alle altre specie di Sapajus, S. cay presenta una striscia scura di pelo sulla parte anteriore delle orecchie, che ricorda le "basette". Gli esemplari di S. cay mostrano uno spiccato polimorfismo inter- e intra-popolazione.

La scimmia è spesso infestata dal parassita intestinale acantocefalo Pachysentis rugosus.

Biologia

Alimentazione

Sapajus cay mentre si nutre.

È stato osservato che i maschi trascorrono più tempo a terra o nelle sue vicinanze, riposando e ispezionando l'area. Le femmine, d'altra parte, trascorrono significativamente più tempo a brucare e mangiare sulla chioma degli alberi addormentati. Queste differenze comportamentali sono attribuite al regime alimentare diverso tra i due sessi: i maschi tendono a mangiare oggetti più grandi delle femmine (siano essi prede o vegetali); in particolare, solo i maschi di grandi dimensioni sono stati osservati cibarsi di piccoli vertebrati. Si ritiene che questa differenza nell'abbondanza dei pasti sia il motivo per cui i maschi trascorrono più tempo a riposare (digerendo), mentre le femmine trascorrono più tempo sugli alberi a cercare cibo per compensare le scarsa sostanziosità dei loro pasti.

Indipendentemente dal sesso, la componente principale della loro dieta è costituita da frutta, seguita dai semi; infine, parti di piante e animali invertebrati, in particolare artropodi, costituiscono il resto della loro dieta. I maschi si nutrono anche, seppur occasionalmente, di rane e di piccoli mammiferi.

Comportamento

Si tratta di un animale onnivoro dalle abitudini diurne; vive in gruppi anche numerosi di consimili ed è solito spostarsi spesso in cerca di cibo.

La dimensione dei gruppi può variare notevolmente: alcuni possono essere composti da meno di una dozzina di individui, ma sono stati osservati gruppi fino a 44 individui. Queste comunità sono caratterizzate da una dinamica multi-maschio/multi-femmina, con un maschio alfa che è solitamente il più grande e il più aggressivo; esso funge tipicamente da figura protettiva, regolamenta l'accesso al cibo e ha la priorità nell'accoppiamento con le femmine. I gruppi di S. cay normalmente si spostano continuamente all'interno del loro areale, senza oltrepassarne i confini. Solo in condizioni estreme scelgono di esplorare nuovi territori. Gli studi zoologici condotti indicano che questa specie ha la capacità di apprendere e ricordare informazioni per lunghi periodi di tempo, il che probabilmente sta alla base della sua elevata adattabilità. La memoria a lungo termine, in particolare, funge da strumento per riconoscere pattern favorevoli o di imminente pericolo. Tujague et al., nel 2015, sono stati in grado di dimostrare che queste scimmie possono indurre che se un albero produce frutti, allora anche gli altri della stessa specie (riconosciuti perché hanno lo stesso aspetto) ne producono; gli esemplari di S. cay si dedicano alla ricerca attiva di questi frutti sulla base di questa induzione.

Sono stati osservati molti comportamenti simili a quelli di altre specie di cebi cappuccini. Alcuni individui sono stati osservati strofinarsi sulla pelliccia le foglie di alcuni agrumi, oppure mettere in atto altri comportamenti protettivi. Si ritiene che questi comportamenti si verifichino in presenza di minacce incombenti e che il forte odore delle foglie usate dall'animale giochi un ruolo importante nell'allontanare gli eventuali predatori.

Negli esemplari di S. cay è stato documentato l'uso di utensili. Sebbene i frutti a guscio duro non rappresentino la dieta d'elezione, il consumo di essi fa parte dell'alimentazione dell'animale. GLi esemplari tengono l'oggetto con entrambe le mani e lo sbattono contro i rami degli alberi, i quali fungono da incudine. Gli adulti negli alti livelli della gerarchia hanno particolarmente successo in questo, mentre gli adulti di basso rango in genere aspettano di ricevere gli avanzi del cibo frantumato dai primi.

Distribuzione e habitat

L'habitat è quello della foresta pluviale delle aree tropicali e subtropicali dell'America meridionale. Sebbene l'areale sia complessivamente molto vasto, ciascuna comunità sembra vivere nello spazio di soli 200 ettari. La specie predilige il clima caldo e umido tutto l'anno, con elevate quantità di precipitazioni e una folta vegetazione. Malgrado l'elevata flessibilità comportamentale ed ecologica (che gli consente di risiedere in un'ampia gamma di habitat, tra cui la savana), l'animale è minacciato dal massiccio diboscamento della foresta amazzonica.

L'areale di S. cay si estende soprattutto tra l'Argentina settentrionale, la Bolivia sud-orientale e il Paraguay orientale. La specie è inoltre presente in Brasile (a sud-ovest dell'Amazzonia, approssimativamente nel sud degli Stati del Mato Grosso e del Mato Grosso do Sul e nel sud-est dello Stato del Goiás.

Le province argentine dove è presente S. cay sono quelle di Jujuy, Salta, Formosa e Chaco. Inoltre questa scimmia è l'unica del genere Sapajus a essere presente in Paraguay, dove vive nell'ecoregione dell'Alto Paraná-Paranaíba, facente parte della foresta atlantica, la cui vegetazione è semi-decidua.

Tassonomia

Se la maggior parte degli autori (come Silva Jr. nel 2001) riconoscono S. cay come specie a sé stante, altri zoologi, su tutti Groves (come indicato in una sua pubblicazione del 2005) lo considerano una sottospecie del cebo striato (S. libidinosus) e pertanto lo identificano come Sapajus libidinosus spp. paraguayanus.

Conservazione

La specie è considerata vulnerabile dalla Lista rossa IUCN del 2022.

Ad oggi si ritiene che non vi siano minacce significative per la specie di Sapajus cay in Paraguay. Le popolazioni indigene cacciano a questa specie per scopi alimentari, ma si tratta di popolazioni esigue, che quindi non costituiscono una minaccia significativa. L'unica minaccia in Paraguay è la perdita di foreste dovuta a cause antropiche (deforestazione) o disastri naturali. In Brasile, invece, Sapajus cay è considerato marcatamente vulnerabile.

Tra le minacce (teoriche ed effettive) a questa specie, si annoverano incendi boschivi, urbanizzazione crescente, distruzione dell'habitat a scopi agricoli o di allevamento; anche le epidemie, l'inquinamento, il bracconaggio e la cattura di animali a scopi commerciali minacciano la conservazione del cebo di Azara.

La massiccia deforestazione di buona parte dell'areale di S. cay può avere come effetto collaterale l'entrata in contatto tra diverse specie costrette, per mancanza di spazio, a condividere porzioni di foresta, ponendo fine al reciproco isolamento. Questo può determinare la trasmissione inter-specifica di malattie infettive, facendo aumentare la mortalità dei primati.

Tra Argentina, Bolivia e Brasile, sono molti i parchi naturali, anche piuttosto estesi, nei quali il cebo di Azara figura come specie protetta.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Rímoli, J.; Smith, L.; Ludwig, G.; Martinez, M.; Kowalewski, M.; Melo, R.; Lynch, W. (2022), Sapajus cay, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 2 dicembre 2025.
  2. 1 2 (EN) Tujague, M.; Janson, C. H.; Lahitte, H., Long-term spatial memory and learning set formation in captive capuchin monkeys (Cebus libidinosus = Sapajus cay), in International Journal of Primatology, vol. 36, n. 6, 2015, pp. 1067-1085, DOI:10.1007/s10764-015-9878-5.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Fernandes, Júnior Oscar; Porfirio, G. E. de O.; Santos, F. M.; Gimenes Nantes, W. A.; Oliveira de Assis, W.; Braziliano de Andrade, G.; Herrera, H. M.; José, Rímoli, Behavioral activities and diet of Azaras's capuchin monkey, Sapajus cay (illiger, 1815), in a forest remnant of the Brazilian cerrado, in Studies on Neotropical Fauna and Environment, vol. 55, n. 2, 2020, pp. 149-154, DOI:10.1080/01650521.2019.1708228.
  4. 1 2 (ES) Nieves, Mariela; Peker, Silvana; Tujague, María Paula; Kowalewski, Martin; Pavé, Romina; Agostini, Ilaria; Mayor, Ana Sofía; Albanesi, Sebastián; de Bustos, Soledad; Jayat, J. Pablo; Maras, Gustavo A.; Perovic, Pablo G.; Reppucci, Juan I.; Apellaniz, Melisa, Sapajus cay, su Lista rossa dei mammiferi dell'Argentina. Categorizzazione dei mammiferi presenti in Argentina, suddivisi secondo il livello di rischio di estinzione, 2019.
  5. ↑ (EN) Azara's Capuchin, su Encyclopedia of Life. URL consultato il 2 dicembre 2205.
  6. 1 2 (EN) Lynch Alfaro, J.W.; Silva, J.S. & Rylands, A.B., How Different Are Robust and Gracile Capuchin Monkeys? An Argument for the Use of Sapajus and Cebus, in American Journal of Primatology, vol. 74, n. 4, 2012, pp. 1-14, DOI:10.1002/ajp.22007, PMID 22328205.
  7. ↑ (EN) Corrêa, Pilar; Bueno, Cecília; Soares, Rita; Vieira, Fabiano M.; Muniz-Pereira, Luís C., Checklist of helminth parasites of wild primates from Brazil, in Revista Méxicana de Biodiversidad, vol. 87, n. 3, 2016, pp. 908-918, DOI:10.1016/j.rmb.2016.03.008.
  8. 1 2 3 (EN) Peixoto-Couto, R. M.; Dos Santos, V. P.; Dias-Silva, F., Consumption of Melopsittacus undulatus (shaw, 1805) (psittaciformes, psittacidae) by Sapajus cay illiger, 1815 (primates, cebidae) in midwest region of brazil, in Actualidades Biológicas, vol. 43, n. 115, 2021, DOI:10.17533/udea.acbi.v43n115a01.
  9. ↑ (EN) Smith, R. L., An observation of an unusual human-directed threat display by Sapajus cay illiger, 1815 (cebidae: primates) in a fragment of upper paraná atlantic forest, eastern paraguay, in Mammalogy Notes, vol. 4, n. 1, 2017, pp. 5-6, DOI:10.47603/manovol4n1.5-6.
  10. 1 2 (EN) Smith, R. L., Preliminary Observations of Complex Object Manipulation in a Wild Population of Sapajus cay Illiger 1815 (Primates: Cebidae) in a Fragment of Upper Paraná Atlantic Forest, Rancho Laguna Blanca, Eastern Paraguay, in Acta Ethologica, vol. 20, n. 1, 2017, pp. 75-80, DOI:10.1007/s10211-016-0244-1.
  11. ↑ (EN) Lynch Alfaro, J.W.; Silva, J.S. & Rylands, A.B., How Different Are Robust and Gracile Capuchin Monkeys? An Argument for the Use of Sapajus and Cebus, in American Journal of Primatology, vol. 74, n. 4, 2012, pp. 1-14, DOI:10.1002/ajp.22007, PMID 22328205.
  12. ↑ (EN) Sanchez-Fernandez, C.; Bolatti, E. M.; Culassom, A. C. A.; Chouhy, D.; Kowalewski, M. M.; Stella, E. J.; Schurr, T. G.; Rinas, M. A.; Liotta, D. J.; Campos, R. H.; Giri, A. A.; Badano, I., Identification and Evolutionary Analysis of Papillomavirus sequences in New World Monkeys (Genera Sapajus and Alouatta) from Argentina, in Archives of Virology, vol. 167, 2022, pp. 1257-1268, DOI:10.1007/s00705-022-05420-y, PMID 35353206.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Mammiferi