Divenne poi vicario generale dell'arcidiocesi di Napoli per il cardinale Antonio Pignatelli, il quale, una volta divenuto papa con il nome di Innocenzo XII, lo assegnò come vescovo alla diocesi di Nocera dei Pagani nel 1692. Fu consacrato il 20 gennaio 1692 dal cardinale Bandino Panciatichi e dai vescovi Giuseppe de Lazzara e Giuseppe Felice Barlacci. Nel 1699 fu uno degli artefici della cacciata dalla curia vescovile e dalla città di Nocera del corpo militare dei musici nocerini: il vescovo, con un editto infatti bandì quel corpo militare dalla curia, dove appunto risiedeva, favorendo una sommossa popolare che allontanò tale corpo dalla città; l'episodio è localmente ricordato come la "cacciata degli sbandieratori".
Il 28 maggio 1700 è nominato vescovo di Grosseto, diocesi che reggerà per sedici mesi fino alla morte, sopraggiunta nel mese di novembre del 1701.
1234Giovanni Antonio Pecci, Grosseto città vescovile; da Lo Stato di Siena antico e moderno (pt.V, cc.33-192), trascrizione e cura di Mario De Gregorio e Doriano Mazzini, Società Bibliografica Toscana, 2013, p.156.
Carlo Citter e Antonia Arnoldus-Huyzendveld, Archeologia urbana a Grosseto. La città nel contesto geografico della bassa valle dell'Ombrone, Borgo San Lorenzo, All'Insegna del Giglio, 2007.
Giotto Minucci, La città di Grosseto e i suoi vescovi (498-1988), vol.2, Firenze, Lucio Pugliese, 1988.
Giovanni Antonio Pecci, Grosseto città vescovile; da Lo Stato di Siena antico e moderno (pt.V, cc.33-192), trascrizione e cura di Mario De Gregorio e Doriano Mazzini, Società Bibliografica Toscana, 2013.
(LA) Ferdinando Ughelli, Italia sacra, seconda edizione, Venezia, 1718-1721; vol.3, (1718), col.699; vol.7 (1721), col.532.