La tribù comprende in massima parte specie epifite e in qualche caso litofite.
Hanno fusti a crescita prevalentemente monopodiale (ossia con un solo "piede" vegetativo) ma in alcuni generi (p.es Polystachya) lo sviluppo può essere sinpodiale. Sono prive di pseudobulbi.
I fiori possono avere colorazioni estremamente variabili, dal bianco di molte specie di Angraecum al blu di Vanda coerulea, dal giallo di Ascocentrum miniatum all'arancione di Ossiculum aurantiacum, per non parlare dell'estrema varietà di colori e loro combinazioni osservabile nelle diverse specie di Phalaenopsis, uno dei generi di maggiore interesse in orticoltura.
Gli esatti rapporti filogenetici di questa tribù sono ancora poco noti e la sua tassonomia si basa ancora largamente sulle caratteristiche morfologiche dei fiori. Solo pochi studi di biologia molecolare sono stati fatti per ottenere una classificazione basata su evidenze derivate da analisi del DNA.
Il primo a circoscrivere la tribù fu, nel 1826, il botanico inglese John Lindley (1799-1865), che assegnò a questo taxon anche un cospicuo gruppo di specie americane, oggi attribuite alle Maxillarieae.
La tribù fu elevata al rango di sottofamiglia da Dressler nel 1981, che propose la separazione delle Vandoideae dalle Epidendroideae. Alcuni anni più tardi, nel 1989, lo stesso autore riconobbe che le differenze morfologiche tra i due raggruppamenti non erano tali da giustificarne la separazione e tornò a considerarli come un'unica sottofamiglia. Nella sua classificazione delle Orchidaceae del 1993 infine propose la suddivisione della tribù Vandeae in 3 sottotribù: Aeridinae, Angraecinae e Aerangidinae..
Il carattere monofiletico del raggruppamento delle Vandeae fu confermato nel 1999 da Freudenstein e Rasmussen i quali evidenziarono una relazione filogenetica con il raggruppamento delle Polystachyinae (sino ad allora collocato nella tribù delle Epidendreae), dato confermato anche da successivi studi basati su evidenze molecolari.
La classificazione di Chase (2003) accogliendo tali osservazioni riconosceva pertanto 4 sottotribù: Aerangidinae, Aeridinae, Angraecinae e Polystachyinae.
123(EN) Chase M.W., Cameron K.M., Freudenstein J.V., Pridgeon A.M., Salazar G., van den Berg C., Schuiteman A., An updated classification of Orchidaceae, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol.177, n.2, 2015, pp.151-174, DOI:10.1111/boj.12234.
↑van den Berg C., Goldman D.H., Freudenstein J.V., Pridgeon A.M., Cameron K.M. & Chase M.W., An overview of the phylogenetic relationships within Epidendroideae inferred from multiple DNA regions and recircumscription of Epidendreae and Arethuseae (Orchidaceae), in American Journal of Botany, vol.92, n.4, 2005, pp.613-624.
(EN) Chase M.W., Cameron K.M., Freudenstein J.V., Pridgeon A.M., Salazar G., van den Berg C. & Schuiteman A., An updated classification of Orchidaceae (PDF), in Botanical Journal of the Linnean Society, 177 (2), 2015, pp.151-174.