Wakumusubi

Wakumusubi (ワクムスヒ?, nel Kojiki 和久産巣日神?, nel Nihon Shoki 若産霊?) è un kami della mitologia giapponese.

Nel Kojiki egli generò Toyouke-hime, la dea del cibo, mentre nel Nihon Shoki dal suo corpo nacquero i bachi da seta e i Cinque Grani.

Descrizione

Kojiki

Nel Kojiki compare nel capitolo dedicato alla nascita degli dei (kamiumi). Izanami mentre partoriva il kami del fuoco Kagutsuchi si ustionò e si ammalò gravemente. Si narra che dalla sua urina nacque la dea dell'acqua Mizuhanome e, successivamente, Wakumusubi. Egli ebbe come figlia Toyouke-hime, dea del cibo.

Nihon Shoki

Appare nella seconda versione alternativa del Nihon Shoki. Mentre Izanami sta per morire dopo aver dato alla luce Kagutsuchi, il dio del fuoco, genera Haniyama-hime, la dea della terra, e Mizuhanome, la dea dell'acqua. Si narra che Kagutsuchi abbia poi sposato Haniyama-hime, dando vita a Wakumusubi. Si dice inoltre che sulla testa di questa divinità siano nati il baco da seta e il gelso, mentre dal suo ombelico siano spuntati i cinque grani.

Si tratta di un mito sull'origine del cibo, simile a quello di Ōgetsuhime nel Kojiki e di Uke-Mochi nell'undicesima versione alternativa del Nihon Shoki. Tuttavia, mentre le storie di queste due divinità narrano di chicchi nati da un cadavere, la storia di Wakumusubi non prevede una morte. Pertanto, sebbene la forma semplice del mito di Wakumusubi fosse un tempo considerata più antica, ora si ritiene che sia una versione semplificata del "mito di Hainuwele", di cui rimane solo il finale.

Culto

È venerato, tra l’altro, presso il Santuario di Atago (Kyoto), il Santuario di Takekoma (Prefettura di Miyagi), il Santuario di Asaka Kunizukuri (Prefettura di Fukushima) e il Santuario di Magata (Prefettura di Chiba).

Note

  1. ↑ (EN) Wakumusubi, su A History of Japan - 日本歴史. URL consultato il 13 novembre 2020.
  2. ↑ (EN) Kadoya Atsushi, Toyoukehime, in Encyclopedia of Shinto, Università Kokugakuin. URL consultato il 14 novembre 2020.
  3. ↑ (EN) Yumiyama Tatsuya, Wakumusuhi, in Encyclopedia of Shinto, Università Kokugakuin. URL consultato il 28 settembre 2021.