| 2038: la rivolta | |
|---|---|
| Autore | Francesco Grasso |
| 1ª ed. originale | 2000 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | fantascienza, distopico |
| Lingua originale | italiano |
| Ambientazione | Napoli del futuro 2038 |
| Protagonisti | Lara Mastrantuono |
| Altri personaggi | Masaniello, Joseph B. Sarrese |
2038: la rivolta è un romanzo di fantascienza di Francesco Grasso pubblicato per la prima volta nel dicembre 2000. È vincitore del Premio Urania 2000.
Il romanzo fu presentato al Premio Urania con il titolo Masaniello è tornato e vinse l'edizione del 2000. Il caporedattore di Urania cambiò il titolo in 2038: la rivolta per raggiungere un pubblico più ampio e sottolineare che i problemi rappresentati non riguardavano soltanto Napoli. Il volume uscì nel dicembre 2000 come n. 1403 di Urania, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore.
Nel 2003, con l'autorizzazione dell'autore e di Mondadori, Liber Liber inserì il romanzo nella propria biblioteca digitale e lo rese liberamente consultabile. Una nuova edizione elettronica uscì nel 2018. Nel 2022 Liber Liber ne pubblicò anche un audiolibro, letto da Franco Sgrignoli.
Nel 2038 Napoli è segnata dalla povertà, dall'ingiustizia sociale e da un sistema di potere che estende il controllo delle vite individuali a strutture politiche ed economiche europee. Nell'ambito del Progetto 82, Joseph B. Sarrese diffonde per conto della SSI l'exitrazina, un enzima transgenico venduto dagli spacciatori come Sale Lucente, progettato per modificare in modo ereditario alcuni comportamenti e favorire obbedienza e disciplina.
La giornalista Lara Mastrantuono indaga sulla figura di Masaniello e nel corso della ricerca scopre l'esistenza del Progetto 82. Masaniello è un giustiziere mascherato che vuole vendicarsi dei responsabili della propria sorte e di quella della madre, resa tossicodipendente. L'exitrazina lo ha trasformato in un mutante dotato di capacità rigenerative eccezionali, ma segnato da deformazioni fisiche e da una morte precoce.
Grazie alle azioni di Lara, attorno a Masaniello si forma un movimento di resistenza che ne fa il proprio simbolo. Dopo la distruzione di un deposito di exitrazina a Sant'Anastasia, la crociata personale del giustiziere si trasforma progressivamente in un'insurrezione popolare; i suoi sostenitori, detti "lazzari", organizzano rivolte nelle carceri e al porto, bloccano le comunicazioni, assaltano caserme, colpiscono i trafficanti della sostanza e diffondono proclami. In un proclama datato 29 giugno 2038, Masaniello afferma di avere già combattuto nella battaglia di Bagnoli e di avere iniziato a Sant'Anastasia la propria offensiva contro la droga.
Nell'epilogo Lara abbandona il ruolo distaccato di cronista e decide di dedicarsi alla ricostruzione della città; destina inoltre i proventi del proprio resoconto al Fondo Sociale Masaniello.
Giornalista idealista, indaga su Masaniello e sul Progetto 82; le sue azioni contribuiscono a formare il movimento di resistenza che fa del giustiziere il proprio simbolo. Nell'epilogo si dedica alla ricostruzione di Napoli.
Giustiziere mascherato mutato dall'exitrazina, possiede capacità rigenerative fuori dal comune ed è segnato da deformazioni fisiche e da una morte precoce. Inizialmente mosso dalla vendetta personale, diventa il simbolo della rivolta popolare.
Responsabile della sperimentazione del Progetto 82 per conto della SSI, dirige la diffusione dell'exitrazina tra la popolazione scelta come campione.
Patrycja Przełucka legge la Napoli del 2038 come lo scenario di una catastrofe politico-civile prodotta dall'abuso di potere. Nella sua analisi, il controllo delle vite individuali si estende a strutture politiche ed economiche europee. Il romanzo, osserva Przełucka, inizia in medias res e contrappone la vendetta individuale di Masaniello alla resistenza collettiva che si forma attorno alla sua figura attraverso l'azione di Lara Mastrantuono. Secondo la studiosa, la linea narrativa di Lara conserva un messaggio di speranza, pur escludendo la possibilità di tornare a una condizione di innocenza precedente alla crisi.
Przełucka individua nel romanzo tre principali trasfigurazioni del presente. La rivolta popolare riprende i movimenti antisistema degli anni sessanta; il Progetto 82 trasfigura tentativi eugenetici di eliminare i cosiddetti mali sociali attraverso la genetica e l'ereditarietà; gli scontri immaginati a Napoli trasferiscono in Italia forme di protesta e repressione osservate alla fine degli anni novanta in altre città occidentali. Nelle conclusioni della tesi, Przełucka considera 2038: la rivolta un'opera impegnata contro le tendenze neofasciste nella politica contemporanea dei paesi occidentali.