| Verde di Scheele | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| idrogenoarsenito di rame(II) | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | AsCuHO3 |
| Massa molecolare (u) | 187,474 |
| Aspetto | polvere giallo-verde |
| Numero CAS | numero CAS non valido |
| Numero EINECS | 233-644-8 |
| PubChem | 25130 |
| SMILES | O[As]([O-])[O-].[Cu+2] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Solubilità in acqua | insolubile |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| Frasi H | 331 - 301 - 401 |
| Verde di Scheele | |
|---|---|
| Coordinate del colore | |
| HEX | #478800 |
| sRGB1 (r; g; b) | (71; 136; 0) |
| CMYK2 (c; m; y; k) | (48; 0; 100; 47) |
| HSV (h; s; v) | (89°; 100%; 53%) |
| Riferimento | |
| https://www.colorhexa.com/ | |
| 1: normalizzato a [0-255] (byte) 2: normalizzato a [0-100] (%) | |
Il verde di Scheele o verde svedese è una miscela di arseniti di rame, indicata in genere con la formula approssimativa CuHAsO3, ma altre volte anche come Cu3(AsO3)2 o Cu(AsO2)2. Preparato per la prima volta nel 1775 da Carl Wilhelm Scheele, è un composto giallo-verde usato in passato per colorare tessuti e carta da parati, nonché come pigmento per artisti. Viene elencato nel Colour Index come CI 77412/Pigment Green 22. L'uso fu abbandonato sia per la sua tossicità che per l'instabilità del colore in presenza di solfiti e altri inquinanti atmosferici.

Il pigmento fu ottenuto da Scheele nel 1775, ma i risultati furono pubblicati nel 1778 senza specificare in dettaglio il procedimento di sintesi. Scheele partì da una soluzione di carbonato di sodio a una temperatura di circa 90 °C, cui aggiunse lentamente ossido di arsenico(III), mescolando continuamente fino a completa dissoluzione. La soluzione di arsenito di sodio così preparata fu aggiunta a una soluzione di solfato di rame, ottenendo un precipitato verde di arsenito di rame insolubile. Dopo la filtrazione il prodotto fu essiccato a circa 45 °C. Per migliorare il colore, il sale fu successivamente riscaldato a 60-70 °C. Il composto divenne noto come "verde di Scheele" o "verde svedese". Fu usato principalmente su tessuti e carta da parati, e anche dagli artisti, perché a quel tempo avevano a disposizione pochi colori verdi.
Problemi tecnici di preparazione fecero sì che la tonalità di colore non fosse sempre identica, essendo dipendente dal rapporto rame:arsenico, a sua volta influenzato dal rapporto tra i materiali di partenza, nonché dalla temperatura. Ciò portò alla fabbricazione di numerose varianti, ed è ora noto che il verde di Scheele è in realtà una miscela di composti come metaarsenito di rame(II) (Cu(AsO2)2), idrogenoarsenito di rame(II) (CuHAsO3), arsenito di rame(II) triidrato (Cu(AsO3)2⋅3H2O), ortoarsenito di rame(II) diidrato (Cu3As2O6⋅2H2O) e diarsenito di rame(II) diidrato (Cu2As2O5⋅2H2O).
Il verde di Scheele ebbe un successo limitato, e i tentativi di migliorarne le caratteristiche portarono allo sviluppo di nuovi pigmenti come il verde di Parigi, più stabile ma altrettanto tossico, commercializzato dopo il 1814.