Tachyoryctes splendens

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Ratto talpa dell'Africa orientale
Illustrazione di Tachyoryctes splendens tratta dall'opera di Eduard Rüppell
Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaSpalacidae
SottofamigliaRhizomyinae
TribùTachyoryctini
GenereTachyoryctes
SpecieT. splendens
Nomenclatura binomiale
Tachyoryctes splendens
(Rüppell, 1836)
Sinonimi

Bathyergus splendens

Il ratto talpa dell'Africa orientale (Tachyoryctes splendens (Rüppell, 1836)), noto anche come ratto talpa dell'Africa nord-orientale, è una specie di roditore della famiglia Spalacidae, appartenente alla sottofamiglia Rhizomyinae. È diffuso negli ambienti montani e negli altopiani dell'Africa orientale, dove conduce una vita prevalentemente sotterranea e si nutre di radici, rizomi, tuberi e altre parti vegetali. Si tratta di un roditore dalla corporatura robusta, con arti relativamente corti, occhi piccoli, orecchie poco appariscenti e incisivi particolarmente sviluppati, utilizzati per scavare nel terreno. La pelliccia presenta una notevole variabilità cromatica, con tonalità che vanno dal bruno-rossiccio al nero.

La specie occupa prati montani, savane, brughiere d'altitudine e foreste aperte, ma può vivere anche in pascoli, piantagioni, terreni agricoli e giardini. Le sue abitudini fossorie hanno determinato numerosi adattamenti anatomici e comportamentali, tra cui la costruzione di estesi sistemi di gallerie e lo sviluppo di un apparato olfattivo particolarmente complesso.

Tachyoryctes splendens presenta una tassonomia particolarmente controversa. Alcuni autori riconoscono numerose specie all'interno del complesso, mentre altri riuniscono la maggior parte delle forme geografiche in una sola specie ampiamente distribuita. Le analisi genetiche più recenti hanno individuato diversi lignaggi evolutivi distinti, soprattutto negli altopiani etiopici, suggerendo che l'attuale delimitazione specifica possa comprendere più specie criptiche. La Lista rossa IUCN classifica la specie come a minor preoccupazione (Least Concern, LC), in considerazione dell'ampia distribuzione, dell'abbondanza locale e della capacità di adattarsi agli ambienti modificati dall'uomo.

Tassonomia

Il ratto talpa dell'Africa orientale venne descritto scientificamente da Eduard Rüppell con il nome originale Bathyergus splendens, sulla base di esemplari raccolti nella regione di Gondar, nell'attuale Etiopia.

La descrizione apparve nell'opera Neue Wirbelthiere zu der Fauna von Abyssinien gehörig, nel fascicolo dedicato ai mammiferi. La località tipica si trova nella regione di Dembea, presso Gondar, nell'Etiopia settentrionale. Il materiale tipico comprende esemplari conservati in differenti collezioni museali. Il lectotipo è identificato con il numero SMF 4317 nelle collezioni del Museo di storia naturale Senckenberg, a Francoforte. La data di pubblicazione viene frequentemente riportata come 1835 nella letteratura tassonomica tradizionale, compresa la terza edizione di Mammal Species of the World.

Il Mammal Diversity Database e una revisione museologica pubblicata nel 2025 indicano tuttavia il 1836 come data effettiva di pubblicazione del fascicolo contenente la descrizione originale. La specie venne successivamente trasferita al genere Tachyoryctes, anch'esso descritto da Rüppell.

Problemi tassonomici

La classificazione del genere Tachyoryctes è stata oggetto di numerose revisioni.

Durante il XX secolo, alcuni autori riconobbero oltre dieci specie, mentre altri riunirono la maggior parte delle forme geografiche in una sola specie ampiamente distribuita. La terza edizione di Mammal Species of the World, pubblicata nel 2005, riconosceva Tachyoryctes splendens in senso relativamente ristretto, separandolo da numerose specie descritte nelle montagne dell'Africa orientale. Tra queste figuravano Tachyoryctes annectens, T. daemon, T. ibeanus, T. rex, T. ruandae e altre forme geografiche. Altre classificazioni hanno invece interpretato queste forme come sinonimi di Tachyoryctes splendens. Il Mammal Diversity Database adotta attualmente questa seconda interpretazione, pur sottolineando che il taxon rappresenta quasi certamente un complesso di specie ancora insufficientemente studiato.

Studi genetici

Uno studio pubblicato nel 2018 da Radim Šumbera e collaboratori ha analizzato la diversità genetica del genere Tachyoryctes mediante campioni provenienti da 41 località distribuite in gran parte del suo areale.

Le analisi hanno utilizzato due geni mitocondriali e tre geni nucleari, permettendo di ricostruire le relazioni filogenetiche tra le differenti popolazioni. I ricercatori hanno individuato sei principali linee genetiche potenzialmente corrispondenti a specie distinte. Questi lignaggi risultavano organizzati in tre gruppi basali, le cui relazioni reciproche non erano risolte con sufficiente precisione. Uno dei risultati più significativi è stato il riconoscimento degli altopiani etiopici come principale centro di diversificazione del genere. Contrariamente alle interpretazioni tradizionali, che collocavano la maggiore diversità nelle montagne del Kenya, tutte le linee principali tranne una sono risultate presenti in Etiopia. Le popolazioni situate al di fuori dell'Etiopia appartenevano invece a un unico lignaggio evolutivo relativamente recente, per il quale gli autori hanno proposto l'utilizzo del nome Tachyoryctes annectens.

Lo studio ha inoltre evidenziato che il ratto talpa gigante (Tachyoryctes macrocephalus), tradizionalmente considerato una specie nettamente distinta per le sue dimensioni e la morfologia, risulta inserito all'interno della diversificazione evolutiva del complesso Tachyoryctes splendens. Questo risultato suggerisce che le caratteristiche particolarmente specializzate del ratto talpa gigante possano essersi evolute relativamente rapidamente in relazione all'occupazione degli ambienti afroalpini etiopici. Gli autori hanno ipotizzato che le oscillazioni climatiche del tardo Pliocene e del Pleistocene, associate alla complessa topografia degli altopiani, abbiano favorito ripetuti episodi di isolamento e differenziazione delle popolazioni. Le conclusioni dello studio non sono state tuttavia ancora recepite integralmente da tutte le principali banche dati tassonomiche. Ulteriori analisi morfologiche e genetiche, soprattutto nelle zone di possibile contatto tra i lignaggi, saranno necessarie per stabilire una classificazione definitiva del genere.

Descrizione

Il ratto talpa dell'Africa orientale è un roditore di taglia relativamente piccola, caratterizzato da un corpo cilindrico e robusto, arti corti e una coda breve.

La lunghezza della testa e del tronco varia generalmente tra 159 e 268 mm, mentre la coda misura tra 49 e 95 mm. Il peso corporeo è compreso approssimativamente tra 140 e 330 g, con maschi generalmente leggermente più grandi delle femmine. La pelliccia è folta e relativamente morbida, con colorazioni molto variabili. Alcuni individui presentano tonalità fulve, color cannella o bruno-rossicce, mentre altri sono prevalentemente bruno scuro o neri. Le parti ventrali sono generalmente più chiare e possono essere presenti macchie biancastre. Gli individui giovani sono frequentemente caratterizzati da una colorazione più scura rispetto agli adulti. La variabilità del mantello è particolarmente evidente tra le differenti popolazioni geografiche, ma non è necessariamente associata a differenze tassonomiche, poiché alcuni caratteri possono variare anche in relazione alle condizioni ambientali e all'altitudine.

Adattamenti alla vita sotterranea

La morfologia del ratto talpa dell'Africa orientale presenta numerosi adattamenti alla vita fossoria.

Il corpo è relativamente allungato e cilindrico, mentre gli arti sono corti e robusti. Le zampe anteriori vengono utilizzate per spostare il terreno e trasportare il materiale scavato. Le dita sono relativamente brevi; il terzo dito della zampa anteriore è il più lungo, mentre il primo è fortemente ridotto. Gli occhi sono piccoli, ma funzionali, e le orecchie esterne sono poco sviluppate. La caratteristica più evidente è rappresentata dagli incisivi, grandi, sporgenti e di colore aranciato, visibili anche quando la bocca è chiusa. Questi denti vengono utilizzati come strumenti di scavo, permettendo all'animale di incidere e rimuovere il terreno compatto. La particolare disposizione delle labbra consente di limitare l'ingresso di terra nella cavità orale durante lo scavo. Gli incisivi sono caratterizzati da una crescita continua, che compensa l'usura dovuta all'attività fossoria.

Apparato olfattivo

L'olfatto svolge un ruolo particolarmente importante nella vita sotterranea del ratto talpa dell'Africa orientale.

Uno studio pubblicato nel 2017 da P. N. Onyono e collaboratori ha analizzato la morfologia della mucosa olfattiva e dei bulbi olfattivi di Tachyoryctes splendens, confrontandola con quella dell'eterocefalo glabro (Heterocephalus glaber). I ricercatori hanno osservato che il ratto talpa dell'Africa orientale possiede una conformazione particolarmente complessa dei turbinati etmoidali, caratterizzati da numerose ramificazioni che aumentano la superficie disponibile per l'epitelio olfattivo. Anche i bulbi olfattivi risultavano proporzionalmente più sviluppati rispetto a quelli dell'eterocefalo glabro.

Lo studio ha suggerito che queste differenze riflettano una maggiore dipendenza dall'olfatto da parte di Tachyoryctes splendens, che conduce una vita prevalentemente solitaria, rispetto all'eterocefalo glabro, caratterizzato da una complessa organizzazione sociale. L'apparato olfattivo permette probabilmente di individuare le risorse alimentari, riconoscere gli individui della stessa specie e orientarsi nei sistemi di gallerie.

Distribuzione e habitat

La distribuzione del ratto talpa dell'Africa orientale dipende dalla delimitazione tassonomica adottata.

Secondo Mammal Species of the World (2005), Tachyoryctes splendens in senso stretto è diffuso soprattutto in Etiopia, nella Somalia nord-occidentale e nel Kenya nord-occidentale. Il Mammal Diversity Database, che adotta una concezione più ampia della specie, comprende invece anche popolazioni dell'Uganda meridionale, del Kenya sud-occidentale, della Repubblica Democratica del Congo orientale, del Ruanda, del Burundi e della Tanzania settentrionale. Questa distribuzione è discontinua e riflette la presenza di altopiani e regioni montane relativamente umide. La specie frequenta principalmente suoli profondi e ben drenati, nei quali può costruire sistemi di gallerie relativamente estesi.

Ambienti montani

Gli habitat naturali comprendono praterie montane, savane erbose, brughiere d'altitudine, foreste aperte e alcuni ambienti afroalpini.

La presenza è particolarmente associata a regioni con precipitazioni annuali relativamente abbondanti, generalmente superiori a circa 500 mm. Nella concezione tassonomica ampia, il complesso è stato segnalato ad altitudini comprese approssimativamente tra 700 e 4150 m. In Etiopia, la distribuzione è legata soprattutto agli altopiani centrali e settentrionali e alle regioni montane meridionali. Le popolazioni degli altopiani etiopici presentano una notevole differenziazione genetica e geografica, che costituisce uno degli aspetti più importanti della storia evolutiva del genere.

Ambienti agricoli

Il ratto talpa dell'Africa orientale può vivere anche in numerosi ambienti modificati dall'uomo.

È presente in pascoli, campi coltivati, piantagioni di caffè, giardini rurali e, occasionalmente, in aree verdi situate nei pressi degli insediamenti. Questa capacità di adattamento dipende soprattutto dalla disponibilità di suoli idonei allo scavo e dalla presenza di vegetazione erbacea e organi sotterranei commestibili. In alcune località la specie può diventare particolarmente abbondante nei terreni agricoli, dove la costruzione delle gallerie e il consumo di radici e tuberi possono provocare danni alle coltivazioni.

Biologia

Alimentazione

Il ratto talpa dell'Africa orientale è un roditore prevalentemente erbivoro.

La dieta comprende radici, rizomi, tuberi, bulbi, germogli, foglie e fusti di numerose piante erbacee. La ricerca del cibo avviene soprattutto attraverso le gallerie sotterranee, dalle quali gli animali possono raggiungere direttamente le radici e gli altri organi vegetali. In alcune occasioni vengono scavate aperture temporanee che consentono di raggiungere la vegetazione presente sulla superficie. L'animale può afferrare intere piante e trascinarle all'interno della galleria, dove vengono consumate o immagazzinate. Dopo la raccolta del cibo, le aperture possono essere richiuse con terra, riducendo l'esposizione ai predatori. Le zampe anteriori vengono utilizzate anche per rimuovere il terreno aderente agli alimenti, mentre gli incisivi consentono di afferrare e trattenere le parti vegetali. Nelle aree agricole vengono consumate anche piante coltivate, tra cui manioca, patata dolce, arachide, mais e varie specie foraggere.

Costruzione delle gallerie

Il ratto talpa dell'Africa orientale trascorre gran parte della propria vita all'interno di sistemi di gallerie sotterranee.

Le tane comprendono passaggi destinati alla ricerca del cibo, camere di riposo, depositi alimentari e aperture utilizzate per l'espulsione del materiale scavato. Secondo le osservazioni riassunte nell'Handbook of the Mammals of the World, i sistemi di gallerie possono raggiungere lunghezze complessive comprese approssimativamente tra 15 e 44 m. Le gallerie vengono costruite principalmente mediante gli incisivi superiori, utilizzati per incidere e disgregare il terreno. Il materiale scavato viene successivamente spinto o trasportato verso l'esterno mediante la testa e gli arti anteriori. La terra espulsa forma piccoli cumuli superficiali, spesso utilizzati per individuare la presenza degli animali. Le camere sotterranee possono comprendere zone destinate al sonno, all'accumulo delle risorse alimentari e all'eliminazione delle feci. La temperatura all'interno delle tane è generalmente più stabile rispetto a quella dell'ambiente esterno.

Le tane possono inoltre offrire una protezione contro le oscillazioni termiche, la disidratazione e numerosi predatori.

Organizzazione sociale

Il ratto talpa dell'Africa orientale conduce una vita prevalentemente solitaria.

Ogni individuo occupa generalmente un sistema di gallerie separato, che difende nei confronti degli altri membri della stessa specie. Gli incontri tra individui adulti possono provocare comportamenti aggressivi, comprendenti vocalizzazioni, movimenti di minaccia ed esposizione degli incisivi. La struttura sociale differisce notevolmente da quella di altri roditori fossori africani, come l'eterocefalo glabro, che vive in colonie caratterizzate da un'elevata cooperazione. La vita solitaria del ratto talpa dell'Africa orientale è associata a un utilizzo particolarmente importante dei segnali olfattivi e delle vibrazioni trasmesse attraverso il terreno.

Comunicazione sismica

Una caratteristica interessante dei roditori del genere Tachyoryctes è la capacità di comunicare mediante vibrazioni trasmesse attraverso il terreno.

Questi segnali vengono prodotti colpendo le pareti o il soffitto delle gallerie con la testa oppure percuotendo il substrato con gli incisivi. Le vibrazioni si propagano attraverso il terreno e possono essere percepite dagli individui presenti nelle tane vicine. Uno studio pubblicato nel 2013 ha esaminato la comunicazione sismica in Tachyoryctes daemon, una forma della Tanzania settentrionale che viene inclusa in Tachyoryctes splendens secondo alcune classificazioni tassonomiche. I ricercatori hanno individuato differenti tipi di segnali, caratterizzati da velocità e ritmi differenti. Alcuni segnali potrebbero contribuire al riconoscimento individuale, mentre altri potrebbero essere utilizzati per segnalare la presenza di un occupante e difendere il territorio.

La comunicazione sismica rappresenta un adattamento particolarmente utile negli ambienti sotterranei, nei quali i segnali visivi hanno un'importanza limitata.

Attività e spostamenti

L'attività quotidiana si svolge prevalentemente nel sottosuolo, dove gli animali trascorrono oltre tre quarti del tempo.

Le osservazioni sul campo indicano una certa attività diurna, mentre in condizioni di laboratorio è stata documentata una preferenza per le ore notturne. Queste differenze suggeriscono che i ritmi di attività possano dipendere dalle condizioni ambientali. La specie emerge relativamente di rado, soprattutto durante gli spostamenti tra differenti aree di alimentazione o in seguito a perturbazioni delle tane. Uno studio pubblicato nel 1983 da Graham C. Hickman ha esaminato il comportamento di Tachyoryctes splendens durante episodi di allagamento delle gallerie in Kenya. Gli animali furono osservati mentre abbandonavano le tane allagate, percorrevano tratti relativamente lunghi sulla superficie e scavavano nuovi rifugi.

Gli esperimenti dimostrarono che erano in grado di nuotare per almeno due minuti e di percorrere fino a circa 80 m sul terreno, con una velocità di circa 7 m al minuto. Gli autori suggerirono che gli episodi di allagamento potessero favorire la dispersione verso nuovi territori. Il terreno umido, più facile da scavare, potrebbe inoltre facilitare la costruzione di nuove tane.

Riproduzione

La riproduzione del ratto talpa dell'Africa orientale è stata studiata soprattutto nelle popolazioni del Kenya e della Tanzania.

La gestazione dura approssimativamente 46-49 giorni e si conclude generalmente con la nascita di un numero relativamente piccolo di piccoli. Le figliate comprendono da uno a quattro neonati, con una media prossima a due. I piccoli nascono privi di pelo, con gli occhi chiusi e senza denti erotti, e pesano generalmente tra 11 e 18 g. Lo svezzamento avviene approssimativamente dopo 35 giorni. Intorno agli 80 giorni di età, i giovani possono iniziare a stabilire propri sistemi di gallerie. Le femmine raggiungono la maturità sessuale dopo circa 120 giorni.

Uno studio pubblicato nel 1973 da Jennifer U. M. Jarvis, basato su una popolazione del Kenya, ha rilevato una dimensione media delle figliate di 1,9 piccoli e un intervallo medio tra parti successivi di circa 173 giorni. La riproduzione può avvenire durante tutto l'anno, ma le nascite risultano spesso associate alle stagioni delle piogge. Uno studio pubblicato nel 2013 ha esaminato il rapporto tra precipitazioni e riproduzione nelle popolazioni della Tanzania, tradizionalmente attribuite a Tachyoryctes splendens in senso ampio.

Le ricerche hanno evidenziato un'associazione tra la disponibilità delle risorse vegetali, influenzata dalle precipitazioni, e l'attività riproduttiva. La maggiore frequenza delle nascite durante i periodi piovosi potrebbe favorire la sopravvivenza dei piccoli grazie alla disponibilità di alimenti vegetali relativamente teneri e nutrienti.

Predatori e relazioni ecologiche

Il ratto talpa dell'Africa orientale costituisce una potenziale preda per diversi carnivori, serpenti e rapaci.

Tra i predatori documentati figurano i barbagianni (Tyto alba), altri rapaci e alcuni piccoli carnivori terrestri. La vita sotterranea riduce l'esposizione ai predatori, ma gli animali possono diventare vulnerabili quando emergono sulla superficie o quando le tane vengono aperte. La presenza delle gallerie può inoltre influenzare le proprietà fisiche del terreno, favorendo il rimescolamento degli strati superficiali e modificando localmente la distribuzione delle risorse vegetali. L'attività di scavo contribuisce alla formazione di cumuli di terra e può aumentare la porosità del suolo. La specie riveste quindi un ruolo negli ecosistemi montani dell'Africa orientale, sia come consumatore di vegetazione erbacea sia attraverso le modificazioni fisiche prodotte nel terreno.

Rapporti con l'uomo

Il ratto talpa dell'Africa orientale può risultare relativamente abbondante nei terreni agricoli e nei pascoli.

La costruzione delle gallerie può danneggiare gli apparati radicali delle piante coltivate, mentre l'alimentazione a base di radici e tuberi può provocare perdite nei raccolti. Tra le colture potenzialmente danneggiate figurano la manioca, la patata dolce, l'arachide, il mais e alcune piante foraggere. La presenza della specie può inoltre provocare danni ai giardini e ai giovani alberi. In alcune regioni viene pertanto considerata un animale dannoso per l'agricoltura. La capacità di sopravvivere negli ambienti agricoli costituisce tuttavia anche uno dei fattori che contribuiscono alla sua ampia distribuzione.

Conservazione

Il ratto talpa dell'Africa orientale è classificato come specie a minor preoccupazione (Least Concern, LC) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2017.

La categoria riflette soprattutto la distribuzione relativamente ampia del complesso, la presenza in numerosi habitat e la capacità di adattarsi agli ambienti modificati dall'uomo. Le popolazioni possono raggiungere densità relativamente elevate nelle località caratterizzate da suoli favorevoli e abbondanti risorse vegetali. Non sono state individuate minacce sufficientemente gravi da compromettere la sopravvivenza della specie considerata nel suo complesso. La valutazione deve tuttavia essere interpretata alla luce delle incertezze tassonomiche. Se le differenti linee genetiche attualmente comprese in Tachyoryctes splendens venissero riconosciute come specie autonome, alcune di esse potrebbero risultare caratterizzate da areali molto più ristretti. Questa possibilità rende necessarie ulteriori ricerche sulla distribuzione e sulla consistenza delle singole popolazioni. La protezione degli habitat montani e il mantenimento della continuità ecologica tra gli altopiani rivestono particolare importanza per la conservazione della diversità genetica del genere.

Note

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  9. ↑ (EN) Hrouzková E., Dvořáková V., Jedlička P. e altri, Seismic communication in demon African mole rat Tachyoryctes daemon from Tanzania, in Journal of Ethology, vol. 31, 2013, pp. 255-259, DOI:10.1007/s10164-013-0374-0.
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  11. ↑ (EN) Jarvis J. U. M., The structure of a population of mole-rats, Tachyoryctes splendens, (Rodentia: Rhizomyidae), in Journal of Zoology, vol. 171, n. 1, 1973, pp. 1-14, DOI:10.1111/j.1469-7998.1973.tb07512.x.
  12. ↑ (EN) Katandukila J. V., Faulkes C. G., Chimimba C. T., Bennett N. C., Reproduction in the East African root rat (Tachyoryctes splendens; Rodentia: Spalacidae) from Tanzania: the importance of rainfall, in Journal of Zoology, vol. 291, n. 4, 2013, pp. 258-268, DOI:10.1111/jzo.12067.

Bibliografia

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