| Alessandro Altobelli | |||||||||||||||||||
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| Nazionalità | |||||||||||||||||||
| Altezza | 181 cm | ||||||||||||||||||
| Calcio | |||||||||||||||||||
| Ruolo | Attaccante | ||||||||||||||||||
| Termine carriera | 1º luglio 1990 | ||||||||||||||||||
| Carriera | |||||||||||||||||||
| Giovanili | |||||||||||||||||||
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| Squadre di club1 | |||||||||||||||||||
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| Nazionale | |||||||||||||||||||
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| Palmarès | |||||||||||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||||||||||||||
Alessandro Altobelli (Sonnino, 28 novembre 1955) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. Con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982.
Considerato uno dei migliori attaccanti italiani del secondo dopoguerra, ha legato il suo nome all'Inter, dove ha militato dal 1977 al 1988. Con la squadra nerazzurra ha disputato 466 partite e segnato 209 reti – secondo in assoluto alle spalle di Giuseppe Meazza (284) – vincendo uno scudetto (1979-1980) e due Coppe Italia (1977-1978 e 1981-1982).
In nazionale ha debuttato nel 1980 e partecipato a due campionati d'Europa (Italia 1980, Germania Ovest 1988) e a due campionati del mondo (Spagna 1982, Messico 1986), oltre che al Mundialito. In maglia azzurra ha totalizzato 61 presenze e 25 reti, una delle quali nella finale del Mondiale 1982 contro la Germania Ovest.
È il miglior marcatore nella storia della Coppa Italia grazie alle 56 reti realizzate, nonché il miglior cannoniere italiano in Coppa UEFA/Europa League con 25 gol. Inoltre, risulta essere il massimo cannoniere dell'Inter nella coppa nazionale e nelle competizioni UEFA per club, rispettivamente con 46 e 35 marcature (34 per le statistiche della UEFA). Pur essendo stato uno dei migliori realizzatori della sua epoca, non ha mai vinto la classifica dei marcatori della Serie A; sfiorò il titolo di capocannoniere 3 volte: nella stagione dello scudetto, quando segnò un gol in meno di Roberto Bettega, e nelle stagioni 1982-83 e 1984-85, nelle quali segnò un gol in meno di Michel Platini.
Figlio di Antonio, muratore che lavorava a Roma, e di Giovanna Grossi, casalinga, dopo aver conseguito la licenza media va a lavorare nella macelleria del suo paese natale, Sonnino.
Dopo il ritiro si è stabilito a Brescia, tant'è che ha più volte dichiarato di sentirsi bresciano di adozione, nonostante spesso faccia ritorno al suo paese di origine. Sposato con Stefania, la coppia ha due figli: Andrea e Mattia, che hanno inizialmente provato a seguire le orme paterne come calciatori, il primo tra i dilettanti italiani e il secondo nel calcio svizzero, prima di indirizzarsi verso altre professioni.
Si definisce tifoso dell'Inter, non tanto per la lunga militanza in nerazzurro ma poiché afferma di essere nato con questa passione dentro. Al di fuori del calcio è un grande appassionato di musica, specialmente dei Beatles e dei Rolling Stones.
Si professa cattolico ma non praticante.
Soprannominato Spillo per il fisico esile e longilineo, Altobelli era un centravanti dal repertorio completo: destro naturale con anche un ottimo sinistro, era in possesso di ottime doti tecniche e notevole abilità nel gioco aereo, nonché di grande velocità e prolificità sotto porta. Per via di tali caratteristiche, Pietro Vierchowod lo descrisse come un precursore di Marco van Basten, annoverandolo insieme all'olandese tra i più forti attaccanti affrontati in carriera.

Sin dai tempi delle scuole elementari inizia a muovere i primi passi nella Spes, la squadra amatoriale locale, che era stata creata dal barbiere Gaspare Ventre per concedere un'opportunità di svago ai bambini locali dalla monotonia del paese. Altobelli si specializza subito nel ruolo di centravanti, essendo il più alto del suo gruppo ed eccellendo nell'elevazione e nel gioco aereo.
Sostiene poi dei provini con il Latina, convincendo il dirigente della squadra pontina Nando Leonardi ad ingaggiarlo nel settore giovanile e a caldeggiare il suo debutto in prima squadra nel campionato di Serie C 1973-1974. Messosi in evidenza con 7 gol, viene quindi notato dal Brescia, che lo acquista per farlo esordire in Serie B. Con le rondinelle disputa tre campionati, segnando 26 reti: trascina i lombardi a un passo dalla promozione in massima serie nella stagione 1975-1976, mentre contribuisce fattivamente alla salvezza nel campionato successivo.
Le sue buone prestazioni non sfuggono all'Inter che, nell'estate del 1977, lo ingaggia per 630 milioni di lire più le comproprietà del portiere Martina e dei difensori Guida e Magnocavallo, oltre alla cessione a titolo definitivo dell’attaccante Mutti. Esordisce in Serie A l'11 settembre, nella sconfitta interna (0-1) con il Bologna: al termine della stagione, conquista la Coppa Italia segnando un gol al Napoli in finale.

Nella stagione 1979-1980 si laurea campione d'Italia e rimane in corsa fino all'ultima giornata per il titolo di capocannoniere: autore di 15 gol – tra cui una tripletta alla Juventus nel derby d'Italia dell'11 novembre 1979 –, viene preceduto di una marcatura proprio dal numero nove juventino, Roberto Bettega. Bissa il successo in coppa nazionale nell'edizione 1981-1982, con un'altra rete in finale, questa volta al Torino.
Sempre contro i granata, l'anno dopo in campionato, è nuovamente protagonista ma stavolta in negativo: il 20 febbraio 1983, allo stadio Giuseppe Meazza, fallisce due calci di rigore; vinceranno i piemontesi per 3-1 con il gol della bandiera nerazzurro realizzato al 90' proprio da Altobelli, che stavolta trasformerà il terzo penalty calciato durante la partita. Non sarà però l'unica volta che Spillo fallirà due massime punizioni in carriera: concederà infatti il bis tre anni dopo, in Malta-Italia 0-2, partita valevole per le qualificazioni al campionato d'Europa 1988.

Nell'annata 1983-1984 realizza una quaterna contro il Catania. Il 26 agosto 1987, con una tripletta sempre contro gli etnei diventa il migliore marcatore della Coppa Italia, salendo a 49 reti e scavalcando così Roberto Boninsegna.
Terminata l'esperienza in nerazzurro, anche per contrasti con l'allenatore Giovanni Trapattoni, nell'estate 1988 si trasferisce ai rivali della Juventus. Rimane in bianconero per una sola stagione, riportando anche un serio infortunio che non gli permette di esprimersi al meglio.
Ritrovatosi svincolato, nel precampionato 1989 si aggrega inizialmente all'Ascoli, in massima serie; tuttavia, non trovando un accordo contrattuale con la società marchigiana, in settembre scende di categoria tornando dopo dodici anni al Brescia, con cui gioca l'ultima sua stagione agonistica prima di ritirarsi alla conclusione del torneo cadetto 1989-1990.
Viene convocato in nazionale dal commissario tecnico Enzo Bearzot per la fase finale del campionato d'Europa 1980 organizzato dall'Italia, in sostituzione dello squalificato Paolo Rossi. Esordisce il 18 giugno 1980, a 24 anni, nella terza gara della fase a gironi, uno 0-0 contro il Belgio. Nella finale per il terzo posto, persa contro la Cecoslovacchia, realizza un rigore della sequenza finale. Il 24 settembre successivo segna le prime reti in maglia azzurra, realizzando una doppietta nell'amichevole vinta per 3-1 contro il Portogallo a Genova.

Al campionato del mondo 1982 in Spagna, chiusosi con il trionfo italiano, parte come riserva di Rossi e Francesco Graziani, pertanto non viene impiegato nelle partite della prima fase. Tuttavia, diventa protagonista in occasione della finale di Madrid dell'11 luglio vinta contro la Germania Ovest, nella quale subentra all'infortunato Graziani al 7' e segna nei minuti finali la rete del momentaneo 3-0.
Dopo la rassegna iridata ottiene cinque presenze nelle qualificazioni al campionato d'Europa 1984, per il quale tuttavia la nazionale non riesce a qualificarsi alla fase finale. Divenuto nel frattempo il centravanti titolare dell'Italia, al successivo campionato del mondo 1986 in Messico segna 4 dei 5 gol realizzati dagli Azzurri nella competizione, tra cui una doppietta nell'incontro della fase a gironi vinto per 3-2 contro la Corea del Sud, in cui fallisce anche un calcio di rigore e propizia un'autorete. L'Italia viene eliminata agli ottavi di finale dalla Francia di Michel Platini.
Con il nuovo selezionatore Azeglio Vicini, visto il ritiro di Gaetano Scirea, diventa il vice-capitano dietro Antonio Cabrini, e veste la fascia in 8 occasioni tra la fine del 1986 e il 1987. Scende in campo per la prima volta con la fascia al braccio l'8 ottobre 1986, nell'amichevole vinta 2-0 contro la Grecia a Bologna.

Infine, a 32 anni, partecipa al campionato d'Europa 1988 in Germania Ovest, in cui, partendo come principale alternativa alla coppia di attacco composta da Gianluca Vialli e Roberto Mancini, subentra dalla panchina nelle quattro gare disputate dall'Italia ed è autore di un gol alla Danimarca nella fase a gironi. La sua ultima presenza in nazionale rimane la semifinale europea persa 2-0 contro l'Unione Sovietica, il 22 giugno 1988 a Stoccarda.
Conta 61 presenze e 25 reti in azzurro, risultando al sesto posto nella classifica dei marcatori insieme ad Adolfo Baloncieri e Filippo Inzaghi): è preceduto da Gigi Riva (35), Giuseppe Meazza (33), Silvio Piola (30), Roberto Baggio e Alessandro Del Piero (27).

Nel novembre 1991, è stato eletto consigliere comunale a Brescia tra le file della Democrazia Cristiana. Nel 1996 si è candidato, per il centro-destra, alla Camera dei deputati nel collegio di Brescia - Roncadelle: ottenendo il 34,8% dei voti, è stato sconfitto da Emilio Del Bono, rappresentante de l'Ulivo.
Ha fatto parte della nazionale italiana di beach soccer, diventando capocannoniere dei mondiali del 1995 e 1996.
Ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo del Padova dal 1995 al 1998, e in seguito di osservatore dell'Inter.
A partire dagli anni 2000 ha svolto il ruolo di commentatore sportivo per BeIN Sports Arabia. Dal settembre 2020 è opinionista di A tutta rete, programma domenicale di Rai 2 condotto da Marco Lollobrigida; per Rai Sport sarà poi anche opinionista di Notti europee in occasione del campionato d'Europa 2020 e di 90º minuto, programmi condotti sempre da Lollobrigida. Dal 2022 è opinionista di Pressing - Lunedì e Champions League LIVE sulle reti Mediaset.
| Stagione | Squadra | Campionato | Coppe nazionali | Coppe continentali | Altre coppe | Totale | |||||||||
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| Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Comp | Pres | Reti | Pres | Reti | ||
| 1973-1974 | C | 28 | 7 | CI-S | ? | ? | - | - | - | - | - | - | 28+ | 7+ | |
| 1974-1975 | B | 16 | 2 | CI | 1 | 0 | - | - | - | - | - | - | 17 | 2 | |
| 1975-1976 | B | 26 | 11 | CI | 4 | 0 | - | - | - | - | - | - | 30 | 11 | |
| 1976-1977 | B | 34 | 13 | CI | 3 | 3 | - | - | - | - | - | - | 37 | 16 | |
| 1977-1978 | A | 28 | 10 | CI | 10 | 4 | CU | 2 | 0 | - | - | - | 40 | 14 | |
| 1978-1979 | A | 29 | 11 | CI | 2 | 1 | CdC | 6 | 7 | - | - | - | 37 | 19 | |
| 1979-1980 | A | 29 | 15 | CI | 5 | 4 | CU | 4 | 3 | - | - | - | 38 | 22 | |
| 1980-1981 | A | 29 | 12 | CI | 4 | 1 | CC | 8 | 4 | TdC | 0 | 0 | 41 | 17 | |
| 1981-1982 | A | 29 | 9 | CI | 9 | 9 | CU | 4 | 3 | - | - | - | 42 | 21 | |
| 1982-1983 | A | 30 | 15 | CI | 11 | 4 | CdC | 5 | 3 | - | - | - | 46 | 22 | |
| 1983-1984 | A | 28 | 10 | CI | 5 | 3 | CU | 6 | 2 | - | - | - | 39 | 15 | |
| 1984-1985 | A | 30 | 17 | CI | 11 | 6 | CU | 10 | 2 | - | - | - | 51 | 25 | |
| 1985-1986 | A | 29 | 9 | CI | 6 | 4 | CU | 10 | 6 | TE | 0 | 0 | 45 | 19 | |
| 1986-1987 | A | 28 | 11 | CI | 7 | 5 | CU | 8 | 3 | - | - | - | 43 | 19 | |
| 1987-1988 | A | 28 | 9 | CI | 10 | 5 | CU | 6 | 2 | - | - | - | 44 | 16 | |
| Totale Inter | 317 | 128 | 80 | 46 | 69 | 35 | 0 | 0 | 466 | 209 | |||||
| 1988-1989 | A | 20 | 4 | CI | 6 | 7 | CU | 8 | 4 | - | - | - | 34 | 15 | |
| 1989-1990 | B | 32 | 7 | CI | 1 | 0 | - | - | - | - | - | - | 33 | 7 | |
| Totale Brescia | 108 | 33 | 9 | 3 | - | - | - | - | 117 | 36 | |||||
| Totale carriera | 473 | 172 | 95+ | 56+ | 77 | 39 | 0 | 0 | 645+ | 267+ | |||||
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2839152502883410800001 · GND (DE) 1156810302 |
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