| Bloodbusters | |
|---|---|
| Autore | Francesco Verso |
| 1ª ed. originale | 2015 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | fantascienza, distopico, satirico |
| Lingua originale | italiano |
| Ambientazione | Roma, Italia del futuro |
| Protagonisti | Alan Costa |
Bloodbusters è un romanzo di fantascienza distopica di Francesco Verso, vincitore, insieme a L'impero restaurato di Sandro Battisti, del Premio Urania 2014, assegnato per la prima volta ex aequo nella storia del concorso; fu pubblicato da Mondadori nel 2015 nella collana Urania e tradotto in inglese.
Il Premio Urania 2014, 26ª edizione, fu assegnato per la prima volta ex aequo nella storia del concorso a Bloodbusters e a L'impero restaurato di Sandro Battisti. I due romanzi furono pubblicati insieme nel novembre 2015 nel volume Il sangue e l'impero, numero 1624 della collana Urania di Mondadori. Nel 2020 Future Fiction pubblicò una nuova edizione italiana; nello stesso anno uscì nel Regno Unito, per Luna Press Publishing, l'edizione inglese tradotta da Sally McCorry.
In un'Italia prossima futura, il sangue è diventato moneta legale per il pagamento delle imposte. L'Ematogen Company istituisce gli ematori fiscali, detti bloodbusters, per riscuotere il tributo ematico dagli evasori.
Alan Costa, ex militare segnato dalle ferite riportate in combattimento, lavora come agente ematoriale e pattuglia una Roma grottesca a bordo della propria taxbulance, veicolo per prelievi forzati di sangue. Durante una missione incontra Anissa Malesano, donatrice compulsiva che evita la tassazione ematica e fa parte del gruppo clandestino Robin Blood. Tra i due il conflitto iniziale lascia progressivamente spazio all'attrazione, in un rapporto che mette in crisi dovere e principi personali. Il figlio di Anissa, Nicola, viene accolto da Alan durante la latitanza della madre. Alan scopre i legami del proprio capo con politici corrotti ed evasori e deve fronteggiarne i tentativi di ricatto; nella stessa società il sangue alimenta anche un mercato di emoderivati, tra cui le barrette Ematogen consumate dalla popolazione. Alla fine Alan abbandona la divisa, paga la cauzione di Anissa con il proprio sangue e sconta alcuni mesi di carcere.
Per Rachel Cordasco, il romanzo unisce intrigo economico e politico e ritmo d'avventura a partire dalla tassazione in sangue; Jonathan Thornton vi legge invece una distopia che fa una satira dei sistemi fiscali e burocratici che gravano soprattutto sui poveri e sugli emarginati, mentre ricchi e grandi imprese riescono a sottrarsi alle conseguenze della legge. Thornton collega inoltre questa disparità a un sistema fiscale usato come strumento di profitto, che alimenta la corruzione invece di sostenere i servizi e le infrastrutture cui dovrebbe essere destinato.
Carmine Treanni osserva che nel romanzo il sangue non serve soltanto al pagamento delle imposte, ma diventa una risorsa economica che può essere scambiata, venduta, acquistata e accumulata; anche la pensione viene calcolata in base al sangue versato. Per Thornton, la trasformazione del corpo in risorsa economica si accompagna a umorismo nero, orrore grottesco e componenti pulp; invenzione e umorismo rendono più efficace il messaggio sociale del romanzo.
Cordasco vede una Roma in cui passato e presente convivono tra rovine e laboratori tecnologici, infrastrutture antiche e fabbriche abbandonate, in una distopia vicina al mondo contemporaneo. Per Thornton, il carattere grottesco di Roma nasce dall'accentuazione, a fini drammatici e comici, tanto del fascino quanto del degrado; il romanzo mantiene inoltre un equilibrio tra umorismo e orrore e presenta numerose scene d'azione. Treanni giudica la trama lineare, scandita da colpi di scena e momenti d'azione, e considera ben delineati i personaggi, soprattutto nei rapporti tra Alan, Anissa e Nicola. Thornton si sofferma invece sulla voce narrante di Alan, descritto come cinico e volutamente sgradevole; proprio i suoi comportamenti precedenti danno maggior rilievo al gesto compiuto nel finale.