Usil è il dio del sole nella religione e nella mitologia etrusca, confrontabile con il greco Helios e il romano Sol.
In etrusco la parola usil significa "sole". Il nome del dio è inciso sul rovescio del Fegato di Piacenza, in una zona adiacente a quella di Tiv, la luna, a indicare una connessione cultuale. Offerte a Usil sono prescritte, accanto a quelle per Tinia, Culsu e Nethuns, nel calendario rituale del liber linteus di Zagabria.
L'iconografia di Usil risente fortemente di quella di Apollo: il dio appare come un giovane dal capo radiante che porta l'arco, come sullo specchio da Tuscania in cui, con il capo cinto da un alone di luce, è raffigurato fra Nethuns, dio del mare, e Thesan, dea dell'aurora. Gli viene riferita con buona probabilità anche l'immagine, non iscritta, di uno specchio arcaico in cui un giovane aureolato sorge dalle onde giocando con globi infuocati, forse un'eco delle eruzioni di fuoco osservabili sul sole. Probabilmente raffigura Usil anche il giovane in corsa con la raggiera alle spalle su una serie di antefisse tardo-arcaiche da Pyrgi, santuario in cui la dimensione astrale e marina del culto era particolarmente accentuata.
Nella tradizione religiosa etrusca Aplu, il corrispondente etrusco di Apollo, fu assimilato a Usil e a Śuri. Usil appartiene al gruppo delle divinità cosmiche del pantheon etrusco, insieme a Thesan, Tiv, Catha e Cel. Su uno specchio da Corchiano compare inoltre una figura denominata Uslanes, il cui nome è connesso con quello del dio del sole.