Scrophularieae Dumort., 1827 è una tribù di piante angiosperme appartenenti alla famiglia delle Scrofulariacee.
Il nome della tribù deriva dal suo genere tipo Scrophularia L., 1753 nominato così da un medico italiano che notò la somiglianza delle ghiandole di alcune specie di questo genere con l'infezione delle stazioni linfonodali (chiamata comunemente Scrofola) dovute ai batteri del genere Mycobacterium.
Il nome scientifico della tribù è stato definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (Tournai, 3 aprile 1797 – 9 giugno 1878) nella pubblicazione "Florula belgica, opera majoris prodromus - 32. 1827." del 1827.

Il portamento delle specie di questa tribù è erbaceo perenne, biennale o annuale. Sono presenti anche specie con rosette basali e steli allungati oppure portamenti suffruticosi (Scrophularia) e piccoli arbusti. La superficie può essere glabra, ghiandolare-pubescente o densamente villosa anche per peli dendroidi (Verbascum). Gli steli sono da ascendenti a eretti con sezioni quadrangolari a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici (talvolta sono alati); in Verbascum la sezione è rotonda. Le radici possono essere rizomatose (pelose o glabre). Queste piante contengono composti iridoidi; altre hanno un odore fetido (Antherothamnus e altri).

Le foglie hanno un portamento opposto, raramente alterno. Sono da sessili o subpicciolate a distintamente picciolate. La lamine sono lanceolate oppure da ampiamente ovoidi a orbicolari con apici ottusi o acuti e margini dentati o seghettati. Sono presenti lamine di tipo da pennatifido a pennatosetto o succulente. Sulla superficie delle foglie sono presenti cellule distinte (idioblasti).

Le infiorescenze sono cimose da congestionate a capitate e provviste di brattee o di copiose fronde. A volte formano delle strutture tirsoidi con cime ascellari. I fiori sono da sessili o brevemente pedicellati a distintamente pedicellati. Le bratteole sono presenti.

I fiori, ermafroditi e zigomorfi, sono tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo), pentameri (i verticilli del perianzio hanno più o meno 5 elementi ognuno).
I frutti sono delle capsule con deiscenza setticida. I semi sono numerosi con endosperma alveolato (oppure no).
Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
La tribù ha una distribuzione cosmopolita con diverse specie presenti in Europa. L'habitat è vario, in prevalenza quello delle zone medio-temperate.
La famiglia delle Scrofulariacee comprende 59 generi e oltre 1800 specie. La famiglia è caratterizzata soprattutto dai fiori zigomorfi (bilabiati), dai sepali e petali connati, dagli stami in numero di 4 (un quinto è staminoide), dai filamenti adnati alla corolla, dalle antere biloculari e dall'ovario formato da 2 carpelli.
Da un punto di vista filogenetico la tribù Scrophularieae forma un clade monofiletico ben supportato. Al suo interno è presente un "gruppo fratello" formato dai generi Scrophularia e Verbascum. Antherothamnus si trova in posizione basale rispetto a tutto il resto del gruppo.
La tribù si compone di 4 generi e circa 800 specie:
Note alla tabella:
Due sono i generi di questa tribù presenti nella flora spontanea italiana: