Traslitterazione

La traslitterazione (o translitterazione) è l'operazione consistente nel trasporre i grafemi di un sistema di scrittura nei grafemi di un altro sistema di scrittura (generalmente un alfabeto), in modo tale che a uno stesso grafema o sequenza di grafemi del sistema di partenza corrisponda sempre uno stesso grafema o sequenza di grafemi del sistema di scrittura di arrivo, e ciò indipendentemente dalla pronuncia delle due lingue. I due sistemi di scrittura devono dunque essere equipollenti: una traslitterazione non può essere ambigua e la corrispondenza tra gli elementi dei due sistemi grafici deve essere biunivoca. A partire da una traslitterazione bisogna essere in grado di ricostruire il testo nel sistema di scrittura originale.

La traslitterazione non deve essere confusa con la trascrizione, che consiste invece di una trasposizione scritta dei foni (trascrizione fonetica) o dei fonemi (trascrizione fonematica) di una lingua utilizzando sistemi di scrittura ideati per questi usi. Tuttavia, va osservato che il termine "traslitterazione" viene spesso comunemente usato in senso lato per indicare una trascrizione: si veda ad esempio la traslitterazione dall'arabo, che effettivamente consiste in un sistema di trascrizione, non di traslitterazione, in quanto non c'è una corrispondenza biunivoca tra il sistema di trasposizione e il sistema di scrittura arabo.

Normalizzazione

Per quanto impropriamente chiamata anche translitterazione, la normalizzazione non opera tra due alfabeti. Si tratta invece di "ridurre" le lettere accentate dell'alfabeto latino alle ventisei canoniche, più altri cambiamenti come la riduzione di altri caratteri speciali (come il trattino, l'apostrofo o l'e commerciale) secondo tabelle prestabilite. A titolo di esempio, nella zona macchina-leggibile dei passaporti e di altri documenti biometrici, l'ICAO utilizza per l'alfabeto latino le seguenti normalizzazioni (trattandosi di nomi, gli unici caratteri speciali possibili sono l'apostrofo, che viene eliminato, e il trattino, rivisto come uno spazio):

Dunque, gli ipotetici signori Gößlin, Þorvaldson, Amédé-François si troveranno i loro nomi nella riga del passaporto scritti come GOESSLIN, THORVALDSON e AMEDE FRANCOIS.

Nell'assegnazione del codice fiscale italiano, l'Agenzia delle Entrate usa la medesima normalizzazione, eccettuata la soppressione dell'apostrofo e con l'aggiunta che l'accento grave oppure acuto in fin di parola viene tramutato come apostrofo (uso consuetudinario mutuato dall'epoca delle macchine da scrivere, nelle quali le maiuscole accentate non erano presenti e si sopperiva tramite l'apostrofo). Dunque, da un punto di vista legale, l'ipotetico signor Nicolò Giosuè D'Andrea è in realtà registrato all'anagrafe italiana come NICOLO' GIOSUE' D'ANDREA.

Nazionalizzazione degli antroponimi

In passato, era prassi naturale considerare persino gli antroponimi come parole di una lingua e, quindi, traducibili o comunque riconducibili a forme più comuni per la lingua d'arrivo. Tuttavia, quando si iniziavano ad incontrare lingue difficilmente compatibili da un punto di vista fonetico e morfologico, nonché con la nascita di cognomi dal significato o comunque non più valido in senso letterale, la pratica iniziò a scemare, rimanendo soltanto per quei prenomi la cui corrispondenza era attestata, come ad esempio Carlo Darwin (dov'era nota e accettata l'equivalente con l'inglese Charles). Con l'affermarsi però della burocrazia, per la quale tali cambiamenti dovevano essere attestati con apposite note di cambio di nome, considerato poi il fatto che non sempre tali cambiamenti avvenivano per decisione conscia del portatore, la pratica è scemata completamente, restando in essere soltanto per i sovrani regnanti (come Carlo III del Regno Unito oppure Filippo VI di Spagna) e i loro congiunti più prossimi, eccettuato il caso in cui questi siano noti grazie alla stampa col nome originale (come per William, principe di Galles, oppure Juan Carlos, re emerito di Spagna).

In altre lingue, invece, questa prassi di nazionalizzazione degli antroponimi esiste ancora anche per i casi non-nobiliari:

Traslitterazione verso altri alfabeti

Normalmente, essendo scritto l'italiano con lettere latine, si suppone implicitamente che "traslitterazione" si riferisca alla romanizzazione a partire da sistemi di scrittura terzi. Tuttavia, anche il processo inverso è possibile:

Arabo

L'alfabeto arabo è propriamente detto un abjad: gli unici segni scritti sono le consonanti e le madri di lettura (delle consonanti utilizzate per simboleggiare una vocale lunga, ad esempio la vav, che può essere utilizzata sia per il suono consonantico /w/, sia per la vocale lunga /u:/). Testi che necessitano di una resa fonetica precisa, come il Corano o i libri per l'apprendimento della lingua, utilizzano poi anche un sistema di diacritici che permette di specificare le vocali brevi. Le tre madri di lettura per l'arabo l'alif (colpo di glottide come consonante, a lunga come vocale), la ya' (/j/ come consonante, /i:/ come vocale) e la vav (/w/ come consonante, /u:/ come vocale).

Considerata la natura di abjad dell'alfabeto arabo, ogni sua trascrizione propriamente detta, in realtà, supplisce anche le vocali relative, corte o lunghe. Di seguito, la tabella per la trascrizione scientifica delle consonanti dell'arabo:

ابتثجحخدذرزسشصضطظعغفقكلمنهويءة
ʼ / ābtṯ (th)ǧḥḫ (kh)dḏ (dh)rzsš (sh)ṣḍṭẓʿġ (gh)fqklmnhū / wī / yʼä / t

Invece, la trascrizione solita delle consonanti, tipica dei passaporti, è la seguente:

ابتثجحخدذرزسشصضطظعغفقكلمنهويءة
(non trascritto)btthjhkhddhrzsshsdtz(non trascritto, ma trasforma la u che lo segue in o)ghfqklmnhwy(non trascritto)(non trascritto)

Per le vocali, la trascrizione scientifica impone che quelle lunghe abbiano un macron sopra (ā, ī, ū), mentre la trascrizione solita dei passaporti non fa differenza tra vocali lunghe e corte. In arabo, inoltre, ci sono due dittonghi, aj/ay e aw, che in arabo classico venivano pronunciati come dittonghi, ma che al giorno d'oggi vengono letti come /e:/ ed /o:/ nella maggior parte dei dialetti e, quindi, possono esser a volte trascritti come e/ei/ey (come in Sharm el-Sheikh) e o.

Si noti, però, che alcuni nomi sono ormai traslitterati in maniera diversa, come Gheddafi, Gaza, muezzin. Da queste trascrizioni, in uso soprattutto nell'epoca coloniale, si può dedurre uno pseudo-sistema che converte dalla trascrizione in uso nei passaporti a quella di stampo coloniale:

Questo sistema non è più utilizzato, sia perché mai formalizzato, sia perché avente un deciso gusto colonialista: parlare di Sciarm esc-Sceich, del Cuèt, del Gatar, di Morracusc, di Riàz sarebbe straniante a dir poco.

Persiano

L'alfabeto persiano è un'estensione dell'alfabeto arabo, con le seguenti lettere aggiunte:

Inoltre, a differenza dell'arabo, la differenza tra le vocali non è solo in quantità ma anche in qualità, il che cambia anche la trascrizione:

Nei cartelloni stradali e nei passaporti, dal 1966 l'Iran usa il seguente sistema nazionale di romanizzazione, privato dei segni diacritici e degli apostrofi nonché integrato con le vocali corte:

Lettera persianaTraslitterazione nazionale
ا' (apostrofo)
بB
پP
تT
ثS̄
جJ
چCH
حḨ
خKH
دD
ذZ̄
رR
زZ
ژZH
سS
شSH
صŞ
ضẔ
طŢ
ظZ̧
عʿ (mezzo anello sinistro)
غGH
فF
قQ
کK
گG
لL
مM
نN
وV
هH
ة(non trascritta)
یY
ء, أ, ؤ, ئ(non trascritte)
ـَA
ـُ, وO
ـِE
ـَاĀ
ـآĀ
ـَیÁ
ـیٰĀ
ـُوŪ (ma a volte reso come OO)
ـِیĪ
ـَوOW
ـَیEY
ـیِE/YE
ـهٔYE

In questo modo, la capitale iraniana è resa come Tehrān (semplificato in Tehran sulla cartellonistica).

Pashto

La lingua pashtu è una variante del persiano e la sua trascrizione nei passaporti ne segue le regole, con l'aggiunta delle seguenti lettere proprie del pashto:

Armeno

Lo stesso argomento in dettaglio: Traslitterazione dell'armeno.

Traslitterazione dell'alfabeto armeno, nella seconda riga secondo la traslitterazione scientifica (preferita daa Wikipedia), nella terza secondo l'uso consuetudinario dei passaporti e della cartellonistica stradale:

աբգդեզէըթժիլխծկհձղճմյնշոչպջռսվտրցւփքօֆուև
abgdezēətʼžilxckhjłčmynšočʼpǰṙsvtrcʼwpʼkʼōfowew
abgde (ma ye ad inizio parola)zeyt'zhilkhtskhdzghchmynshochpjrrsvtrtswpkofuev (ma yev ad inizio parola)

Si noti, però, che la zona abitata da armeni nell'Azerbaigian viene chiamata in italiano Nagorno Karabakh (semplificazione del russo Нагорный Карабах) e raramente col nome armeno di Arcʼax/Artsakh.

Birmano

Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema di trascrizione MLC.

Cambogiano

Consonanti:

Forma pienaForma soscrittaTrascrizione ufficiale dal 1993
ក ្ក g
ខ ្ខ k
គ ្គ g
ឃ ្ឃ k
ង ្ង ng
ច ្ច j
ឆ ្ឆ ch
ជ ្ជ j
ឈ ្ឈ ch
ញ ្ញ gn
ដ ្ដ d
ឋ ្ឋ t
ឌ ្ឌ d
ឍ ្ឍ t
ណ ្ណ n
ត ្ត t
ថ ្ថ t
ទ ្ទ t
ធ ្ធ t
ន ្ន n
ប ្ប b
ផ ្ផ p
ព ្ព p
ភ ្ភ p
ម ្ម m
យ ្យ y
រ ្រ r
ល ្ល l
វ ្វ v
ឝ ្ឝ s
ឞ ្ឞ s
ស ្ស s
ហ ្ហ h
ឡ ្ឡ l
អ ្អ (omesso)

Vocali:

VocaleSerie apertaSerie chiusa
(vocale inerente)ao
ាaea
ិei
ីeii
ឹoeue
ឺeuueu
ុou
ូouu
ួuouo
ើaeueu
ឿoeaoea
ៀieie
េee
ែaeeae
ៃaiey
ោaoou
ៅauov
ះhh
ំmm

Cinese

Lo stesso argomento in dettaglio: Pinyin.
Lo stesso argomento in dettaglio: Wade-Giles.

Propriamente parlando, la lingua cinese è una lingua pluricentrica o una famiglia di lingue accomunate da un sistema di scrittura unificato, i caratteri cinesi. Ufficialmente, la forma scelta dai governi che fanno del cinese una lingua ufficiale è il cinese mandarino, che è anche la variante più diffusa; le altre varianti, tra cui ad esempio il cantonese, vengono ritenute dai vari governi come dei dialetti, anche nonostante la differenza sia tale da renderle inintellegibili, allo stesso modo come, ad esempio, in Italia si considera il veneto come un dialetto e non una lingua.

I caratteri cinesi sono ideogrammi che non forniscono alcuna indicazione sulla pronuncia, anche se alcuni di essi, quando furono coniati, utilizzarono caratteri pre-esistenti di simile pronuncia come elementi compositivi. Ad esempio, il carattere 沖 (chōng, irrigare) fu coniato usando come base il carattere 中 (zhōng, centro), per via della simile pronuncia. Tuttavia, i caratteri cinesi sono quasi esclusivamente monosillabici, il che rende possibile classificarli in base a quattro proprietà: la consonante iniziale, il nucleo vocalico, la coda finale e il tono. La traslitterazione del cinese si basa sul come ricomporre una sillaba in base a queste proprietà. Tuttavia, queste proprietà fonetiche dell'ideogramma variano in base ai dialetti: ad esempio, il carattere 中 viene letto zhōng in mandarino, ma zung in cantonese. Dunque, nei casi in cui si renda necessaria una trascrizione che preservi l'ideogramma originario (considerato che, il più delle volte, alla stessa combinazione di iniziale-nucleo-coda-tono corrispondono più ideogrammi) e che non possa venir confusa tra un dialetto e l'altro, si utilizza il codice telegrafico Cinese, una grande tabella che assegna a ogni ideogramma e segno tipografico di importanza un codice numerico univoco a quattro cifre. Ad esempio, il carattere 中 ha il codice 0022, che è valido solo e soltanto per il carattere 中 e non può essere confuso con nessuno suo omonimo.

Per quel che riguarda la trascrizione delle sillabe cinesi in alfabeto latino, partendo dal mandarino due sistemi sono in uso: il più antico, il Wade-Giles, è ancora utilizzato scevro di segni diacritici nelle trascrizioni provenienti da Taiwan, mentre il Pinyin è utilizzato nel resto dei casi. Tuttavia, per quanto il Pinyin trascriva anche i toni tramite l'uso di segni diacritici, la maggior parte delle trascrizioni non di uso glottologico, come ad esempio per la cartellonistica o i passaporti, non mostra i toni: ad esempio, Pechino si trascrive propriamente come Běijīng (Pinyin), ma sulla cartellonistica si preferisce Beijing. Esiste anche un terzo sistema, il Bopomofo, utilizzato nelle scuole taiwanesi per insegnare ai bambini le proprietà delle sillabe cinesi utilizzando caratteri sorti dall'astrazione di certi ideogrammi cinesi. Ad esempio, il carattere 中 viene insegnato come ㄓㄨㄥˉ (zh-w-êng-1).

Per quel che concerne i passaporti emessi dalla Repubblica Popolare Cinese, i nomi sono sempre trascritti secondo il sistema Pinyin privato dei toni. Tuttavia, la vocale ü non poteva figurare correttamente nei passaporti, se non venendo ulteriormente confusa con la vocale u; per ovviare a questo problema, a partire dal 15 maggio 2012, le traslitterazioni di cittadini cinesi prevedono che ü venga trascritto sui passaporti con yu a meno che non sia davanti alla vocale e. Questo significa che, per un ipotetico signor Lü (吕), i documenti antecedenti al 2012 lo chiamavano LU, mentre quelli successivi al 2012 lo chiamano LYU, mentre per un ipotetico signor Nüe (虐), i documenti lo chiamavano e continuano a chiamarlo NUE. Tuttavia, poiché uno dei metodi di immissione basato sul pinyin usa la lettera v per ü, non è raro trovare in certi vecchi documenti di cittadini cinesi espatriati nomi come LV e NVE.

I dialetti cinesi, invece, non sempre hanno degli schemi di trascrizione di uso comune fra i locutori. Con l'eccezione del cantonese (dove coesistono tre standard di trascrizione in uso ufficiale: uno nel Guangdong, uno ad Hong Kong e uno a Macao), per la maggior parte dei dialetti cinesi l'unico sistema di trascrizione sistematico è quello in uso dai linguisti.

La quasi totalità delle trascrizioni cinese verso l'alfabeto latino utilizza o il Pinyin o il Wade-Giles, ma l'unica eccezione è la trascrizione ceca del cinese, dove ad esempio si ha Pejťing, Siangkang, Kuangčou per Bejing, Xianggang, Guangzhou.

Cirillico

Lo stesso argomento in dettaglio: Traslitterazione scientifica del cirillico.
Lo stesso argomento in dettaglio: Traslitterazione anglosassone.

L'alfabeto cirillico è utilizzato per molte lingue slave e turche, con due sistemi di trascrizione in uso nel contesto italiano: la traslitterazione scientifica e la trascrizione usata dall'ICAO nei passaporti (una variante della traslitterazione anglosassone. Esistono anche sistemi terzi, solitamente nati dallo Stato in questione indicante un sistema di traslitterazione avente valore legale e quindi usato nei passaporti preferibilmente alle precedenti tabelle ICAO.

Nell'editoria e in glottologia, la traslitterazione scientifica è quella preferita (dandoci ad esempio Čechov, Dostoevskij, Donecʹk, Nižnij Novgorod), preferenza utilizzata anche da Wikipedia nell'intitolare le sue voci; mentre nella giornalistica e nella contabilità, obbedendo al principio secondo cui il nome da un punto di vista legale è quello indicato nei documenti d'identità, la trascrizione ICAO è quella preferita (dandoci invece Chekhov, Dostoevsky, Donetsk, Nizhny Novgorod).

In scritti del tardo Ottocento e primo Novecento, inoltre, non è raro imbattersi in traslitterazioni che si appoggiano invece alle regole ortografiche italiane, dandoci Cecov, Dostoievschi, Donezc, Nisni Novgorod, un sistema piuttosto arbitrario e in cui diventa impossibile ricostruire l'originale con sufficiente certezza. In altre lingue, invece, come il francese e il tedesco, sistemi di traslitterazioni che si appoggiano alle regole ortografiche della lingua d'arrivo sono sì vigenti (per il francese, Tchekhov, Dostoïevski, Donetzk, Nijni-Novgorod; per il tedesco, Tschechow, Dostojewski, Donetzk, Nishni-Nowgorod), ma la loro applicazione nel caso di antroponimi su un piano legale è impropria in presenza di documenti d'identità con trascrizione in stile ICAO (dunque all'anagrafe francese o tedesca risulteranno Chekhov, Dostoevsky).

Bielorusso

La lingua bielorussa è co-ufficiale in Bielorussia, assieme al russo. Per via di questa ragione, nonostante l'indipendenza del paese, non è raro che i nomi propri di persone e luoghi legati alla Bielorussia vengano ancora trascritti nella giornalistica a partire dal russo, ad esempio il capo di stato Aleksandr Lukashenko.

Per ragioni storiche, il bielorusso presenta inoltre anche altre due ortografie: la Taraškievica e la Latina. L'alfabeto bielorusso classico, detto Taraškievica, introduce la ґ ucraina per distinguere il suono /g/ dal suono /ɣ/ (che è quello tipico della г in Bielorusso, eccettuati i prestiti da altre lingue), e fa inoltre uso di regole diverse per ciò che riguarda la palatalizzazione e il trattamento della l nei prestiti da altre lingue; viene chiamata ortografia classica perché in uso per rappresentare il bielorusso ufficialmente fino al 1933 e mantenuto in vita da alcune parti della diaspora bielorussa in opposizione ai governi sovietici prima e al governo di Lukashenko poi. L'alfabeto bielorusso latino, invece, detto łacinka, fu usato per scrivere il bielorusso inizialmente sotto il governo della Polonia-Lituania e, in seguito, è rimasto parzialmente in uso da autori bielorussi della diaspora con forti legami con la Polonia o con il mondo occidentale in generale.

Lettera cirillicaTraslitterazione ufficialeTraslitterazione scientificaAlfabeto Łacinka
АAAA
БBBB
ВVVV
ГGGH (se però corrisponde a Ґ, allora G)
ДDDD
ЕIE*EJE
ЁIO*ËJO
ЖZHŽŽ
ЗZZZ (ma ЗЬ diventa Ź)
ІIII
ЙJJJ
КKKK
ЛLLL oppure Ł a seconda della vocale che segue
МMMM
НNNN (ma НЬ diventa Ń)
ОOOO
ПPPP
РRRR
СSSS (ma СЬ diventa Ś)
ТTTT
УUUU
ЎWŬŬ
ФFFF
ХHCHCH
ЦCCC (ma ЦЬ diventa Ć)
ЧCHČČ
ШSHŠŠ
ЫYYY
Ь(omesso)ʹ(causa cambiamenti nella consonante precedente)
ЭEE (a volte Ė)E
ЮIU*JUJU
ЯIA*JAJA

 * Per le lettere Е, Ё, Ю, Я, queste si trascrivono con la J iniziale (JE, JO, JU, JA) ad inizio parola oppure se dopo un apostrofo, un'altra vocale (tranne lo ы), il segno breve (ь) o la u semiconsonantica (ў).

L'apostrofo, nella trascrizione ufficiale, viene omesso e i suoi effetti sono visibili soltanto nella scelta fra J e I nella trascrizione delle vocali iotate.

Bulgaro

Lo stesso argomento in dettaglio: Traslitterazione del bulgaro.

Nel 1995, la Bulgaria dichiarò un sistema di traslitterazione ufficiale, basato già sulle tabelle ICAO in vigore per il cirillico.

Lettera cirillicaTraslitterazione ufficialeTraslitterazione scientifica
ΑAA
БBB
ВVV
ГGG
ДDD
ЕEE
ЖZHŽ
ЗZZ
ИII
ЙYJ
КKK
ЛLL
МMM
НNN
ОOO
ПPP
РRR
СSS
ТTT
УUU
ФFF
ХHH
ЦTSC
ЧCHČ
ШSHŠ
ЩSHTŠT
ЪAĂ
ЬYʹ
ЮYUJU
ЯYAJA

Kazako

Storicamente, la lingua kazaka è stata scritta con l'alfabeto cirillico, ma dagli anni '10 i vari governi del Kazakistan hanno deciso di convertire la lingua all'alfabeto latino, con la latinizzazione stimata completata per il 2031. Tuttavia, per quanto il nuovo alfabeto possa essere biiettivamente riconvertito nella forma cirillica, la forma latina è più simile alla scrittura in uso in Turchia che non alle trascrizioni abituali degli slavisti.

Alfabeto kazako latinoAlfabeto kazako cirillico (desueto)Traslitterazione scientifica del desueto alfabeto cirillico
AАA
ÄӘA̋
BБB
DДD
EЕ, ЭE, Ė
FФF
GГG
ĞҒĞ
HХ, ҺCH, Ḥ
İ (minuscola: i)И, ЙI, J
I (minuscola: ı)ІÌ
JЖŽ
KКK
LЛL
MМM
NНN
ÑҢŃ
OОO
ÖӨÔ
PПP
QҚĶ
RРR
SСS
ŞШŠ
TТT
UУU
ŪҰ?
ÜҮÙ
VВV
YЫY
ZЗZ

A cui si aggiungono poi anche le lettere cirilliche che l'odierno alfabeto latino trascrive con più lettere:

Alfabeto kazako latinoAlfabeto kazako cirillico (desueto)Traslitterazione scientifica del desueto alfabeto cirillico
İAЯJA
İOЁË
İUЮJU
ŞTŞЩŠČ
TSЦC
TŞЧČ
Ь­′
Ъ″

Per via di questa transizione ancora recente per gli anni '20, non è raro che diverse forme coesistano in forma arbitraria. Ad esempio, il cosmoporto di Bajkonur si può trovare scritto alla russa (Байконур, trascritto appunto come Bajkonur scientificamente, Baykonur secondo le norme della segnaletica stradale russa) o alla kazaka (Байқоңыр nel desueto alfabeto cirillico, Bajķońyr nella trascrizione scientifica, Baiqoñyr nell'attuale alfabeto kazako).

Kirghiso

Il kirghiso, essendo lingua turcica, può essere trascritto anche con una variante dell'alfabeto di Atatürk, ma solitamente le trascrizioni più in uso sono quella scientifica presso gli Slavisti e la BGN/PCGN nei documenti emessi dal Kirghizistan, perdendo tuttavia dieresi ed apostrofi nei passaporti.

Lettera cirillicaTraslitterazione BGN/PCGNTraslitterazione panturcicaTraslitterazione scientifica
ΑAAA
БBBB
ВVVV
ГGGG
ДDDD
ЕEEE
ЁYOYOË
ЖJCŽ
ЗZZZ
ИIİI
ЙYJJ
КKKK
ЛLLL
МMMM
НNNN
ҢNG (ma N nei passaporti)NGŅ
ОOOO
ӨÖÖÔ
ПPPP
РRRR
СSSS
ТTTT
УUUU
ҮÜÜ
ФFFF
ХKHHH
ЦTSTSC
ЧCHÇČ
ШSHŞŠ
ЩSHCHŞÇŜ
Ъˮ(non trascritto)ʺ
ЫYIY
Ьʹ(non trascritto)ʹ
ЭEEĖ
ЮYUYUÛ
ЯYAYAÂ

Questo significa che, ad esempio, la capitale Бишкек può venir trascritta Bishkek (come in uso nei passaporti), Bişkek (facendo valere l'origine turca della lingua kirghisa) o Biškek (applicando la traslitterazione scientifica in uso presso i glottologi).

Macedone

Avendo fatto parte della Jugoslavia, le regole che determinano la trascrizione del macedone si appoggiano sulla lingua serba. Infatti, già sotto il dominio jugoslavo, non era raro che si intendesse l'alfabeto macedone come una particolare variante dell'alfabeto di Karadžić, visto che le uniche differenze sono la presenza della Ѕ (lettera già esistente nell'alfabeto cirillico antico) e due lettere, Ѓ e Ќ, che corrispondevano alle serbe Ђ e Ћ nelle parole di simile etimologia. Dunque, la traslitterazione del macedone, similmente al serbo, si rivela essere una sostituzione uno-ad-uno con l'alfabeto di Gaj.

Tuttavia, a livello di documenti e di cartellonistica, diversi sistemi sono in uso. Nel 1981, ancora parte della Jugoslavia, il governo macedone aderì al sistema di traslitterazione BGN/PCGN, il quale è in uso nella cartellonistica stradale; invece, il catasto macedone e la zona macchina-leggibile dei documenti utilizzano sin dal 2013 un diverso sistema per eliminare i segni diacritici:

Lettera cirillicaAlfabeto di Gaj (traslitterazione scientifica)Sistema BGN/PCGN (traslitterazione su cartelli stradali e parte leggibile dei documenti)Sistema semplificato (traslitterazione del catasto e parte scansionabile dei documenti)
ΑAAA
БBBB
ВVVV
ГGGG
ЃǴG/ÐGJ
ДDDD
ЕEEE
ЖŽŽZH
ЗZZZ
ЅDZDZDZ
ИIII
ЈJJJ
КKKK
ЛLLL
ЉLJLJLJ
МMMM
НNNN
ЊNJNJNJ
ОOOO
ПPPP
РRRR
СSSS
ТTTT
ЌḰK, ĆKJ
УUUU
ФFFF
ХHHH
ЦCCC
ЧČČCH
ЏDŽDŽDJ
ШŠŠSH

Questa discrepanza è visibile ad esempio relativamente al valico di Qafë Thanë, il cui nome macedone è Ќафасан, trascritto Ḱafasan secondo l'alfabeto di Gaj, Ćafasan nei cartelloni stradali attigui, Kjafasan nel sito del catasto.

Mongolo

La lingua mongola usa due sistemi di scrittura ufficialmente, un sistema tradizionale in uso in Mongolia Interna (Cina) e il cirillico russo in Mongolia. La trascrizione, dunque, del cirillico mongolo segue le stesse regole di quella russa, ad eccezione delle seguenti lettere:

Lettera cirillicaTrascrizione ufficiale (MNS 5217:2012)Trascrizione scientifica
ЕYE (sempre)E
ЁYO (sempre)Ë
ЖJŽ
ЙIJ
ӨÖÔ
ҮÜÜ
ЩSHŜ
ЪIʺ
ЬIʹ
ЭEÈ
ЮYU (sempre)Û
ЯYA (sempre)Â

Rumeno

Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto cirillico rumeno.
Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto cirillico moldavo.

Storicamente, i rumeni, essendo ortodossi, scrivevano con l'alfabeto cirillico. Negli anni trenta dell'Ottocento, tuttavia, in Valacchia e Moldavia si passò all'alfabeto latino, mantenuto poi nel principato di Romania sorto dall'unione dei due stati precedenti e da cui discende la Romania odierna. Tuttavia, a seguito dell'occupazione sovietica della Bessarabia e della Bucovina settentrionale, i territori romenofoni in mano ai sovietici riadottarono l'alfabeto cirillico. Solo a seguito dell'indipendenza negli anni novanta del XX secolo, la Moldavia (ex-territorio sovietico) si riallineò alla vicina Romania e ne adottò l'alfabeto latino; la regione della Transnistria, invece, unilateralmente dichiarando la sua indipendenza e cercando di mantenere le istituzioni di era sovietica, continuò e continua a utilizzare l'alfabeto cirillico per scrivere la lingua romena-moldava.

Alfabeto latinoAlfabeto cirillico rumeno (storico)Alfabeto cirillico moldavo (in uso in Transnistria)
AА (Ꙗ/Ѧ per IA)А (Я per IA)
ĂЪЭ
Â/ÎЫ/Ѫ (ma Ꙟ per ÎN/ÎM)Ы
BББ
CК (ma Ч davanti ad E, I)К (ma Ч davanti ad E, I)
DД (ma Ѕ per DZ)Д
EЄ/Е (ma Ѣ per EA e Ѥ per IE)Е (ma Я per EA)
FФФ
GГ (ma Џ davanti ad E, I)Г (ma Ӂ davanti ad E, I)
HХ (tranne se per indurire la consonante)Х (tranne se per indurire la consonante)
IИ, Й, І, ЬИ, Й, Ь
JЖЖ
LЛЛ
MММ
NНН
OО (Ѡ in certe parole greche)О
PПП
RРР
SСС
ȘШ (ma Щ per ȘT)Ш
TТТ
ȚЦЦ
UОУ (Ю per IU)У (Ю per IU)
VВВ
ZЗЗ

Russo

Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua russa e Traslitterazione scientifica del cirillico.

Per traslitterare l'alfabeto cirillico della lingua russa si può fare riferimento al sistema raccomandato dall'ONU approvato nel 1987.

Tuttavia, è abbastanza in uso anche un sistema di trascrizione basato sulla lingua inglese, regolamentato dal GOST R 52535.1-2006 e utilizzato dall'ICAO per i passaporti. Per i segnali stradali, invece, la traslitterazione in vigore usa il sistema GOST R 52290-2004.

Alfabeto cirillicoTrascrizione ISOTrascrizione sui passaportiTrascrizione sulla cartellonistica stradale
ΑAAA
БBBB
ВVVV
ГGGG
ДDDD
ЕEEE (ma YE ad inizio parola o dopo i segni molle e duro)
ЁËEYO (ad inizio parola o dopo una vocale o dopo i segni molle e duro), E (dopo Ч, Ш, Щ, Ж), YE
ЖŽZHZH
ЗZZZ
ИIII
ЙJIY
КKKK
ЛLLL
МMMM
НNNN
ОOOO
ПPPP
РRRR
СSSS
ТTTT
УUUU
ФFFF
ХH (concesso CH)KHKH
ЦCTSTS
ЧČCHCH
ШŠSHSH
ЩŜ (concesso ŠČ)SHCHSHCH
Ъʺ(non trascritto)ʼ (apostrofo)
ЫYYY
Ьʹ(non trascritto)ʼ (apostrofo)
ЭĖEE
ЮÛ (concesso JU)IUYU
ЯÂ (concesso JA)IAYA

Serbo-Croato

La lingua serbo-croata usa al contempo due alfabeti, uno latino (Alfabeto di Gaj) e il secondo cirillico (Alfabeto di Karadžić), con una corrispondenza uno-ad-uno. Dunque, trascrivere un nome dal cirillico altro non significa che ricondurlo all'altro alfabeto in uso. Ovviamente, per la zona scansionabile dei documenti, i segni diacritici vengono perduti.

ΑБВГДЂЕЖЗИЈКЛЉМНЊОПРСТЋУФХЦЧЏШ
abvgdđ (a volte scritto dj)ežzijklljmnnjoprstćufhcčdžš

Ucraino

Per traslitterare l'alfabeto cirillico della lingua ucraina si può fare riferimento al sistema raccomandato dall'ONU approvato nel 1987. Le coppie sono:

ΑБВГҐДЕЄЖЗИІЇЙКЛМНОПРСТУФХЦЧШЩЪЬЮЯ
abvhgdeježzyiïjklmnoprstufchcčšščʺʹjuja

Tuttavia, è abbastanza in uso anche un sistema di trascrizione basato sulla lingua inglese, approvato dal Consiglio dei Ministri ucraino come risoluzione 55 del 27 gennaio 2010, e utilizzato dall'ICAO per i passaporti:

ΑБВГҐДЕЄЖЗИІЇЙКЛМНОПРСТУФХЦЧШЩЪЬЮЯ
abvh (però ЗГ viene trascritto come ZGH)gdeye (ad inizio parola, altrimenti IE)zhzyiyi (ad inizio parola, altrimenti I)y (ad inizio parola, altrimenti I)klmnoprstufkhtschshshch(non trascritto)(non trascritto)yu (ad inizio parola, altrimenti IU)ya (ad inizio parola, altrimenti IA)

Considerato, però, che l'ucraino e il russo sono lingue molto simili e che la diplomazia con l'Unione Sovietica si svolgeva prevalentemente in russo, è anche possibile trovare casi storici in cui la trascrizione veniva fatta dal russo anziché dall'ucraino, come nel caso di Kiev (in russo Киев, ma in ucraino Київ, che quindi dovrebbe trascriversi Kyiv) o Černobylʹ (in russo Чернобыль, ma in ucraino Чорнобиль, cioè Chornobyl). Il governo ucraino ha più volte ribadito in inglese la necessità di basare le proprie trascrizioni sulla grafia ucraina e non su quella russa, ma nel caso italiano c'è da considerare anche la possibilità che la trascrizione dal russo sia ormai assurta ad esonimo (come nel predetto caso di Černobylʹ).

Tagico

Lettera cirillicaTraslitterazione ufficialeSembra una copia della tabella russa[senza fonte]Traslitterazione scientifica
ΑAA
БBB
ВVV
ГGG
ҒGHĠ/Ƣ/Ğ
ДDD
ЕE (però YE ad inizio parola)E
ЁYOË
ЖZHŽ
ЗZZ
ИII
ӢIĪ
ЙYJ
КKK
ҚQĶ
ЛLL
МMM
НNN
ОOO
ПPP
РRR
СSS
ТTT
УUU
ӮUŪ
ФFF
ХKHH
ҲHḨ
ЧCHČ
ҶJÇ
ШSHŠ
Ъʼʹ
ЭEÈ
ЮYUÛ
ЯYAÂ

Lingue turche

Storicamente, le lingue dei vari paesi dell'ex-Unione Sovietica erano scritte in cirillico, anche quando non lingue slave; con l'indipendenza, la maggior parte dei nuovi paesi ha adottato un nuovo sistema di scrittura basato sull'alfabeto latino, più propriamente, vista l'origine turca delle proprie lingue, sull'alfabeto turco inventato da Atatürk. Così come per il caso del serbo-croato, trascrivere significa, in questo caso, passare dall'alfabeto cirillico all'alfabeto latino già ufficiale. Per ciò che concerne gli usi ufficiali (cioè di cartellonistica o documenti d'identità), non esiste nessuno schema in uso, perché la traslitterazione viene eseguita sul nome nella lingua nazionale (ad esempio, la città baschira di Ufa ha nome baschiro Өфө (Öfö), ma sui cartelli stradali viene traslitterato in caratteri latini il nome russo Уфа (Ufa)).

Lettera cirillicaTraslitterazione secondo l'alfabeto pan-turcicoTraslitterazione scientifica del cirillico
ΑAA
ӘÄ (ma Ə in azero)Ə
БBB
ВVV
ГGG
Ғ/ҔĞ (ma GH in uiguro e Gʻ in usbeco)Ġ/Ğ
ДDD
ЕEE
ЖJ (ma ZH in uiguro)Ž
ҖJŽ̦ oppure Ž̧
ЗZZ
ІIÌ
Иİ (ma I in turcmeno e kazako)I
ЙY (ma Ý in turcmeno e İ in kazako)J
КKK
Ҡ, Қ, ӃQǨ, K̦/Ķ, Ḳ
ЛLL
МMM
НNN
Ң, ҤÑ o NG (a seconda della lingua)N̦/Ṇ, Ṅ
ОOO
ӨÖÔ
ПPP
РRR
СSS
ТTT
УUU
ҰŪU̇
ҮÜÙ
ЎW (ma Oʻ in usbeco)Ŭ
ФFF
ХX (ma H in kazako, chirghiso)H
ҺHḤ
ЦTS (ma C in chirghiso)C
ЧÇ (ma CH in uiguro e usbeco)Č
ҸCĈ
ШŞ (ma SH in usbeco e uiguro)Š
ЫI (ma Y in turcmeno e kazako)Y
ЭEĖ
ЮYUÛ
ЯYAÂ

Coreano

Lo stesso argomento in dettaglio: Latinizzazione riveduta della lingua coreana.

In passato, il coreano si scriveva principalmente con caratteri cinesi, ma già dal XV secolo fu in uso parallelo anche un sistema fonetico dove lo spazio di un'ideogramma viene riempito da una composizione procedurale di elementi fonetici base detti jamo. Questo sistema fonetico, detto hangeul, divenne l'unico ufficiale a partire dagli inizi del XX secolo ed è su di esso che si basa la romanizzazione del coreano in lettere latine.

Al momento, ufficialmente esistono due sistemi, la latinizzazione riveduta della lingua coreana (sistema ufficiale in Corea del Sud) e il sistema McCune-Reischauer (ufficiale in Corea del Nord e, fino al 2000, anche in Corea del Sud).

Consonanti:

Jamo ㄱ ㄲ ㄴ ㄷ ㄸ ㄹ ㅁ ㅂ ㅃ ㅅ ㅆ ㅇ ㅈ ㅉ ㅊ ㅋ ㅌ ㅍ ㅎ
Ad inizio sillaba Latinizzazione riveduta g kk n d tt r m b pp s ss (omesso, perché indica sillaba che inizia in vocale) j jj ch k t p h
McCune-Reischauer k kk n t tt r m p pp s ss (omesso) ch (ma j in Corea del Nord) tch (ma jj in Corea del Nord) chʼ (ma ch in Corea del Nord) kʼ (ma kh in Corea del Nord) tʼ (ma th in Corea del Nord) pʼ (ma ph in Corea del Nord) h
IPA /k/ /k͈/ /n/ /t/ /t͈/ /ɾ/ /m/ /p/ /p͈/ /s/ /s͈/ // /t͡ɕ/ /t͈͡ɕ͈/ /t͡ɕʰ/ /kʰ/ /tʰ/ /pʰ/ /h/
A fine sillaba Latinizzazione riveduta k k n t – l m p – t t ng t – t k t p t
McCune-Reischauer k k n t – l m p – t – ng t – t k t p t
IPA /k̚/ /n/ /t̚/ – /ɭ/ /m/ /p̚/ – /t̚/ /ŋ/ /t̚/ – /t̚/ /k̚/ /t̚/ /p̚/ /t̚/
"—" indica quei jamo che non possono apparire a fine sillaba.

Nella trascrizione McCune-Reischauer, alcuni incontri fra consonanti di sillabe diverse portano a trascrizioni diverse da quelle della tabella di cui sopra.

Vocali:

Hangul ㅏ ㅐ ㅑ ㅒ ㅓ ㅔ ㅕ ㅖ ㅗ ㅘ ㅙ ㅚ ㅛ ㅜ ㅝ ㅞ ㅟ ㅠ ㅡ ㅢ ㅣ
Latinizzazione riveduta a ae ya yae eo e yeo ye o wa wae oe yo u wo we wi yu eu ui / yi i
McCune-Reischauer a ae ya yae ŏ e (ë se dopo A) yŏ ye o wa wae oe yo u wŏ we wi yu ŭ ŭi i
IPA /a/ /ɛ/ /ja/ /jɛ/ /ʌ/ /e/ /jʌ/ /je/ /o/ /wa/ /wɛ/ /ø/~/we/ /jo/ /u/ /wʌ/ /we/ /y/~/ɥi/ /ju/ /ɯ/ /ɰi/ /i/

Ebraico

Così come per l'arabo, anche l'ebraico è in realtà un abjad con tre madri di lettura: l'alef (colpo di glottide in consonante, ā come vocale lunga), la he (h come consonante, ā oppure e come vocale), lo iod (j/y come consonante, ī come vocale) e la vav (v/w come consonante, ō/ū come vocale). Inoltre, per quel che concerne i nomi biblici, si ha spesso una traslitterazione che invece ricalca la pronuncia dell'ebraico biblico filtrata attraverso il greco antico.

Lettera ebraicaNomeTraslitterazione scientificaTraslitterazione semplificata (in uso nei passaporti)Traslitterazione biblica
אAlefʼ(omessa se consonante), a (madre di lettura)a (madre di lettura)
בBetḇvb
גGimelḡgg
דDaletḏdd
הHehhh
וVavwv (consonante), o/u (madre di lettura)v (consonante), u (madre di lettura)
זZainzzz
חHetḥkh/chh (consonante), a/e (madre di lettura)
טTetṭtt
יIodyy (consonante), i (madre di lettura)i
כKafḵkh/chch
לLamedlll
מMemmmm
נNunnnn
סSamechsss
עAinʿ(omesso)(omesso, ma raramente G)
פPep̄fph
צTsadeṣtz/tss
קCofqkc
רResrrr
שׁŠinšshs
שׂŚinśss
תTauttth

Nell'ebraico, inoltre, esiste il segno diacritico del dageš, che assomiglia a un punto al centro della lettera: la sua presenza indica che la consonante è da pronunciarsi nella maniera biblica e non in quella moderna. Ad esempio, la bet normalmente si pronuncia /v/, mentre la bet col dageš è da leggersi /b/ (nella traslitterazione scientifica, questo è segnalato eliminando il trattino). Tuttavia, il dageš può anche indicare un raddoppiamento della consonante, che verrà trascritta doppia.

Inoltre, nei prestiti da altre lingue, può comparire il gereš, visivamente simile a un apostrofo: solitamente, questo viene utilizzato per rappresentare le affricate inesistenti in ebraico. Ad esempio, la gimel col gereš viene utilizzata per rappresentare il suono /d͡ʒ/ ("g dolce").

Per quel che riguarda le vocali, in ebraico le vocali corte non vengono scritte solitamente, mentre quelle lunghe si scrivono con delle madri di lettura. La traslitterazione scientifica distingue le due tramite i segni di lunghezza e inoltre ha una lettera specifica per il suono della scevà (ə). Invece, per le traslitterazioni più solite, abbiamo la seguente tabella:

Vocale ebraica (esempio sull'alef)NomeTraslitterazione biblicaTraslitterazione moderna
אַPataḥAA
אֶSəgōlE cortaE
אֵṢērēE lungaE
אִḤīreqII
אׇQāmeṣA lunga (ma a volte O)A
אֹḤōlemO lungaO
אֻQībūṣU lungaU
אוּŠūreq (qībūṣ con madre di lettura)U lungaU
אְŠəwāʾA corta o anche nullaE
אֲḤăṭep̄ páṯaḥA cortaA
אֱḤăṭep̄ səgōlE cortaE
אֳḤăṭep̄ qāmeṣO cortaO

Per quel che riguarda la trascrizione delle vocali, la traslitterazione scientifica cerca di mantenere una distinzione fra vocali lunghe e corte e riserva inoltre uno specifico segno per la scevà; invece, la trascrizione in uso nei passaporti e nella cartellonistica riduce la scevà a una e e non fa distinzione di lunghezza fra vocali. Per quel che concerne la trascrizione biblica, invece, le vocali sono trascritte in una maniera piuttosto arbitraria, a cui poi aggiungere il fatto che, venendo filtrate per il greco, spesso le u corte venivano rivisitate come delle o corte (infatti, in greco non esiste la u corta). Le vocali corte non vengono normalmente scritte, ma è

La differenza tra le tre traslitterazioni diventa evidente, ad esempio, nel nome della città di Tel Aviv: nella traslitterazione scientifica, noi abbiamo Tēl Āḇīḇ; nella trascrizione semplificata troviamo Tel Aviv; nella trascrizione biblica, Thel Abib.

Yiddish

La lingua yiddish è una lingua germanica, cugina del tedesco e dell'olandese. La trascrizione dallo yiddish all'alfabeto latino, non essendo lo yiddish lingua ufficiale, non è concordata in maniera universale, ma il sistema più utilizzato è quello promulgato dallo YIFO a Manhattan, per quanto rimanga possibile voler sottolineare le corrispondenze col tedesco trascrivendo secondo l'ortografia tedesca. Ad esempio, il nome della lingua, ייִדיש, viene trascritto secondo lo schema YIFO come Yiddish, ma la trascrizione alla tedesca, dandoci Jidisch, rende più facile riconoscere che la parola è cognata del tedesco Jüdisch.

Etiope

L'alfabeto etiope, più propriamente alfabeto ge'ez, è in realtà un abugida, cioè un sillabario sorto da legature fra una consonante base (che solitamente ha un suono vocalico inerente, nel caso etiope /æ/) e da vocali originariamente segni diacritici (tra cui anche un segno diacritico per indicare l'assenza di vocale). Per quanto non esista una tabella ufficiale di trascrizione, fra i grammatici rimane abbastanza in uso la romanizzazione BGN/PCGN; una sua forma privata dei segni diacritici pare corrispondere con la trascrizione in uso nei passaporti etiopi ed eritrei.

Tuttavia, per via delle passate ambizioni coloniali italiane in Abissinia, un sistema semi-ufficioso di trascrizione che si basa sulla fonetica italiana coesiste per certi nomi propri: Ambaradan, Addis Abeba, Uccialli, negus, Menelik, ... Queste trascrizioni, inoltre, segnalano la presenza di consonanti doppie in maniera non prevedibile dal testo in etiope.

Consonante etiopeTrascrizione BGN/PCGNTrascrizione coloniale italica
ሀHH
ለLL
ሐḤH?
መMM
ሠŚLS(?)
ረRR
ሰSS (raddoppiata se possibile)
ቀQ/ḲC dura (a volte QU)
በBB
ተTT
ኀḪH
ነNN
አʼ(omesso)
ከKC dura
ወWU
ዐʽ(omesso)
ዘZZ (ma S se a fine parola o davanti altra consonante)
የYJ (nel senso di semiconsonante /j/)
ደDD
ገGG dura
ጠṬT
ጰP̣P
ጸṢZ
ፀṢ́Z
ፈFF
ፐPP
ቨVV
ቸČC dolce
ጀǦG dolce
ጨČ̣C dolce
ሸŠSC dolce
ኘÑGN
ዠŽG dolce

Per le consonanti dolci a fine parola (ossia quando la vocale è la scevà), solitamente queste venivano scritte semplici (nel caso di SC) o raddoppiate (nel caso di C e G dolce), anche nonostante questo sia in realtà contrario alla fonologia italiana; le equivalenti forme "dure" aggiungevano una h alla fine. Per le consonanti labializzate, solitamente si scrivono con W aggiunta (nel caso di C dura, si scrive KW).

Vocale etiopeTrascrizione BGN/PCGNTrascrizione coloniale italica
ረÄE (ma UO per WÄ e SCIO per ŠÄ)
ሩUU (omesso se seguito da U consonante; trasformata in O se non accentato e seguito da vocale)
ሪII
ራAA
ሬEE
ርƏSolitamente omesso, ma trasformato in E oppure I se la risultante è un incontro consonantico illeggibile in italiano, preferendo la trascrizione I se nella parola già compare la E a rappresentare altra vocale, ma non se questa E già rappresenta vocali originarie diverse. Nel caso di -AYƏ a fine parola, la trascrizione è invece -E per l'intero gruppo.
ሮOO (omesso se seguito da U consonante)
ሯWAUA
ፘJÄIA

La differenza tra le due trascrizioni è piuttosto visibile: se internazionalmente nella guerra d'indipendenza eritrea si parla del presidente etiope Mäläsə Zenawi e del presidente eritreo ʼIsayəyasə ʼAfəwärəki, nella trascrizione italica noi abbiamo Melles Zenaui e Isaias Afuorchi.

Georgiano

Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua georgiana e Traslitterazione del georgiano.

L'unica nota da aggiungere è che sulla cartellonistica stradale e sui passaporti gli apostrofi non vengono scritti.

Georgiano Latino
ა a
ბ b
გ g
დ d
ე e
ვ v
ზ z
თ t
ი i
კ kʼ
ლ l
მ m
ნ n
ო o
პ pʼ
ჟ zh
რ r
ს s
ტ tʼ
უ u
ფ p
ქ k
ღ gh
ყ qʼ
შ sh
ჩ ch
ც ts
ძ dz
წ tsʼ
ჭ chʼ
ხ kh
ჯ j
ჰ h

Giapponese

Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema Hepburn.

Per ogni scritta in alfabeto latino, è ormai prassi consolidata trascrivere il giapponese secondo il sistema Hepburn, eliminando però il segno di vocale allungata, cioè il macron, quando questo non sia disponibile (in particolar modo sui documenti d'identità).

La scrittura giapponese si compone di due sillabari (hiragana e katakana) e di kanji, cioè qualche miriade di caratteri cinesi, la cui pronuncia, in particolar modo nei nomi propri, non è sempre facilmente desumibile.

Greco

Lo stesso argomento in dettaglio: Alfabeto greco.

Traslitterazione del greco antico:

Α, αΒ, βΓ, γΔ, δΕ, εΖ, ζΗ, ηΘ, θΙ, ιK, κΛ, λΜ, μΝ, νΞ, ξΟ, οΠ, πΡ, ρΣ, σ (ς)Τ, τΥ, υΦ, φΧ, χΨ, ψΩ, ω
abgdezēthiklmnxoprstyphchpsō

Per il greco moderno sono previste le corrispondenze esposte nella tabella seguente secondo l'ISO 843:1997 TL.

Α, αΒ, βΓ, γΔ, δΕ, εΖ, ζΗ, ηΘ, θΙ, ιK, κΛ, λΜ, μΝ, νΞ, ξΟ, οΠ, πΡ, ρΣ, σ (ς)Τ, τΥ, υΦ, φΧ, χΨ, ψΩ, ω
avgdezīthiklmnxoprstyfchpsō

Lingue indiche

Lo stesso argomento in dettaglio: ISO 15919.

Per le lingue indiche, la trascrizione usata dal governo dell'India e conseguentemente anche dal Nepal è il sistema Hunteriano privato dei segni diacritici. Tuttavia, esistono anche l'IAST e l'ISO 15919 come standard di concorrenza utilizzati in ambito glottologico. Per quel che riguarda l'urdu, lingua ufficiale del Pakistan, essendo esso uno dei due registri standard dell'indostano, si può tecnicamente riutilizzare il sistema di trascrizione dell'hindi, l'altro registro che invece è la lingua ufficiale dell'India, ma non c'è nessuna ufficialità nota. In Sri Lanka, invece, le lingue ufficiali (cingalese e tamulo) vengono traslitterate ufficialmente tramite l'ISO 15919 privato dei segni diacritici.

Particolarità dell'alfabeto devanagari (e degli altri alfabeti brahmici) è che le consonanti hanno una vocale inerente, la scevà, che viene sostituita da una vocale segno diacritico, a cui aggiungere anche il segno diacritico che indica l'assenza di vocale. Se nel Sanscrito tutte le scevà sono mantenute, nelle moderne lingue indiche in molti casi la scevà non viene pronunciata anche senza la presenza del diacritico che elimina la vocale; tale rimozione della scevà viene riflessa anche nella trascrizione in lettere latine.

Anche il bengalese, lingua ufficiale del Bangladesh, viene trascritta nella cartellonistica usando il sistema Hunteriano privato dei segni diacritici (ma preferendo gli esonimi inglesi, ad esempio scrivendo Mymensingh al posto della trascrizione dal bengalese Mayamansinha). Tuttavia, poiché la pronuncia bengalese è significativamente diversa dal sanscrito, le trascrizioni a uso dei glottologi sono adattamenti dell'IAST, ad esempio scrivendo la scevà come ô perché pronunciata /ɔ/.

Vocali:

Devanagari (Hindi) Nasta'liq (Urdu) Hunteriano IAST
अاaa
आآāā
इاِii
ईیīī
उاُuu
ऊاوūū
ऋرِṛĭṛ
ॠرِṟĭṝ
एاےēe
ऐاےaiai
ओاوōo
औاوauau
अंں, ن, مṅ, ṁṁ
अःحḥḥ
ऍاےæ
ऑاوû

Consonanti:

Devanagari (Hindi) Nasta'liq (Urdu) Hunteriano IAST
कکkk
खکھkhkh
गگgg
घگھghgh
ङنṅṅ
चچchc
छچھchh (proposte forme diacritiche come cẖ, čh)ch
जجjj
झجھjhjh
ञنññ
टٹṭṭ
ठٹھṭhṭh
डڈḍḍ
ढڈھḍhḍh
णنṇṇ
तتtt
थتھthth
दدdd
धدھdhdh
नنnn
पپpp
फپھphph
बبbb
भبھbhbh
मمmm
यیyy
रرrr
लلll
वوvv
शشsh (in Nepalese, a volte anche S)ś
षشṣhṣ
सسss
हحhh
क़قq
ख़خḳh, k͟h
ग़غg͟h
ड़ڑṛ
ढ़ڑھṛh
फ़فf
ज़زz
झ़ژzh
क्षکشkṣhkś
त्रترtrtr
ज्ञگیہgy (ma jñ per il Sanscrito)jñ
श्रشرshrśr

|}

Laotiano

La trascrizione in uso ufficiale nel Laos ricalca il sistema generale reale thailandese di trascrizione.

Consonanti:

LaotianoTrascrizione in uso ufficiale
ກg
ຂk
ຄk
ງng
ຈj
ສs
ຊs
ຍy
ດd
ຕt
ຖt
ທt
ນn
ບb
ປp
ຜp
ຝf
ພp
ຟf
ມm
ຢy
ຣr
ລl
ວw
ຫh
ອ(omesso)
ຮh

Vocali:

Laotiano (vocale corta)Laotiano (vocale lunga)Trascrizione ufficiale
◌ະ, ◌ັ◌◌າa
◌ິ◌ີi
◌ຶ◌ືue
◌ຸ◌ູu
ເ◌ະ, ເ◌ັ◌ເ◌e
ແ◌ະ, ແ◌ັ◌ແ◌ae
ໂ◌ະ, ◌ົ◌ໂ◌o
ເ◌າະ, ◌ັອ◌◌ໍ, ◌ອ◌o
ເ◌ິເ◌ີoe
ເ◌ັຍເ◌ຍ, ◌ຽ◌ia
ເ◌ຶອເ◌ືອ, ເ◌ືອ◌uea
◌ົວະ◌ົວ, ◌ວ◌ua
ໄ◌, ໃ◌ ai
ເ◌ົາ ao
◌ໍາ am

Maldiviano

L'alfabeto thaana è utilizzato per scrivere la lingua maldiviana. Per quanto esista una trascrizione sistematica promulgata per legge, la più utilizzata rimane la versione in lettere latine utilizzata dal governo delle Maldive nel periodo 1976-1978 (detta Malé-Latino). In alternativa, esiste anche la trascrizione ISO 15919. L'alfabeto thaana ha inoltre tratto ispirazione dall'arabo, per cui le vocali sono in realtà scritte come segni diacritici sulla consonante precedente.

Thaana Malé-Latino ISO 15919
އ (omesso) (omesso)
ހ h h
ށ sh ṣ
ނ n n
ރ r r
ބ b b
ޅ l ḷ
ކ k k
ވ v v
މ m m
ފ f f
ދ dh d
ތ th t
ލ l l
ގ g g
ޏ gn ñ
ސ s s
ޑ d ḍ
ޒ z z
ޓ t ṭ
ޔ y y
ޕ p p
ޖ j j
ޗ ch c
އަ a a
އާ aa ā
އި i i
އީ ee ī
އު u u
އޫ oo ū
އެ e (scritta é a fine parola) e
އޭ ey ē
އޮ o o
އޯ oa ō

Somalo

La lingua somala, in realtà, è già normalmente scritta in alfabeto latino. Tuttavia, per via del passato coloniale, l'Italia mantiene molti esonimi basati su una trascrizione più conforme alla fonetica italica:

Essendo però all'epoca coloniale il somalo scritto più con un adattamento dell'alfabeto arabo, ne consegue che vi è un'imprevedibilità nel determinare come le vocali (e gruppi di vocali, semiconsonanti e acca) siano state in realtà storicamente trascritte: in Mogadiscio, ad esempio, il nome somalo è Muqdisho, che dovrebbe darci Mugadiscio.

Thailandese

Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema generale reale thailandese di trascrizione.

Tibetano

Lo stesso argomento in dettaglio: Traslitterazione Wylie.
Lo stesso argomento in dettaglio: Pinyin tibetano.

Bhutanese

La lingua dzongkha, lingua ufficiale del Bhutan, è una lingua tibetana che usa la scrittura tibetana. Tuttavia, visto che quest'ultima è ortograficamente allineata al tibetano classico e riflette poco la pronuncia attuale, nel 1991 la Commissione per lo Sviluppo Dzongkha ha proclamato un sistema di trascrizione ufficiale da utilizzarsi. L'unica differenza rispetto all'uso nei passaporti e nella cartellonistica è che la trascrizione della Commissione fa uso di un modificatore di aspetto simile al segno del grado e di segni diacritici per specificare le diverse qualità delle vocali, ambo perduti sui passaporti e sulla cartellonistica.

Turco

La lingua turca è già scritta normalmente in caratteri latini grazie alle riforme di Atatürk. Tuttavia, nell'Impero ottomano, era prassi comune scrivere il turco tramite lettere arabe, con diversi adattamenti. Non ci fu mai un sistema accettato di trascrizione dell'alfabeto turco ottomano, ma l'uso dell'italiano come lingua diplomatica occidentale da parte dello Stato della Fulgida Porta fa sì che stranamente una qualche forma di traslitterazione sia possibile, come testimonia il trattato di Küçük Kaynarca, dove il luogo viene indicato all'interno del trattato stesso come Chiuciuc/Cuciuc Chainarggi. L'adattamento dell'alfabeto arabo, originatosi da una lingua con appena tre vocali singole (raramente scritte poi se corte), al turco, dove vi sono quattro coppie diverse di vocali, fa sì che la corrispondenza fra lettere arabe e trascrizione non possa essere univoca e, in realtà, siano sempre da interpretare ed aggiungere le lettere. Ad esempio, مصطفی كمال پاشا (Mṣṭfá Kmāl Pāșā), viene reso in turco moderno come Mustafa Kemal Paşa, mentre in forma italianizzata otterremmo Mustafà Chemal Pascià.

Lettera araba Turco moderno Trascrizione all'italiana
اa, ea, e
ء/ع––
بb (p)b (p)
پpp
ت/طtt(h)
ث/س/صss(s)
جcg dolce
چçc dolce
ح/خhh
دdd
ذ/ز/ظzs
رrr
ژjg dolce
شşsc dolce
ضd, zz
غğg
فff
ق/کkc(h) dura
گg, ğg
ڭ/نnn
لll
مmm
وv, o, ö, u, üv, o, u
هh, e, ah, e, a
یy, ı, iy, i

Note

  1. ↑ Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana 2008, a cura di Luca Serianni e Maurizio Trifone, Firenze, Le Monnier, 2007, ISBN 978-88-04-56485-0.
  2. ↑ (EN) Loanword Transcription Rules – 끝소리 kkeutsori, su kkeutsori.com. URL consultato il 27 settembre 2026.
  3. ↑ UNGEGN WGRS. Resolution I/13, su arhiiv.eki.ee. URL consultato il 27 settembre 2026.
  4. ↑ Instrukcija po peredache naimenovanij geograficheskih objektov s belorusskogo i russkogo jazykov na drugie jazyki i transliteracii naimenovanij geograficheskih objektov bukvami latinskogo alfavita, su pravo.by, Gosudarstvennyj komitet po imushchestvu Respubliki Belarus, 2023.
  5. ↑ (BG) Regolazioni per l'emissione dei documenti bulgari dell'identità, Gazzetta di Stato N. 14, 2000. ISSN 0205-0900
  6. ↑ (EN) L.L. Ivanov, On the Romanization of Bulgarian and English, Contrastive Linguistics, XXVIII, 2003, 2, pp. 109-118. ISSN 0204-8701; Errata, id., XXIX, 2004, 1, p. 157.
  7. ↑ (EN, BG) Andreev A., I. Derzhanski eds. Bulgarian Academy of Sciences: Institute of Mathematics and Informatics, founded 1947. Archiviato il 6 giugno 2011 in Internet Archive. Sofia: Multiprint Ltd., 2007. 64 pp. ISBN 978-954-8986-27-4
  8. ↑ (EN) United Nations Document E/CONF.98/CRP.71. 17 August 2007.
  9. ↑ О переводе алфавита казахского языка с кириллицы на латинскую графику, su akorda.kz.
  10. ↑ Report of Eastern Europe, Northern and Central Asia Division (PDF), su unstats.un.org, UNGEGN, Aprile 2016, p. 8.
  11. ↑ Position on the transfer of names of geographical objects of the Kyrgyz Republic in the letters of the Latin alphabet, su cbd.minjust.gov.kg, 19 agosto 2008.
  12. ↑ Catasto Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive./ICAO Doc 9303 (pagine 33, 34) Archiviato il 19 ottobre 2017 in Internet Archive.
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